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Province (131)

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Sezione principale: Province

Voto in Sicilia, crollo del Pd ( da "Gazzetta di Reggio" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (- 8,92%).

Il centrodestra pigliatutto ( da "Provincia di Cremona, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (-8,92%).

Sui grandi temi della città ci vuole una cabina di regia ( da "Arena, L'" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: con misure che toccheranno banche e petrolieri, ma prevedono anche l'abolizione delle Comunità Montane e la cancellazione delle Province metropolitane. Per fronteggiare il caro gasolio, verrà portata avanti la proposta di abolire la tassa di circolazione sull'autotrasporto e la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti.

Nove Province da abolire ( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province delle aree metropolitane. Sono nove, già previste dal Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto 2000, e cioè quelle di Genova, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra.

Sicilia, valanga di voti per il centro-destra alle amministrative crollo di pd e sinistra ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: tornate elettorali ravvicinate e forse perchè ultimamente hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province. L'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti provinciali (-8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno. Per la Provincia di Catania, dopo 300 sezioni scrutinate su 1.

Nucleare, i criteri per i siti on-line le ricette del medico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Via le Province delle aree metropolitane (ne sparirebbero ben 9) e abolizione delle Comunità montane. Tutte. Governo al lavoro da fine anno per individuare siti su cui realizzare impianti per energia nucleare. Sono alcune delle ipotesi allo studio che potrebbero arrivare domani sul tavolo del governo per dare forma alla manovra 2009-

Sicilia, 8 province a 0 per il centrodestra ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perché nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (- 8,92%).

Il governo pensa di abolire la provincia di firenze - massimo vanni ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ministro per le riforme del Pd Vannino Chiti invita a non discutere astrattamente di Province sì - Province no: "Occorre assegnare loro un ruolo più consono e credo debbano essere le Regioni e le autonomie a decidere quante Province servono". Di pari passo però, aggiunge Chiti, "deve proseguire la costruzione delle città metropolitane che hanno un carattere alternativo alle Province".

La provincia potrebbe scomparire ( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Si torna a parlare dell'abolizione della Provincia di Prato e si rianima un dibattito mai sopito sull'utilità o l'inutilità dell'ente. Stavolta ad accendere la miccia ci ha pensato un lancio dell'agenzia Ansa delle 17,24: un anticipazione delle misure che il governo Berlusconi medita di inserire nella prossima manovra.

La provincia prepara la resistenza - eleonora capelli ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione "in toto" della Provincia significherebbe accettare implicitamente l'inutilità del lavoro dei suoi oltre mille dipendenti. "Non bisogna chiudersi nel ruolo gretto e meschino di chi teme di essere "abolito" - dice Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio Provinciale - ma se si pensa di risparmiare lasciando a casa i 36 consiglieri provinciali di Palazzo Malvezzi si commette

"abolire le province? come nel fascismo" - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: tempo che si dibatte sui costi della politica, sull'abolizione di alcuni enti. "Ma c'è una Costituzione che prevede quali sono i compiti di Comuni, Province e Regioni e non si può sic et simpliciter fare una cosa del genere. Stiamo lavorando col Comune di Bari da più di anno e stiamo cercando di capire in che modo noi ci dobbiamo proporre quando definitivamente ci sarà affidata l'

LA SCURE del governo contro gli sprechi delle pubbliche amministrazioni si abbatt ( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Sono sempre stato scettico sul fatto che si arrivi davvero all'abolizione delle province", commenta Luciano Lorusso, della Rsu della provincia di Firenze. "Anche perché c'è da capire prima il destino dei comuni che non faranno parte delle aree metropolitane". "Come se non bastasse ? aggiunge ? le province hanno ancora molte e importanti competenze.

Sulla nuova Provincia pesa l'area metropolitana ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: contro le aree metropolitane ma si è anche sentito delle Comunità montane. Aboliscano gli enti inutili, non tutti a caso. Non faccio commenti nel merito di queste presunte abolizioni senza le dovute verifiche, se no si alimenta solo un inutile polverone". L'area metropolitana milanese dovrebbe essere la futura istituzione che prenderà il posto dell'attuale Provincia di Milano senza,

La Provincia potrebbe sparire I poteri a Palazzo d'Accursio ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: riguarderebbe anche l'area di Bologna assieme a quella di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni.

Spariscono le Province ( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dovrebbe arrivare prima della data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Il piano per l'abolizione delle Province delle aree metropolitane si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevedeva l'istituzione di nove città metropolitane.

Manovra, scure sulle Province ( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: liberalizzazioni e tagli alla macchina burocratica, a partire da comunità montane, province metropolitane, enti inutili. Via le province delle aree metropolitane (ne sparirebbero ben 9) e abolizione per le comunità montane, tutte. E poi Governo al lavoro da fine anno per individuare siti su cui realizzare impianti per energia nucleare.

Carovita, Durnwalder taglia <Via il ticket per i ricoveri> ( da "Corriere Alto Adige" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Lo ha assicurato il presidente della Provincia, Luis Durnwalder ieri al termine della seduta di giunta. L'esecutivo varerà l'1 luglio il pacchetto di iniziative contro il carovita, che comprenderà anche l'abolizione del contestatissimo ticket di 10 euro al giorno, entrato in vigore cinque anni fa.

Il presidente Penati invitato a Roma <Pronti a discutere della città metropolitana> ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: nella nuova finanziaria potrebbe esserci anche l'abolizione della Provincia di Milano. Ma il presidente Filippo Penati non si preoccupa più di tanto, perché ieri durante il vertice con il ministro Maroni c'è stato un tête-à-tête interessante. Il ministro avrebbe chiesto a Penati: "Ma la facciamo questa città metropolitana?

Aboliti gli enti con meno di 50 addetti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: invece, appare il meccanismo per l'abolizione delle Province corrispondenti alle 8 città metropolitane: la soppressione scatterebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra e le competenze verrebbero poi trasferite ai grandi Comuni da Stato e Regioni.

Piano di riduzione delle Province Il governo vuole eliminare Venezia ( da "Corriere del Veneto" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione, secondo l'ipotesi del governo, scatterebbe dalla prima data di scadenza delle Province successiva alla riforma. "L'abolizione non si può fare per decreto", commenta però il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Il progetto A Venezia Zoggia è stato eletto nel 2004 e si dovrebbe dunque tornare alle urne l'

Giorgetti: <Al momento è solo una delle ipotesi> ( da "Corriere del Veneto" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: REDAZIONALE Il sottosegretario all'Economia Giorgetti: "Al momento è solo una delle ipotesi" VENEZIA - "E un'ipotesi, al momento è soltanto un'ipotesi anche se concreta". Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, preferisce non spingersi troppo in là nel commentare la possibile abolizione delle Province nelle aree metropolitane.

Correttore di nozze ( da "Corriere di Bologna" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-06-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Figurine di LUCA BOTTURA Correttore di nozze Primi effetti dell'abolizione della Provincia: Maurizio Cevenini, pur di continuare a sposare chiunque gli passi a meno di due metri, ha preso la cittadinanza di Las Vegas. luca@bottura.net.

Il governo accelera: addio alla Provincia ( da "Corriere di Bologna" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province della aree metropolitane rientrebbe addirittura nella prossima manovra. La cancellazione diventerebbe effettiva alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Si tratta di una modifica costituzionale che richiede tempi più lunghi, ma in linea di principio è possibile farcela entro il 2009.

ROMA Cancellazione in tempi rapidi delle Comunità montane e abolizione delle nove Province rel ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Chiudi ROMA Cancellazione in tempi rapidi delle Comunità montane e abolizione delle nove Province relative a città in cui esistono aree metropolitane: Roma, Milano e altre sette. C'è anche questo riassetto istituzionale nella manovra anticipata che il governo varerà domani e che comporterà per i ministeri risparmi di spesa per 17 miliardi in tre anni.

Ritorno all'antico? ( da "Gazzetta del Sud" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 500 euro ROMA Ecco alcune delle "ipotesi" oltre allo "sconto automatico" per fronteggiare il caro-benzina e all'abolizione delle province nelle grandi aree metropolitane che potrebbero arrivare domani sul tavolo del governo per dare fisionomia alla manovra 2009-2011: potrebbe arrivare l'abolizione del divieto di cumulo tra salario e pensione;

Più che un'ipotesi ( da "Gazzetta del Sud" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Verso l'abolizione delle province nelle aree metropolitane ROMA Per l'abolizione delle Province nelle aree metropolitane misura che sarebbe allo studio del Governo quest'ultimo si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevede l'istituzione di 9 città metropolitane: Torino,

Taglio per 9 grandi enti i piccoli si salvano tutti Ieri una nuova ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di queste Province, in attesa di creare le Aree Metropolitane, sarebbe una delle misure allo studio del Governo nella imminente manovra. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei rispettivi Consigli. Indirettamente la notizie, diffusa ieri, ha fatto fare un sospiro di sollievo ai fermani che aspettano,

Tremonti, il garante della privacy ( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione, l'abolizione dell'elenco clienti e fornitori per le imprese e anche del libro matricola e del libro paga. Per accelerare la deregolamentazione del mercato del lavoro, il ministro ministro del welfare, Maurizio Sacconi, proporrà l'abrogazione delle norme sulle dimissioni volontarie,

Metropoli senza le province ( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Abolizione totale delle comunità montane e soppressione delle province nelle aree metropolitane. L'idea di eliminare gli enti montani sostenuta anche dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, fa discutere. Il presidente dell'Uncem, Enrico Borghi, ha replicato a Brunetta evidenziando come le comunità montane con un costo per lo stato di 154 milioni l'

In Finanziaria tagli da otto miliardi Via le Province e sconti su benzina ( da "TgFin.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: VIA LE PROVINCE METROPOLITANE Si va verso l'abolizione delle Province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) e si pensa alla soppressione delle comunità montane. Altra ipotesi sul tavolo è quella di trasferire le funzioni e le risorse umane delle stesse comunità a Comuni e Province.

Abolizione delle Province a Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli ( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: riduzione della pressione fiscale generale e diminuzione della spesa pubblica. Con il riflesso della spinta allo sviluppo della crescita economica. Fra i provvedimenti che certamente faranno discutere - anche le forze politiche - l'abolizione delle comunità montane e la soppressione delle Province delle aree metropolitane,

Finanziaria, ecco gli interventi più importanti ( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dovrebbe arrivare prima della data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Il piano per l'abolizione delle Province delle aree metropolitane si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevedeva l'istituzione di nove città metropolitane.

Tra le richieste della categoria, l'aumento degli stipendi netti per rilanciare i consumi ( da "Arena.it, L'" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: con misure che toccheranno banche e petrolieri, ma prevedono anche l'abolizione delle Comunità Montane e la cancellazione delle Province metropolitane. Per fronteggiare il caro gasolio, verrà portata avanti la proposta di abolire la tassa di circolazione sull'autotrasporto e la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti.

L'INCONTRO. Il sottosegretario Alberto Giorgetti da Confcommercio ( da "Arena.it, L'" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: con misure che toccheranno banche e petrolieri, ma prevedono anche l'abolizione delle Comunità Montane e la cancellazione delle Province metropolitane. Per fronteggiare il caro gasolio, verrà portata avanti la proposta di abolire la tassa di circolazione sull'autotrasporto e la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti.

Di Palma: Abolizione delle Province? Serve un confronto ( da "Denaro, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Napoli enti locali Di Palma: Abolizione delle Province? Serve un confronto Le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. E una delle misure allo studio per la messa a punto della prossima manovra.

Manovra, via le Province ( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Tra le norme rientrerà con ogni probabilità l'abolizione del divieto di cumulo tra redditi da pensione (vecchiaia,

Scure sulle province, è polemica ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Apprendiamo dalla stampa dell'intenzione del Governo di abolire le Province metropolitane. Passare dalla costruzione delle aree metropolitane all'abolizione pura e semplice delle Province, mi sembra davvero un'ipotesi originale". A sostenerlo è Fabio Melilli, presidente dell'Upi, l'Unione delle Province d'Italia e della provincia di Rieti.

Centrodestra pigliatutto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè ultimamente hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province. L'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti provinciali (- 8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno.

Lotta agli sprechi: il Governo si muove ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: con la reintroduzione della possibilità di cumulo dei redditi da lavoro e pensione. Ci saranno inoltre i criteri per l'individuazione dei siti delle centrali nucleari e l'abolizione delle province coincidenti con le città metropolitane. Tuttavia, in continuità coi provvedimenti approvati dal governo precedente coi pacchetti Bersani,

Centrodestra a valanga conquista otto province ( da "Corriere Adriatico" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (- 8,92%).

La manovra finanziaria ( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E poi via le province delle aree metropolitane (ne sparirebbero 9) e abolizione per le comunità montane. Tutte. E governo al lavoro da fine anno per individuare siti su cui realizzare impianti per energia nucleare. Ecco in sintesi le novità emerse ieri e quelle già circolate nei giorni scorsi.

CANCELLATO IL TETTO DI 30 MESI PER I PRECARI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle comunità montane e lo stop alla nascita di nuove province, la novità di ieri riguarda la soppressione di 9 province delle "aree metropolitane": Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. La norma, mai attuata, era già prevista dal Testo unico sugli enti locali del 2000 (la funzione della provincia va alla città metropolitana)

TRICESIMO Firme per abolire le ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: TRICESIMOFirme per abolirele Province Da domani, nell'ufficio anagrafe del Comune di Tricesimo, su iniziativa del consigliere Paolo Saccardo, sarà possibile firmare per l'abolizione delle Province. La proposta di legge, depositata alla Corte Suprema di Cassazione in data 7 marzo 2008, fa parte di un percorso preciso descritto nel sito www.

Le province delle aree metropolitane, ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Il presidente della Provincia di Venezia, Zoggia, si dice pronto a discuterne, ma rifiuta che tali decisioni vengano prese per decreto.

Cacciari: ne parlano da 15 anni, non faranno un bel niente Zoggia: pronti a discuterne, ma niente taglio per decreto ( da "Gazzettino, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: magari aboliranno le Province, compresa quella di Venezia, ma la città metropolitana del capoluogo lagunare resterà com'è da anni: solo e semplicemente sulla carta.L'annuncio dell'abolizione delle province delle aree metropolitane - e nell'elenco delle 9 città metroplitane c'è anche Venezia - non preoccupa più di tanto il sindaco Cacciari: "

Province metropolitane e comunità montane, arrivano i tagli ( da "Panorama.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Passare dalla costruzione delle aree metropolitane all'abolizione pura e semplice delle Province, mi sembra davvero un'ipotesi originale. A sostenerlo è Fabio Melilli, presidente dell[2] Upi, l'Unione delle Province d'Italia e della provincia di Rieti. ''Sono certo che la riflessione del Governo sarà più approfondita e non improvvisata.

Manovra: sconto sulla benzina. Verso l'abolizione del divieto di cumulo per le pensioni ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Previste anche una stretta su Regioni ed enti locali e l'abolizione delle province delle aree metropolitane. Da banche, assicurazioni e Robin tax il Governo conta di incassare 2,5 miliardi complessivi di maggior gettito. Nel dettaglio, dalla Robin Hood tax, a carico delle compagnie petrolifere, il gettito atteso è di 1 miliardo.

Bresso: "Prima si taglino prefetture e Camere di commercio" ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Dopo decenni di dibattiti sull'inutilità delle Province, regolarmente smentita dall'aumento delle deleghe trasferite dalle Regioni e dalle richieste di assistenza dei Comuni, il Governo sembra voler fare sul serio. Ieri è arrivato l'annuncio dell'imminente abolizione, non si capisce se per decreto o con un disegno di legge.

Comunità montana: proccupati i 15 impiegati degli uffici di Millesimo ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ABOLIZIONE DELL'ENTE Comunità montana: proccupati i 15 impiegati degli uffici di Millesimo Comunità Montana, si va davvero verso l'abolizione? a Millesimo la preoccupazione degli impiegati dell'ente montano è riassunta dal segretario della Comunità Montana Alta Val Bormida, Andrea Marenco: "C'è sicuramente un clima di incertezza che non può rasserenare.

Manovra: sì al piano per l'emergenza abitativa, cancellata la tracciabilità dei pagamenti ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: oggetto e compenso della collaborazione in via preventiva. Proposta l'abolizione della legge per combattere le dimissioni in bianco. Nella manovra si propone l'abolizione per decreto della legge per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco. Aspettativa per i dipendenti pubblici che si mettono in proprio.

Finanziaria/ Incontro governo-Regioni. Sul tavolo l'addio alle Province. Ma sulle aree metropolitane ( da "Affari Italiani (Online)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il confronto non è stato facile ed è stato quindi aggiornato a domani prima della riunione del Cdm che darà l'approvazione finale alle misure. Sul tavolo diverse questioni: dai risparmi, all'abolizione di 9 Province, alla formazione di aree metropolitane. Ma l'accordo sembra ancora lontano: tante le lamentele al termine del confronto da parte degli esponenti degli Enti Locali,

Province/ Se via libera ad abolizione, scontro elettorale Moratti-Penati ( da "Affari Italiani (Online)" del 17-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Provincia di Milano fino al 2010, con il conseguente stop alla costituenda Provincia di Monza, lo scioglimento della Provincia di Lodi e il voto anticipato al Comune di Milano". Lo propone Roberto Caputo, consigliere provinciale dello Sdi. "Nel 2010, quindi, si voterebbe per la Regione Lombardia e si potrebbe votare anche per la grande Città Metropolitana che addirittura sottrarrebbe

Tagli in vista per 3,4 miliardi, sotto la scure le Province ( da "Cittadino, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ma ci saranno anche molti tagli (si è parlato dell'abolizione delle province e delle comunità montane). Novità anche per imprese e lavoro (per le prime si eliminano, ad esempio, la tenuta del registro fornitori e clienti) e le pensioni (salta, probabilmente con il decreto, il divieto di cumulo tra redditi da pensione e lavoro).

Gli enti locali: manovra inaccettabile ( da "Centro, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Servono risposte più precise sulla nascita delle città metropolitane, sull'ipotesi di abolizione delle Comunità montane, sull'intervento a sostegno di Roma. Il ministro Fitto ci ha detto che ne sta discutendo in queste ore". Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è il grande mediatore. Stamani ci sarà un nuovo incontro fra Regioni, enti locali e governo.

La provincia da abolire penati: "il governo chiarisca" ( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: che cancella nove Province, non sappiamo se è prevista la costituzione delle città metropolitane o se invece, come temo, si tratta solo di un annuncio propagandistico sul contenimento della spesa". Penati sarebbe anche favorevole all'abolizione delle Province, almeno quelle delle grandi città, "ma solo se si realizza un percorso che faciliti la nascita delle città metropolitane"

Abitazioni signorili nascoste e così l'ici la pagano in pochi ( da "Nuova Venezia, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Così a beneficiare dell'abolizione dell'Ici sono state circa 100 mila famiglie veneziane, proprietarie di altrettante case, visto che il 70 per cento delle abitazioni presenti nel Comune rappresentano prime case. Dal computo bisogna togliere, oltre alle case signorili - categoria A1 - anche le ville e i palazzi di pregio (categorie A8 e A9)

Ne faranno le spese i piccoli agricoltori ( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Sull'abolizione dell'Ici interviene il vicepresidente della Provincia: tagli a fondi e finanziamenti "Ne faranno le spese i piccoli agricoltori" PISA. "L'abolizione totale dell'Ici sarà pagata con tagli ad altri settori, che costeranno molto soprattutto all'agricoltura e ai piccoli Comuni".

Provincia, una sorte incerta - francesca gori ( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: interpretazione più convincente sulle indiscrezioni pubblicate fino ad ora - ha detto - mi sembra quella del presidente della provincia di Roma Zingaretti, per cui l'abolizione delle province di area metropolitana riguarderebbe i capoluoghi. Nel caso dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia quindi, l'unica provincia ad essere abolita sarebbe quella di Firenze".

Regioni in rivolta<a rischio serviziper sanità e trasporti> ( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: a proposito del decreto che dovrebbe portare ad una immediata abolizione di nove province e delle comunità montane. Quest'ultimo provvedimento preoccupa in modo particolare gli amministratori regionali, visto che l'eliminazione delle Province dovrebbe far ricadere su Regioni e Comuni alcune delle competenze gestite finora dagli enti intermedi.

Mondello: con la cittàmetropolitana servela provincia di chiavari ( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: "Allora la Provincia aveva pochissime occupazioni: manicomi, strade e poco altro - racconta - però dopo le cose non sono migliorate di molto. Per questo, oggi come allora, mi dichiaro favorevole all'abolizione delle Province". Dalla Liguria arriva un'altra voce fuori dal coro.

MONZA <NON CI CREDO che la Provincia di Monza e Brianza non ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: la Provincia di Milano ha già speso 10 milioni di euro e ne ha stanziati altri 22, mentre lo stesso Commissario di Governo ha impegnati 46milioni di euro per realizzare le sedi periferiche dello Stato in Brianza. Le ragioni del risparmio o del contenimento delle spese per giustificare l'abolizione della nuova Provincia non sarebbero valide se non al costo di altri sprechi. M.Ag.

Scure di Governo e giochi di potere Così la Provincia diventa un Risiko ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: eliminazione delle Comunità montane in pianura e, l'ultima lunedì sera, l'abolizione delle cosiddette Province delle aree metropolitane. Non è ancora chiaro se i vari tagli agli enti locali siano complementari o alternativi l'uno con l'altro. Il puzzle dovrebbe essere composto dal Governo nei prossimi giorni ma, intanto,

La Brianza non diventerà periferia di Milano ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: In questo contesto, la provincia di Monza e Brianza ha tutte le ragioni di esistere perché è riconosciuta come un'area omogenea, diversa dalla periferia di Milano. Inoltre, l'eventuale abolizione dell'area metropolitana rafforzerebbe la richiesta di autonomia della Brianza da Milano.

ROMA - ( da "Libertà" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Servono risposte più precise sulla nascita delle città metropolitane, sull'ipotesi di abolizione delle Comunità montane, sull'intervento a sostegno di Roma. Il ministro Fitto ci ha detto che ne sta discutendo in queste ore". Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è il grande mediatore. Stamani ci sarà un nuovo incontro fra Regioni, enti locali e governo.

Oggi il governo vara la Finanziaria Arrivano gli sconti sulla benzina ( da "TgFin.it" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: che comprenderanno la probabile abolizione di province e comunità montane. Si aspettano inoltre novità per imprese e lavoro: per le prime si eliminano la tenuta del registro fornitori e clienti, mentre sul fronte pensioni salta, forse con il decreto, il divieto di cumulo tra redditi da pensione e lavoro.

Al varo la stangata Tremonti Stretta su banche e petrolieri ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Piano molto esteso per la pubblica amministrazione: abolizione di 9 province e di tutte le Comunità montane (il personale andrà a Comuni e Regioni). Lotta all'assenteismo con un piano per tagliare la busta paga dei finti-malati e accusarli di truffa, previsto l'aumento delle visite mediche (anche festive).

Finanziaria/ Più tasse sulle stock option, sconti-benzina e stretta sulla PA. Oggi il Cdm pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ADDIO A 9 PROVINCE. Si va verso l'abolizione delle province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) e una soppressione delle comunità montane. MENO CARTA NELLA P.A.. Dal primo gennaio 2009 le amministrazioni pubbliche ridurranno del 50%, rispetto a quelle del 2007,

Curiosità tg1 e prime pagine ansia continua ( da "Corriere Adriatico" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Tg1 delle ore 20: l'annuncio dell'abolizione delle Province. Attimi di panico salvo poi comprendere che il Governo ha intenzione di abolire le province metropolitane ovvero Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli e Bari. Stessa "tensione" ieri, sfogliando le prime pagine dei giornali nazionali: in alcuni si parla genericamente di taglio delle province.

Gli Enti locali sul piede di guerra ( da "Corriere Adriatico" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di nove province, la nascita di altrettante città metropolitane e l'eliminazione totale delle Comunità montane. Ieri mattina i governatori hanno messo a punto un documento, con cui chiedono l'istituzione di una cabina di regia per la finanza pubblica e lamentano di trovarsi "ancora una volta a discutere sul contenuto di provvedimenti fondamentali per gli assetti della

Finanziaria: salve le comunità montane ( da "Vita non profit online" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Niente cancellazione neppure delle 9 province delle aree metropolitane Salta, almeno per ora, l'abolizione delle Comunita montane e di nove Province delle aree metropolitane. A quanto si apprende, e quanto starebbe emergendo nel corso del tavolo tra governo ed autonomie locali che si sta svolgendo al ministero dei Rapporti con le Regioni.

FINANZIARIA: SALTA TAGLIO COMUNITA' MONTANE E ABOLIZIONE PROVINCE ( da "ITnews.it" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: (Adnkronos) - Salta, almeno per ora, l'abolizione delle Comunita montane e di nove Province delle aree metropolitane. A quanto si apprende, e quanto starebbe emergendo nel corso del tavolo tra governo ed autonomie locali che si sta svolgendo al ministero dei Rapporti con le Regioni.

TRE MILIARDI DI RISPARMI NEL TRIENNIO DAGLI ENTI LOCALI. PIATTO FORTE: L'ABOLIZIONE DI NOVE PRO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Tre miliardi di risparmi nel triennio dagli enti locali. Piatto forte: l'abolizione di nove province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Bari) e la soppressione di tutte le comunità montane.

Ca' Corner, Brunetta "sfila" la poltrona a Zoggia ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: È del ministro della Funzione pubblica il provvedimento per l'abolizione delle Province nelle nove aree metropolitane Un disegno di legge o un articolo della bozza della Finanziaria 2009? Fino a ieri sera l'annunciato provvedimento per la soppressione delle Province nelle nove aree metropolitane italiane, tra cui Venezia,

<L'area metropolitana al posto ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: un soggetto politico vero e proprio con una sua autonomia decisionale e di gestione delle risorse per il turismo".Contrario all'abolizione il sindaco diPortogruaro nonché presidente della Conferenza dei sindaci della Venezia Orientale, Antonio Bertoncello: "Il ruolo svolto dalla Provincia non può essere cancellato con un colpo di spugna.

MANOVRA: SALTA TAGLIO PROVINCE E COM. MONTANE. RIFORMA IN FINANZIARIA ( da "Asca" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione totale delle comunita montane e la soppressione delle nove province che insistono nelle grandi aree metropolitane del Paese. La novita e stata annunciata dal ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, e dal sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, nell'incontro che e in corso al Palazzo della Stamperia con i rappresentanti delle Regioni e degli Enti

Caos province/ Penati: "Il piano del governo sulle aree metropolitane è confuso, si al nuovo codice delle autonomie" ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Caos province/ Filippo Penati: "Dal governo un passo avanti importante" Mercoledí 18.06.2008 13:16 --> La conferma della mancata abolizione delle Province e la nascita, in futuro, delle città metropolitane in un percorso condiviso con il Governo viene salutato con soddisfazione dal presidente della Provincia di Milano,

Finanziaria, verso il ritorno dei ticket in sanità. In arrivo il piano casa ( da "ADN Kronos" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: parti sociali per illustrare il piano triennale della Manovra. Tra i provvedimenti aiuti a bassi redditi, giovani e anziani. Salta l'abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. Tremonti: approvazione prima della pausa estiva. Confindustria contraria alla 'Robin tax ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Roma,

Manovra anti-carovita ( da "Italia Sera" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Si va verso l'abolizione delle Province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) e si pensa alla soppressione delle comunità montane. Altra ipotesi sul tavolo è quella di trasferire le funzioni e le risorse umane delle stesse comunità a Comuni e Province.

Filippo Penati: "Dal governo un passo avanti importante" ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La conferma della mancata abolizione delle Province e la nascita, in futuro, delle città metropolitane in un percorso condiviso con il Governo viene salutato con soddisfazione dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. A margine dell'incontro con il Governo, in corso al Ministero per i Rapporti con le Regioni,

MANOVRA: 35 MLD IN 3 ANNI. IRES 33% PETROLIERI. RISCHIO RITORNO TICKET ( da "Asca" del 18-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province che insistono nelle grandi aree metropolitane del Paese. PETROLIERI: ires torna al 33%. La misura e strutturale e si applica sulle societa con alti fatturati. Sono salvi i distributori. Il meccanismo prevede anche un intervento fiscale sulla valorizzazine delle scorte che sono state acquistate quando i prezzi erano piu'

Il governo congela l'abolizione Ora la palla ripassa a Venezia ( da "Corriere delle Alpi" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: COMUNITA' MONTANE Il governo congela l'abolizione Ora la palla ripassa a Venezia BELLUNO. Il taglio delle Comunità montane e delle Province metropolitane è rinviato a settembre, forse. Marcia d'arresto del governo, che ieri ha accolto le richieste degli enti locali, congelando il provvedimento annunciato da giorni.

FInanziaria, un treno in cerca di coraggio ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: immediata ma solo balenata abolizione di alcune inutili e costose Comunità montane e delle Province sorgenti nelle aree metropolitane. Ecco la timidezza nel procedere, ecco il timore di poter scontentare questo o quello che sempre porta al rinvio. E scontento arriverà dall'ambito sanitario, "colpito" per 1 miliardo e ora a rischio di ticket-salute.

Nuova Provincia: pianta organica leggera, e 16 milioni di <dote> ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 17 Nuova Provincia: pianta organica leggera, e 16 milioni di "dote" Le ultime proposte in commissione paritetica NESSUN TAGLIO di Province nella manovra finanziaria. L'eventuale abolizione di alcune (quelle interessate dall'istituzione delle Aree metropolitane, una decina) sarà affrontata a settembre con un collegato alla Finanziaria.

Gli enti locali all'attacco del governo - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: la strategia dell'esecutivo mira a colpire in modo strutturale il sistema delle autonomie Saitta chiama Veltroni: l'abolizione delle Province metropolitane è un atto di chiara impronta politica Tra le "buone pratiche": la reggia di Venaria e il Bioindustry park del Canavese MARCO TRABUCCO Gli enti locali torinesi si schierano compatti contro il governo:

Balletto di ipotesi in attesa del decreto Penati: <Così niente Provincia di Monza> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province delle aree metropolitane e la loro sostituzione con le cosiddette Città metropolitane, le istituzioni più specifiche delle Province per la gestione delle grandi aree urbane e del loro hinterland. "Su Province e aree metropolitane è stato fatto un importante passo avanti - ha detto soddisfatto a fine giornata Penati -

Penati: rottamo la prefettura e vendo la sede, vale 100 milioni ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle proiezioni sul territorio del Governo, che ieri il presidente ha definito, nell'ambito di un più ampio ragionamento sulla sostituzione della Provincia con la città metropolitana, "retaggio polveroso risalente all'epoca napoleonica, consentirebbe, tra l'altro, a Via Vivaio di mettere sul mercato Palazzo Diotti.

Zoggia: provincia abolita? no, prevale il buon senso ( da "Nuova Venezia, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Così il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia ha commentato ieri la decisione del Governo di rinunciare a inserire nella manovra fiscale all'esame del Consiglio dei Ministri di oggi, l'abolizione delle Province Metropolitane, tra le quali quella di Venezia.

Firme per abolire le province ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Udine Firme per abolire le Province TRICESIMO. Su iniziativa del consigliere Paolo Saccardo, all'ufficio anagrafe di Tricesimo, è possibile firmare per l'abolizione delle Province. "La proposta di legge - spiega lo stesso Saccardo - fa parte di un percorso descritto nel sito www.

<Statuto lombardo promosso con pieni voti> ( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: fondi dello Stato". E gli viene naturale domandarsi se "dovremmo ora far pagare di più a bambini e anziani servizi come gli asili nido, le mense, i centri per gli over 65". È salva invece la poltrona di Palazzo Isimbardi, per ora nessuna abolizione delle Province ed è soddisfatto il presidente Filippo Penati: "Mentre rimangono ancora forti perplessità sul taglio agli enti locali -

Mini-enti, bilanci più facili ( da "Italia Oggi" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: già lavorato molto sulla strada della razionalizzazione dei costi". Bloccata anche la soppressione delle province nelle città metropolitane. "Abbiamo chiarito che la creazione delle nuove città metropolitane si farà, ma attraverso un percorso di riforma che riprenderà quello avviato con il Codice delle autonomie, in un collegato alla Finanziaria che verrà presentato a settembre,

Ora i tagli, poi il federalismo fiscale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E la decurtazione delle buste paga degli "statali" con il vizio della "malattia ricorrente". Stretta anche sulle consulenze nella Pa. Scatta poi la totale abolizione del divieto di cumulo tra pensione e altro reddito da lavoro. Sul fronte dello sviluppo, oltre alle liberalizzazioni, alle infrastrutture e al ritorno al nucleare,

Province e comunità montane: saltano i tagli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle comunità montane. Restano dunque valide le norme della Finanziaria 2008 che prevedevano tagli per 33 milioni nel 2008 e per 66 milioni nel 2009 Aree metropolitane e nuovi enti: le idee nel cassetto Aree metropolitane Sono in tutto 15 le province che insistono su aree metropolitane ma il Governo poteva intervenire solo sui 9 enti che si trovano nelle regioni a statuto

URBINO - Federconsumatori e Cittadinanzattiva di Urbino esultano per l'abolizione della tass ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: "Cittadinanzaattiva e Federconsumatori di Urbino - continua la nota - esprimono grande soddisfazione per tale provvedimento e vogliono condividerla con i tantissimi cittadini urbinati che, un anno fa, hanno firmato la petizione con cui si richiedeva alla Provincia l'abolizione dell'autocertificazione a pagamento". M.B.

Comunità montane addio? Fra tre mesi la decisione ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: nelle due Comunità montane della nostra provincia c'è sconforto. Il futuro è avvolto nella nebbia e la sensazione è quella di essere le "vittime sacrificali" dell'effetto casta. A Borgotaro, come a Langhirano, nelle sedi dei due enti comprensoriali del Parmense il sentimento è lo stesso: tensione "infarcita " da tanti punti interrogativi.

<Da soli non potremo gestire i servizi> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: "Non siamo favorevoli all'abolizione della nostra Comunità montana - dice Cavalli - anche se bisogna distinguere tra gli enti che come il nostro hanno i requisiti per esistere (e con questo intendo non solo un territorio ad alta quota ma anche dei servizi strutturati) e quelli che non li hanno.

Penati: con la città metropolitana potremmo vendere la Prefettura ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-19 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La sfida Contro l'abolizione delle Province rilanciata la "Grande Milano" Penati: con la città metropolitana potremmo vendere la Prefettura "Vendiamo il palazzo della Prefettura".

Rinviata la riduzione delle Province ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Enti locali Rinviata la riduzione delle Province Scampato pericolo, per ora, per le Province che insistono sulle aree metropolitane. Le Comunità montane e le nove Province che si trovano laddove dovrebbero sorgere altrettante città metropolitane tirano infatti un sospiro di sollievo:

Al via l'intesa per i comuni di confine Provincia <salva> Zoggia esulta ( da "Corriere del Veneto" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: intesa per i comuni di confine Provincia "salva" Zoggia esulta VENEZIA – La Provincia di Venezia per ora è salva. Contrariamente alle previsioni, nella manovra fiscale passata all'esame del Consiglio dei ministri di ieri non c'era l'articolo sull'abolizione dell'ente Provincia nelle aree metropolitane, passando le competenze ai Comuni.

La manovra di Tremonti: tagli alla spesa e la card per gli anziani ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E la decurtazione delle buste paga degli "statali" con il vizio della "malattia ricorrente". Stretta anche sulle consulenze nella Pa. Scatta poi la totale abolizione del divieto di cumulo tra pensione e altro reddito da lavoro. Sul fronte dello sviluppo, oltre alle liberalizzazioni, alle infrastrutture e al ritorno al nucleare,

Bozza del ddl ( da "Affari Italiani (Online)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Inoltre nel testo entrato in Consiglio dei Ministri viene previsto l'abolizione delle comunità montane e delle province laddove esistono le aree metropolitane. Tale intervento dovrebbe venire stralciato e rinviato a settembre su un collegato relativo alle realtà territoriali. Infine vengono previste una serie di misure di semplificazione in materia di giustizia.

L'ISTAT: AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE FINANZIARIA, "STANGATA" SUI PETROLIERI ( da "Wall Street Italia" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: L'Istat: aumenta la disoccupazione Finanziaria, "stangata" sui petrolieri -->Piano triennale da 34 miliardi di euro. Berlusconi: "Più soldi agli anziani, pareggio nel 2011". Salta l'abolizione di province e comunità montane.

Finanziaria, la scure sulla Sanità ( da "Opinione, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: regola la vita economica del Paese e che richiede misure rapide per il rilancio dell'economia italiana, è stata illustrata ai sindacati e agli enti locali, inizialmente fra i più colpiti dalla finanziaria. Rimandata almeno per ora, l'abolizione delle comunità montane e di nove province delle aree metropolitane. Compare invece un taglio del 25% sugli stipendi dei manager pubblici.

PROVINCE/ UDC: RETROMARCIA SU ABOLIZIONE SPERIAMO SIA SOLO ( da "Virgilio Notizie" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: (Apcom) - "Spero che la marcia indietro del Governo sull'abolizione delle Province e delle Comunità montane sia legata al proposito di avviare un dialogo con le autonomie locali e non un rinvio 'sine die' di un provvedimento almeno a parole ampiamente condiviso dai principali partiti che sono in Parlamento".

Abolizione delle comunità montane, rinvio a settembre ( da "Varesenews" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dei Ministri con un rinvio che farà tirare un sospiro di sollievo ai dipendenti delle comunità montane della provincia di Varese. Il testo che verrà presentato in parlamento non conterrà l'abolizione degli enti montani e delle province metropolitane. L'intera questione è stata, infatti, rimandata a settembre con una decisione del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

TAGLI ALLA SANITà è ALLARME TICKET ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: annunciata abolizione delle province delle aree metropolitane e delle comunità montane. La card anziani. Sarà consegnata alla Poste insieme alla pensione e sarà anonima. Si tratta di una carta prepagata che servirà ai titolari di pensione minima - "in assoluta riservatezza" assicura il ministro Tremonti - per ritirare beni alimentari e per avere sconti sulle bollette energetiche.

Un mese di lavoro per prepararla, ( da "Gazzettino, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sollievo per Comunità montane e Province: per l'abolizione se ne riparlerà solo a settembre. Di certo, la manovra 2009-2011 tasserà petrolieri, banche e assicurazioni per dare, con la cosiddetta Robin Hood Tax, ossigeno alle categorie più disagiate. E proprio a una delle categorie più deboli è volta la misura-sorpresa annunciata da Tremonti: una card per i pensionati più poveri per l'

Via libera del Consiglio dei ministri alla manovra economica triennale. L'obiettivo, ha sottoli ( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Tra le novità un fondo per gli anziani, creato anche grazie alla "Robin Hood tax", mentre i tagli alla Sanità potrebbero riportare in vita i ticket. Rinviati invece i provvedimenti di abolizione delle Comunità montane e delle Province. DA PAG. 2 A PAG. 5.

"Oliverio lontano dai problemi della gente" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: opposizione il Presidente della Provincia di Cosenza è "un missionario la cui opera porta grandi benefici al centro-destra, vista la sua enorme distanza dai problemi reali della gente certificata dall'insipiente e scriteriata battaglia contro l'abolizione dell'ICI ": una campagna che ha avuto una prima risposta, quella che meritava,

Tasse e tagli di Tremonti, apparenza e realtà ( da "KataWeb News" del 19-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: L' UNICA misura che avrebbe veramente comportato un significativo taglio di sprechi e risparmio di spesa pubblica, cioè l' abolizione delle provincie, è stata accantonata anche da Tremonti. Mago nella comunicazione, ma solo in quella. rampini.

La politica rispetti ( da "Gazzetta di Modena,La" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: quelle vere vanno difese Non capisco per quale arcano motivo alle volte i politici usino i piedi al posto della testa. Non parlo di partite di pallone della specie politici contro cantanti, parlo della ventilata abolizione delle comunità montane. Il sistema delle comunità montane nato nel 1971 per arginare lo spopolamento della montagna col tempo ha preso una brutta piega.

SI CONSEGNA LATITANTE MAROCCHINO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: BORGOSATOLLO PROROGATA AL 30 GIUGNO LA SCADENZA DELL'ICI Il Comune di Borgosatollo ha deciso di prorogare al 30 giugno il pagamento della prima rata dell'Ici, che doveva essere pagata entro il 16 giugno. La proroga si è resa necessaria perchè la recente abolizione dal pagamento dell'Ici per l' abitazione principale può comportare (per chi, ad esempio,

Gazebo per la legge sull'abolizione delle province ( da "Nuova Venezia, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: RACCOLTA DI FIRME Gazebo per la legge sull'abolizione delle Province La Provincia? Un ente da abolire. Si è presentato ieri a Mestre il comitato di cittadini che ha promosso un disegno di legge di iniziativa popolare che intende sopprimere le Province e che per questo ha avviato una raccolta di firme su tutto il territorio nazionale.

MINORANZA ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: della programmazione territoriale è un ruolo da difendere". Meglio eliminare le prefetture, come sostiene la Lega? "Non so. Non posso rispondere su ipotesi che non conosco. Di certo l'abolizione della Provincia è un'idea da matti. In tutta Europa esistono territori he gestiscono realtà sovralocali come scuole o pianificazione dello sviluppo.

LODI <PER RISPARMIARE sugli enti, anziché le province, ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il reale confronto sulla sovrapposizione di aree metropolitane e province e sull'eventuale abolizione delle comunità montane è stato rinviato a settembre". Ma un rischio di fondo, sulla soppressione di tutte le province, c'è? "No. Non c'è alcun documento in cui se ne parli. Bisogna tornare ai fatti che riguardano solo comunità montane ed aree metropolitane.

Di LAURA DE BENEDETTI LODI PROVINCIA di Lodi smembrata, insie ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: della programmazione territoriale è un ruolo da difendere". Meglio eliminare le prefetture, come sostiene la Lega? "Non so. Non posso rispondere su ipotesi che non conosco. Di certo l'abolizione della Provincia è un'idea da matti. In tutta Europa esistono territori he gestiscono realtà sovralocali come scuole o pianificazione dello sviluppo.

L'Area metropolitana è congelata ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Area metropolitana è congelata RINVIATA a settembre la decisione su Aree metropolitane e abolizione delle Province. E' soddisfatto l'on. Fabio Garagnani (Pdl) che aveva chiesto al Governo un congelamento per approfondire la discussione. Garagnani dice no a Bologna metropolitana e quindi all'abolizione della Provincia, e il perché comprende anche il ragionamento su Imola.

Robin Hood tenero con Eni e credito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: continua Tabacci che fa notare come proprio per le pressioni del Carroccio alla fine sia stata rinviata l'abolizione delle province."Mi piace l'eliminazione del rito Dpef, la conferma di arrivare al pareggio di bilancio nel 2011, le riforme di Brunetta, l'abolizione del divieto di cumulo", spiega Rossi che saluta l'addio al metodo Gordon Brown su cui invece è assai più scettico Tabacci.

Province: rinviati i tagli, non i risparmi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: e soprattutto agli effetti dei "saldi", l'abolizione delle nove Province corrispondenti ad altrettante aree metropolitane e delle comunità montane verrebbe considerato già acquisita. A lasciare intendere che, a prescindere dallo slittamento, la partita è di fatto chiusa, o quasi, è il ministro Roberto Calederoli.

Giunta Bresso, meno leggi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del certificato dello stato di condizioni igieniche dei carri funebri e dell'autorimessa per questi "particolari" veicoli. Non si tratta di iniziative arbitrarie della Regione, ma di disposizioni che discendono dall'evoluzione della normatica comunitaria e nazionale, nonchè dagli indirizzi approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Montagna e sviluppo: una sfida da vincere ( da "Denaro, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Riordino e semplificazione non significa dunque abolizione. Lo ha sottolineato con forza sul Corriere della Sera anche un editorialista non tenero con gli Enti Locali, rigoroso ma non sempre equilibrato interprete della battaglia contro i cosiddetti "costi della politica", Gian Antonio Stella.

Provincia, avanzo di 7,5 milioni di euro ( da "Tirreno, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 000 euro, oltre 14 miliardi delle vecchie lire. "Risorse - sottolineano il presidente della Provincia Andrea Pieroni e l'assessore alle finanze Mario Silvi - che saranno destinate ad incrementare gli investimenti nei prossimi mesi, consolidando una posizione di rilievo nel panorama nazionale".

"E' un errore, rimedieremo ma basta fare i barricadero" ( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: in qualche caso: penso all'abolizione delle Province per decreto. Ma insomma: la polemica sull'uso dell'esercito, la difesa a oltranza delle Comunità montane, l'indignazione sui fondi per l'alluvione che non sono ancora arrivati... Diciamolo: questo atteggiamento rancoroso e iper-critico nuoce a tutti.

Intervista a Giorgio La Malfa/PA, rischio pantano per via della Triplice ( da "Opinione, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: I repubblicani hanno insistito per decenni chiedendo l'abolizione delle province, con nessun successo, purtroppo. Speriamo che adesso qualcosa stia cambiando. Ma se si tocca la Pubblica Amministrazione vedrà che tutto s'impaluda? Lei se li immagina i sindacati come reagiranno, se dalle parole si passerà ai fatti?

PROPOSTA DI LEGGE ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: deciso di non dare più credito a nessuno e di darsi da fare invece per l'abolizione delle Province, gli Enti pubblici più inutili che esistano. Chiuse domani mattina non se ne accorgerebbe nessuno e noi potremmo risparmiare subito 2 miliardi di euro - spiega Furlan. I dipendenti non perderebbero il posto, solo i politici i cui stipendi da soli ci costano 50 milioni di euro l'anno.

L'ultima sfida per la Muraglia ( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sia pure indirettamente, nell'annoso dibattito sull'abolizione o meno delle Province. Ieri a Palazzo Cisterna è stato firmato il protocollo d'intesa - presente il presidente Antonio Saitta, affiancato dall'assessore Giorgio Giani, e la Pittarello, - che prende di petto tra sfide importanti per il nostro territorio.

La manovra economica Il decreto legge approvato il 18 giugno dal governo, con le disposizioni su sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza p ( da "Italia Oggi" del 21-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 21 (Abolizione del divieto di cumulo tra pensione e redditi di lavoro) A decorrere dal 1° gennaio 2009 le pensioni dirette di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente.

C'è incertezza sulla semina per le decisioni dei governi ( da "Provincia Pavese, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: interno dello "stato di salute" della Politica agricola comune, che ne prevede l'abolizione, ma le decisioni dei ministri saranno prese a semine autunnali già avvenute". L'abolizione del set aside è una boccata d'ossigeno per i cereali: le scorte dei magazzini europei si sono ridotte a un milione di tonnellate rispetto ai 14 milioni dell'

Di MICHELA BERTI POTEVA ESSERE un abile sindaco o un capace presidente di Prov ( da "Nazione, La (Livorno)" del 21-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Diminuito l'indebitamento dell'amministrazione nei confronti delle banche, Del Nista parla delll'abolizione dell'Ici sulla prima casa - decisa dal Governo - che, per il Comune di Livorno, equivale ad un mancato incasso per 16milioni di euro. "Ora il Governo dovrà restituirci, in qualche modo, questi soldi ?

Ciò che di drammatico emerge nella zona montana della provincia di Teramo è che il consumo ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 21-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: BIAGIO Ciò che di drammatico emerge nella zona montana della provincia di Teramo è che il consumo è superiore al reddito. Senza scomodare Keyness, in parole povere ciò vuol dire che la gente "o non dichiara quello che guadagna, e questo non ci sorprenderebbe più di tanto, oppure- ed è la tesi più appropriata- sta erodendo le ultime quote di risparmio accantonate con tanta fatica"

<OGNI volta che finisce all'opposizione, la sinistra ripete la filastro ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 22-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici, nessun problema. Sarzana riceverà dallo Stato quanto non potrà più prelevare dalle tasche dei contribuenti. A Cavarra e al Pdo scoccia che il governo abbia impedito a Regioni, Province e Comuni di aumentare le tasse. Quanto alla sanità, come si vede da tempo a Sarzana, la situazione è disastrosa per colpa del malgoverno della sinistra in Regione.

Proposta della Prestigiacomo. <E sui termovalorizzatori, si acceleri> ( da "Sicilia, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sciogliendo gli Ambiti territoriali ottimali per affidarne le competenze alle Province. Una proposta controcorrente rispetto al dibattito istituzionale che auspica l'abolizione delle Province. "Il punto è, però, che la responsabilità di questa situazione è proprio del sistema degli Ato, che si sono rivelati una fabbrica di poltrone e di posti assolutamente inadeguati sul piano gestionale.


Articoli

Voto in Sicilia, crollo del Pd (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Reggio" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Centrodestra pigliatutto: 8 Province a 0. Affluenza -10% PALERMO. E' tris. Se i primissimi risultati, che riguardano appena il 10 per cento dei seggi, saranno confermati il centrodestra (Pdl-Mpa-Udc) avrebbe stravinto le provinciali siciliane conquistando le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento. Da aprile scorso in Sicilia il centrodestra si conferma pigliatutto alle politiche, alle regionali e alle provinciali. Il Pdl con Mpa e Udc espugnerebbe anche le ultime roccaforti del centrosinistra: le province di Enna, Siracusa e Caltanissetta. A Palermo il candidato Pdl-Udc-Mpa Giovanni Avanti supera il 70% e a Catania l'omologo Giuseppe Castiglione supera l'80%. In Sicilia i seggi si sono chiusi alle 15 dopo aver atteso i 4 milioni e 400 mila elettori che dovevano scegliere i presidenti delle province e i sindaci di 147 comuni tra cui Catania, Messina e Siracusa. Per le provinciali mancava all'appello soltanto Ragusa (nella sua provicnia si vota in 4 comuni). Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (- 8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato solo il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno. Per la provincia di Catania dopo gli scrutini di 127 sezioni su 1.127 - il candidato del centrodestra Giuseppe Castiglione è in vantaggio con l' 80%, seguito dal candidato di Pd-Idv e liste Leotta, Salvatore Leotta, con il 15,47%. A caldo Castiglione ha detto: "Il dato, se confermato va oltre la coalizione e di questo ringrazio i cittadini della provincia etnea. Sono molto emozionato ma anche molto soddisfatto per la responsabilità. Mi presto ad assumere un compito non facile ma so di potere contare su una provincia vitale". A Palermo - 95 sezioni su 1185 - Giovanni Avanti (Centrodestra) è al 76,42% seguito da Franco Piro (Centrosinistra) al 23,58% Dice Avanti: "E' una vittoria importante per il centrodestra e un'affermazione significativa per il mio partito, l'Udc". A Caltanissetta - 125 sezioni su 290 - Giuseppe Federico (centrodestra) è in vantaggio con il 64%, seguito dal candidato di Pd-Idv e lista Insieme, Salvatore Messana, con il 29,62%. A Siracusa, quando sono state scrutinate 146 sezioni su 421, il candidato del Centrodestra Nicola Bono è in vantaggio col 69,44%. Lo segue Giuseppe Zappulla, candidato del Centrosinistra, col 30,56%. Ad Agrigento - 94 sezioni su 512 - Eugenio D'Orsi (Centrodestra) è al 70,16%, seguito dal candidato del Pd, Giandomenico Vivacqua, con il 12,39%. A Messina - 71 sezioni su 777 - Nanni Ricevuto (Centrodestra) è in testa col 79,63%. Lo segue il candidato del Pd-Idv Paolo Siracusano col 17,24. A Trapani - 144 su 152 sezioni - Mimmo Turano (centrodestra), è in testa con il 67,62% dei voti. Segue Camillo Oddo (centrosinistra) con il 30,03. E dentro ad una scheda elettorale in un seggio di Terrasini (Pa) è stata ritrovata una fetta di salame. Mentre si svolgeva lo spoglio delle schede, gli scrutatori della settima sezione elettorale hanno trovato il salume avvolto nella scheda dov' era scritto "Buon appetito".

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Il centrodestra pigliatutto (sezione: Province)

( da "Provincia di Cremona, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Edizione di Martedì 17 giugno 2008 Benvenuto P.Review srl Amministrative in Sicilia. Ma l'astensionismo è da record in tutta la regione Il centrodestra pigliatutto Conquista le otto Province dell'isola andate alle urne PALERMO ? È tris. Se i primissimi risultati, che riguardano appena il 10% dei seggi, saranno confermati oggi il centrodestra (Pdl-Mpa-Udc) avrebbe stravinto le provinciali siciliane conquistando le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento. Così, come l'aprile scorso, in Sicilia il centrodestra si conferma pigliatutto alle politiche, alle regionali e alle provinciali. Il Pdl con Mpa e Udc espugnerebbe anche le ultime roccaforti del centrosinistra: le province di Enna, Siracusa e Caltanissetta. A Palermo il candidato Pdl-Udc-Mpa Giovanni Avanti supera il 70% e a Catania l'omologo Giuseppe Castiglione supera l'80%. In Sicilia i seggi si sono chiusi alle 15 di ieri dopo aver atteso i 4 milioni e 400 mila elettori che dovevano scegliere i presidenti delle province e i sindaci di 147 comuni tra cui Catania, Messina e Siracusa. Per le provinciali mancava all'appello soltanto Ragusa (nella sua provincia si vota in 4 comuni). Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (-8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato solo il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno. Assenteismo, ma anche ironia. Dentro ad una scheda elettorale in un seggio di Terrasini (Pa) è stata ritrovata una fetta di salame. Mentre si svolgeva lo spoglio delle schede, gli scrutatori della settima sezione elettorale hanno trovato il salume avvolto nella scheda dov'era scritto "Buon appetito". Anche l'affluenza alle urne per le elezioni comunali nei capoluoghi ha registrato uan flessione. A Catania è stata del 67,83% (-7,33% rispetto alle elezioni precedenti). A Messina la percentuale è stata del 75,51%, in calo del 2,55%. A Siracusa è stata del 70,75% (-6,34%).

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Sui grandi temi della città ci vuole una cabina di regia (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

L'INCONTRO. Il sottosegretario Alberto Giorgetti da Confcommercio "Sui grandi temi della città ci vuole una cabina di regia" "Rilanciare i consumi". Questa la parola d'ordine del sottosegretario Alberto Giorgetti nell'incontro con Confcommercio nel quale la categoria ha presentato le principali richieste: aumentare il valore del "netto" negli stipendi, consentire la detrazione fiscale di tutte le spese, reintrodurre il lavoro a chiamata - ritenuto fondamentale soprattutto nel turismo -, semplificare la normativa a carico delle aziende, porre massima attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese. All'incontro, svoltosi nella sede di via Sommacampagna e durato quasi due ore, erano presenti il leader dell'organizzazione Fernando Morando, i membri di giunta Paolo Ambrosini, Sergio Cucini, Marcello Prati, il direttore generale Giorgio Sartori con il vice Silvano Massalongo ed Elvio Pedini Boni, presidente di Confidi Veneto. Nell'occasione Giorgetti ha anticipato le scelte nazionali del Governo per contenere la spesa, con misure che toccheranno banche e petrolieri, ma prevedono anche l'abolizione delle Comunità Montane e la cancellazione delle Province metropolitane. Per fronteggiare il caro gasolio, verrà portata avanti la proposta di abolire la tassa di circolazione sull'autotrasporto e la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti. Al vaglio, poi, uno stanziamento di 6 miliardi di euro a favore della Cassa depositi e prestiti che consentirà di ampliare le garanzie alle aziende, mentre l'aspetto energetico verrà affrontato urgentemente con una particolare attenzione al Veneto. Altro obiettivo prioritario, ha detto ancora Giorgetti, l'inasprimento della lotta alla contraffazione. Altro passo preannunciato da Giorgetti, l'abolizione del divieto di cumulo delle pensioni. Il presidente Confcommercio Morando ha sollecitato una riduzione urgente del peso degli oneri in busta paga aumentando gli stipendi netti; fondamentale, per Morando, è poi la reintroduzione del lavoro a chiamata. Il presidente provinciale dei librai Ali, Paolo Ambosini, ha invece sollecitato la detraibilità della spesa sui libri di testo, tema su cui il Governo è sensibile, ha replicato Giorgetti, ma che verrà verosimilmente affrontato in autunno. Auspicio finale di Giorgetti e Morando, che venga istituita una cabina di regia composta da amministratori locali, categorie e parlamentari nel cui ambito affrontare i temi fondamentali per la città come gli enti (Arena in primis) e i contenitori.

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Nove Province da abolire (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Gli enti delle città metropolitane, compresa genova, verso l'addio. le competenze ai comuni La chiusura fissata alla fine del mandato dei consigli. Ma l'ipotesi già divide. Ok da Genova e Firenze, critici Torino e Venezia 17/06/2008 roma. Il governo inserirà nella manovra finanziaria allo studio anche l'abolizione delle Province delle aree metropolitane. Sono nove, già previste dal Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto 2000, e cioè quelle di Genova, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le Regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni. L'ipotesi fa discutere. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, applaude, come Firenze. Più prudenti, se non critici, a Torino. Venezia lamenta che "l'abolizione non si può fare per decreto" e Vannino Chiti, Pd, vicepresidente del Senato, invita piuttosto a "valorizzare e rinnovare il ruolo delle Province". lombardi >> 5 17/06/2008.

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Sicilia, valanga di voti per il centro-destra alle amministrative crollo di pd e sinistra (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Attualità Sicilia, valanga di voti per il centro-destra Alle amministrative crollo di Pd e sinistra PALERMO. È tris. A scrutini ormai avanzati, Pdl-Mpa-Udc stravincono le provinciali siciliane conquistando le 8 Province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento, alle quali il centro-destra aggiunge Ragusa, dove già governava. Così da aprile in Sicilia il centro-destra si conferma pigliatutto alle politiche, alle regionali e alle provinciali, registrando il crollo di Pd e sinistra. Il Pdl con Mpa e Udc espugna anche le ultime roccaforti del centro-sinistra: le Province di Enna, Siracusa e Caltanissetta. A Palermo il candidato Pdl-Udc-Mpa Giovanni Avanti supera il 73% e a Catania l'omologo Giuseppe Castiglione si avvicina all'80%. I seggi si sono chiusi alle 15 dopo aver atteso i 4 milioni e 400 mila elettori che dovevano scegliere i presidenti delle Province e i sindaci di 147 Comuni tra cui Catania, Messina e Siracusa. Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè ultimamente hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province. L'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti provinciali (-8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno. Per la Provincia di Catania, dopo 300 sezioni scrutinate su 1.127, il candidato del centro-destra Giuseppe Castiglione è in vantaggio con il 78,8%, seguito dal candidato di Pd-Idv e liste Leotta, Salvatore Leotta, con il 17%. A caldo Castiglione ha detto: "Il dato, se confermato, va oltre la coalizione e di questo ringrazio i cittadini della provincia etnea". A Palermo - 525 sezioni su 1.185 - Giovanni Avanti (centro-destra) è al 73,5%, seguito da Franco Piro (centro-sinistra) al 26,5%. Dice Avanti: "È una vittoria importante per il centro-destra e un'affermazione significativa per il mio partito, l'Udc". A Caltanissetta - 203 sezioni su 290 - Giuseppe Federico (centro-destra) è in vantaggio con il 63,2%, seguito dal candidato di Pd-Idv e lista Insieme, Salvatore Messana (29,9%). A Siracusa, quando sono state scrutinate 335 sezioni su 421, il candidato del centro-destra Nicola Bono è in vantaggio col 69,2%. Lo segue Giuseppe Zappulla (centro-sinistra) col 30,8%. Ad Agrigento - 240 sezioni su 512 - Eugenio D'Orsi (centro-destra) è al 69%, seguito dal candidato del Pd, Giandomenico Vivacqua, con il 15,3%. A Messina - 163 sezioni su 777 - Nanni Ricevuto (centro-destra) è in testa col 79,3%. Lo segue il candidato del Pd-Idv Paolo Siracusano col 17,5%. A Trapani - 329 su 452 sezioni - Mimmo Turano (centro-destra) è in testa con il 64,5%. Segue Camillo Oddo (centro-sinistra) con il 30%. La nuova geografia delle Province vede il Pdl con 4 presidenti, due per l'Mpa e tre (compresa Ragusa) per l'Udc. Il centro-sinistra perde le tre Province che governava: Enna, Siracusa e Caltanissetta. Per il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, "il successo del centro-destra in Sicilia dimostra che la sinistra continua a perdere consensi di uomini e di donne che non sono andati a votare".

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Nucleare, i criteri per i siti on-line le ricette del medico (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Attualità Nucleare, i criteri per i siti On-line le ricette del medico LE MISURE ROMA. Via le Province delle aree metropolitane (ne sparirebbero ben 9) e abolizione delle Comunità montane. Tutte. Governo al lavoro da fine anno per individuare siti su cui realizzare impianti per energia nucleare. Sono alcune delle ipotesi allo studio che potrebbero arrivare domani sul tavolo del governo per dare forma alla manovra 2009-2011. Lavoro-pensione. Potrebbe arrivare l'abolizione del divieto di cumulo tra salario e pensione. Nucleare. Arriva una delega per riaprire in Italia la stagione dell'energia nucleare: entro la fine dell'anno il governo individuerà i criteri per l'individuazione dei siti. Province e Comunità. Le Province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) potrebbero scomparire. Stessa sorte toccherebbe a tutte le Comunità montane. Piccoli enti. Potrebbero sparire i piccoli enti pubblici non economici, quelli cioè con una dotazione di organico inferiore alle 50 unità. Sanità. L'anno prossimo il "contributo" a carico degli enti locali per la Finanziaria 2009 sarà di 3,4 miliardi più un miliardo di tagli alla sanità. Maxi-multa. Chi pubblica redditi on line, o comunque attraverso qualsiasi mezzo, rischia una sanzione che potrà arrivare fino a un massimo di 90.000 euro. Servizi pubblici. Si studia l'affidamento di questi servizi o a spa private individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista, pubblica e privata, nelle quali però i privati debbono detenere almeno il 30%. Assegni. Verso un ritorno a 12.500 euro per la soglia massima di trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili. Metodo Brown. Torna il tetto all'aumento delle spese per i ministeri limitato al 2%. Sarebbe più flessibile rispetto alla precedente versione. Apprendistato. Modifiche alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato. Tra le ipotesi anche modifiche al decreto di attuazione della legge Biagi. Robin Hood tax. Sul fronte delle entrate il piatto forte resta l'annunciata "Robin Hood tax" sui petrolieri. Potrebbe trattarsi di un prelievo "una tantum". Bonus bebè. La misura potrebbe essere presentata domani ma attivata a partire dal 2009. Caserme. Il governo punta a recuperare 4 miliardi dalla vendita delle caserme in disuso nelle città. Ricette. Ricette mediche e specialistiche dei medici del Servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Carta d'identità. La carta d'identità potrebbe avere "vita" più lunga: dagli attuali 5 a 10 anni. Imprese. La norma per aprire un'impresa in tempi record potrebbe ora essere inserita nella Finanziaria. Processi. Si ipotizza di aumentare il contributo per l'iscrizione al ruolo dai processi di secondo grado in su.

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Sicilia, 8 province a 0 per il centrodestra (sezione: Province)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

ELEZIONI Sicilia, 8 province a 0 per il centrodestra Il centrosinistra perde Enna, Siracusa e Caltanissetta Affluenza in netto calo La Loggia: successo straordinario e una vera disfatta per democratici e sinistra " " PALERMO È tris. Se i primissimi risultati, che riguardano il 10 per cento dei seggi, saranno confermati il centrodestra (Pdl-Mpa-Udc) avrebbe stravinto le provinciali siciliane conquistando le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento. Così da aprile scorso in Sicilia il centrodestra si conferma pigliatutto alle politiche, alle regionali e alle provinciali. Il Pdl con Mpa e Udc espugnerebbe anche le ultime roccaforti del centrosinistra: le province di Enna, Siracusa e Caltanissetta. A Palermo il candidato Pdl-Udc-Mpa Giovanni Avanti supera il 70% e a Catania l'omologo Giuseppe Castiglione supera l'80%. In Sicilia i seggi si sono chiusi alle 15 dopo aver atteso i 4 milioni e 400 mila elettori che dovevano scegliere i presidenti delle province e i sindaci di 147 comuni tra cui Catania, Messina e Siracusa. Per le provinciali mancava all'appello soltanto Ragusa (nella sua provicnia si vota in 4 comuni). Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perché nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (- 8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato solo il 41,17% degli elettori il 19,78% in meno. Per la provincia di Catania dopo gli scrutini di 127 sezioni su 1.127 - il candidato del centrodestra Giuseppe Castiglione è in vantaggio con l'80%, seguito dal candidato di Pd-Idv e liste Leotta, Salvatore Leotta, con il 15,47%. A caldo Castiglione ha detto: "Il dato, se confermato va oltre la coalizione e di questo ringrazio i cittadini della provincia etnea. Sono molto emozionato ma anche molto soddisfatto per la responsabilità. Mi presto ad assumere un compito non facile ma so di potere contare su una provincia vitale". A Palermo - 95 sezioni su 1185 - Giovanni Avanti (centrodestra) è al 76,42% seguito da Franco Piro (centrosinistra) al 23,58% Dice Avanti: "È una vittoria importante per il centrodestra e un'affermazione significativa per il mio partito, l'Udc". A Caltanissetta - 125 sezioni su 290 - Giuseppe Federico (centrodestra) è in vantaggio con il 64%, seguito dal candidato di Pd-Idv e lista Insieme, Salvatore Messana, con il 29,62%. A Siracusa, quando sono state scrutinate 146 sezioni su 421, il candidato del centrodestra Nicola Bono è in vantaggio col 69,44%. Lo segue Giuseppe Zappulla, candidato del centrosinistra, col 30,56%. Ad Agrigento - 94 sezioni su 512 - Eugenio D'Orsi (centrodestra) è al 70,16%, seguito dal candidato del Pd, Giandomenico Vivacqua, con il 12,39%. A Messina - 71 sezioni su 777 - Nanni Ricevuto (centrodestra) è in testa col 79,63%. Lo segue il candidato del Pd-Idv Paolo Siracusano col 17,24. A Trapani - 144 su 152 sezioni - Mimmo Turano (centrodestra), è in testa con il 67,62% dei voti. Segue Camillo Oddo (centrosinistra) con il 30,03. Anche l'affluenza alle urne per le elezioni comunali nei capoluoghi ha registrato una flessione. A Catania è stata del 67,83% (-7,33% rispetto alle elezioni precedenti). "Il risultato delle amministrative in Sicilia è un successo straordinario del centrodestra ed una disfatta clamorosa per il Pd e per la sinistra", afferma Enrico La Loggia, vicepresidente del gruppo del Pdl della Camera. "I cittadini - aggiunge - hanno premiato la serietà dei nostri candidati e dei nostri programmi".

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Il governo pensa di abolire la provincia di firenze - massimo vanni (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Pagina I - Firenze Il caso Il governo pensa di abolire la Provincia di Firenze MASSIMO VANNI Il governo Berlusconi si prepara ad abolire le Province delle aree metropolitane, quella di Firenze compresa. E il presidente Matteo Renzi non dice di no: "Se davvero così sarà si apre una fase positiva per il Paese, la semplificazione del quadro istituzionale con l'abolizione di alcune Province stava già nelle proposte di Veltroni", dice l'esponente del Pd al primo mandato come presidente. Secondo l'agenzia Ansa, l'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli, nel caso di Firenze il 2009. E le competenze verrebbero tutte trasferite ai Comuni. "Il problema non è cosa faremo "da grandi" io e i miei colleghi, è semmai capire se questo Paese è nelle condizioni di aprire una pagina nuova", dice Renzi che, già sedotto e tentato dall'idea di presentarsi alla gara delle primarie del Pd per scegliere il futuro candidato sindaco di Firenze, potrebbe ora essere spinto a rompere gli ultimi indugi proprio dal provvedimento del governo Berlusconi. "Se penso al lavoro fatto in questi anni non ho certo l'impressione di aver rappresentato un ente inutile, dal termovalorizzatore alle strade attese da 40 anni, dalle scuole al recupero dell'Arno. Un lavoro che può essere fatto anche in un altro quadro istituzionale: sfidiamo questo governo e vediamo se è capace di passare dalle parole ai fatti". L'ex ministro per le riforme del Pd Vannino Chiti invita a non discutere astrattamente di Province sì - Province no: "Occorre assegnare loro un ruolo più consono e credo debbano essere le Regioni e le autonomie a decidere quante Province servono". Di pari passo però, aggiunge Chiti, "deve proseguire la costruzione delle città metropolitane che hanno un carattere alternativo alle Province".

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La provincia potrebbe scomparire (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Prato La Provincia potrebbe scomparire Anticipazioni sulla manovra del governo agitano le acque politiche Ventilata l'abolizione degli enti che ricadono nelle aree metropolitane: per alcuni riguarda anche Prato, per altri soltanto Firenze PRATO. Si torna a parlare dell'abolizione della Provincia di Prato e si rianima un dibattito mai sopito sull'utilità o l'inutilità dell'ente. Stavolta ad accendere la miccia ci ha pensato un lancio dell'agenzia Ansa delle 17,24: un' anticipazione delle misure che il governo Berlusconi medita di inserire nella prossima manovra. Tra queste figura l'abolizione delle province delle aree metropolitane, tra cui quella di Firenze, oltre a Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Roma, Bari e Napoli. Sul tema, in attesa di comunicazioni ufficiali, ci sono due scuole di pensiero. La prima afferma che il governo abbia in mente di tagliare solo le province delle città metropolitane, in questo caso Firenze. La seconda che il provvedimento riguardi le aree metropolitane, e in questo caso riguarderebbe Prato e Pistoia oltre a Firenze. Alla scadenza del mandato elettivo, le funzioni delle Province verrebbero trasferite ai Comuni. "Se così fosse - commenta Massimo Logli, presidente della Provincia - mi sembrerebbe una proposta bizzarra. Come farebbe Firenze, solo per fare un esempio, a occuparsi del Mugello? E perché tagliare la Provincia di Prato e non anche quella di Lucca?". "C'era una proposta del ministro Lanzillotta - aggiunge Logli - che aveva una sua logica, ma in questa maniera non si capisce dove si va a parare. Del resto in Europa c'è ovunque un livello intermedio tra Comuni e Regioni. Se poi vogliono risparmiare sui costi del personale elettivo, sappiano che a Prato questi costi sono inferiori al milione di euro all'anno". Più rilassato il commento di Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze, che è al secondo mandato e di fatto non ha niente da perdere. "Se queste notizie saranno confermate - ha detto Renzi - si apre una fase positiva e interessante per il Paese. La semplificazione del quadro istituzionale, con l'abolizione di alcune Province, stava già nelle proposte di Walter Veltroni che ho convintamene appoggiato". Per Renzi il problema "non è cosa faremo da grandi io e i miei colleghi, il problema è capire se questo Paese è nelle condizioni di aprire una pagina nuova, più semplice e più efficiente. Non appartengo ad una casta e trovo insopportabile l'idea che per realizzare le riforme si debba sempre partire dagli altri". Secondo l'ex ministro Vannino Chiti, che è intervenuto ieri sul tema, "occorre assegnare alle Province un ruolo più consono ai nuovi dettami costituzionali e spetta, per me, alle Regioni d'intesa con le autonomie e le organizzazioni della società civile, stabilire quante province servono sul loro territorio. Di pari passo deve proseguire la costruzione delle città metropolitane che hanno un carattere alternativo rispetto alla Province".

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La provincia prepara la resistenza - eleonora capelli (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Pagina VII - Bologna La Provincia prepara la resistenza Palazzo Malvezzi scettico contro l'ipotesi di soppressione ELEONORA CAPELLI La Provincia di Bologna si ribella alla prospettiva di essere un ente "con le ore contate", un livello istituzionale destinato a scomparire fin dalla prossima scadenza elettorale, cioè dal 2009. Nel mirino della prossima manovra finanziaria in clima di crociata "anti - sprechi", almeno secondo le prime anticipazioni dell'agenzia Ansa, palazzo Malvezzi (che condivide il destino con le province di Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Bari e Napoli) non ci sta però ad essere data per spacciata. Oltre a una grande prudenza verso annunci "anti-sprechi", che suggerisce alla presidente Beatrice Draghetti di non commentare le prime anticipazioni, c'è anche la volontà di "non essere definiti inutili" e di difendere il lavoro degli oltre mille dipendenti che mandano avanti la macchina di servizi e iniziative per 965 mila abitanti del territorio bolognese. "Un tema di governo intermedio di coordinamento di area vasta è irrinunciabile - mette infatti le mani avanti Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia di Bologna - che l'attuale ente possa essere trasformato in un nuovo strumento più moderno e rispondente all'effettiva necessità del territorio, come ad esempio la città metropolitana, rappresenta un disegno condivisibile. Io però non credo che si possa prescindere da questo livello istituzionale, almeno per quanto riguarda la pianificazione territoriale e urbanistica". Se il progetto di città metropolitana avanzato anche nella precedente legislatura da una maggioranza parlamentare di segno opposto aveva, per quanto riguarda il nostro territorio, la "spina nel fianco" del circondario imolese, che non voleva essere annesso alla nuova grande unione di comuni, l'ipotesi di cancellare del tutto un livello istituzionale è però giudicata impraticabile dagli stessi estensori della prima proposta. "Bisogna ricordare che l'istituzione della Provincia è sancita dall'articolo 114 della Costituzione - spiega il senatore del Pd Walter Vitali, che aveva lavorato al precedente proposta - come tutti sappiamo bene, non c'è nessuna legge ordinaria che possa cambiare un articolo della Costituzione. Il Presidente della Repubblica non potrebbe mai firmare un decreto o una legge simile, se si istituisce la città metropolitana è in sostituzione della Provincia". Per chi esercita il proprio ruolo politico nell'ambito dell'anello di congiunzione tra Comune e Regione, non è solo un problema di fattibilità: accettare l'abolizione "in toto" della Provincia significherebbe accettare implicitamente l'inutilità del lavoro dei suoi oltre mille dipendenti. "Non bisogna chiudersi nel ruolo gretto e meschino di chi teme di essere "abolito" - dice Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio Provinciale - ma se si pensa di risparmiare lasciando a casa i 36 consiglieri provinciali di Palazzo Malvezzi si commette un errore grossolano. I politici pesano per l'1% sul bilancio dell'intera macchina amministrativa mentre abolire l'intera struttura significherebbe cancellare anche dei servizi. Io non credo che il lavoro degli oltre mille dipendenti della "macchina provinciale" sia inutile. Se si tratta di annunci per essere percepiti come paladini contro gli sprechi è un conto, ma nei fatti io non credo alla logica del blitz". Le province però, che nel corso degli anni si sono moltiplicate, erano un fonte di spesa da tagliare anche secondo l'ex ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa che si indirizzava al presidente del Consiglio Romano Prodi dalle colonne de l'Espresso. "Chiedo al presidente di avere coraggio - scriveva Padoa Schioppa - questo intervento radicale sulle province si presenta come un test eccellente della volontà di cambiare strada".

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"abolire le province? come nel fascismo" - piero ricci (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Pagina II - Bari Il presidente barese Divella: c'è troppa improvvisazione "Abolire le Province? Come nel fascismo" PIERO RICCI Non è sorpreso Vincenzo Divella del fatto che potrebbe essere l'ultimo presidente della Provincia di Bari; che, dove potrebbe non arrivare la politica, potrebbe arrivare la legge a dirgli che, l'anno prossimo, non potrà ricandidarsi alla successione di se stesso. Bari, infatti, è tra le 13 province che la prossima manovra finanziaria potrebbe cancellare perché ricadono nelle 13 aree metropolitane. Presidente Divella, lei è un presidente sotto sfratto. "Sarebbe fuori da qualsiasi logica. La fretta non può diventare improvvisazione". Ma è da tempo che si dibatte sui costi della politica, sull'abolizione di alcuni enti. "Ma c'è una Costituzione che prevede quali sono i compiti di Comuni, Province e Regioni e non si può sic et simpliciter fare una cosa del genere. Stiamo lavorando col Comune di Bari da più di anno e stiamo cercando di capire in che modo noi ci dobbiamo proporre quando definitivamente ci sarà affidata l'area metropolitana. Un atto di imperio del genere significherebbe che in questo paese, chi si alza prima la mattina decide come fare determinate cose". Forse questo si chiama decisionismo. "Abbiamo pensato da soli che la Provincia potesse essere eliminata. Ma dire che le competenze della Provincia con la sua eliminazione passano ai Comuni, così da un giorno all'altro, credo che a chiunque verrebbero dubbi sul fatto che si sia ancora in uno Stato democratico". Scusi l'insistenza ma l'abolizione delle Province non è un fulmine al ciel sereno nel dibattito politico italiano. "Mi viene da ridere. Si confonde la volontà di tutti di diminuire i costi col fatto che si vuole abolire un ente e per farne cosa poi? Affidare deleghe e personale ai comuni come se il tutto fossero le indennità che si pagano ai consiglieri". è contrario all'abolizione delle Province? "Non dico questo. Ma se si decide di farlo, lo si faccia avviando un dialogo coi territori, attraverso la concertazione. Penso a quei comuni come Monopoli, Alberobello che non stanno nell'area metropolitana. Siamo fuori da qualsiasi logica. O il tutto si fa con la concertazione oppure bisogna riconoscere di essere tornati ai tempi del fascismo".

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LA SCURE del governo contro gli sprechi delle pubbliche amministrazioni si abbatt (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

CRONACA FIRENZE pag. 9 LA SCURE del governo contro gli sprechi delle pubbliche amministrazioni si abbatt... LA SCURE del governo contro gli sprechi delle pubbliche amministrazioni si abbatte sulle province. È notizia di ieri che con la prossima manovra finanziaria potrebbero sparire le comunità montane, i piccoli enti pubblici non economici e perfino le province delle aree metropolitane, compresa, appunto, Firenze. Ma è ancora più notizia il fatto che un presidente della provincia, Matteo Renzi (nella foto), sia d'accordo. "Se penso al lavoro fatto in questo quattro anni non ho l'impressione di aver rappresentato un ente inutile. Ma si tratta di un lavoro che può essere realizzato benissimo anche in un altro quadro istituzionale, purchè chiaro e senza sovrapposizioni". E' un de profundis? "Se queste notizie sono confermate si apre una fase positiva per il Paese. La semplificazione del quadro istituzionale stava già nelle proposte di Veltroni che ho convintamente appoggiato". Lei potrebbe essere l'ultimo presidente? "Non appartengo a una casta e trovo insopportabile l'idea che per realizzare le riforme si debba sempre partire dagli altri. Sfidiamolo questo governo, anzichè subirlo. E vediamo se è capace di passare dalle chiacchiere ai fatti, senza arroccarci in un catenaccio difensivo". Più prudente il presidente del consiglio provinciale, Massimo Mattei: "Non sono contrario a prescindere all'abolizione delle province. Se quella del Governo sarà una proposta seria, strutturata e interessante, se ne può discutere. Non sono attaccato alla Provincia, come se fosse un totem". "Sono sempre stato scettico sul fatto che si arrivi davvero all'abolizione delle province", commenta Luciano Lorusso, della Rsu della provincia di Firenze. "Anche perché c'è da capire prima il destino dei comuni che non faranno parte delle aree metropolitane". "Come se non bastasse ? aggiunge ? le province hanno ancora molte e importanti competenze. Come viabilità, uffici del lavoro, turismo, istruzione". Perplessità, inoltre, che il provvedimento serva a ridurre i costi. "A mio avviso abolire le province e trasferire le competenze ai comuni non cambierebbe molto riguardo alla spesa, a meno che, e non è certo auspicabile, non si intenda tagliare i servizi". Mo. Pi.

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Sulla nuova Provincia pesa l'area metropolitana (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

MONZA pag. 5 Sulla nuova Provincia pesa l'area metropolitana Politici divisi sul futuro di Monza-Brianza di MARTINO AGOSTONI ? MONZA ? TAGLIA E CUCE il Governo alle prese con la nuova Finanziaria e, dopo l'ipotesi della scorsa settimana di abortire la nascita della provincia di Monza e Brianza, la forbice di Tremonti stavolta se la prende con le province delle aree metropolitane. Tutte abolite, Milano compresa pur di risparmiare. Finora si tratta, come per il caso dell'istituzione brianzola, di un'ipotesi e le agenzie in arrivo da Roma battute ieri sera sono ricche di condizionali. Potrebbero scomparire le aree metropolitane e lo Stato, le Regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni. In teoria, l'annullamento dell'area metropolitana milanese non dovrebbe interessare la già istituita (con legge del 2004) provincia di Monza e Brianza ma nel clima generale, anche questa idea è guardata con la massima cautela. Il primo a voler attendere gli sviluppi è l'assessore della Provincia di Milano per l'Attuazione di Monza e Brianza, Gigi Ponti. "Bisogna capire meglio di cosa si tratta - premette - ma, per quello che sembra finora, la questione dell'area metropolitana dovrebbe toccare Milano e non Monza. E' però aperta ogni ipotesi anche se sembrerebbe un provvedimento che non influisce sulla Provincia di Monza e Brianza". Nel ragionamento l'assessore chiarisce che i confini dell'area metropolitana di Milano non sono ben definiti, a differenza di quelli della provincia monzese. "Non sono indicate le città che rientrano nell'area metropolitana - spiega Ponti - e teoricamente Monza non dovrebbe appartenervi. Inoltre, di fatto la provincia di Monza e Brianza è già istituita per legge e per abolirla servirebbe un'altra legge ad hoc. A maggior ragione, scelte sull'area metropolitana milanese non dovrebbero influenzare Monza e Brianza". La situazione resta, però, incerta per tutti. Non sono mancate ieri sera interpretazioni dalla Provincia di Milano che andavano in direzione contraria e che quindi colpendo l'area metropolitana milanese si affondava anche la Provincia brianzola. Prudente ma anche un po' seccato da questo rincorrersi di ipotesi è il sindaco monzese, Marco Mariani, presidente dell'assemblea dei sindaci di Monza e Brianza. "Chi lancia certe notizie dovrebbe anche dare elementi più concreti - commenta Mariani -. Ormai se ne sentono di tutti i colori. Prima contro la Provincia di Monza e Brianza, ora contro le aree metropolitane ma si è anche sentito delle Comunità montane. Aboliscano gli enti inutili, non tutti a caso. Non faccio commenti nel merito di queste presunte abolizioni senza le dovute verifiche, se no si alimenta solo un inutile polverone". L'area metropolitana milanese dovrebbe essere la futura istituzione che prenderà il posto dell'attuale Provincia di Milano senza, però, Monza e Brianza. Un'istituzione che potrebbe vedere la luce a partire dal 2009, dopo l'elezione costitutiva della nuova Provincia, e che comprenderà i territori attuali del milanese senza i 50 Comuni brianzoli. Cerca di interpretare le mosse del Governo anche il senatore di Lazzate, il leghista Cesarino Monti, sugli scudi nella difesa dell'autonomia della Brianza. "L'area metropolitana di Milano sarebbe più facile da cancellare perché non c'è ancora - dice il senatore Monti -. Io sarei anche d'accordo a non farla. Se la aboliscono, secondo me, non solo non influenzerebbe la nuova Provincia ma anche la potrebbe rafforzare". Un appunto finale del senatore. "Non credo che l'Italia si salvi con questi risparmi - conclude Monti -. L'importante, però, è che la nuova Provincia di Monza e Brianza non si tocchi e non se ne parli più".

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La Provincia potrebbe sparire I poteri a Palazzo d'Accursio (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 7 La Provincia potrebbe sparire I poteri a Palazzo d'Accursio LA PROVINCIA di Bologna potrebbe scomparire. Dopo anni di dibattiti sull'utilità di un ente 'intermedio' e svuotato di competenze a favore di Regione e Comune, il governo starebbe pensando di eliminarlo. Il provvedimento, che potrebbe finire tra le misure previste nella prossima manovra per contenere la spesa pubblica, riguarderebbe anche l'area di Bologna assieme a quella di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni.

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Spariscono le Province (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

N. 143 del 2008-06-17 pagina 3 Spariscono le Province di Redazione Potrebbero presto scomparire le Province delle aree metropolitane. Vale a dire che Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero rinunciare in tempi brevi agli uffici della Provincia. Secondo le misure previste dalla manovra, l'abolizione dovrebbe arrivare prima della data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Il piano per l'abolizione delle Province delle aree metropolitane si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevedeva l'istituzione di nove città metropolitane. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Manovra, scure sulle Province (sezione: Province)

( da "Libertà" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Domani in Cdm: entro fine anno i criteri sui siti nucleari ROMA - Ultime limature al piano triennale di finanza pubblica che dovrebbe sbarcare al consiglio dei ministri domani pomeriggio. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si appresta a presentare la manovra 2009-2011 da quasi 35 miliardi, poco più di 13 dei quali a valere sul prossimo anno. Oggi il governo incontrerà gli enti locali, le parti sociali sono convocate a Palazzo Chigi qualche ora prima del cdm. Prendono dunque corpo le misure. Focus sull'energia per far fonte al caro-petrolio, liberalizzazioni e tagli alla macchina burocratica, a partire da comunità montane, province metropolitane, enti inutili. Via le province delle aree metropolitane (ne sparirebbero ben 9) e abolizione per le comunità montane, tutte. E poi Governo al lavoro da fine anno per individuare siti su cui realizzare impianti per energia nucleare. E sconto automatico contro il caro-benzina. Sono queste alcune delle ipotesi allo studio che potrebbero arrivare oggi sul tavolo del Governo per dare forma alla manovra 2009-2011. SCONTO AUTOMATICO PER CARO-BENZINA - Lo "sconto" sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva per l'aumento dei prezzi del greggio dovrebbe diventare automatico. E non più quindi discrezionale da parte del Governo. In arrivo anche aiuti fiscali ai settori dell'agricoltura e della pesca per far fronte al caro-gasolio. DELEGA NUCLEARE, A DICEMBRE MODALITÀ SITI - Arriva una delega per riaprire in Italia la stagione dell'energia nucleare: entro la fine dell'anno il Governo individuerà i criteri per l'individuazione dei siti. SCURE SU PROVINCE E COMUNITÀ MONTANE - Le province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) potrebbero scomparire. Stessa sorte toccherebbe a tutte le comunità montane. SOPPRESSIONE PICCOLI ENTI - Potrebbero sparire i piccoli enti pubblici non economici, quelli cioè con una dotazione di organico inferiore alle 50 unità. 17/06/2008.

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Carovita, Durnwalder taglia <Via il ticket per i ricoveri> (sezione: Province)

( da "Corriere Alto Adige" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-06-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Decisione della Provincia. Cgil e Uil: "Non basta" Carovita, Durnwalder taglia "Via il ticket per i ricoveri" BOLZANO - Il ticket sui ricoveri ospedalieri sarà abolito. Lo ha assicurato il presidente della Provincia, Luis Durnwalder ieri al termine della seduta di giunta. L'esecutivo varerà l'1 luglio il pacchetto di iniziative contro il carovita, che comprenderà anche l'abolizione del contestatissimo ticket di 10 euro al giorno, entrato in vigore cinque anni fa. Soddisfatti i sindacati. "Era ora - afferma Lorenzo Sola della Cgil - ma adesso si taglino anche le rette delle case di riposo". Toni Serafini della Uil aggiunge: "Una vittoria, ma la Provincia può fare di meglio". Allo studio anche una norma per favorire l'impiego di disoccupati locali e cittadini comunitari. A PAGINA 5.

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Il presidente Penati invitato a Roma <Pronti a discutere della città metropolitana> (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-17 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il progetto Il presidente Penati invitato a Roma "Pronti a discutere della città metropolitana" Secondo le voci che si rincorrono, nella nuova finanziaria potrebbe esserci anche l'abolizione della Provincia di Milano. Ma il presidente Filippo Penati non si preoccupa più di tanto, perché ieri durante il vertice con il ministro Maroni c'è stato un tête-à-tête interessante. Il ministro avrebbe chiesto a Penati: "Ma la facciamo questa città metropolitana?". Miele per le orecchie di Penati. "E allora perché non ci vediamo e non ne parliamo" ha continuato Maroni. I due si sono dati appuntamento a Roma nei prossimi giorni. L'intenzione di Maroni sarebbe quello di riprendere il discorso dalla legge Lanzillotta.

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Aboliti gli enti con meno di 50 addetti (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-17 - pag: 2 autore: Pubblica amministrazione. Via le Province nelle aree metropolitane Aboliti gli enti con meno di 50 addetti ROMA Abolizione di tutti gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti e "scrematura" di quelli più grandi. Con cinque strutture già nella "lista nera": Fondo bombole metano; Ente italiano montagna; Istituto italiani per l'Africa e oriente: Istituto beata Lucia di Narni e Istituto agronomico per l'oltremare. A meno di 24 ore dal varo del decreto con cui scatterà il piano triennale sui conti pubblici 2009-2011 targato Tremonti, che di fatto anticipa la manovra, sono queste le "opzioni" più gettonate sul delicato versante della riorganizzazione della macchina burocratica. Un intervento a vasto raggio che comprenderebbe anche l'eliminazione di 8 province corrispondenti ad altrettante aree metropolitane: Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Venezia, Firenze, Napoli e Bari. La scure dovrebbe calare anche su tutte le comunità montane. Sulle modalità dell'operazione resterebbero però aperte diverse ipotesi. La prima prevede l'immediata eliminazione di ogni emolumento, indennità o compenso in favore dei componenti degli organi delle comunità montane con il passaggio entro il 2008 di tutto il personale e dei beni strumentali ai Comuni sui indicazione delle Regioni; la seconda poggia sul mantenimento in vita delle sole funzioni delle comunità, che passerebbero a Comuni e Province. In ogni caso l'Uncem ribadisce la sua netta contrarietà alla scomparsa delle Comunità montane. Già abbastanza definito, invece, appare il meccanismo per l'abolizione delle Province corrispondenti alle 8 città metropolitane: la soppressione scatterebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra e le competenze verrebbero poi trasferite ai grandi Comuni da Stato e Regioni. Ma alcune città fanno già muro: frenano i presidenti della provincia di Venezia, Davide Zoggi ("no ad un'abolizione per decreto) e di Bari, Vincenzo Divella, ("affrettare il percorso sarebbe dannoso per tutti"), mentre un plauso arriva dal sindaco di Genova Marta Vincenzi (Pd).L'Upi evidenzia come prima di compiere qualsiasi passo sia necessaria "una riflessione approfondita ". Tornando alla "cancellazione" dei mini-enti pubblici, le funzioni e il personale passerebbero, a seconda dell'attività svolta, al ministero di riferimento. La "potatura" riguarderebbe anche una fetta degli enti più grandi, con un intervento più graduale. In particolare, nel mirino ci sarebbero quelli per i quali non è stata prevista conferma, riordino o trasformazione dalla Finanziaria 2008, varata dal Governo Prodi. M.Rog.

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Piano di riduzione delle Province Il governo vuole eliminare Venezia (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-17 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Piano di riduzione delle Province Il governo vuole eliminare Venezia Competenze ai Comuni metropolitani. Comunità montane in rivolta contro i tagli VENEZIA - La Provincia di Venezia potrebbe avere solamente un altro anno di vita, per poi scomparire. Dopo anni di dibattiti, varie ipotesi e il disegno di legge Lanzillotta (dal nome del ministro per gli Affari Regionali del governo Prodi che lo promosse) abortito per lo scioglimento delle Camere, anche il governo Berlusconi starebbe infatti lavorando all'abolizione delle Province delle aree metropolitane. Tra le nove città che godono di questo status c'è Venezia, che si affianca a Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. L'abolizione, secondo l'ipotesi del governo, scatterebbe dalla prima data di scadenza delle Province successiva alla riforma. "L'abolizione non si può fare per decreto", commenta però il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Il progetto A Venezia Zoggia è stato eletto nel 2004 e si dovrebbe dunque tornare alle urne l'anno prossimo. L'abolizione delle Province entrerebbe infatti nella prossima manovra finanziaria per alleggerire la macchina dello Stato. L'ipotesi è allo studio del ministro delle Finanze Giulio Tremonti e prevederebbe che poi lo Stato e le Regioni trasferiscano le competenze degli enti soppressi ai Comuni. Si tratta dell'ennesimo tentativo di portare avanti il progetto delle Città metropolitane, sulla carta dai primi anni Novanta, ma in realtà mai realizzate. Dopo che nel 2001 il governo di centrosinistra le inserì nell'elenco degli enti locali all'articolo 114 della Costituzione, lo scorso anno il ministro Lanzillotta aveva avviato l'iter di un ddl che disegnava le modalità di istituzione delle nuove strutture statali, attraverso dei referendum. No ai decreti "Noi non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali, ma il governo sbaglierebbe a non coinvolgere gli enti interessati. E poi non ci sono i tempi tecnici ", continua Zoggia. Il quale in realtà non nega il problema di una riorganizzazione della macchina dello Stato. "Lo Stato così com'è concepito oggi non può andare avanti, ma partire dal basso mi pare sbagliato – spiega – serve il Senato delle Regioni, una Camera con meno deputati, Regioni che legiferano e una migliore divisione di competenze". Zoggia sottolinea inoltre un altro problema aperto: chi amministrerebbe l'area metropolitana? "è un problema che non è mai stato chiarito, non credo che i Comuni limitrofi al capoluogo accetterebbero di farsi comandare – continua – o che Venezia comprenda un territorio che va da Chioggia a San Dona'". La risposta ce l'ha il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che non avrebbe alcuna intenzione di governare dall'Adige al Lemene. "I poteri delle province devono passare ai Comuni, per cui Venezia avrebbe i suoi, così come Chioggia e San Dona' – spiega il filosofo – l'area metropolitana sarà poco più vasta del territorio comunale attuale, i confini erano già stati indicati, ma si possono anche rivedere". Anche se poi Cacciari manifesta tutto il suo scetticismo. "Per me comunque non le faranno mai". Comunità montane Sotto la scure dei tagli del governo potrebbero anche finire le comunità montane, anch'esse considerate enti poco utili e costosi. E proprio contro questa ipotesi ieri ha preso posizione la giunta della delegazione veneta dell'Unione comunità montane. "Costiamo allo Stato 154 milioni di euro, ma produciamo investimenti e servizi per 2,2 miliardi – spiega la giunta – nelle zone di montagna vive il 20 per cento della popolazione, in comuni di piccole dimensioni che, se non si associano, non riescono a far fronte a sviluppo e servizi". Alberto Zorzi \\ Il presidente Zoggia: sbagliato non coinvolgere gli enti interessati.

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Giorgetti: <Al momento è solo una delle ipotesi> (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-17 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il sottosegretario all'Economia Giorgetti: "Al momento è solo una delle ipotesi" VENEZIA - "E' un'ipotesi, al momento è soltanto un'ipotesi anche se concreta". Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, preferisce non spingersi troppo in là nel commentare la possibile abolizione delle Province nelle aree metropolitane. "E' uno dei testi possibili sui quali stiamo lavorando spiega il vice di Tremonti - ma la scelta ultima spetta al consiglio dei ministri. Domani (oggi per chi legge ndr) ci sarà comunque un pre-consiglio dal quale potrà emergere una linea più marcata. Così si rischia di parlare ancora del nulla, anche se, inutile dirlo, quella delle aree metropolitane è una questione in piedi da molti anni". Gl.S. Il vice di Tremonti Alberto Giorgetti, sottosegretario all'Economia (Alleanza Nazionale).

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Correttore di nozze (sezione: Province)

( da "Corriere di Bologna" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-06-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Figurine di LUCA BOTTURA Correttore di nozze Primi effetti dell'abolizione della Provincia: Maurizio Cevenini, pur di continuare a sposare chiunque gli passi a meno di due metri, ha preso la cittadinanza di Las Vegas. luca@bottura.net.

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Il governo accelera: addio alla Provincia (sezione: Province)

( da "Corriere di Bologna" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-06-17 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Finanziaria Cancellazione forse già nella manovra 2009 Il governo accelera: addio alla Provincia Il leader Pd De Maria: "Ora la città metropolitana" Draghetti: no comment Il presidente del consiglio Maurizio Cevenini: "Operazione demagogica contro la cosiddetta casta" Alle amministrative del 2009 c'è il rischio concreto di andare a votare solo per il Comune. Perché la Provincia, per allora, potrebbe essere stata abolita. Nel programma elettorale del Pdl si prevedeva la cancellazione delle amministrazioni provinciali, considerate un doppione inutile. Ma si sa, il fatto di inserire un provvedimento nel programma non è di per sé garanzia di realizzazione. E invece, almeno secondo le anticipazioni diffuse ieri dall'Ansa da Roma, l'abolizione delle Province della aree metropolitane rientrebbe addirittura nella prossima manovra. La cancellazione diventerebbe effettiva alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Si tratta di una modifica costituzionale che richiede tempi più lunghi, ma in linea di principio è possibile farcela entro il 2009. Le competenze soppresse verrebbero poi trasferite ai Comuni. Naturalmente tra l'annuncio e la realizzazione concreta di un simile provvedimento ce ne passa (basti pensare che a Palazzo Malvezzi lavorano circa 1.300 persone) ma la volontà politica sembra essere questa. La presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, per ora preferisce non intervenire sul caso e attende di capire meglio quale sarà la volontà del governo nei prossimi giorni. Non usa invece giri di parole il presidente del consiglio provinciale, Maurizio Cevenini che accusa il governo di voler fare "un'operazione demagogica per attaccare la casta". Il presidente dell'assemblea di Palazzo Malvezzi aspetta naturalmente di capire cosa succederà nel concreto ma fin d'ora fa una sottolineatura: "Un conto è abolire il consiglio provinciale con i 36 consiglieri che ha oggi. E un conto è cancellare l'istituzione visto che oggi gli oltre mille dipendenti di Palazzo Malvezzi svolgono funzioni per il territorio". Cevenini ricorda che per abolire le Province occorre modificare la seconda parte della Costituzione, come a dire che non è cosa che si fa in pochi giorni. "Vedremo come finirà - chiude poi il ragionamento - perché questo governo è piuttosto abituato a fare annunci che poi non si concretizzano". In campagna elettorale il Pd era per l'abolizione delle Province, ma prevedeva di sostituirle con le città metropolitane. "Bisognerà vedere che tipo di provvedimento metterà effettivamente in campo il governo - premette il segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria- ma vorrei ricordare che su questo tema il nostro partito ha sviluppato da tempo una sua proposta che non si è mai tramutata in realtà perché mancava una legislazione nazionale di riferimento". L'idea del Pd, ricorda De Maria, "è quella di creare a Bologna una città metropolitana che poteva assorbire le funzioni della Provincia e probabilmente anche quelle del Comune. Se la proposta del governo rientra in questo percorso allora è un fatto positivo, se invece si prevede solo l'abolizione delle Province, allora è un passo indietro rispetto al modello già sperimentato da Bologna". Olivio Romanini In aula Una seduta del consiglio provinciale a Palazzo Malvezzi.

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ROMA Cancellazione in tempi rapidi delle Comunità montane e abolizione delle nove Province rel (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Chiudi ROMA Cancellazione in tempi rapidi delle Comunità montane e abolizione delle nove Province relative a città in cui esistono aree metropolitane: Roma, Milano e altre sette. C'è anche questo riassetto istituzionale nella manovra anticipata che il governo varerà domani e che comporterà per i ministeri risparmi di spesa per 17 miliardi in tre anni. Corposo il pacchetto energia: accanto alle norme per accelerare il ritorno al nucleare, ci saranno sconti fiscali automatici sui carburanti e la liberalizzazione della rete dei distributori. Misure che acquistano particolare rilevanza mentre il prezzo del petrolio spinge verso l'alto le tariffe di gas e ed elettricità.

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Ritorno all'antico? (sezione: Province)

( da "Gazzetta del Sud" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Assegni non trasferibili, l'obbligo scatta a 12.500 euro ROMA Ecco alcune delle "ipotesi" oltre allo "sconto automatico" per fronteggiare il caro-benzina e all'abolizione delle province nelle grandi aree metropolitane che potrebbero arrivare domani sul tavolo del governo per dare fisionomia alla manovra 2009-2011: potrebbe arrivare l'abolizione del divieto di cumulo tra salario e pensione; possibile una delega "perché possa riaprirsi in Italia la stagione dell'energia nucleare": entro la fine dell'anno il governo individuerà i criteri per l'individuazione dei siti; sembrano destinate a sparire tutte le comunità montane; potrebbero essere cancellati i piccoli enti pubblici non economici, quelli cioè con una dotazione di organico inferiore alle 50 unità; l'anno prossimo il "contributo" a carico degli enti locali per la Finanziaria 2009 sarà di 3,4 miliardi più un miliardo di tagli alla sanità; parte la Banca del Sud con una "dote-prestito" di 5 milioni a carico dello Stato; verso un ritorno a 12.500 euro per la soglia massima di trasferimenti in contante e perché si sia obbligati a emettere assegni non trasferibili; modifiche alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda tutti i contratti a tempo determinato: tra le ipotesi anche alcune modifiche al decreto di attuazione della legge Biagi, con nuove regole per la disciplina dei contratti occasionali; sul fronte delle entrate il piatto forte resta l'annunciata Robin Hood tax sui petrolieri: potrebbe trattarsi di un prelievo una tantum, sotto forma di addizionale sull'Ires; il bonus bebè potrebbe essere presentata domani ma attivata a partire dal 2009; il governo punta a recuperare 4 miliardi dalla vendita delle caserme in disuso nelle città.

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Più che un'ipotesi (sezione: Province)

( da "Gazzetta del Sud" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Verso l'abolizione delle province nelle aree metropolitane ROMA Per l'abolizione delle Province nelle aree metropolitane misura che sarebbe allo studio del Governo quest'ultimo si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevede l'istituzione di 9 città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. Il provvedimento stabilisce infatti che sono considerate aree metropolitane "le zone comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione territoriale e in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali". Il Testo unico sull'ordinamento degli enti locali del 2000, che si rifà alla legge 142 del 1990 che già individuava le nove aree metropolitane, prevede anche che su proposta degli enti locali interessati "la Regione procede entro centottanta giorni dalla proposta stessa alla delimitazione territoriale dell'area metropolitana". Qualora la Regione non provveda entro questo termine, il Governo, sentita la Conferenza unificata, invita la Regione a provvedere entro un ulteriore termine, scaduto il quale procede alla delimitazione dell'area metropolitana. Restano ferme le città metropolitane e le aree metropolitane definite dalle Regioni a statuto speciale. La proposta di istituzione della città metropolitana è sottoposta a referendum di cui deve occuparsi ciascun comune partecipante, entro centottanta giorni dalla sua approvazione. Se la proposta riceve il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto al voto, espressa nella metà più uno dei comuni partecipanti, essa è presentata dalla Regione entro i successivi novanta giorni a una delle due Camere per l'approvazione con legge. Il Testo unico prevede che la città metropolitana acquisisca "le funzioni della Provincia". Il Governo di centrosinistra, nel gennaio 2007, aveva approvato in Consiglio dei ministri il nuovo Codice per le Autonomie che prevedeva che nove città metropolitane (le stesse del Testo unico sull'ordinamento degli enti locali) avrebbero preso il posto di almeno altrettante Province, più poteri a Roma capitale, incentivi per gestire insieme Comuni e Province i servizi, benefici per gli enti locali virtuosi. Il testo ridefiniva le funzioni fondamentali degli enti locali.

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Taglio per 9 grandi enti i piccoli si salvano tutti Ieri una nuova (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

"bufera" ha colpito le Province italiane. Questa volta, però, la ventilata scure non colpirebbe le piccole ma le grandi Province, quelle metropolitane, ovvero quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. Nove in tutto. L'abolizione di queste Province, in attesa di creare le Aree Metropolitane, sarebbe una delle misure allo studio del Governo nella imminente manovra. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei rispettivi Consigli. Indirettamente la notizie, diffusa ieri, ha fatto fare un sospiro di sollievo ai fermani che aspettano, nel 2009, l'entrata in servizio della nuova Provincia di Fermo. Si eliminano le grandi Province quindi, si salvano le piccole. Sembrerebbe questa, al momento, la nuova filosofia del Governo. Anche se a Fermo c'è sempre chi teme un "congelamento" in extremis.

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Tremonti, il garante della privacy (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 143, pag. 9 del 17/6/2008 Autore: Pagina a cura di Giampiero Di Santo Visualizza la pagina in PDF       Finanziaria in dirittura di arrivo. Domani in consiglio dei ministri la manovra 2009-11 Tremonti, il garante della privacy Una maximulta per chi pubblica le denunce dei redditi Il pugno duro sarà riservato a banche, assicurazioni e petrolieri, che dovranno dare alla finanza pubblica un contributo di circa 2,5 miliardi di euro forse già a valere sui conti del 2008. Ma nel predisporre la manovra di bilancio, il famoso piano triennale che dovrà portare il pareggio entro il 2011, il ministro dell'economia, Giulio Tremontio, ha voluto inserire una norma ad personam. Anzi, ad Massimo Romano, l'ex direttore dell'Agenzia delle entrate che ha avuto l'idea, per molti brillante per molti no, di pubblicare in rete le denunce dei redditi di tutti i contribuenti italiani. Sui redditi on line Tremonti non ha mai voluto dire una parola, né di censura né di apprezzamento. Ma la misura che il numero uno del dicastero di via XX settembre si prepara a inserire nalle manovra da 13,1 miliardi per il 2009 parla da sola: chi pubblicherà, d'ora in poi e con qualsiasi mezzo, carta stampata inclusa, le dichiarazioni dei redditi, rischia una supermulta di 90.000 euro. Una somma non certo indifferente, a garanzia della privacy e a scanso di ulteriorio violazioni. Un segnale di normalizzazione del paese, dunque, dopo il provvedimento che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, , mentre prende corpo l'intero impianto della Finanziaria triennale di circa 34,8 miliardi che tra domani e la prossima settimana sarà approvata dal consiglio dei ministri, non prima di essere stata illustrata alle parti sociali. Domani, come ha spiegato il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, a palazzo Chigi si parlerà di provvedimenti per il rilancio dello sviluppo e di contenimento dei prezzi, in particolare di quelli petroliferi. Si pensa, in particolare, di introdurre un automatismo che consentirà di ridurre le accise sui carburanti non appena scatterà un incremento dei prezzi peroliferi superiore del 2% al valore di riferimento indicato nel Dpef. Per tentare di frenare l'irresistibile ascesa di benzina e gasolio alla pompa, Scajola vuoleanche aumentare il grado di apertura del sistema di distribuzione dei carburanti, con l'ulteriore estensione della possibilità di vendere benzina al supermercato. Per risparmiare, gli uomini di Tremonti hanno già pensato di intervenire con la prevista sforbiciata agli enti locali. I primi a pagare il conto saranno i presidenti delle province delle grandi aree metropolitane, che si vedranno cancellare con un colpo di spugna. Si tratta di Milano, Torino, Roma Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, che dovrebbero essere abolite alla prima cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Le funzioni di queste province saranno trasferiti ai sindaci, così come quelle delle comunità montane, se la loro cancellazione sarà confermata, saranno suddivise tra i comuni che ne fanno parte. Nel menù della manovra entreranno l'abolizione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione, l'abolizione dell'elenco clienti e fornitori per le imprese e anche del libro matricola e del libro paga. Per accelerare la deregolamentazione del mercato del lavoro, il ministro ministro del welfare, Maurizio Sacconi, proporrà l'abrogazione delle norme sulle dimissioni volontarie, modifiche per i contratti a tempo determinato e per l'orario di lavoro e del part-time e la reintroduzione del lavoro intermittente. Oltre a novità per i contratti di apprendistato. Si torna a parlare anche di bonus bebè, mille euro per ogni nuovo nato dal 2009, e di nucleare, con l'individuazione dei siti dove sorgeranno le nuove centrali annunciate da Scajola.

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Metropoli senza le province (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Pubblica Amministrazione Numero 143, pag. 42 del 17/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       finanziaria Metropoli senza le province Grandi manovre sugli enti locali nella Finanziaria 2009. Dalle anticipazioni che trapelano sulla manovra sembra proprio che il ministro dell'economia Giulio Tremonti sia intenzionato a dare una bella sforbiciata ai costi della politica locale. In due direzioni. Abolizione totale delle comunità montane e soppressione delle province nelle aree metropolitane. L'idea di eliminare gli enti montani sostenuta anche dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, fa discutere. Il presidente dell'Uncem, Enrico Borghi, ha replicato a Brunetta evidenziando come le comunità montane con un costo per lo stato di 154 milioni l'anno (destinati a diventare 120 per effetto della cura dimagrante imposta dalla manovra 2008) producano servizi e investimenti per 2,2 miliardi di euro. "Costano quindi il 7% di quanto producono, al contrario dello stato che si mangia il 50% del pil per funzionare", ha ribattuto Borghi. E se la Uil in una nota ha giudicato "razionale" la scelta del governo di abolire le comunità montane, l'assessore alle finanze della regione Lombardia, Romano Colozzi (che è anche coordinatore nazionale degli assessori al bilancio), non condivide la ricetta di Tremonti e Brunetta. "Sarebbe dannosa", ha dichiarato, "la lotta agli sprechi è giustissima ma sappiamo che ci sono situazioni differenti con alcune comunità montane che svolgono funzioni di presidio importantissime sui territori critici del nostro paese". Province. La soppressione delle province nelle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) dovrebbe avvenire, nelle intenzioni del governo, alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Il piano dell'esecutivo sta però creando qualche malumore. In attesa di leggere la Finanziaria , gli enti vorrebbero comunque che decisioni di tale portata per il futuro assetto delle autonomie locali venissero concertate e non imposte dall'alto. E all'Anci avvertono: l'eliminazione delle province deve essere legata a doppio filo all'istituzione delle città metropolitane.

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In Finanziaria tagli da otto miliardi Via le Province e sconti su benzina (sezione: Province)

( da "TgFin.it" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Con la Finanziaria via le Province Risparmi da 8 miliardi e sconti benzina Taglio automatico alle accise sulla benzina per contrastare gli effetti del caro-petrolio, carburante in vendita nei supermercati per liberalizzare il settore, abolizione delle Province nelle aree metropolitane: saranno questi alcuni dei provvedimenti che arriveranno sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma mercoledì per preparare il decreto per lo Sviluppo e per tracciare le linee della manovra finanziaria 2009. Il taglio automatico delle accise sui carburanti sarà studiato con un meccanismo che abbasserà automaticamente le tasse sulla benzina nel momento in cui il suo prezzo supera una certa soglia fissata nel Dper. Arriveranno poi aiuti alle giovani coppie per l'acquisto della prima casa e sarà ridotta del 50% la spesa per la pubblica amministrazione, mentre i libri di testo si potranno scaricare da Internet: sono alcune delle novità della manovra. Da banche, assicurazioni e Robin tax il governo conta di incassare 2,5 miliardi complessivi di maggior gettito. In particolare, dall'imposizione a carico delle compagnie petrolifere, il gettito atteso è di un miliardo, mentre da istituti di credito e gruppi assicurativi si aspetta circa un miliardo e mezzo grazie a un allargamento della base imponibile Ires e Irap. Quanto ai risparmi, arriveranno da tagli sulla pubblica amministrazione e sulla sanità. BENZINA: GIU' LE TASSE SE IL PETROLIO E' TROPPO CARO Sul fronte benzina, il meccanismo di abbattimento dell'effetto aumenti del petrolio su quello dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, scatterà in automatico e non sarà più discrezionale. Secondo il provvedimento in esame infatti la diminuzione delle accise sarà immediata quando il prezzo internazionale del greggio aumenterà in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del Dpef, che sarà in via esclusiva quello di riferimento. Il governo starebbe inoltre pensando di introdurre una proroga per l'aliquota Iva agevolata, al 5%, sul gasolio per agricoltura e pesca. BENZINA AL SUPERMARKET Sarà compresa nel decreto sullo Sviluppo la norma che liberalizzerà la distribuzione dei carburanti, sempre allo scopo di abbattere i prezzi: il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha annunciato che metterà a punto un intervento al riguardo. PIU' FACILE COMPRARE CASA E' al vaglio anche un piano per l'emergenza abitativa con la costituzione di un unico fondo al ministero delle Infrastrutture per aiutare nell'acquisto della prima casa giovani coppie a basso reddito, particolari categorie sociali, e anche gli immigrati regolari. Va ancora deciso se potranno rientrarvi anche le famiglie monoreddito, al di sotto di una certa soglia. POLITICA DEI REDDITI Sarà inoltre interamente cumulabile il reddito da pensione - di vecchiaia, anzianità, invalidità - con quello da lavoro dipendente e autonomo. Una misura che dovrebbe essere applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. VIA LE PROVINCE METROPOLITANE Si va verso l'abolizione delle Province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) e si pensa alla soppressione delle comunità montane. Altra ipotesi sul tavolo è quella di trasferire le funzioni e le risorse umane delle stesse comunità a Comuni e Province. MENO SPESE PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Dal primo gennaio 2009 le amministrazioni pubbliche ridurranno del 50%, rispetto a quelle del 2007, le spese per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita o inviata ad altre amministrazioni. Confermato inoltre l'addio della Gazzetta Ufficiale stampata: a partire dal primo gennaio 2009, la diffusione a tutti i soggetti in possesso di un abbonamento a carico di organi costituzionali di amministrazioni o enti pubblici o locali viene sostituita dall'abbonamento telematico. La manovra conterrà anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali: si studia l'affidamento della loro gestione a società di capitali individuate con gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, in cui il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% a condizione che quest'ultimo sia selezionato attraverso procedure pubbliche. LIBRI DI SCUOLA A DISPOSIZIONE SU INTERNET Dal prossimo anno si potranno scaricare i libri di testo scolastici da Internet. I libri saranno prodotti a stampa e online ed è ancora allo studio se imporre al collegio dei docenti di adottare esclusivamente libri utilizzabili nelle due versioni sin da subito o rinviare l'obbligo sino all'anno scolastico 2011-2012. Le Università pubbliche e quelle legalmente riconosciute potranno inoltre trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Tra le altre novità il ritorno della soglia massima dei 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili e l'aumento della durata della carta d'identità da 5 a 10 anni. GLI ALTRI ARTICOLI Tremonti: 18 giugno Robin Hood Tax Robin Hood tax?Juncker possibilista VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO In Finanziaria tagli da otto miliardi Via le Province e sconti su benzina Per recuperare lo smalto perduto Rcs sceglie la cura dimagrante Crollo di vendite per il colosso americano delle banane Le consistenti piogge in Europa hanno ridotto i consumi GRAFICHE.

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Abolizione delle Province a Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

(17/6/2008 09:10) | (Sesto Potere) - Roma - 17 giugno 2008 - Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha annunciato che: "Una 'parte sostanziale della Finanziaria 2009 sarà anticipata 'prima dell'estate da un provvedimento legislativo che affiancherà e darà corpo al dpef'. Obiettivo? Recuperare risorse per un valore calcolato attorno ai 20 - 30 miliardi di euro nel triennio 2009-2011 e attenendosi al vincolo europeo del raggiungimento del pareggio di bilancio proprio nel 2011. Due le linee guida del Governo: riduzione della pressione fiscale generale e diminuzione della spesa pubblica. Con il riflesso della spinta allo sviluppo della crescita economica. Fra i provvedimenti che certamente faranno discutere - anche le forze politiche - l'abolizione delle comunità montane e la soppressione delle Province delle aree metropolitane, ovvero quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. Lo Stato e le Regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni. Il taglio agli enti locali sarà di 3,4 miliardi, più uno all'anno in un triennio nel settore della sanità pubblica.

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Finanziaria, ecco gli interventi più importanti (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

N. 143 del 2008-06-17 pagina 0 Finanziaria, ecco gli interventi più importanti di Redazione Ecco gli interventi più importanti sui quali il governo punta per recuperare risorse e rilanciare l'economia: dagli aiuti per le giovani coppie all'abolizione delle comunità montane in pianura, dalla privatizzazione dei servizi pubblici alle agevolazioni sull'aliquota Iva Roma - Ecco gli interventi più importanti sui quali il governo punta per recuperare risorse e rilanciare l'economia. Solo la soppressione di istituzioni superflue come le comunità montane e le Province nelle aree metropolitane porterà un risparmio di 3,4 miliardi di euro. Allo studio sconti sulla benzina e i generi di prima necessità da finanziare coi proventi della Robin Hood tax. Robin Hood tax sugli utili extra Nasce la Robin Hood tax. Si tratta di un prelievo straordinario sugli extrautili che banche, assicurazioni e petrolieri hanno prodotto grazie ai "guadagni di congiuntura"; cioè i benefici ottenuti dal ciclo economico. Nella sostanza, a banche e assicurazioni verranno ridotte le agevolazioni fiscali; mentre ai petrolieri dovrebbe essere aumentata l'aliquota Ires. Il gettito della nuova imposta servirà per finanziare gli interventi di riduzione fiscale sui carburanti; ma potrebbe essere anche destinato direttamente alle fasce meno fortunate della popolazione, pensionati in testa. Se il greggio sale l'accisa scende Lo sconto sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva per l'aumento dei prezzi del greggio diventerà automatico. Se il prezzo del greggio risulterà in aumento di 2 punti percentuali rispetto al valore di riferimento in euro indicato nel Dpef, scatterà una riduzione dell'accisa, a compensazione del maggior gettito Iva derivante dall'aumento del prezzo industriale dei prodotti. Verranno rafforzati i poteri del Garante dei prezzi in funzione anti-speculativa. Tra gli obiettivi la modernizzazione della rete distributiva e la liberalizzazione del mercato dei distributori in arrivo anche nei supermercati. Agevolazioni sull'aliquota Iva In arrivo aiuti fiscali ai settori dell'agricoltura e della pesca per far fronte al caro-petrolio. Tra le misure allo studio della manovra c'è anche l'applicazione di un'aliquota Iva agevolata, al 5%, sul gasolio usato come carburante per questi settori. Si tratterebbe di una misura d'urgenza valida fino al 31 dicembre 2008 e che dovrebbe portare sollievo ai pescatori che vedono erosi dal caro-gasolio i propri margini di guadagno. Non è escluso, poi, che l'intervento immediato possa essere seguito da interventi più strutturali, magari negoziati a livello europeo. Abolito il divieto di cumulo è in arrivo l'abolizione del divieto di cumulo fra pensione e reddito da lavoro. Tra le norme allo studio della prossima manovra finanziaria c'è anche la possibilità di cumulare interamente i redditi da lavoro dipendente e autonomo con le pensioni di anzianità, vecchiaia e invalidità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria. A quanto sembra, però, il divieto di cumulo resta in vigore per le categorie di lavoratori la cui pensione viene gestita da enti di diritto privato. Una fattispecie in cui rientrano i giornalisti ma anche altre categorie professionali. Enti inutili: via chi ha meno di 50 dipendenti Giorni contati per i piccoli enti pubblici non economici; cioè, quelli con meno di 50 dipendenti. La loro soppressione è prevista da una misura contenuta da un decreto legge che accompagna la manovra finanziaria. Funzioni e dipendenti passano al ministero di riferimento. In via di soppressione anche altri enti con più di 50 dipendenti per i quali non è prevista l'esplicita conferma dalla Finanziaria. Cinque gli enti che verranno sicuramente soppressi: Fondo bombole metano, Ente italiano della montagna, Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente, Istituto Beata Lucia di Narni, Istituto agronomico d'oltremare. Addio alla tassa sulle bilance Via la cosiddetta "tassa sulla bilancia" e l'elenco clienti e fornitori. Sono due delle norme su cui si starebbe lavorando al ministero dell'Economia a favore delle imprese; e che dovrebbero far parte del pacchetto di misure che verranno discusse domani dal Consiglio dei ministri, all'interno della manovra Finanziaria. Si tratterebbe dunque della soppressione dell'elenco dei clienti e dei fornitori ma anche della tassa sulle bilance con il passaggio dalle Camere di commercio ai Comuni delle verifiche periodiche degli strumenti metrici. Un intervento più volte chiesto dalle aziende. I compiti delle comunità montane ereditati dai Comuni Due le ipotesi per il futuro delle comunità montane. La prima ipotesi prevede che ogni emolumento, indennità, gettone di presenza erogato in favore dei componenti degli organi delle comunità montane venga soppresso. Di conseguenza entro la fine del 2008 le Regioni provvederebbero a girare ai Comuni beni umani e strumentali delle comunità montane. La seconda ipotesi sarebbe invece quella di considerare le funzioni delle comunità come funzioni fondamentali di Comuni e Province che di conseguenza le erediterebbero in toto. Entrambe vanno nella direzione di una razionalizzazione degli enti pubblici. Stop alle leggi incomprensibili Stop alle leggi con rimandi normativi incomprensibili. Si tratta insomma di rendere più leggibili i provvedimenti prevedendo che ogni norma per sostituire, modificare o abrogare norme vigenti debba indicare espressamente le norme che vengono sostituite, modificate, o abrogate. Un elemento di chiarezza che dovrebbe consentire anche risparmi di spesa. La misura dovrebbe far parte della serie di interventi messi a punto dal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, e che potrebbero entrare nel pacchetto della manovra finanziaria. Super multe ai redditi on line Chi pubblica redditi on line, o comunque attraverso qualsiasi mezzo, rischierà una sanzione che potrà arrivare fino ad un massimo di 90.000 euro. La multa prevista sarebbe infatti da 5.000 a 30.000 euro ma potrebbe essere triplicata se risultasse non efficace a seconda del livello di reddito di chi la riceve. Difficilmente il Garante della privacy dovrà in futuro bloccare la pubblicazione on line dei redditi degli italiani come ha fatto pochi mesi fa con l'Agenzia delle entrate che li aveva resi disponibili sul Web per la prima volta nel nostro Paese. In mano ai privati i servizi pubblici Rivoluzione in vista nei servizi pubblici locali. Il governo, infatti, sta studiando una norma in base alla quale queste attività dovranno essere affidate o a spa private individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista nelle quali però i privati debbono detenere almeno il 30%. Possibile l'affidamento in deroga a società interamente pubbliche solo se si dimostra che non è possibile un efficace ricorso al mercato. Allo studio anche misure per avviare un'impresa in un giorno e per recuperare 15 miliardi di risorse per le infrastrutture dal Fondo aree sottoutilizzate. Banca del Sud: c'è già una dote di 5 milioni Riprova a vedere la luce la Banca per il Sud. Nata con la Finanziaria del 2006 e subito morta nella precedente legislatura, la manovra finanziaria le affida da parte dello Stato una dote di 5 milioni di euro. Sarà una società per azioni. La sede sarà in una regione meridionale e il capitale sarà aperto al contributo di privati e amministrazioni locali. Per rendere definito il percorso della Banca del Sud, le norme prevedono anche la creazione di un comitato promotore entro 120 giorni dall'entrata in vigore della norma che dovrà definire il profilo della nuova banca. Sì ad assegni fino a 12.500 euro Si va verso un ritorno a 12.500 euro per la soglia massima di trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili. La misura è una delle norme allo studio nel complessivo pacchetto della manovra finanziaria. Solo dal 30 aprile scorso le nuove norme antiriciclaggio hanno abbassato questa soglia a 5.000 euro prevedendo pesanti sanzioni amministrative che vanno dall'1% al 40% dell'importo negoziato. Per trasferire con un assegno somme pari o superiori a 5.000 euro, è oggi d'obbligo apporre la clausola "non trasferibile" nonché la indicazione del nome e della ragione sociale del beneficiario. Nuove regole per il part time Modifiche in vista per le norme sui contratti a tempo determinato. In Finanziaria dovrebbero trovare spazio nuove regole per la disciplina dei contratti occasionali nell'ambito di un'impresa familiare, nei soli settori del commercio, del turismo e dei servizi. Novità in arrivo anche per l'apprendistato: la formazione aziendale dovrebbe essere totalmente regolata nell'ambito dei contratti collettivi di lavoro e dagli enti bilaterali. Allo studio anche una proroga di sei mesi per la delega sui lavori usuranti per consentire il pensionamento anticipato ai lavoratori che svolgono attività particolarmente gravose. Benefit a chi vive vicino alle centrali Entro la fine dell'anno il governo definirà i criteri per l'individuazione dei siti per gli impianti di energia nucleare in Italia. è una delle misure contenute nella manovra finanziaria. Si tratterebbe di una delega al governo che, oltre a definire i criteri di localizzazione dei siti, dovrebbe anche individuare le misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate alla loro realizzazione. Queste "compensazioni" sarebbero indirizzate alle famiglie e alle imprese residenti nel territorio vicino al sito e gli oneri sarebbero sostenuti dalle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti. Spariscono le province Potrebbero presto scomparire le Province delle aree metropolitane. Vale a dire che Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero rinunciare in tempi brevi agli uffici della Provincia. Secondo le misure previste dalla manovra, l'abolizione dovrebbe arrivare prima della data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Il piano per l'abolizione delle Province delle aree metropolitane si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevedeva l'istituzione di nove città metropolitane. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tra le richieste della categoria, l'aumento degli stipendi netti per rilanciare i consumi (sezione: Province)

( da "Arena.it, L'" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

L'INCONTRO. Il sottosegretario Alberto Giorgetti da Confcommercio "Sui grandi temi della città ci vuole una cabina di regia" Tra le richieste della categoria, l'aumento degli stipendi netti per rilanciare i consumi   "Rilanciare i consumi". Questa la parola d'ordine del sottosegretario Alberto Giorgetti nell'incontro con Confcommercio nel quale la categoria ha presentato le principali richieste: aumentare il valore del "netto" negli stipendi, consentire la detrazione fiscale di tutte le spese, reintrodurre il lavoro a chiamata - ritenuto fondamentale soprattutto nel turismo -, semplificare la normativa a carico delle aziende, porre massima attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese. All'incontro, svoltosi nella sede di via Sommacampagna e durato quasi due ore, erano presenti il leader dell'organizzazione Fernando Morando, i membri di giunta Paolo Ambrosini, Sergio Cucini, Marcello Prati, il direttore generale Giorgio Sartori con il vice Silvano Massalongo ed Elvio Pedini Boni, presidente di Confidi Veneto. Nell'occasione Giorgetti ha anticipato le scelte nazionali del Governo per contenere la spesa, con misure che toccheranno banche e petrolieri, ma prevedono anche l'abolizione delle Comunità Montane e la cancellazione delle Province metropolitane. Per fronteggiare il caro gasolio, verrà portata avanti la proposta di abolire la tassa di circolazione sull'autotrasporto e la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti. Al vaglio, poi, uno stanziamento di 6 miliardi di euro a favore della Cassa depositi e prestiti che consentirà di ampliare le garanzie alle aziende, mentre l'aspetto energetico verrà affrontato urgentemente con una particolare attenzione al Veneto. Altro obiettivo prioritario, ha detto ancora Giorgetti, l'inasprimento della lotta alla contraffazione. Altro passo preannunciato da Giorgetti, l'abolizione del divieto di cumulo delle pensioni. Il presidente Confcommercio Morando ha sollecitato una riduzione urgente del peso degli oneri in busta paga aumentando gli stipendi netti; fondamentale, per Morando, è poi la reintroduzione del lavoro a chiamata. Il presidente provinciale dei librai Ali, Paolo Ambosini, ha invece sollecitato la detraibilità della spesa sui libri di testo, tema su cui il Governo è sensibile, ha replicato Giorgetti, ma che verrà verosimilmente affrontato in autunno. Auspicio finale di Giorgetti e Morando, che venga istituita una cabina di regia composta da amministratori locali, categorie e parlamentari nel cui ambito affrontare i temi fondamentali per la città come gli enti (Arena in primis) e i contenitori.  .

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L'INCONTRO. Il sottosegretario Alberto Giorgetti da Confcommercio (sezione: Province)

( da "Arena.it, L'" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

"Sui grandi temi della città ci vuole una cabina di regia" Tra le richieste della categoria, l'aumento degli stipendi netti per rilanciare i consumi   "Rilanciare i consumi". Questa la parola d'ordine del sottosegretario Alberto Giorgetti nell'incontro con Confcommercio nel quale la categoria ha presentato le principali richieste: aumentare il valore del "netto" negli stipendi, consentire la detrazione fiscale di tutte le spese, reintrodurre il lavoro a chiamata - ritenuto fondamentale soprattutto nel turismo -, semplificare la normativa a carico delle aziende, porre massima attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese. All'incontro, svoltosi nella sede di via Sommacampagna e durato quasi due ore, erano presenti il leader dell'organizzazione Fernando Morando, i membri di giunta Paolo Ambrosini, Sergio Cucini, Marcello Prati, il direttore generale Giorgio Sartori con il vice Silvano Massalongo ed Elvio Pedini Boni, presidente di Confidi Veneto. Nell'occasione Giorgetti ha anticipato le scelte nazionali del Governo per contenere la spesa, con misure che toccheranno banche e petrolieri, ma prevedono anche l'abolizione delle Comunità Montane e la cancellazione delle Province metropolitane. Per fronteggiare il caro gasolio, verrà portata avanti la proposta di abolire la tassa di circolazione sull'autotrasporto e la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti. Al vaglio, poi, uno stanziamento di 6 miliardi di euro a favore della Cassa depositi e prestiti che consentirà di ampliare le garanzie alle aziende, mentre l'aspetto energetico verrà affrontato urgentemente con una particolare attenzione al Veneto. Altro obiettivo prioritario, ha detto ancora Giorgetti, l'inasprimento della lotta alla contraffazione. Altro passo preannunciato da Giorgetti, l'abolizione del divieto di cumulo delle pensioni. Il presidente Confcommercio Morando ha sollecitato una riduzione urgente del peso degli oneri in busta paga aumentando gli stipendi netti; fondamentale, per Morando, è poi la reintroduzione del lavoro a chiamata. Il presidente provinciale dei librai Ali, Paolo Ambosini, ha invece sollecitato la detraibilità della spesa sui libri di testo, tema su cui il Governo è sensibile, ha replicato Giorgetti, ma che verrà verosimilmente affrontato in autunno. Auspicio finale di Giorgetti e Morando, che venga istituita una cabina di regia composta da amministratori locali, categorie e parlamentari nel cui ambito affrontare i temi fondamentali per la città come gli enti (Arena in primis) e i contenitori.  .

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Di Palma: Abolizione delle Province? Serve un confronto (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Napoli enti locali Di Palma: Abolizione delle Province? Serve un confronto Le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. E' una delle misure allo studio per la messa a punto della prossima manovra. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Per l'abolizione delle Province nelle aree metropolitane - misura che sarebbe allo studio del Governo - quest'ultimo si rifà al Testo unico sull'ordinamento degli enti locali dell'agosto del 2000 che prevede l'istituzione di 9 città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli "Resto in attesa di una dichiarazione ufficiale del governo sull'abolizione delle Province delle aree metropolitane e di conoscere il testo della norma nella sua interezza prima di qualsiasi commento", ice il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, dopo aver appreso delle anticipazioni sulla volontà del governo di abolire le Province delle aree metropolitane. "E' certamente importante affrontare con serietà la riorganizzazione del sistema delle autonomie locali e, dunque, il destino delle aree metropolitane - aggiunge Di Palma - Restano, però, in piedi alcune questioni di grande rilevanza: in particolare le deleghe sovraordinate ai comuni a chi toccherebbero? Questione difficile da risolvere se non si vuole alterare l'equilibrio che la Costituzione ha dato al sistema delle autonomie locali. f. b. del 17-06-2008 num.

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Manovra, via le Province (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Stampa l'azione di governo Manovra, via le Province Lo stop al divieto di cumulo tra redditi da lavoro e pensione, la deregolamentazione del mercato del lavoro e la riforma della Pubblica amministrazione, con le relative norme anti-fannulloni e i possibili tagli nel pubblico impiego. Sono alcune delle misure relative al Welfare e alla Pubblica amministrazione che dovrebbero approdare al Consiglio dei ministri di domani per la manovra finanziaria. Inoltre le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Tra le norme rientrerà con ogni probabilità l'abolizione del divieto di cumulo tra redditi da pensione (vecchiaia, anzianità e invalidità) e da lavoro dipendente e autonomo. Dovrebbe essere in arrivo anche il piano di deregolamentazione del mercato del lavoro. Si andrebbe dall'abrogazione delle norme sulle dimissioni volontarie, all'eliminazione del libro matricola e del libro paga. Allo studio modifiche per i contratti a tempo determinato; la riforma dell'orario di lavoro e del part-time; la reintroduzione del lavoro intermittente e la previsione di buoni prepagati per collaboratori domestici e imprese familiari; novità anche per l'apprendistato. In arrivo pure la proroga di sei mesi per la delega sui lavori usuranti. Il governo dovrebbe essere chiamato ad adottare uno o più decreti legislativi per consentire ai lavoratori che svolgono attività particolarmente gravose di anticipare l'età di pensionamento. Potrebbe, inoltre, tornare a essere presa in considerazione anche l'ipotesi del bonus bebè, cioè di un assegno di 1.000 euro per ogni nuovo nato. Molte le novità previste dal ddl delega "per ottimizzare la produttività del lavoro pubblico". Previste, nella riforma della Pa, sanzioni più rapide contro i fannulloni, compresa la possibilità di licenziare il dipendente pubblico con un procedimento penale aperto anche prima dell'eventuale condanna. Dal primo gennaio 2009 le amministrazioni pubbliche ridurranno del 50%, rispetto a quelle del 2007, le spese per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita o inviata ad altre amministrazioni. Confermato inoltre l'addio della Gazzetta Ufficiale stampata. Sempre a decorrere dal primo gennaio 2009, la diffusione della Gazzetta Ufficiale a tutti i soggetti in possesso di un abbonamento a carico di organi costituzionali di amministrazioni o enti pubblici o locali è sostituita dall'abbonamento telematico. Il costo degli abbonamenti verrà conseguentemente rideterminato. Tagli alla spesa potrebbero arrivare operando sugli esuberi ed il blocco del turn over; uno stop potrebbe giungere al piano di stabilizzazione dei precari nella Pa. La manovra conterrà anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Questa prevede l'affidamento della loro gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% a condizione che quest'ultimo sia selezionato attraverso procedure pubbliche. Novità anche per le Università pubbliche e quelle legalmente riconosciute che potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato.

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Scure sulle province, è polemica (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Primo Piano Pagina 103 Da Torino a Napoli i presidenti protestano: riforma solo dopo un serio confronto Scure sulle province, è polemica Da Torino a Napoli i presidenti protestano: riforma solo dopo un serio confronto --> ROMA Va bene una riorganizzazione complessiva dello Stato, comprese le province, ma questo non può che passare "per un serio confronto" con gli stessi enti locali, e non con un decreto legge. È la reazione dei presidenti delle nove province (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) che sarebbero abolite, dopo la loro trasformazione in aree metropolitane, provvedimento che sarebbe contenuto nella prossima manovra finanziaria. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra, e lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. "Apprendiamo dalla stampa dell'intenzione del Governo di abolire le Province metropolitane. Passare dalla costruzione delle aree metropolitane all'abolizione pura e semplice delle Province, mi sembra davvero un'ipotesi originale". A sostenerlo è Fabio Melilli, presidente dell'Upi, l'Unione delle Province d'Italia e della provincia di Rieti. "Sono certo - ha concluso Melilli - che la riflessione del Governo sarà più approfondita e non improvvisata". Sì ad un confronto sulla riorganizzazione complessiva dello Stato, comprese le Province, no ad una abolizione per decreto, ha affermato il presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia. La costituzione dell'area metropolitana e la conseguente soppressione delle province che ricadono in questi territori "deve essere accompagnata da un serio processo consultativo tra i Comuni e le Province interessate. Affrettare questo percorso è dannoso per tutti": così il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella. Abolire per decreto nove Province italiane "è una prova di forza del Governo - afferma il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta- chiedo al Governo come può pensare di abolire il prossimo anno le Province di Torino e Milano, il cui mandato quinquennale scade nel 2009, senza aver prima costituito almeno le rispettive Città metropolitane e come possa procedere per decreto su un Ente previsto nella Costituzione". Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e ministro alle Riforme del governo ombra del Pd, preferisce non commentare l'ipotesi dell'abolizione delle Province nelle aree metropolitane. "Ne discuteremo - dice - quando ci sarà una proposta organica. Comincio ad essere stufo di questa politica degli annunci". "La semplificazione del quadro istituzionale, con l'abolizione di alcune Province, stava già nelle proposte di Walter Veltroni che ho convintamene appoggiato - ricorda il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi (Pd)- il problema non è cosa faremo da grandi io e i miei colleghi, il problema è capire se questo Paese è nelle condizioni di aprire una pagina nuova, più semplice e più efficiente". Il presidente della provincia di Napoli, Dino Di Palma, preferisce attendere notizie ufficiali, mentre fonti della provincia di Milano sottolineano che "l'elenco che è stato fornito delle province delle aree metropolitane comprende solo quelle governate dal centrosinistra. Tra l'altro così si affossa la nuova provincia di Monza e Brianza perchè abolendo quella di Milano non può nascere quella di Monza".

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Centrodestra pigliatutto (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Cronaca Regionale Pagina 105 Il voto in sicilia Centrodestra pigliatutto Il voto in sicilia --> È tris. A scrutini ormai avanzati, Pdl-Mpa-Udc stravincono le provinciali siciliane conquistando le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento, alle quali il centrodestra aggiunge Ragusa, dove già governava. Così da aprile scorso in Sicilia il centrodestra si conferma pigliatutto alle politiche, alle regionali e alle provinciali. Il Pdl con Mpa e Udc espugna anche le ultime roccaforti del centrosinistra: le province di Enna, Siracusa e Caltanissetta. A Palermo il candidato Pdl-Udc-Mpa Giovanni Avanti supera il 73% e a Catania l'omologo Giuseppe Castiglione si avvicina all'80%. I seggi si sono chiusi alle 15 dopo aver atteso i 4 milioni e 400 mila elettori che dovevano scegliere i presidenti delle province e i sindaci di 147 comuni tra cui Catania, Messina e Siracusa. Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè ultimamente hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province. L'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti provinciali (- 8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno.

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Lotta agli sprechi: il Governo si muove (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Prima Pagina Pagina 2 La manovra triennale Lotta agli sprechi: il Governo si muove La manovra triennale di Beniamino Moro --> di Beniamino Moro Accompagnata da una doppia strategia dell'attenzione, verso l'opposizione che si vuole coinvolgere nella definizione delle nuove regole e verso la Ue che è stata già informata dei provvedimenti che sono allo studio, prende forma concreta la manovra economica del governo targata Tremonti. Le novità sono tante e tutte importanti, così importanti da sparigliare la prassi sinora consolidata dell'accoppiata Dpef-legge finanziaria e di bilancio. Al loro posto, la manovra, che avrà respiro triennale con una correzione complessiva di 34,8 miliardi, si condenserà in due provvedimenti principali che il governo approverà nel Consiglio dei ministri di domani. Il primo consiste nella nuova legge finanziaria triennale, che anticipa a giugno la manovra di correzione vera e propria per il triennio 2009-11, con una correzione di 2-3 miliardi riferita ancora al 2008. Questo provvedimento conterrà i tagli alla spesa pubblica e le nuove entrate finalizzate a ottenere il pareggio di bilancio alla fine del triennio. Tra i tagli sono inclusi 3,4 miliardi nel 2009 (5,2 nel 2010) di trasferimenti agli enti locali e un miliardo all'anno a carico della sanità. Tra le nuove entrate, invece, ci sarà la Robin Hood tax, che colpirà i cosiddetti "profitti di congiuntura" di banche, compagnie di assicurazione e compagnie petrolifere. La Ragioneria ha già valutato in 2,5 miliardi la nuova tassa, che graverà per un miliardo sui petrolieri e per 1,5 miliardi sulle banche e compagnie di assicurazione. Ci saranno inoltre aiuti fiscali sui carburanti agricoli e per la pesca e verrà fatta partire la Banca del Sud con 5 milioni di euro iniziali dello stato. Il secondo provvedimento, invece, conterrà il Piano di sviluppo, con dentro numerose misure prevalentemente a costo zero, che vanno dalla riforma della giustizia del ministro Alfano a quella della pubblica amministrazione del ministro Brunetta, dagli interventi sulla sanità a quelli sul mercato del lavoro, con la reintroduzione della possibilità di cumulo dei redditi da lavoro e pensione. Ci saranno inoltre i criteri per l'individuazione dei siti delle centrali nucleari e l'abolizione delle province coincidenti con le città metropolitane. Tuttavia, in continuità coi provvedimenti approvati dal governo precedente coi pacchetti Bersani, i pilastri fondamentali di questo secondo provvedimento saranno le liberalizzazioni (servizi pubblici locali, acqua potabile, professioni, diritti di stabilimento delle società commerciali) e le semplificazioni, tra cui il provvedimento più atteso è quello definito taglia-leggi, che sottoporrà a verifica tutte le leggi di spesa del passato, abolendo le norme e recuperando gli stanziamenti non più ritenuti congrui. Nel nuovo quadro di finanza pubblica, il Dpef di giugno assumerà la veste di relazione di accompagnamento ai due decreti, mentre la tradizionale legge finanziaria autunnale verrà trasformata in semplice legge di bilancio, costituita essenzialmente dalle tabelle degli interventi di spesa pluriennale e da due collegati di sessione: il primo riguarderà le grandi opere e le infrastrutture, mentre al secondo sarà demandato il compito di definire il federalismo fiscale, partendo anche qui dalla bozza bipartisan avanzata dalla conferenza delle regioni.

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Centrodestra a valanga conquista otto province (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Un'altra disfatta per il Partito democratico Centrodestra a valanga conquista otto province PALERMO - E' tris. Se i primissimi risultati saranno confermati il centrodestra (Pdl-Mpa-Udc) avrebbe stravinto le provinciali siciliane conquistando le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento. Così da aprile scorso in Sicilia il centrodestra si conferma pigliatutto alle politiche, alle regionali e alle provinciali. Il Pdl con Mpa e Udc espugnerebbe anche le ultime roccaforti del centrosinistra: le province di Enna, Siracusa e Caltanissetta. A Palermo il candidato Pdl-Udc-Mpa Giovanni Avanti supera il 70% e a Catania l'omologo Giuseppe Castiglione supera l'80%. In Sicilia i seggi si sono chiusi alle 15 dopo aver atteso i 4 milioni e 400 mila elettori che dovevano scegliere i presidenti delle province e i sindaci di 147 comuni tra cui Catania, Messina e Siracusa. Per le provinciali mancava all'appello soltanto Ragusa (nella sua provicnia si vota in 4 comuni). Gli elettori non hanno risposto all'appello: forse per il clima estivo, per la stanchezza delle tornate elettorali ravvicinate e forse perchè nell'ultimo periodo hanno sempre più spesso sentito parlare dell'abolizione delle Province regionali. In Sicilia l'affluenza è stata del 55,54%, contro il 64,46% delle precedenti consultazioni (- 8,92%). Un calo netto che diventa enorme a Palermo dove ha votato solo il 41,17% degli elettori il 19,78 % in meno. Per la provincia di Catania dopo gli scrutini di 127 sezioni su 1.127 - il candidato del centrodestra Giuseppe Castiglione è in vantaggio con l'80%, seguito dal candidato di Pd-Idv e liste Leotta, Salvatore Leotta, con il 15,47%. A caldo Castiglione ha detto: "Il dato, se confermato va oltre la coalizione e di questo ringrazio i cittadini della provincia etnea. Sono molto emozionato ma anche molto soddisfatto per la responsabilità. Mi presto ad assumere un compito non facile ma so di potere contare su una provincia vitale". A Palermo Giovanni Avanti a valanga. Dice Avanti: "E' una vittoria importante per il centrodestra e un'affermazione significativa per il mio partito, l'Udc". A Caltanissetta Giuseppe Federico (centrodestra) è in vantaggio con il 64%, seguito dal candidato di Pd-Idv e lista Insieme, Salvatore Messana, con il 29,62%. A Siracusa, quando sono state scrutinate 146 sezioni su 421, il candidato del Centrodestra Nicola Bono è in vantaggio col 69,44%. Lo segue Giuseppe Zappulla, candidato del Centrosinistra, col 30,56%.

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La manovra finanziaria (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

La manovra finanziaria Roma. Ultime limature al piano triennale di finanza pubblica che dovrebbe sbarcare domani al Consiglio dei ministri. Il ministro dell'Economia Tremonti si appresta a presentare la manovra 2009-2011 da quasi 35 miliardi, poco più di 13 dei quali a valere sul prossimo anno. Oggi il governo incontrerà gli enti locali mentre già ieri ci sarebbero stati incontri non ufficiali con il mondo sindacale. Il governo ha in ogni caso convocato le parti sociali domani mattina a Palazzo Chigi, qualche ora prima del Cdm. Prendono dunque corpo le misure che verranno adottate tra un paio di giorni. Focus sull'energia per far fonte al caro-petrolio, liberalizzazioni ma anche tagli consistenti alla macchina burocratica, a partire da comunità montane, province metropolitane, enti inutili. Tra le misure più corpose restano la cosiddetta Robin tax sugli extraprofitti dei petrolieri e la stretta su banche e assicurazioni. Un pacchetto, questo, che da solo varrebbe circa 2-3 miliardi. Ma il grosso delle entrate della manovra dovrebbe arrivare con tagli alla spesa e con dismissioni. Varrebbe complessivamente 4 miliardi, per esempio, il pacchetto delle caserme in disuso che potrebbero essere messe sul mercato. E ancora: azione combinata contro il caro-carburanti. Il piano del governo, che sarà delineato domani, quando il Consiglio dei ministri esaminerà il pacchetto energia all'interno della prossima manovra, si muove su due livelli. Uno fiscale, messo a punto dal Tesoro, e uno strutturale, messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico. Comune l'obiettivo: far scendere i prezzi. Sul piano fiscale, si punta a rendere automatico - e non più discrezionale da parte del governo - lo sconto sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva. In sostanza, quando il prezzo del greggio risulta in aumento del 2% rispetto al valore di riferimento in euro indicato nel Dpef, scatta in automatico una riduzione dell'accisa applicata ai carburanti, a compensazione del maggior gettito Iva derivante dall'aumento del prezzo industriale dei prodotti. La misura verrebbe confermata con cadenza trimestrale. Anche il ministro dello Sviluppo, Scajola, annuncia un provvedimento ad hoc sulla rete carburanti, "un'apertura del sistema distributivo" che aumenti la concorrenza. La benzina si venderà anche al supermercato, assicura, delineando un intervento in grado di "agire sul prezzo industriale" e, a cascata, su quello finale. E poi via le province delle aree metropolitane (ne sparirebbero 9) e abolizione per le comunità montane. Tutte. E governo al lavoro da fine anno per individuare siti su cui realizzare impianti per energia nucleare. Ecco in sintesi le novità emerse ieri e quelle già circolate nei giorni scorsi. SCONTO AUTOMATICO PER CARO-BENZINA: Lo "sconto" sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva per l'aumento dei prezzi del greggio dovrebbe diventare automatico. E non più quindi discrezionale da parte del governo. In arrivo anche aiuti fiscali ai settori dell'agricoltura e della pesca per far fronte al caro-gasolio. NO A DIVIETO CUMULO LAVORO-PENSIONE: Potrebbe arrivare l'abolizione del divieto di cumulo tra salario e pensione. DELEGA NUCLEARE, A DICEMBRE MODALITÀ SITI: Arriva una delega per riaprire in Italia la stagione dell'energia nucleare: entro fine anno il governo individuerà i criteri per l'individuazione dei siti. SCURE SU PROVINCE E COMUNITÀ MONTANE: Le province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) potrebbero scomparire. Stessa sorte toccherebbe a tutte le comunità montane. SOPPRESSIONE PICCOLI ENTI: Potrebbero sparire i piccoli enti pubblici non economici, quelli cioè con una dotazione di organico inferiore alle 50 unità. A ENTI LOCALI "CONTO" DA 3,4 MLD, -1 MLD A SANITÀ: L'anno prossimo il "contributo" a carico degli enti locali per la Finanziaria 2009 sarà di 3,4 miliardi più un miliardo di tagli alla sanità. PER ASSEGNI NON TRASFERIBILI SOGLIA A 12.500 EURO: Verso un ritorno a 12.500 euro per la soglia massima di trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili. ROBIN HOOD TAX: Sul fronte delle entrate il piatto forte resta l'annunciata "Robin Hood tax" sui petrolieri. Potrebbe trattarsi di un prelievo una tantum, sotto forma di addizionale sull'Ires. BONUS BEBÈ: La misura potrebbe essere presentata mercoledì ma attivata a partire dal 2009. DA CASERME 4 MLD: Il governo punta a recuperare 4 miliardi dalla vendita delle caserme in disuso nelle città. RICETTE E CARTELLA SANITÀ SU WEB: Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Si ipotizza anche la possibilità per i cittadini di prendere medicine in farmacia senza ricetta ma esibendo la tessera sanitaria o il ricorso alla ricetta informatizzata periodica per i malati cronici. Si pensa anche al "fascicolo sanitario elettronico del cittadino". NO A STABILIZZAZIONE PER PRECARI P.A.: No alla stabilizzazione decisa con le ultime due Finanziarie per i precari della P.A. STOP A CARTA PER P.A.: Sarebbe allo studio un piano taglia-carta per al pubblica amministrazione. CARTA D'IDENTITÀ PIÙ LONGEVA: La carta d'identità potrebbe avere "vita" più lunga: dagli attuali 5 a 10 anni. APRIRE IMPRESE IN UN'ORA: La norma per aprire un'impresa in tempi record potrebbe ora essere inserita nella Finanziaria. Si ipotizzano anche meno controlli sulle società se "certificate". PROCESSI PIÙ CARI, TRIBUNALI MENO "AFFOLLATi": Si ipotizza di aumentare il contributo per l'iscrizione al ruolo dai processi di secondo grado in su. L'effetto sarebbe ingolfare meno i tribunali e reperire risorse per la Giustizia. Manuela Tulli Francesco Carbone.

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CANCELLATO IL TETTO DI 30 MESI PER I PRECARI (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Cancellato il tetto di 30 mesi per i precari GIUSY FRANZESE Roma. Una nuova virata dei contratti a termine con il ritorno al "pre-Prodi" e l'abolizione di nove province delle aree metropolitane. Procede a pieno ritmo il lavoro sulla manovra economica che il governo approverà domani pomeriggio, dopo averla illustrata in mattinata alle parti sociali. Man mano che si avvicina il "d-day" vengono alla luce nuove misure che saranno inserite nel corposo pacchetto. Mercato del lavoro. Arriva la "poderosa deregolamentazione del mercato del lavoro" annunciata dal ministro Sacconi. Oltre all'abolizione di norme che complicano la vita alle imprese (libro paga, libro matricola, la cosiddetta "tassa sulla bilancia", ecc.), verrà rivisitata la normativa sui contratti a termine. In pratica, con il sì sindacale, sarà possibile prorogare più volte il contratto anche oltre i 30 mesi (limite inserito dal governo Prodi). Nuove norme anche sul lavoro intermittente, a chiamata e sull'apprendistato. Pensioni. Giro di vite per gli assegni di invalidità, con più stringenti controlli sull'esistenza dei requisiti per usufruire dell'assegno. Abolito il divieto di cumulo tra pensione e salari (escluse le pensioni gestite da enti di diritto privato). Proroga di sei mesi per la delega sui lavori usuranti. Enti locali. Resta uno dei capitoli più corposi: con un nuovo patto di stabilità interno il governo conta di risparmiare circa tre miliardi in tre anni. Oltre all'abolizione delle comunità montane e lo stop alla nascita di nuove province, la novità di ieri riguarda la soppressione di 9 province delle "aree metropolitane": Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. La norma, mai attuata, era già prevista dal Testo unico sugli enti locali del 2000 (la funzione della provincia va alla città metropolitana). Ora l'abolizione scatterebbe alla prima data di cessazione dei consigli (per molti è il 2009). Immediate le reazioni degli attuali amministratori. Favorevoli i presidenti delle province di Roma (Zingaretti), Firenze (Renzi), Genova (Repetto). No a imposizioni per decreto, ma "sì a dialogo e confronto" è, invece, la posizione dei presidenti delle province di Torino (Saitta), Napoli (Di Palma), Venezia (Zoggia), Bari (Divella). Malizioso il commento di fonti della provincia di Milano: "Le province da abolire sono solo quelle governate dal centrosinistra". Dal presidente dell'Unione delle province italiane, Fabio Melilli arriva la richiesta al governo di "una riflessione più approfondita". Liberalizzazioni. Per i servizi pubblici locali, dall'acqua all'energia, sarà introdotto l'obbligo di espletare i concorsi per l'affidamento a società in cui il privato detenga almeno il 30% del capitale (salvo i casi in cui non ci sono privati interessati). Banche e assicurazioni. Insieme con i petrolieri (la Robin Hood tax sarà "una tantum"), banchieri e assicuratori saranno le categorie colpite da una maggiore tassazione. Si lavora all'innalzamento dell'aliquota Ires dal 27,5% al 30%. Circa 4 miliardi nel triennio è il gettito previsto dalla dismissione delle caserme inutilizzate. Gran parte della manovra arriverà dai risparmi sulle spese della pubblica amministrazione (tetto 2% agli aumenti, blocco turnover e lotta agli sprechi compreso il consumo di carta e le telefonate). Il taglio alla sanità sarà rinviato al 2010. Casa. Resta in piedi l'ipotesi di una cedolare fissa al 20% sugli affitti. Micro-misure. Vasto il ventaglio di misure che interessano vari settori. Si va dalla cig estesa al settore della pesca, all'aumento della soglia massima dei trasferimenti in contanti e per gli assegni non trasferibili (da 5.000 a 12.500 euro), fino ai primi fondi per Expo 2015.

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TRICESIMO Firme per abolire le (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

TRICESIMOFirme per abolirele Province Da domani, nell'ufficio anagrafe del Comune di Tricesimo, su iniziativa del consigliere Paolo Saccardo, sarà possibile firmare per l'abolizione delle Province. La proposta di legge, depositata alla Corte Suprema di Cassazione in data 7 marzo 2008, fa parte di un percorso preciso descritto nel sito www.aboliamoleprovince.it. "Si stanno ora raccogliendo le firme in modo tale che il nuovo Parlamento trovi depositata la proposta di legge pronta per l'approvazione tra le prime cose da fare" dice Saccardo.

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Le province delle aree metropolitane, (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Venezia, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. È questa una delle misure allo studio per la messa a punto della prossima manovra del governo. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Il presidente della Provincia di Venezia, Zoggia, si dice pronto a discuterne, ma rifiuta che tali decisioni vengano prese per decreto. Scettico il sindaco Cacciari: "Ne parlano da 15 anni, alla fine non ne faranno niente".

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Cacciari: ne parlano da 15 anni, non faranno un bel niente Zoggia: pronti a discuterne, ma niente taglio per decreto (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

REAZIONI IN LAGUNA Cacciari: ne parlano da 15 anni, non faranno un bel niente Zoggia: pronti a discuterne, ma niente taglio per decreto Venezia"Tanto non si farà mai, è da quindici anni che se ne parla e quando si è trattato di "derubricare" le competenze si è sempre arenato tutto". Massimo Cacciari è convinto: magari aboliranno le Province, compresa quella di Venezia, ma la città metropolitana del capoluogo lagunare resterà com'è da anni: solo e semplicemente sulla carta.L'annuncio dell'abolizione delle province delle aree metropolitane - e nell'elenco delle 9 città metroplitane c'è anche Venezia - non preoccupa più di tanto il sindaco Cacciari: "Vogliono abolire le Province? Mi pare ovvio che se fai la città metropolitana allora scompare la Provincia", dice il sindaco. Che però domanda: "Spiegatemi: hanno deciso a chi passa il personale della Provincia? Hanno chiarito come verranno ripartite le competenze?". Massimo Cacciari scuote la testa: "Volete sapere cosa succederà? Non faranno niente, è da quindici anni che si parla di città metropolitana e non è succeso niente. Non faranno niente neanche adesso".Favorevole ad un confronto sulla riorganizzazione complessiva dello Stato, comprese le Province, ma nettamente contraio ad una "abolizione per decreto" è invece il presidente della Provincia di Venezia. Così Davide Zoggia (nella foto) sull'ipotesi che nella prossima manovra possano scomparire le Province delle aree metropolitane. "L'istituzione delle città metropolitane - afferma Davide Zoggia - può essere positiva, anche perché chiarirebbe uno "spezzatino" di deleghe che attualmente esiste. Certo questa semplificazione dei livelli amministrativi non può però avvenire senza che prima vi sia un confronto, senza la comprensione delle cose da fare".La provincia di Venezia, tra l'altro, l'anno prossimo dovrebbe essere interessata dal voto: l'Amministrazione di Zoggia è stata eletta nel 2004 e giusto in questi giorni l'esponente del Partito democratico dovrebbe essere ricandidato per il centrosinistra. Passasse la manovra governativa, non ci sarebbero però elezioni di sorta: l'abolizione delle Province, infatti, arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra stessa. E sarebbero poi lo Stato e le Regioni a provvedere a trasferire le competenze soppresse ai Comuni.Secondo il presidente della Provincia di Venezia, però, è necessario che la semplificazione dei livelli amministrativi avvenga attraverso un confronto. "Può essere interessante - dice l'esponente del Pd che dal 2004 guida Ca' Corner - ma va fatto in maniera organica, partendo da una riforma complessiva del sistema nel quale è organizzata la macchina dello Stato. La sede chiamata a svolgere la funzione amministrativa della città metropolitana - osserva Davide Zoggia - ancora non esiste. Sarebbe quindi errato "chiudere" le Province lasciando una vacatio delle sedi in cui esercitare le deleghe, che ovviamente non potrebbero essere né il Comune, in questo caso quello di Venezia, né la Regione". Insomma, no a una "chiusura" per decreto.Zoggia, infine, non risparmia una provocazione verso i partiti del centrodestra: "Nel caso si dovesse votare per il rinnovo della Provincia nel 2009 - afferma l'esponente del Partito democratico - immagino che nel centrodestra, dato che la si considera un ente inutile, non si dovrebbe presentare nessuno...".Al.Va.

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Province metropolitane e comunità montane, arrivano i tagli (sezione: Province)

( da "Panorama.it" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Province metropolitane e comunità montane, arrivano i tagli Posted By emanuele rossi On 17/6/2008 @ 11:11 In Headlines | No Comments [1] Le forbici di Tremonti si avvicinano alle Province delle grandi città e alle comunità montane. Un taglio netto per quest'ultime, una trasformazione in città metropolitane per le altre. Il ministro dell'Economia ha studiato una manovra 2009-2011 da quasi 35 miliardi, 13 dei quali da reperire il prossimo anno. Con tagli consistenti alla macchina burocratica, a partire da comunità montane, Province metropolitane, enti considerati inutili. Sono oltre 3 i miliardi di risparmi attesi sul fronte degli enti locali. Quindi le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. È questa - secondo quanto l'ANSA è in grado di anticipare - una delle misure allo studio per la messa a punto della prossima manovra. L'abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli dopo l'entrata in vigore della manovra, e lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Stessa sorte toccherebbe a tutte le comunità montane. I presidenti di Provincia coinvolti non sono certo felici del metodo scelto da via XX settembre, anche se alcuni restano possibilisti. ''Apprendiamo dalla stampa dell'intenzione del Governo di abolire le Province metropolitane. Passare dalla costruzione delle aree metropolitane all'abolizione pura e semplice delle Province, mi sembra davvero un'ipotesi originale''. A sostenerlo è Fabio Melilli, presidente dell'[2] Upi, l'Unione delle Province d'Italia e della provincia di Rieti. ''Sono certo che la riflessione del Governo sarà più approfondita e non improvvisata''. Il "no" ad una abolizione per decreto è unanime: ''Solo una prova di forza del Governo" dice il presidente della Provincia di [3] Torino, Antonio Saitta, "come può pensare di abolire il prossimo anno le Province di Torino e Milano, il cui mandato quinquennale scade nel 2009, senza aver prima costituito almeno le rispettive città metropolitane". La reazione più sarcastica arriva da Milano: da [4] Palazzo Isimbardi fanno notare che "le Province citate sono tutte governate dal centrosinistra". Ci sono però anche voci più aperte al confronto: il neoeletto alla provincia di [5] Roma Nicola [6] Zingaretti ritiene "giusto dotarci di nuovi enti che sostituiscano le Province", da [7] Genova Alessandro Repetto apre: "Le città metropolitane sono già previste dalla Costituzione" ma precisa "bisogna tutelare i piccoli comuni dell'entroterra che non c'entrano con le metropoli". ''La semplificazione del quadro istituzionale, con l'abolizione di alcune Province, stava già nelle proposte di Walter Veltroni che ho convintamente appoggiato" ricorda il presidente della [8] Provincia di Firenze Matteo Renzi "il problema è capire se questo Paese è nelle condizioni di aprire una pagina nuova, più semplice e più efficiente''. Il sindaco di Torino Chiamparino, ministro ombra per le riforme del Pd, preferisce non commentare "finché non ci sarà una proposta precisa non dirò niente, sono stufo di questa politica degli annunci". Sostegno a Tremonti invece dalla maggioranza, con il vice capogruppo del Pdl alla Camera e vice responsabile Enti locali di Forza Italia Osvaldo Napoli che parla di ''tappa decisiva'' nella riforma dello stato. Sul fronte delle comunità montane, invece, significativa la reazione di Gian Antonio Stella, uno degli autori de [9] La Casta, libro che aveva denunciato proprio gli sprechi e gli abusi degli enti locali: "Messa in questi termini" scrive sul [10] Corsera "la scelta di spazzare via tutte le comunità montane sembra un boccone di demagogia dato in pasto alla plebe affamata di atti simbolici. E invece Dio sa quanto ci fosse bisogno di abolire la montagna falsa, ridicola, clientelare, per salvare la montagna vera. Quella che giorno dopo giorno, se non è benedetta dal turismo, muore." Il VIDEO servizio:.

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Manovra: sconto sulla benzina. Verso l'abolizione del divieto di cumulo per le pensioni (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Sconto automatico sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva, ritorno del tetto di 12.500 euro per i trasferimenti in contanti e per gli assegni non trasferibili, forti sanzioni per chi pubblica redditi on line. Sono alcune delle novità allo studio del Governo per la prossima manovra, secondo le ultime indiscrezioni diffuse dalle agenzie di stampa. Nel pacchetto oltre alla Robin tax, anche l'abolizione del divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, nuove regole per disciplinare i contratti occasionali, novità sull'apprendistato, liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Previste anche una stretta su Regioni ed enti locali e l'abolizione delle province delle aree metropolitane. Da banche, assicurazioni e Robin tax il Governo conta di incassare 2,5 miliardi complessivi di maggior gettito. Nel dettaglio, dalla Robin Hood tax, a carico delle compagnie petrolifere, il gettito atteso è di 1 miliardo. Tra 1,3 e 1,5 miliardi invece da banche e assicurazioni attraverso un allargamento della base imponibile Ires e Irap. Lo sconto sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva per l'aumento dei prezzi del greggio dovrebbe diventare automatico e non più discrezionale da parte del Governo come previsto dall'ultima Finanziaria. Nel caso in cui il prezzo del greggio risulti in aumento di 2 punti percentuali rispetto, esclusivamente, al valore di riferimento in euro indicato nel Dpef, scatterebbe quindi automaticamente una riduzione dell'accisa a compensazione del maggior gettito Iva derivante dall'aumento del prezzo industriale dei prodotti. La misura verrebbe confermata con cadenza trimestrale. Torna il tetto di 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili: solo lo scorso aprile le nuove norme antiriciclaggio avevano abbassato questa soglia a 5.000 euro. Indietro tutta, dunque, per la norma che aveva rivoluzionato l'uso di assegni e contanti scattata il 30 aprile, in ossequio alla disciplina antiriciclaggio, il decreto legislativo 231/07 in vigore dal 29 dicembre scorso. Fra le ipotesi allo studio per la prossima Finanziaria, chi pubblica redditi on line, o comunque attraverso qualsiasi mezzo, rischia una sanzione da 5.000 a 30.000 euro, che potrebbe essere triplicata se risultasse non efficace a seconda del livello di reddito di chi la riceve e raggiungere uil tetto di 90mila euro. Le province delle aree metropolitane, cioè quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli potrebbero scomparire. L'abolizione scatterebbe alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni. Entro la fine dell'anno, poi, il Governo individuerà i criteri per l'individuazione dei siti per impianti di energia nucleare. Si tratterebbe di una delega al governo che, oltre a definire i criteri di localizzazione dei siti, dovrebbe anche individuare le misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate alla loro realizzazione. Queste compensazioni sarebbero indirizzate alle famiglie e alle imprese residenti nel territorio vicino al sito e gli oneri sarebbero sostenuti dalle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti. La manovra triennale 2009-2011 allo studio del Governo prevede un giro di vite su Regioni ed enti locali da 9,2 miliardi, una stretta sulla spesa sanitaria di 3 miliardi e misure sul pubblico impiego per altri 3 miliardi. Il Governo, poi, è alle prese con l'elaborazione della Robin Hood tax, che ha lo scopo di tassare gli speculatori che incassano profitti stratosferici giocando sui rialzi del petrolio. Allo studio la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Si studia l'affidamento di questi servizi o a spa private individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista, pubblica e privata, nelle quali però i privati debbono detenere almeno il 30% (anche in questo caso il socio deve essere scelto mediante procedure pubbliche). Sarebbe consentito, in deroga a queste norme, anche un affidamento dei servizi a società interamente pubbliche, partecipate dall'ente locale, soltanto nelle situazioni in cui sia dimostrato che non è possibile un efficace e utile ricorso al mercato. Se il servizio è affidato senza procedura competitiva il titolare non può gestire servizi in altri territori né può svolgere altro tipo di attività per altri enti pubblici. In materia di pensioni, l'esecutivo sta valutando l'abolizione del divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro dando quindi la possibilità di cumulare interamente i redditi da lavoro dipendente e autonomo con le pensioni di anzianità e di invalidità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria. Si completa così il quadro della cumulabilità totale già prevista per i titolari di pensioni di vecchiaia, di anzianità liquidata con 58 anni di età e 37 di contributi, oppure di anzianità liquodate con 40 anni di contributi, opppure equiparate a quelle di vecchiaia per compimento di età pensionabile (65 anni per gli uomini e 60 per le donne). Per questi, infatti, è già prevista la totale cumulabilità con i redditi derivanti da lavoro dipendente e autonomo. Modifiche alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato. Tra le ipotesi allo studio nuove regole per la disciplina dei contratti occasionali resi nell'ambito di un'impresa familiare, nei soli settori del commercio, del turismo e dei servizi. Spetterebbe al ministero del Welfare indicare con un regolamento ad hoc le modalità per il versamento dei contributi. Novità anche per l'apprendistato. La formazione aziendale sarebbe totalmente regolata nell'ambito dei contratti collettivi di lavoro e degli enti bilaterali, chiamati a indicare i tempi dell'apprendistato, i modi per riconoscere la qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo. (N.Co.) 16 giugno 2008.

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Bresso: "Prima si taglino prefetture e Camere di commercio" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Il progetto L'abolizione annunciata dal governo Bresso: "Prima si taglino prefetture e Camere di commercio" ALESSANDRO MONDO E' nato come la bandiera di un ente virtuoso, incamminato sulla strada della modernità e della razionalizzazione, potrebbe diventare la sua pietra tombale. Il nuovo palazzo di corso Inghilterra, destinato ad accorpare la gran parte degli uffici della Provincia in città, rischia di restare senza inquilino prima di aprire i battenti: a luglio è previsto l'avvio del mega-trasloco; l'anno prossimo, scaduto il mandato quinquennale, il committente promette di essere un ricordo. Dopo decenni di dibattiti sull'inutilità delle Province, regolarmente smentita dall'aumento delle deleghe trasferite dalle Regioni e dalle richieste di assistenza dei Comuni, il Governo sembra voler fare sul serio. Ieri è arrivato l'annuncio dell'imminente abolizione, non si capisce se per decreto o con un disegno di legge. Un'incognita per i 12 assessori (esclusi presidente e vicepresidente), per i 45 consiglieri (più il presidente e i due vicepresidenti) e soprattutto per i circa 2 mila dipendenti. Dai funzionari agli impiegati, fino ai cantonieri che si sono distinti durante l'ultima alluvione. La confusione regna sovrana. Nessuno, nemmeno tra i fautori del sì, sa spiegare di preciso come verrà colmato il vuoto di un ente che rappresenta lo snodo tra la Regione e i 315 Comuni del Torinese: viabilità (3.500 chilometri di strade), trasporti-infrastrutture, edilizia scolastica, politiche ambientali (discariche, inceneritori, risorse idriche), formazione professionale, protezione civile... Centro di potere politico e fonte di rendite consolidate, non più di Regione e Comune, ma al tempo stesso chiamato a smazzarsi rogne grosse così: emblematico il caso dei due inceneritori previsti. Ironia della sorte: parliamo dello stesso ente che dovrebbe assorbire le funzioni delle Comunità montane, sacrificate con le Ato sull'altare del risparmio. Resta la domanda. Chi supplirà alla Provincia? La Città metropolitana, dicono alcuni, sintesi del Comune capoluogo e di quelli limitrofi. Ma per ora quella è prevista soltanto nel disegno di legge firmato dall'ex-ministro Lanzillotta. "Vogliono eliminare un'istituzione senza uno straccio di dibattito - protesta Stefano Esposito, Pd -. Il solito Berlusconi". Osvaldo Napoli, Pdl, non ha dubbi: "Idea lodevole". E gli altri Comuni, quelli tagliati fuori dall'area metropolitana? "Si potrebbe pensare ad un filo diretto con la Regione, a forme di consorziamento tra gli enti locali, alla loro aggregazione con altre province - commenta Enzo Ghigo, senatore Pdl -. Di sicuro bisognerà ridisegnare tutto il territorio". Non è un caso se un caso se Sergio Chiamparino evita di commentare: "Ne ho abbastanza di queste politiche degli annunci". Dura Mercedes Bresso: "Si vogliono abolire le istituzioni democraticamente elette mentre non si toccano le prefetture e le camere di commercio, che oltretutto costano una valanga di soldi". Posizioni forti, meno scontate di quella di Antonio Saitta: "E' una prova di forza del Governo. Mi chiedo come può pensare di eliminare il prossimo anno quelle di Torino e Milano senza aver costituito almeno le rispettive Città metropolitane". Forse ha ragione Filippo Penati, il suo collega di Milano, quando sostiene ironicamente che "ogni volta il dibattito sull'abolizione delle Province si è concluso con la nascita di nuove Province". Ma questa potrebbe essere quella buona.

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Comunità montana: proccupati i 15 impiegati degli uffici di Millesimo (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

LA FINANZIARIA TREMONTI PREVEDE L'ABOLIZIONE DELL'ENTE Comunità montana: proccupati i 15 impiegati degli uffici di Millesimo Comunità Montana, si va davvero verso l'abolizione? a Millesimo la preoccupazione degli impiegati dell'ente montano è riassunta dal segretario della Comunità Montana Alta Val Bormida, Andrea Marenco: "C'è sicuramente un clima di incertezza che non può rasserenare. Se la Comunità dovesse davvero essere cancellata, gli impiegati, a quanto pare, saranno riassorbiti da quegli enti che prenderanno le funzioni ora da noi espletate, come Provincia e Regione, mentre dal Piemonte arriva la proposta che i segretari dell'Ente passino nelle graduatorie dei segretari comunali. Ma è ancora tutto molto aleatorio". Marenco, e non solo lui, nutre, però, ancora delle speranze, nonostante le indiscrezioni sulla prossima finanziaria targata Tremonti parlino abbastanza chiaro, e prevedano colpi di mannaia.Ancora Marenco: "Un conto è razionalizzare e ridurre i costi, un conto è cancellare un ente radicato sul territorio come le Comunità Montane. Già altre volte se ne è parlato, poi tutto si è fermato. L'ultima parola, infatti, spetterà alle Regioni e l'auspicio è che si riconoscano l'utilità di un ente come il nostro, soprattutto per territori come l'Alta Val Bormdia. La Regione Liguria dovrebbe deliberare entro questo mese, vedremo, forse già da questo atto si potranno trarre le giuste indicazioni sul futuro". Futuro che per alcuni sindaci, anche di schieramenti politici opposti, condividendo l'ottica del ministro Tremonti, sembra non poter che essere la creazione di piccoli consorzi tra Comuni limitrofi.

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Manovra: sì al piano per l'emergenza abitativa, cancellata la tracciabilità dei pagamenti (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Manovra: piano per la casa. Torna la Banca per il Sud di Nicoletta Cottone Arriva un piano per l'emergenza abitativa, ci sarà più trasparenza nelle consulenze della Pubblica amministrazione. Abolizione, poi, della legge per combattere le dimissioni in bianco, sì a un fondo per investimenti in progetti ad alto contenuto tecnologico, torna la Banca del Mezzogiorno, saltano le norme targate Vincenzo Visco sulla tracciabilità dei pagamenti, viene abrogata la revoca delle concessioni Tav. Sono le ultime indiscrezioni sulla manovra triennale targata Tremonti da 35 miliardi in 3 anni (poco più di 13 miliardi per il 2009). Nel piano strategico nazionale per l'energia da un aparte la promozione delle fonti rinnovabili, dall'altra la realizzazione di impianti nucleari. E, ancora, come anticipato dal Sole 24 Ore, accertamento con adesione semplificato se le imposte accertate non superano i 20mila euro. Scompare l'obbligo di fideiussione bancaria o assicurativa per la rateizzazione dei debiti fiscali e contributivi che superano i 50mila euro. Sale il tetto del limite per il blocco dei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni (da 10mila a 50mila). Queste novità si affiancherebbero all'introduzione della Robin Tax, che colpirà gli extra-utili realizzati dai petrolieri grazie al caro-petrolio e alla stretta sugli imponibili Ires e Irap di banche e assicurazioni. Colpo di spugna sule province delle aree metropolitane, addio alle comunità montane. Soppressi i piccoli enti pubblici non economici. Sul fronte della Pubblica amministrazione è atteso un irrigidimento del blocco del turn-over, con una consistente stretta sugli insegnanti. Meno carta nelle Pubbliche amministrazioni, dove è prevista una riduzione del 50% sulle spese di stampa dei documenti. Novità anche sul fronte delle ricette mediche che potranno viaggiare on line. Diventeranno più lunghi i tempi di durata delle carte d'identità, che passerebbero da 5 a 10 anni. Sul fronte dei libri scolastici per scuole e università a parità di valutazione avranno la preferenza i testi disponibili su intervet gratuitamente o dietro pagamento del diritto d'autore. Arriva un piano per l'emergenza abitativa. Sarà creato un fondo presso il ministero delle Infrastrutture per "un piano nazionale per l'emergenza abitativa", dove confluiranno i 550 milioni di euro stanziati dal Governo Prodi. Ci saranno 60 giorni di tempo per aumentare l'offerta di case "da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e riduzione delle emissioni inquinanti, destinati prioritariamente a prima casa per giovani coppie a basso reddito; per soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio; a immigrati regolari". Previsto il concorso di capitali privati. L'acquisto dell'alloggio da parte dei nuclei familiari, poi, dovrà avvenire in regime di comunione legale. Previsto anche un piano di edilizia residenziale sociale per abbattere il disagio abitativo, con lo scopo di ridurre il disagio abitativo e promuovere l'housing sociale. Torna la Banca del Mezzogiorno. Prevista la costituzione della società per azioni "Banca del Mezzogiorno". Un decreto del Tesoro, entro 4 mesi dall'entrata in vigore delle norme, nominerà il comitato promotore, disciplinerà i criteri per lo statuto e le modalità di composizione dell'azionariato "in maggioranza privato e aperto all'azionariato popolare diffuso". L'apporto al capitale da parte dello Stato è di 5 milioni, da restituire entro 5 anni. Giro di vite sulle consulenze della pubblica amministrazione. Consulenze nella Pubblica amministrazione sempre più all'insegna della trasparenza. Le amministrazioni potranno conferire incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo a esperti di particolare e comprovata specializzazione solo in presenza di determinati presupposti. In primo luogo l'amministrazione dovrà accertare di non avere risorse interne da utilizzare, poi la prestazione dovrà essere di natura temporanea e altamente qualificata: dovranno essere determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione in via preventiva. Proposta l'abolizione della legge per combattere le dimissioni in bianco. Nella manovra si propone l'abolizione per decreto della legge per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco. Aspettativa per i dipendenti pubblici che si mettono in proprio. Come annunciato dal ministro Brunetta nel corso di un'audizione alla Camera, idipendenti pubblici possono chiedere l'aspettativa senza assegni e senza decorrenza dell'anzianità di servizio per un massimo di 12 mesi per avviare attività professionali o imprenditoriali. A scuola e all'università privilegiati i testi on line. Dall'anno scolastico 2008-2009 scuole e università potranno adottare libri di testo disponibili on line, gratuitamente o dietro pagamento dei diritti d'autore. I libri di testo saranno prodotti nelle due versioni, cartacea e on line scaricabile da internet da parte delle scuole. Il collegio dei docenti potrà adottare solo testi forniti nelle due versioni. La scuola certificherà il numero delle copie estratte dalla versione on line. Una versione più soft dell'articolo prevede che l'adozione di un libro in vesrione solo cartacea debba essere comunicata al ministero Investimenti ad alto contenuto tecnologico. L'idea è quella di creare un fondo di fondi per investimenti in progetti ad alto contenuto tecnologico, basato su un sistema integrato tra fondi di livello nazionale e rete di fondi locali. Lo scopo di questo nuovo strumento sarebbe quello di sviluppare programmi di investimento destinati alla realizzazione di iniziative produttive con elevato contenuto di innovazione. Sì all'apporto di soggetti pubblici e privati che operano nel territorio e alla valorizzazione delle risorse finanziarie, anche derivanti da cofinanziamenti europei e internazionali. Nuovo meccanismo di sterilizzazione sui carburanti. Il meccanismo di sterilizzazione dell'effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, sarà automatico e non più discrezionale. La diminuzione delle accise sia sempre adottata quando il prezzo internazionale del greggio aumenta in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del Dpef, che sarà in via esclusiva quello di riferimento. Salta la revoca delle concessioni Tav. Abrogata la revoca delle concessioni Tav decisa nel 2007 dal Governo Prodi. "I rapporticonvenzionali stipulati da Tav con i contraenti generali in data 15 ottobre 1991 e in data 16 marzo 1992 continuano senza soluzione di continuità con Rfi e i relativi atti integrativi prevedono la quota di lavori che deve essere affidata dai contraenti generali ai terzi mediante procedura concorsuale conforme alle previsioni delle direttive comunitarie". Sull'energia una strategia nazionale. Entro il 30 giugno del 2009 sarà definita una strategia energetica nazionale che avrà come obiettivi la diversificazione delle fonti di energia, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale, la promozione di fonti rinnovabili e la realizzazione di impianti nucleari. Comunità montane addio. La manovra decreta la soppressione delle comunità montane. Entro il 31 dicembre di quest'anno le Regioni dovranno provvedere, su richiesta dei Comuni, a ripartire "con oneri a loro carico, le risorse umane e strumentali delle medesime comunità montane". Quelle non assegnate ai Comuni sono trasferite alla Regione. Riduzione degli amministratori di società non quotate. Le società non quotate direttamente o indirettamente controllate dallo stato dovranno ridurre il numero dei componenti degli organi di amministrazione e i compensi per ciascun componente dell'organo di amministrazione. Il taglio dei compensi dovrà essere nell'ordine del 25% rispetto a quanto già precedentemente deliberato. I componenti saranno ridotti a 5 o 7. Nessuna delega operativa al presidente, stop alla carica di vicepresidente e ai gettoni. Stretta sui comitati consultivi, ai cui membri non può andare un compenso oltre il 30% di quelli degli amministratori. Riorganizzazione degli enti vigilati dal Lavoro. Si lavora all'ipotesi di una delega al Governo per riorganizzare gli enti vigilati dal ministero del Lavoro. L'Esecutivo sarebbe delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della manovra, uno o più decreti legislativi per la riorganizzazione dell'Istituto superiore di sanità, dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, degli Istituti zooprofilattici sperimentali, della Croce rossa italiana, della Lega italiana per la lotta contro i tumori, dell'Agenzia italiana del farmaco. Ridefinito, poi, il rapporto di vigilanza del ministero del Lavoro sugli stessi enti e istituti, in base a principi di semplificazione e snellimento dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli enti e istituti. Prevista una razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei costi di funzionamento. Tracciabilità dei pagamenti. Saltano le norme volute dall'ex viceministro Vincenzo Visco sulla tracciabilità dei pagamenti. Allo studio l'eliminazione della norma che prevedeva il pagamento di un compenso solo con "assegni non trasferibili o bonifici o altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro". L'altra norma che dovrebbe saltare prevede le date per l'andata a regime della norma: sino al 30 giugno 2007 il limite era stabilito in 1.000 euro. Dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008 il limite era stabilito in 500 euro e dal prossimo luglio si scendeva appunto a 100 euro. 17 giugno 2008.

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Finanziaria/ Incontro governo-Regioni. Sul tavolo l'addio alle Province. Ma sulle aree metropolitane (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Martedí 17.06.2008 18:35 --> Stangata in arrivo sugli Enti Locali: la Manovra prevede infatti tagli molto pesanti per Regioni e Comuni: secondo indiscrezioni, il governo ha messo in conto per il 2009 risparmi di spesa dalle autonomie locali per 3-3,4 miliardi. Per il 2010, ammonteranno invece a 5-5,2 miliardi complessivi. Il piano triennale dei conti pubblici, che domani sarà approvato dal Consiglio dei Ministri, oggi è stato discusso in un incontro con le Regioni. Il confronto non è stato facile ed è stato quindi aggiornato a domani prima della riunione del Cdm che darà l'approvazione finale alle misure. Sul tavolo diverse questioni: dai risparmi, all'abolizione di 9 Province, alla formazione di aree metropolitane. Ma l'accordo sembra ancora lontano: tante le lamentele al termine del confronto da parte degli esponenti degli Enti Locali, che hanno consegnato al governo un documento contenente le priorità di cui il governo dovrebbe tener conto nella predisposizione della manovra finanziaria. Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni, ha ribadito che c'è bisogno che "vi sia cooperazione istituzionale a tutti i livelli, altrimenti il rischio è che i tagli" indiscriminati "si riflettano poi sui servizi". Quindi, Errani ha chiesto che misure importanti, come ad esempio il taglio delle province, vengano prima discussi per essere il più possibile "condivisi".

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Province/ Se via libera ad abolizione, scontro elettorale Moratti-Penati (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 17-06-2008)

Argomenti: Province

Martedí 17.06.2008 18:24 --> "Se davvero nella prossima Finanziaria si provvederà allo scioglimento delle nove Province rappresentative di grandi aree metropolitane, tra cui Milano, come previsto dalla legge del 2000 e inserito nella proposta Lanzillotta, si dovrà dar vita necessariamente a una modifica dell'Art.5 della Costituzione e anche a una nuova istituzione denominata Città Metropolitana. Si tratta di un processo lungo e tortuoso, di non facile e rapida attuazione. E anche il rimando delle deleghe, attualmente detenute dalle Province, ai Comuni e alla Regione appare come un'ipotesi molto azzardata. A oggi per la Provincia di Milano si dovrebbe votare nel 2009. E allora uno scenario possibile sarebbe la prorogatio della Provincia di Milano fino al 2010, con il conseguente stop alla costituenda Provincia di Monza, lo scioglimento della Provincia di Lodi e il voto anticipato al Comune di Milano". Lo propone Roberto Caputo, consigliere provinciale dello Sdi. "Nel 2010, quindi, si voterebbe per la Regione Lombardia e si potrebbe votare anche per la grande Città Metropolitana che addirittura sottrarrebbe territori a Novara e Varese (Malpensa). Ci troveremmo, se questo scenario si rivelasse realizzabile, sicuramente di fronte a un duello forte e prestigioso tra Letizia Moratti e Filippo Penati".

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Tagli in vista per 3,4 miliardi, sotto la scure le Province (sezione: Province)

( da "Cittadino, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

N Una manovra con un impatto da 13,1 miliardi nel 2009, un decreto a valere sul 2008 da circa 2,5 miliardi per riportare il deficit al 2,4% e diversi provvedimenti di delega. Più il Dpef: piatto ricchissimo sul tavolo del Consiglio dei ministri che si appresa a varare complessivamente un intervento triennale da circa 34 miliardi, dall'anno prossimo al 2011, per riportare i conti italiani al pareggio. Molte le novità che interesseranno dalle fasce più deboli della popolazione (tipo lo sconto automatico sul prezzo dei carburanti o il piano per l'edilizia popolare) ai grandi capitoli ancora aperti come quello delle privatizzazioni (si parte con Tirrenia), le liberalizzazioni (i servizi pubblici locali). Ma ci saranno anche molti tagli (si è parlato dell'abolizione delle province e delle comunità montane). Novità anche per imprese e lavoro (per le prime si eliminano, ad esempio, la tenuta del registro fornitori e clienti) e le pensioni (salta, probabilmente con il decreto, il divieto di cumulo tra redditi da pensione e lavoro). Ecco alcuni degli interventi all'esame del Governo: REDDITI BASSI E CARO-PETROLIO: Da un nuovo piano di edilizia popolare fino allo "sconto" che diventa automatico per "sterilizzare" gli aumenti della benzina. Molti gli interventi a favore dei redditi bassi insieme anche a interventi anti-rincari per i settori colpiti dal caro-petrolio come pesca e agricoltura. Arriva anche la stretta su petrolieri, banche e assicurazioni (vale tra 2-3 miliardi), la famosa "Robin Hood tax"che servirà alla "perequazione sociale". Più poteri sono in arrivo per Mr Prezzi. PRIVATIZZAZIONI-LIBERALIZZAZIONI-SEMPLIFICAZIONI: Si parte con Tirrenia che potrà cedere alle regioni le società regionali. Altri interventi riguardano la Sace. Si studia anche l'affidamento dei servizi pubblici locali o a spa private individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista. LAVORO, IMPRESE E PENSIONI: Innanzitutto salterebbe il divieto di cumulo tra redditi da lavoro e assegno della pensione. L'intervento sarebbe contenuto nel decreto. Per il lavoro arriva il "libro unico" per semplificare la vita delle imprese che vedranno scomparire anche la "tassa sulle bilance" e il libro clienti-fornitori. Parte anche il progetto "aprire un'impresa in un'ora". Si va verso un ritorno del lavoro a chiamata: il cosidetto "job on call" previsto dalla legge Biagi.

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Gli enti locali: manovra inaccettabile (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Il ministro Fitto conciliante promette che non ci saranno atti di forza da parte del governo Gli enti locali: manovra inaccettabile Per Leonardo Domenici è eccessivo il peso scaricato sui Comuni Le Comunità montane tentano un ultimo affondo per cercare di scongiurare l'eliminazione ROMA. La battaglia delle Province decapitate dalle Aree Metropolitane, delle Comunità montane fagocitate da Regioni e Comuni, dei Comuni chiamati a ripianare il deficit dello Stato. Sono gli enti locali che devono fornire la polpa delle risorse della manovra che il governo si appresta a varare oggi: 3,4 miliardi nel 2009, più uno di risparmi nella sanità. E nel 2010 i soldi che dovranno venire da Regioni, Comuni e Province sono anche di più, 5 miliardi e passa. In cambio, all'orizzonte, c'è il federalismo fiscale, quello di cui si parlerà in una sezione di bilancio ad hoc che il governo vuole mettere in pratica a settembre. Per ora è la battaglia delle amministrazioni locali contro lo Stato, una lotta per la sopravvivenza. "E' improprio che i Comuni partecipino al ripiano del disavanzo, e comunque se ciò deve avvenire deve essere in modo compatibile con le proprie capacità e, soprattutto, con i servizi da erogare". Chi parla non è un sindaco "rosso", ma Letizia Moratti, primo cittadino di Milano. "Il peso della manovra sui Comuni - dice Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci - è eccessivo e non basato su criteri condivisibili". E c'è dell'altro: "Servono risposte più precise sulla nascita delle città metropolitane, sull'ipotesi di abolizione delle Comunità montane, sull'intervento a sostegno di Roma. Il ministro Fitto ci ha detto che ne sta discutendo in queste ore". Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è il grande mediatore. Stamani ci sarà un nuovo incontro fra Regioni, enti locali e governo. "Avremo una posizione più chiara - dice il ministro - e la condivideremo con Regioni e autonomie". Nessun atto di forza, promette l'ex presidente della Puglia. "Credo che non si possa fare bricolage istituzionale", dice Mercedes Bresso, presidente del Piemonte. "Il piano prospettato dal governo - dice Errani, presidente dei presidenti di Regione - è inaccettabile". Fitto media e non solo lui. Al presidente dell'Unione delle Province, Melilli, il sottosegretario all'Interno, Michelino Davico, fa capire che ci sono "i margini d'accordo per arrivare a un disegno di legge organico, collegato alla Finanziaria, per la riforma delle autonomie locali". Scettico in proposito Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma: "La percezione è che da parte del governo ci sia un momento di stallo e, forse, di confusione". Quasi accorato l'appello che viene dal presidente dell'Unione delle comunità montane, enti che la Finanziaria 2009 cancellerà completamente. "Il governo ci consenta di continuare un'opera prevista dall'articolo 44 della Costituzione - dice Enrico Borghi, presidente Uncem - prendiamo atto che il problema rappresenta uno dei nodi politici ancora aperti nel governo". Un filo di speranza c'è, dunque. Altrimenti si andrà avanti con il passaggio di personale e mezzi delle Comunità montane ai Comuni e alle Regioni. Che le cose siano critiche lo dice anche il sindacato: "Se la manovra è quella che riportano i giornali - dice Michele Gentile, Cgil - saremo di fronte a qualcosa di inaudito, a qualcosa che stravolge l'assetto dei servizi pubblici". Oggi incontro fra parti sociali e governo, il ministro del Welfare, Sacconi, è ottimista: "Se non ci sono pregiudizi, condividere la manovra sarà agevole". (a.ce.).

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La provincia da abolire penati: "il governo chiarisca" (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Pagina IX - Milano Buio fitto sul piano che cancella gli enti per risparmiare La Provincia da abolire Penati: "Il governo chiarisca" è giallo sulla cancellazione della Provincia. Dopo le indiscrezioni di stampa che attribuivano al governo la decisione di abolire per decreto nove Province metropolitane, tra cui quella di Milano, nessuna conferma è arrivata. Se n'è parlato a Roma, durante l'incontro tra l'esecutivo e le autonomie locali, tutto dedicato alla nuova legge Finanziaria, che secondo quelle indiscrezioni dovrebbe contenere il decreto di abolizione, una scelta che dovrebbe andare incontro alla necessità di razionalizzare la spesa pubblica e di far risparmiare quattrini allo Stato. è lì che il presidente della Provincia Filippo Penati ha posto il problema, chiedendo di confermare o smentire la notizia che circola ormai da due giorni. "Ma non ho ricevuto nessuna risposta - spiega Penati - e per questo sono davvero sconcertato". Segue un duro attacco al governo: "Non credo sia giusto che lavori di notte e al buio, senza poi avere il coraggio di assumersi la responsabilità di confermare le ipotesi che circolano. Siamo al paradosso, perché non sappiamo ancora se tra qualche giorno il Consiglio dei ministri approverà un decreto che cancella nove Province, non sappiamo se è prevista la costituzione delle città metropolitane o se invece, come temo, si tratta solo di un annuncio propagandistico sul contenimento della spesa". Penati sarebbe anche favorevole all'abolizione delle Province, almeno quelle delle grandi città, "ma solo se si realizza un percorso che faciliti la nascita delle città metropolitane". Percorso che si annuncia lungo e tortuoso, nonostante i passi in avanti già compiuti nella scorsa legislatura (c'è un decreto dell'ex ministro Lanzillotta che parla di Città metropolitane) e nonostante la riforma del titolo quinto della Costituzione che contempla le aree metropolitane. "Bisogna capire - aggiunge il vicepresidente della Provincia Alberto Mattioli - se si pensa alla Città metropolitana come a un'estensione del Comune capoluogo o come a un nuovo ente, e soprattutto il modo in cui questo avverrebbe; l'eventuale soppressione delle Province non può che passare da una revisione della Costituzione, che le contempla, e non certo da una legge Finanziaria". Il socialista Roberto Caputo disegna uno "scenario possibile": prorogatio della Provincia fino al 2010, stop alla nuova Provincia di Monza, voto anticipato per il Comune di Milano sempre nel 2010: "Si potrebbe votare per l'area metropolitana e ci sarebbe un duello prestigioso tra Filippo Penati Penati e Letizia Moratti" (r. s.).

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Abitazioni signorili nascoste e così l'ici la pagano in pochi (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Nazionale Abitazioni signorili "nascoste" E così l'Ici la pagano in pochi Solo 221 gli immobili di categoria "A1" censiti dal Catasto per l'area veneziana Ma qui è mancata la revisione delle "classi" VENEZIA Sono solo 221 nel Comune di Venezia le abitazioni signorili, quelle di categoria A1, che, nonostante l'abolizione dell'Ici sulla prima casa decisa dal Governo, sono comunque tenute - rientrando in questa categoria - al pagamento dell'imposta comunale sulla casa. Un numero francamente ridicolo, considerando il profluvio di palazzi storici che si affacciano sul Canal Grande e la ricchezza del patrimonio edilizio veneziano, soprattutto in centro storico. Ma i numeri sono questi - con le modeste entrate per le casse comunali che ne derivano - e fotografano un problema che non è solo veneziano e che mostra un numero di questi fabbricati largamente inferiore alla loro reale insistenza sul territorio, anche in chiave nazionale, proporzionalmente al numero degli abitanti delle varie città. Per fare un esempio, in Piazza di Spagna a Roma, solo un immobile risulta accatastato come A1, mentre in tutta la provincia di Roma ce ne sarebbero 2124, contro i 4455, oltre il doppio della provincia di Genova, che ha cinque o sei volte in meno i suoi abitanti, ma che ha cominciato ad affrontare il problema, aumentando le rendite catastali. "Il problema non dipende da noi - spiegano in Comune a Venezia, rispetto all'esiguo numero di abitazioni signorili - che non facciamo altro che applicare le categorie catastali stabilite dall'Agenzia per il territorio". Così a beneficiare dell'abolizione dell'Ici sono state circa 100 mila famiglie veneziane, proprietarie di altrettante case, visto che il 70 per cento delle abitazioni presenti nel Comune rappresentano prime case. Dal computo bisogna togliere, oltre alle case signorili - categoria A1 - anche le ville e i palazzi di pregio (categorie A8 e A9), ma i numeri sono altrettanto imbarazzanti: 67 ville e 3 castelli o palazzi di pregio su tutto il territorio veneziano. Il patrimonio immobiliare del capoluogo vale a livello catastale poco meno di 90 milioni. Ma quando il valore viene rivalutato ai fini dell'Ici, allora supera i 9 miliardi di euro. Il problema - a Venezia come altrove - sarebbe quello di una revisione delle categorie catastatali, sulla base di un piano di aggiornamento continuativo di rilevazioni sul territorio, coordinato a livello nazionale dall'Agenzia del territorio. Ma il Comune di Venezia - come molti altri del Veneto - ha rinunciato ad assumere in prima persona le funzioni catastali dell'Agenzia, come pure era possibile. Sono stati infatti solo 60 i Comuni della regione ad aver espresso la volontà di assumere queste funzioni, come era possibile in base a recenti disposizioni nazionali in materia di decentramento. L'assunzione dei compiti svolti dall'Agenzia del territorio era possibile a tre livelli diversi. Il primo: il Comune assume la gestione delle visure e delle certificazioni; oppure il Comune gestisce anche la verifica formale, l'accettazione e la registrazione delle dichiarazioni di variazione del catasto dei terreni e dei fabbricati; ultima ipotesi, il Comune assume l'aggiornamento diretto della banca dati catastale. Ma nessuna di queste strade è stata scelta da Ca' Farsetti, per l'impossibilità di gestire con il suo personale e anche con quello eventualmente distaccato, una macchina estremamente complessa come quella del Catasto. (e.t.).

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Ne faranno le spese i piccoli agricoltori (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Sull'abolizione dell'Ici interviene il vicepresidente della Provincia: tagli a fondi e finanziamenti "Ne faranno le spese i piccoli agricoltori" PISA. "L'abolizione totale dell'Ici sarà pagata con tagli ad altri settori, che costeranno molto soprattutto all'agricoltura e ai piccoli Comuni". è quanto sostiene il vicepresidente della Provincia, con delega proprio all'agricoltura, Giacomo Sanavio. "Saranno i territori rurali ed i Comuni più piccoli e deboli a pagare l'abolizione dell'Ici - dice. Questa la conseguenza di un provvedimento che nasce da presupposti condivisibili, ma che peserà notevolmente sulle aree marginali del nostro territorio, dove invece l'agricoltura (e in particolare la vitivinicoltura) rappresentano eccellenze da tutelare e promuovere. Infatti, oltre al venir meno di fondamentali risorse per i bilanci dei Comuni (è ancora tutta da vedere la partita sulle compensazioni della riduzione di entrate), preoccupa la scelta riguardante il dove reperire le risorse necessarie". Per impensierirsi, secondo Sanavio, basta guardare le riduzioni di spesa introdotte dal decreto legge del 27 maggio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), che vanno a colpire proprio le aree rurali, con tagli a fondi e finanziamenti già previsti nella Finanziaria 2008. Alcuni esempi? Cancellazione dei fondi per l'apicoltura (legge 313/2004, articolo 2, comma 125), per l'informazione sugli Ogm (articolo 2, comma 177), per gli studi sul tema della precauzione nello sviluppo delle biotecnologie (articolo 2, comma 178), per i siti Unesco (articolo 1, commi 321 e 324). E ancora eliminazione dei contributi previsti per la diffusione della banda larga (articolo 2, comma 299), dei fondi per il rischio sismico (articolo 2, comma 329), di quelli per la difesa del suolo nei piccoli Comuni (articolo 2 comma 331), per la rete idrica nazionale (articolo 2, comma 333), per la forestazione e le aree a verde urbano o periurbano (articolo 2, comma 335), per i lavori socialmente utili (articolo 2, comma 550). "Insomma, l'abolizione dell'Ici - riprende Sanavio - se da una parte rappresenta un sostegno all'economia delle famiglie, dall'altra pone il problema di capire su quali altre risorse i Comuni, soprattutto i più piccoli, potranno far affidamento per mantenere il livello dei servizi offerti ai cittadini e la gestione del territorio. Il rischio quindi è di rendere sempre più difficile la vita dei territori rurali, che invece oggi rappresentano la qualità che rende unico il nostro Paese e che offrono il meglio del made in Italy agroalimentare. Tali tagli, oltre a pesare in parte sulle attività imprenditoriali vitivinicole, mineranno in modo massiccio tutte le politiche condotte, soprattutto dai Comuni, a sostegno della qualità dei territori.

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Provincia, una sorte incerta - francesca gori (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Prato Provincia, una sorte incerta Si attende il testo del Governo, due ipotesi in campo Mazzoni (Pdl): "Il taglio riguarda anche Prato" Fragai: "Non ci risulta" Ma l'Area non dispiace FRANCESCA GORI PRATO. Un'attesa che non è stata stemperata nemmeno dalla Nazionale. La manovra che il Consiglio dei Ministri pubblicherà questa sera e che dovrebbe contenere il dispositivo sull'abolizione delle province di area metropolitana, ieri ha continuato a far discutere i nostri politici. Che sono andati a caccia di "segnali", per capire le prossime mosse del Governo. Per l'assessore regionale agli enti locali Agostino Fragai, ieri è stata una giornata di continui contatti. "L'interpretazione più convincente sulle indiscrezioni pubblicate fino ad ora - ha detto - mi sembra quella del presidente della provincia di Roma Zingaretti, per cui l'abolizione delle province di area metropolitana riguarderebbe i capoluoghi. Nel caso dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia quindi, l'unica provincia ad essere abolita sarebbe quella di Firenze". Interpretazione che ieri non trovava riscontro nelle notizie di Riccardo Mazzoni, parlamentare del Partito delle Libertà. "Il dispositivo rispetta il programma elettorale - ha detto Mazzoni - e quindi, anche se bisogna leggerlo prima di commentarlo, dovrebbe andare nel senso dell'abolizione di tutte le province che fanno parte di un'area metropolitana. Quello che comunque resta importante, non è il mantenimento di un ente che si chiami Provincia per puro campanilismo, quanto il fatto che le aree metropolitane devono essere riempite di contenuti". Che si tratti dell'abolizione di tutte le province di area metropolitana, e quindi anche della Provincia di Prato, o che invece il dispositivo abolisca soltanto la provincia capoluogo, il decreto del Governo per diventare legge deve essere approvato sia dalla Camera che dal Senato. "Si tratta di una legge costituzionale - aggiunge Mazzoni - e quindi sarà necessaria una maggioranza larga, condivisa anche con parte dell'opposizione. E l'accordo, su questo dispositivo, dovrebbe esserci". Una discussione, quella sull'abolizione della Provincia che tiene banco da un paio di giorni. Ma che anche ieri, è stata rimandata a questa sera, quando il quadro sarà più chiaro. "Intanto godiamoci la partita - ha detto ieri sera il vicepresidente Daniele Panerati - anche perché la discussione su questo testo va fatta con molta serietà e soprattutto quando il quadro sarà chiaro. L'idea che venga creato un ente sovraprovinciale per la gestione dell'area metropolitana che in qualche modo sia la somma delle Province, piace. Quello che non va bene è l'ipotesi di città metropolitana. Se al Comune capoluogo, in questo caso a quello di Firenze, verranno attribuite le competenze di tutta l'area metropolitana, il rischio concreto sarà la perdita delle specificità dei territori che lo compongono". Eppure, anche se i termini erano quelli soft della creazione di una conferenza per l'area metropolitana della quale facessero parte i referenti dei tre capoluoghi, l'assessore regionale Agostino Fragai aveva ipotizzato un disegno di legge regionale che in qualche modo doveva snellire proprio le tre province di area metropolitana. "Dalle prime indiscrezioni mi pare che il governo non abbia le idee chiare - dice - e soprattutto non pensino i cittadini che abolendo le Province, lo stato recuperi risorse tali da giustificare una manovra del genere. Però un unico ente metropolitano che dia logica al governo di un'area vasta e che distribuisca oneri e risorse, affronti i nodi legati a problematiche comuni come quelle del traffico o sia strutturato per attrarre risorse e investimenti, è auspicabile".

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Regioni in rivolta<a rischio serviziper sanità e trasporti> (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Regioni in rivolta"a rischio serviziper sanità e trasporti" i timori dei governatori n "SE VENISSE veramente messa in atto questa manovra, già a partire dal 2009 ci troveremmo di nuovo con un deficit e si aprirebbe un baratro nei conti". Il grido d'allarme lanciato dall'assessore alla Sanità della Liguria, Claudio Montaldo, all'indomani dell'annuncio - giunto lunedì dal ministro dell'Economia Tremonti - dei tagli alle risorse di Regioni e Comuni previsti nel piano triennale dei conti pubblici, ha scosso ieri il Consiglio regionale ligure. Ma è solo una delle voci contrarie al provvedimento che il Governo intende presentare oggi all'interno della manovra di riduzione della spesa pubblica tra il 2009 e il 2011 e oggetto dell'incontro tra Governo - presidenti delle Regioni svoltosi ieri a Roma. È stato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, a farsi portavoce delle volontà dell'esecutivo in un confronto da nervi tesi e al termine del quale molti rappresentanti regionali non hanno risparmiato giudizi di totale dissenso. "È una mazzata. I calabresi devono sapere che avremo meno risorse a disposizione per sanità, infrastrutture, stabilizzazioni dei precari e tanti altri servizi" ha commentato al termine dell'incontro il vicepresidente della Regione Calabria, Domenico Cersosimo. Più cauti i toni usati dal mediatore dell'incontro di ieri, il presidente della Conferenza Stato - Regioni Vasco Errani, che ha parlato della necessità di "una cooperazione istituzionale a tutti i livelli" per evitare che tagli si riflettano poi su due comparti in modo particolare "sanità e trasporto pubblico locale". Ma già prima del vertice, il governatore del Piemonte Mercedes Bresso aveva parlato di "bricolage istituzionale" a proposito del decreto che dovrebbe portare ad una immediata abolizione di nove province e delle comunità montane. Quest'ultimo provvedimento preoccupa in modo particolare gli amministratori regionali, visto che l'eliminazione delle Province dovrebbe far ricadere su Regioni e Comuni alcune delle competenze gestite finora dagli enti intermedi. "Quando abbiamo incontrato Berlusconi - ha detto ancora Bresso - ci ha chiesto se eravamo pronti a prendere le competenze delle province, quindi ipotizzando di abolirle tutte. Ora l'ipotesi è quella di abolire soltanto le province metropolitane". virginio di carlo 18/06/2008.

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Mondello: con la cittàmetropolitana servela provincia di chiavari (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Controcorrente n Genova. "Io, presidente della Provincia di Genova per due anni, ho sempre sostenuto la scarsa utilità di enti come questo. Piccolo bilancio e poche occupazioni, meglio mantenere un organo più centrale ricorrere a "sottoprefetti" per governare i territori". Un "presidente per caso", si definisce l'ex senatore e ministro Carlo Pastorino, 83 anni, a capo della Provincia di Genova per soli due anni alla fine degli anni '60. In quota Dc, sostituì Cattanei quando questi si candidò per la Camera. Infiammatosi il dibattito sull'utilità delle province e l'intenzione del governo di superarle, Pastorino dice la sua. "Allora la Provincia aveva pochissime occupazioni: manicomi, strade e poco altro - racconta - però dopo le cose non sono migliorate di molto. Per questo, oggi come allora, mi dichiaro favorevole all'abolizione delle Province". Dalla Liguria arriva un'altra voce fuori dal coro. Appartiene a un deputato Pdl, la stessa coalizione che sta tentando di cancellare nove province e nove città metropolitane. Si tratta di Gabriella Mondello, nota per battaglie condotte per la creazione della Provincia di Chiavari. "Chiavari aveva tutte le caratteristiche per costituire un ente a sé: la Curia , il tribunale, la questura, tutti gli organismi già trovavano posto in questo territorio - dice - che ne sarà di questo territorio intermedio tra Nervi e il Tigullio quando verrà istituita la città metropolitana? Serve un organismo della Riviera. Paradossalmente, questo tema è oggi più attuale che mai". E un po' ovunque c'è incredulità e scetticismo sul provvedimento che il governo Berlusconi intende inserire nella manovra triennale. "L'abolizione va discussa le autonomie locali - dice il presidente provinciale di Torino Antonio Saitta - Abolirle entro un anno non è possibile". Si dice "sconcertato" il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. "Non credo sia giusto che il governo lavori di notte, al buio, come fanno i ladri, senza avere il coraggio di confermare le ipotesi che circolano". "La percezione è che da parte del governo ci sia momento di stallo e confusione: sulle province non è stata esplicitata alcuna ipotesi concreta", ha invece detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it 18/06/2008.

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MONZA <NON CI CREDO che la Provincia di Monza e Brianza non (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 3 ? MONZA ? "NON CI CREDO che la Provincia di Monza e Brianza non... ? MONZA ? "NON CI CREDO che la Provincia di Monza e Brianza non venga fatta". Anche Luigi Piscopo, Commissario di Governo per la realizzazione della nuova istituzione brianzola, cerca di separare la realtà dalla confusione che si è creata attorno alle varie ipotesi di tagli allo studio per la Finanziaria 2009. Dal Governo non è arrivato nulla al suo funzionario, nessun cambio di rotta e neppure segnali d'attenzione. E, infatti, "noi andiamo avanti come abbiamo fatto finora", dice Piscopo. "Questo è un clima di cui si occupano di più i giornali - commenta il Commissario -. I tagli sono tutte ipotesi fatte da tecnici del ministero. Nessuna decisione politica è stata presa. E noi proseguiamo tranquillamente per rendere operativa dall'anno prossimo la Provincia di Monza e Brianza. Inoltre, l'ultima parola spetta solo al Parlamento e ricordo anche che un'analoga questione c'è stata 2 anni fa". ANCHE IN ALCUNE PROPOSTE del Governo Prodi si parlò di tagliare i fondi per la nuova Provincia ma poi in Parlamento quel capitolo fu stralciato. Anche per la questione aree metropolitane, in Brianza si può tirare un sospiro di sollievo. "E' una cosa che inciderebbe sulla Provincia di Milano - prosegue il commissario governativo -. Anzi, fin dall'origine Monza e Brianza sono proprio escluse dai discorsi sull'area metropolitana milanese". Quindi, lo scenario odierno sarebbe dettato solo dagli eco mediatici e dal dibattito politico e "noi certo non ci fermiamo per questo", precisa una volta di più Luigi Piscopo. Anche azzardare una prospettiva di abolizione della nuova Provincia fa sorridere il Commissario. Le ragioni sono tante e tutte valide. "La Provincia di Monza e Brianza è stata una scelta trasversale agli schieramenti politici - ribadisce Piscopo - e poi la Brianza ha numeri che almeno l'80% delle altre Province italiane non raggiungono. Inoltre, il presupposto di base resta che la nuova Provincia è già costituita, manca solo l'operatività che ci sarà con le prime elezioni provinciali del 2009". E poi c'è la questione economica. L'IPOTESI DI RISPARMIO del Governo eliminando Monza e Brianza è stimato in circa 30 milioni di euro. Un'operazione che sarebbe però accompagnata dallo spreco di tutte le spese già sostenute dal 2004 per avviare la realizzazione delle sedi provinciali e predisporre i trasferimenti di personale, di risorse e beni dalla provincia di Milano a quella monzese. Solo per le sedi la Provincia di Milano ha già speso 10 milioni di euro e ne ha stanziati altri 22, mentre lo stesso Commissario di Governo ha impegnati 46milioni di euro per realizzare le sedi periferiche dello Stato in Brianza. Le ragioni del risparmio o del contenimento delle spese per giustificare l'abolizione della nuova Provincia non sarebbero valide se non al costo di altri sprechi. M.Ag.

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Scure di Governo e giochi di potere Così la Provincia diventa un Risiko (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 Scure di Governo e giochi di potere Così la Provincia diventa un Risiko IL CASO LO STATO VUOLE RISPARMIARE SUGLI ENTI LOCALI DOMINA LA CONFUSIONE sul futuro della Provincia di Monza e Brianza. Tagliare è la linea guida prevalente con cui si sta componendo la nuova Finanziaria per il 2009, e giorno dopo giorno sotto la scure del Governo ci stanno finendo un po' tutti gli enti locali. La frenesia del risparmio e del contenimento dei conti pubblici ha rimesso in discussione, la scorsa settimana, la nascita l'anno prossimo della ultime tre Province di nuova costituzione dove, tra Fermo e Barletta, Monza e Brianza resta la più rilevante. L'operazione consentirebbe un risparmio complessivo per lo Stato di circa 30 milioni di euro. Poco o tanto che sia, la soluzione tagliaprovince rimane un'ipotesi a cui però già si sono affiancate altre possibilità come l'eliminazione delle Comunità montane in pianura e, l'ultima lunedì sera, l'abolizione delle cosiddette Province delle aree metropolitane. Non è ancora chiaro se i vari tagli agli enti locali siano complementari o alternativi l'uno con l'altro. Il puzzle dovrebbe essere composto dal Governo nei prossimi giorni ma, intanto, in Brianza tutti trattengono il respiro. L'abolizione della Provincia di Monza e Brianza è già stata respinta da un coro bipartisan di tutte le istituzioni e forze politiche del territorio mentre l'ottimismo, finora, prevale nell'ipotesi che a essere annullata sia l'area metropolitana di Milano. Prevista, insieme ad altre 8 nella Penisola, dal Testo unico sull'ordinamento degli enti locali del 2000 l'area metropolitana è l'istituzione che dovrebbe sostituirsi all'attuale Provincia di Milano. Un ente capace di meglio coordinare l'hinterland milanese con la sua metropoli e dove la Brianza sarebbe geograficamente, ma anche per le sue identità e caratteristiche, staccata. Anzi, proprio dalla previsione dell'area metropolitana milanese è arrivata dopo il 2000 una spinta decisiva per l'istituzione nel 2004 della Provincia di Monza e Brianza, così da lasciare a Milano solo i suoi problemi e garantire alla Brianza la sua autonomia. M.Ag.

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La Brianza non diventerà periferia di Milano (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 La Brianza non diventerà periferia di Milano Mantica: "Processo avanzato, spesi più di 20 milioni di euro", Valli: "L'autonomia è necessaria" MONZA FRA TAGLI DELLA FINANZIARIA E AREA METROPOLITANA di MARTINO AGOSTONI ? MONZA ? LA PROVINCIA di monza e Brianza non si tocca. Arrivano tutti alla stessa conclusione ma i percorsi che seguono i politici brianzoli a Roma sono opposti. Se per le forze di maggioranza avanzare ipotesi è normale per un Governo quando si sta studiando una manovra per l'opposizione procedere in questo modo è solo destabilizzante e inutile. Alfredo Mantica, senatore brianzolo del Pdl, taglia corto. "Vivremo ancora per un po' questo periodo con notizie contraddittorie. Il ministro ha dato l'indirizzo di fare dei tagli di spesa e sono all'opera dei gruppi di lavoro che stanno valutando le varie possibilità". E che in questo anche la provincia di Monza e Brianza sia stata tirata in ballo non è nulla di preoccupante. "Sono tranquillo", dice Mantica. Monza e Brianza, ricorda il senatore, gode della difesa di tutte le forze politiche del territorio ma "conta anche che sono già stati spesi più di 20 milioni di euro e il processo è già molto avanzato". L'ipotesi, poi, di annullare l'area metropolitana milanese spaventa ancora meno. "E' dal 2000 che si dice che l'area metropolitana di Milano nasce dopo la nuova Provincia monzese - spiega il senatore -, perché la Brianza non è certo una zona periferica di Milano. Anche con l'allora sindaco Albertini si era parlato dei confini a nord dell'area metropolitana e ci si fermava ai Comuni di cintura. In questo contesto, la provincia di Monza e Brianza ha tutte le ragioni di esistere perché è riconosciuta come un'area omogenea, diversa dalla periferia di Milano. Inoltre, l'eventuale abolizione dell'area metropolitana rafforzerebbe la richiesta di autonomia della Brianza da Milano. Sono tranquillo - ribadisce Mantica - anche se non ci sono ancora proposte effettive del Governo". TUTT'ALTRO CLIMA è vissuto nell'opposizione. Più che le varie ipotesi di tagli, a non lasciare tranquilli è la confusione che si sta generando attorno alla manovra Finanziaria per il 2009. La senatrice brianzola del Pd, Emauela Baio Dossi, spiega che l'unica cosa da fare in queste fasi è vigilare. "Ci sono troppe posizioni in questa maggioranza, molte opposte al suo interno - dice la senatrice -. E' quindi importante vigilare perché non si può escludere che i favorevoli all'abolizione prevalgano in qualche modo. Comunque, se prosegue così questa maggioranza non riuscirà ad abolire le province e neanche riuscirà a fare quel lavoro di selezione degli enti utili da quelli inutil. L'atteggiamento che terrà l'opposizione, soprattutto i colleghi della Lombardia del Pd e dell'Idv, sarà di controllori". Per Emanuela Baio Dossi le province sono indispensabili in una regione come la Lombardia "che è paragonabile a uno Stato", e a maggior ragione lo è Monza e Brianza visti i suoi numeri sulla popolazione, l'economia e gli aspetti sociali. "È IMPENSABILE abolirla - sostiene -, e non si può neppure congelare il voto del 2009, in attesa di eventuali futuri chiarimenti di idee da parte del Governo. Se riescono aboliscano gli enti inutili ma certo tra questi non c'è la nuova Provincia. Questa maggioranza è confusa. Dice e poi smentisce se stessa. Quindi prima si mettano a posto le idee e poi si potrà entrare nel merito delle questioni". INTANTO IN BRIANZA si aspetta di capire fin dove si arriva. E alla finestra c'è anche Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza. "Non vorrei dire al lupo al lupo - sorride il presidente -. Già con il Governo precedente si è sentito di togliere la provincia. Meraviglia di più sentirlo anche dal Governo Berlusconi, nonostante a quello schieramento appartengano persone come Bossi o Formigoni che hanno fatto in passato una lotta per avere Monza e Brianza". Valli non manca di ricordare anche le parole del ministro Tremonti, quando un paio d'anni fa fu ospite degli industriali brianzoli. "Ha detto "non c'è speranza senza Brianza" - chiarisce Valli - e ora mi stupirei molto se arrivasse davvero un provvedimento che tagliasse Monza e Brianza". Il tessuto produttivo e imprenditoriale brianzolo attende da tempo un rilancio dal territorio e chiede alla politica meno ipotesi e più concretezza. "TUTTE QUESTE VOCI non interessano tanto - commenta Valli -. Sono bazzecole mattutine mentre agli imprenditori interessano i punti concreti. Dovrebbero parlare di più di rilancio dell'economia o, per esempio, di casa fanno per la Brianza con l'Expo 2015". Più che il modo interessano i risultati. "Se serve fare i tagli - dice il presidente -, allora si faccia la cosiddetta Provincia utile. Si realizzi un ente serio, nel pieno rispetto della grande Milano, con i servizi sul territorio ma senza i duplicati di certi uffici. Per esempio, per la Prefettura si faccia il distaccamento per la Brianza mentre il Prefetto può restare quello di Milano. E così si può fare anche per altri uffici se proprio ritengono che Monza e Brianza abbia dei costi". La parola d'ordine resta, però, "dare i servizi al territorio" perché ormai "Milano con i suoi problemi non può pensare anche a Monza e Brianza. La nostra autonomia è necessaria".

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ROMA - (sezione: Province)

( da "Libertà" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

La battaglia delle Province decapitate dalle Aree Metropolitane, delle Comunità montane fagocitate da Regioni e Comuni, dei Comuni chiamati a ripianare il deficit dello Stato ROMA - La battaglia delle Province decapitate dalle Aree Metropolitane, delle Comunità montane fagocitate da Regioni e Comuni, dei Comuni chiamati a ripianare il deficit dello Stato. Sono gli enti locali che devono fornire la polpa delle risorse della manovra che il governo si appresta a varare oggi: 3,4 miliardi nel 2009, più uno di risparmi nella sanità. E nel 2010 i soldi che dovranno venire da Regioni, Comuni e Province sono anche di più, 5 miliardi e passa. In cambio, all'orizzonte, c'è il federalismo fiscale, quello di cui si parlerà in una sezione di bilancio ad hoc che il governo vuole mettere in pratica a settembre. Per ora è la battaglia delle amministrazioni locali contro lo Stato, una lotta per la sopravvivenza. "E' improprio che i Comuni partecipino al ripiano del disavanzo, e comunque se ciò deve avvenire deve essere in modo compatibile con le proprie capacità e, soprattutto, con i servizi da erogare". Chi parla non è un sindaco "rosso", ma Letizia Moratti, primo cittadino di Milano. "Il peso della manovra sui Comuni - dice Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci - è eccessivo e non basato su criteri condivisibili". E c'è dell'altro: "Servono risposte più precise sulla nascita delle città metropolitane, sull'ipotesi di abolizione delle Comunità montane, sull'intervento a sostegno di Roma. Il ministro Fitto ci ha detto che ne sta discutendo in queste ore". Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è il grande mediatore. Stamani ci sarà un nuovo incontro fra Regioni, enti locali e governo. "Avremo una posizione più chiara - dice il ministro - e la condivideremo con Regioni e autonomie". Nessun atto di forza, promette l'ex presidente della Puglia. "Credo che non si possa fare bricolage istituzionale", dice Mercedes Bresso, presidente del Piemonte. "Il piano prospettato dal governo - dice Errani, presidente dei presidenti di Regione - è inaccettabile". Fitto media e non solo lui. Scettico Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma: "La percezione è che da parte del governo ci sia un momento di stallo e, forse, di confusione". Quasi accorato l'appello che viene dal presidente dell'Unione delle comunità montane, enti che la Finanziaria 2009 cancellerà completamente. "Il governo ci consenta di continuare un'opera prevista dall'articolo 44 della Costituzione - dice Enrico Borghi, presidente Uncem - prendiamo atto che il problema rappresenta uno dei nodi politici ancora aperti nel governo". Un filo di speranza c'è, dunque. Altrimenti si andrà avanti con il passaggio di personale e mezzi delle Comunità montane ai Comuni e alle Regioni. Che le cose siano critiche lo dice anche il sindacato: "Se la manovra è quella che riportano i giornali - dice Michele Gentile, Cgil - saremo di fronte a qualcosa che stravolge l'assetto dei servizi pubblici". a. ce. 18/06/2008.

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Oggi il governo vara la Finanziaria Arrivano gli sconti sulla benzina (sezione: Province)

( da "TgFin.it" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Oggi la Finanziaria a Palazzo Chigi Al varo la manovra da 34 mld in 3 anni Una manovra da 34 miliardi nell'arco dei prossimi tre anni, tra sconti sulla benzina ed edilizia popolare, nuove privatizzazioni e liberalizzazioni, tagli sulle spese agli enti locali e tasse ai petrolieri. Questa la Finanziaria che si accinge a varare il Consiglio dei ministri, che incontra anche le parti sociali. Sul 2009 l'impatto sarà da 13,1 miliardi di euro. Alcune buone novità per le fasce più deboli, con lo sconto sul prezzo dei carburanti e l'edilizia popolare; sul fronte privatizzazioni si parte da Tirrenia, ma ci saranno anche liberalizzazioni, a cominciare dai servizi pubblici locali. In questa manovra sono previsti anche consistenti tatli alle spese, che comprenderanno la probabile abolizione di province e comunità montane. Si aspettano inoltre novità per imprese e lavoro: per le prime si eliminano la tenuta del registro fornitori e clienti, mentre sul fronte pensioni salta, forse con il decreto, il divieto di cumulo tra redditi da pensione e lavoro. SI RISPARMIA TAGLIANDO SUGLI ENTI LOCALI Forti tagli alle spese aspettano gli enti locali, su cui prevede un risparmio per le casse pubbliche di 3,4 miliardi solo l'anno prossimo. Un altro miliardo sarà invece tagliato alla sanità. Meno spese anche per i ministeri, dove torna il metodo "Gordon Brown" con un tetto però più mirato all'incremento delle spese, e per il pubblico impiego. EDILIZIA POPOLARE La manovra mette poi in cantiere un nuovo piano di edilizia popolare fino allo sconto che diventa automatico per alleggerire gli aumenti della benzina che negli ultimi mesi hanno tartassato gli automobilisti con uno stillicidio di rincari pressochè quotidiani. Molti gli interventi a favore dei redditi bassi insieme con interventi anti-rincari per i settori colpiti dal caro-petrolio come pesca e agricoltura. PACCHETTO ENERGIA E proprio sul fronte energia questo governo intende concentrare la sua attenzione, inserendo nella manovra la Robin Hood Tax, interventi sul carburanti e sul nucleare. Ecco le principali novità in questo settore. ROBIN TAX Annunciata a più riprese dal ministro del Tesoro, Tremonti, punterebbe a far emergere e a tassare, con una misura una tantum, la valorizzazione delle scorte di materia prima stoccate dalle compagnie. Prodotti acquistati quando il prezzo del petrolio era inferiore all'attuale, che non vengono immessi sul mercato (dove transita, invece, l'ultimo prodotto acquistato) e non vengono portate a bilancio al valore attuale del greggio, ma al valore d'acquisto. Il Tesoro, in sostanza, dovrebbe chiedere, per l'anno 2008, di valorizzare le scorte in base ai prezzi attuali del petrolio, applicando sul "delta" l'Ires. Oggi l'aliquota è al 28%. Dalle prime stime, l'intervento dovrebbe far incassare 800-900 milioni di euro. BENZINA Sui carburanti sono in arrivo sia nuove misure fiscali sia interventi sulla rete di distribuzione. Sul piano fiscale, nel caso in cui il prezzo del greggio superi del 2% quello in euro indicato nel Dpef, dovrebbe scattare un taglio dell'accisa a compensazione del maggior gettito Iva, derivante dal rialzo del prezzo industriale dei prodotti. E lo scatto sarà automatico, non più a discrezione del governo, come previsto nella scorsa Finanziaria. E' inoltre prevista un'Iva agevolata al 5% sui carburanti per agricoltura e pesca, fino al 31 dicembre. Per i Tir si punta ad abolire la tassa di circolazione, con un risparmio medio di 350 euro. L'altro capitolo riguarda la liberalizzazione della rete distributiva per facilitare l'ingresso di nuovi soggetti imprenditoriali o l'apertura di impianti indipendenti negli ipermercati. Una strategia che in prospettiva dovrebbe far scendere i prezzi. L'intervento mira a rispondere ai rilievi mossi dall'Ue che chiede di abbattere vincoli di superficie, di orario, di distanza, pena il deferimento alla Corte di Giustizia a fine giugno. NUCLEARE Il governo punta a definire entro fine anno i criteri, anche sotto il profilo geologico, morfologico, sismico, per individuare i luoghi idonei. Lo strumento dovrebbe essere la legge delega, attraverso cui il governo sancirà il ritorno dell'Italia al nucleare con la possibilità di aprire nuove centrali. La via sarà il nucleare di terza generazione, come il ministro dello Sviluppo Scajola ha detto più volte. Da ricostruire c'è tutto l'apparato normativo e autorizzativo. Nelle località in cui sorgeranno gli impianti, saranno riconosciuti sgravi in bolletta a famiglie e imprese. GLI ALTRI ARTICOLI Con la Finanziaria via le Province Benzina, Scajola: ecco cosa faremo per abbattere i prezzi VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Oggi il governo vara la Finanziaria Arrivano gli sconti sulla benzina H&M, la moda a piccoli prezzi piace Le vendite superano le previsioni Fondo M&C (De Benedetti): recesso per il 30% degli azionisti Crollo di vendite per il colosso americano delle banane Le consistenti piogge in Europa hanno ridotto i consumi GRAFICHE.

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Al varo la stangata Tremonti Stretta su banche e petrolieri (sezione: Province)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Giulio Tremonti, ministro dell'Economia ROMA - Tagli, tasse, una marea di norme per lo sviluppo, semplificazione e la lotta agli sprechi. La Finanziaria 2009, anticipata a oggi, con un decreto e uno o più disegni di legge, è un provvedimento monstre: vale 13,1 miliardi solo per il prossimo anno e prevede un orizzonte di intervento fino al 2011 quando, per restare in linea con le richieste dell'Europa, l'aggiustamento di bilancio dovrà arrivare ad un totale di 34,8 miliardi. Deciso l'intervento sulle spese: 2 miliardi dagli enti locali, 1 dalla sanità, 1 dal pubblico impiego, il resto dalla regola Gordon Brown sui ministeri e dalla stangata fiscale su banche, assicurazioni e petrolieri. Pronta anche la correzione per l'anno in corso per riportare il deficit dal 2,5 al 2,4 per cento del Pil. Oggi la manovra verrà presentata ai sindacati, dopo l'incontro di ieri con gli enti locali: "Con questi tagli il paese è in ginocchio", ha detto Michele Gentile della Cgil. Rivolta anche delle Regioni (soprattutto per i taglia alla sanità), dei Comuni e delle Province. Un ultimo giallo sul tentativo di inserire una norma volta a sopprimere il tetto allo stipendio di manager di Stato e alti burocrati pari al presidente della Corte di cassazione, introdotto nella passata Finanziaria. E' il disegno di legge, che alcuni nel governo definiscono un "piano Attali", la parte più corposa del provvedimento. Grande spazio è dedicato all'energia: al governo viene concessa una delega per individuare i siti della nuove centrali, riaperta la ricerca di petrolio nel Golfo di Venezia, incentivi per le alternative. Il capitolo sviluppo e imprese parte proprio dal Sviluppo Italia alla quale viene cambiata la missione: dall'attrazione di investimenti esteri alla reindustrializzazione. Un intervento deciso si farà sui fondi a partire dal Fas che contiene le risorse per le aree sottosviluppate. Misure accompagnate dalla nascita della Banca per il Sud e dal riordino degli enti per aiutare l'export. Potenziate le reti di comunicazioni e la banda larga, introdotte una serie di semplificazioni con il progetto "impresa in un giorno". Interventi anche sui fondi per la ricerca che vengono spostati dalla Fondazione Iri al Istituto italiano tecnologia di Genova. Si pigia il pedale delle liberalizzazioni, ripartendo dal disegno di legge Lanzillotta del precedente governo di centrosinistra: saranno obbligatorie le gare pubbliche aperte ai privati per la concessione di servizi come trasporti, rifiuti e acqua. L'obiettivo è quello di abbassare i prezzi, come pure ha lo stesso fine il potenziamento delle prerogative di Mr. Prezzi. Pronta la liberalizzazione anche della rete carburanti. Prevista il potenziamento della lotta alla contraffazione con più poteri dell'Alto commissariato, l'inasprimento delle sanzioni e l'introduzione di reati da codice penale per chi commercia e diffonde false "griffe". Piano molto esteso per la pubblica amministrazione: abolizione di 9 province e di tutte le Comunità montane (il personale andrà a Comuni e Regioni). Lotta all'assenteismo con un piano per tagliare la busta paga dei finti-malati e accusarli di truffa, previsto l'aumento delle visite mediche (anche festive). Licenziamento, e non solo sospensione, per chi ha avuto un procedimento penale in corso. Interventi anche sulla previdenza, con l'abolizione del divieto di cumulo e rilancio dell'apprendista artigiano. 18/06/2008 - 10:15.

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Finanziaria/ Più tasse sulle stock option, sconti-benzina e stretta sulla PA. Oggi il Cdm pag.1 (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Finanziaria/ Più tasse sulle stock option, sconti-benzina e stretta sulla PA. Oggi il Cdm Mercoledí 18.06.2008 09:35 --> CUMULO PENSIONE-LAVORO. Sarà interamente cumulabile il reddito da pensione - di vecchiaia, anzianità, invalidità - con quello da lavoro dipendente ed autonomo. Misura che sarà applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. ADDIO A 9 PROVINCE. Si va verso l'abolizione delle province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) e una soppressione delle comunità montane. MENO CARTA NELLA P.A.. Dal primo gennaio 2009 le amministrazioni pubbliche ridurranno del 50%, rispetto a quelle del 2007, le spese per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita o inviata ad altre amministrazioni. Confermato l'addio della Gazzetta Ufficiale stampata a partire dal primo gennaio 2009. SERVIZI PUBBLICI LOCALI. Si avvia la loro liberalizzazione, attraverso l'affidamento della loro gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% a condizione che quest'ultimo sia selezionato attraverso procedure pubbliche.

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Curiosità tg1 e prime pagine ansia continua (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Curiosità tg1 e prime pagine ansia continua FERMO - Le ambiguità comunicative di questi giorni mettono in fibrillazione il Fermano. Lunedì sera, Tg1 delle ore 20: l'annuncio dell'abolizione delle Province. Attimi di panico salvo poi comprendere che il Governo ha intenzione di abolire le province metropolitane ovvero Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli e Bari. Stessa "tensione" ieri, sfogliando le prime pagine dei giornali nazionali: in alcuni si parla genericamente di taglio delle province. Ma anche qui la verità è che si tratta di quelle metropolitane.

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Gli Enti locali sul piede di guerra (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

E Fitto media Gli Enti locali sul piede di guerra ROMA - Le posizioni di regioni, province e comuni sulla manovra finanziaria rimangono quelle della settimana scorsa: ieri, nel corso dell'incontro con il governo hanno ripetuto che "è inaccettabile". E c'è di più: le province, i comuni e le comunità montane vogliono sapere che fine fanno, dopo le notizie circolate in questi giorni sull'abolizione di nove province, la nascita di altrettante città metropolitane e l'eliminazione totale delle Comunità montane. Ieri mattina i governatori hanno messo a punto un documento, con cui chiedono l'istituzione di una cabina di regia per la finanza pubblica e lamentano di trovarsi "ancora una volta a discutere sul contenuto di provvedimenti fondamentali per gli assetti della finanza pubblica senza aver avuto la possibilità di conoscere preventivamente il complesso della manovra". Il ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, prova a rassicurare: la manovra finanziaria sarà frutto di "scelte condivise", ma anche il coordinatore degli assessori regionali al bilancio, Romano Colozzi, assessore in Lombardia, pur lodando, come tutti hanno fatto, l'apertura di tavoli tecnici e politici decisa dal ministro Fitto, fa notare che il tavolo di confronto "non pare avere la concreta possibilità di entrare nel merito delle questioni".

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Finanziaria: salve le comunità montane (sezione: Province)

( da "Vita non profit online" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Di Redazione (redazione@vita.it) 18/06/2008 --> Salta il taglio di cui si era vociferato. Niente cancellazione neppure delle 9 province delle aree metropolitane Salta, almeno per ora, l'abolizione delle Comunita' montane e di nove Province delle aree metropolitane. A quanto si apprende, e' quanto starebbe emergendo nel corso del tavolo tra governo ed autonomie locali che si sta svolgendo al ministero dei Rapporti con le Regioni. Nei giorni scorsi era circolata l'ipotesi che la manovra contenesse anche il taglio delle Comunita' montane e delle nove Province delle aree metropolitane ma si sarebbe invece deciso di rimandare la discussione di queste questioni a settembre. Dopo l'estate verrebbe quindi ripreso il confronto ripartendo dal Codice delle autonomie per una riforma complessiva dei diversi livelli istituzionali.

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FINANZIARIA: SALTA TAGLIO COMUNITA' MONTANE E ABOLIZIONE PROVINCE (sezione: Province)

( da "ITnews.it" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Roma, 18 giu. (Adnkronos) - Salta, almeno per ora, l'abolizione delle Comunita' montane e di nove Province delle aree metropolitane. A quanto si apprende, e' quanto starebbe emergendo nel corso del tavolo tra governo ed autonomie locali che si sta svolgendo al ministero dei Rapporti con le Regioni.

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TRE MILIARDI DI RISPARMI NEL TRIENNIO DAGLI ENTI LOCALI. PIATTO FORTE: L'ABOLIZIONE DI NOVE PRO (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Tre miliardi di risparmi nel triennio dagli enti locali. Piatto forte: l'abolizione di nove province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Bari) e la soppressione di tutte le comunità montane.

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Ca' Corner, Brunetta "sfila" la poltrona a Zoggia (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

È del ministro della Funzione pubblica il provvedimento per l'abolizione delle Province nelle nove aree metropolitane Un disegno di legge o un articolo della bozza della Finanziaria 2009? Fino a ieri sera l'annunciato provvedimento per la soppressione delle Province nelle nove aree metropolitane italiane, tra cui Venezia, era coperto da una cortina di mistero. Così come non era chiaro se la cancellazione delle Province sarebbe stato effettivamente portato all'esame del Consiglio dei ministri nella seduta di oggi. L'unica cosa certa è che il provvedimento porterebbe la firma del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, e che per Venezia - ma non solo - avrebbe un effetto immediato: centrodestra e centrosinistra potranno risparmiarsi la fatica di una campagna elettorale per il semplice motivo che tra un anno esatto, quando scadrà l'amministrazione guidata da Davide Zoggia, non si tornerà a votare. Stando a quanto anticipato in serata da Radiocor, che ha citato come fonte una norma della bozza di Finanziaria, le Province delle aree metropolitane saranno soppresse a partire dal momento in cui scadranno gli attuali consigli. Significa che, per Venezia, la Provincia finirà di esistere nella primavera del 2009. E a quel punto andranno a casa il presidente Davide Zoggia, tutti i suoi assessori, tutti i 36 consiglieri provinciali eletti nel 2004. E non ci sarà ricambio perché a quel punto lo Stato e la Regione Veneto provvederanno a trasferire ai Comuni le funzioni già esercitate dalla Province soppresse nonché i beni e le risorse umane, finanziarie e organizzative."Il provvedimento, almeno da quanto è trapelato, non è chiaro - dice Davide Zoggia - All'Upi, l'Unione delle Province italiane, abbiamo saputo che il provvedimento è del ministro Brunetta e che alla scadenza dei consigli provinciali gli stessi non saranno rinnovati e che tutte le competenze saranno trasferite ai Comuni in attesa di istituire le città metropolitane. Al di là del fatto che una volta cancellate le Province sarà tutto da vedere se poi si faranno davvero le città metropolitane, resta una domanda: è possibile abolire con una semplice legge le Province che sono previste dalla Costituzione? È l'articolo 114 della Costituzione a stabilire che la Repubblica italiana è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Un riordino è necessario, ma deve essere una riforma reale".Di fronte a un provvedimento ancora coperto dal mistero (perfino all'Upi, che pure ha avuto un incontro con il sottosegretario Davico, non sono stati dati chiarimenti di sorta) anche i componenti della maggioranza di centrodestra lesinano commenti: "Aspettiamo di vedere il provvedimento - dice il deputato della Lega Nord, Corrado Callegari - Certo, ci sono parecchie cose da capire, ad esempio fin dove arriverà la città metropolitana? Quali saranno i suoi confini?". Senza contare il fatto che Forza Italia e Lega non hanno le medesime posizioni sulle Province: "Noi siamo favorevoli al loro mantenimento - dice Callegari - Se però si fanno le città metropolitane allora è giusto che non ci siano doppioni". Sospende il giudizio anche il presidente della Camera di commercio Massimo Albonetti, da sempre favorevole all'istituzione della città metropolitana a patto, però, che sia un'area larga: "La logica resta sempre quella della Patreve, un'area che comprenda Padova, Treviso e Venezia. Non resta che aspettare e capire cosa si vuol fare".Alda Vanzan.

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<L'area metropolitana al posto (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

"L'area metropolitana al posto ... "L'area metropolitana al posto della Provincia di Venezia? Una soluzione di grande interesse, addirittura strategica per noi". Romano Tiozzo, sindaco diChioggia, accetterebbe di buon grado la sparizione della Provincia se prendesse vita il progetto dell'area metropolitana. "Per noi - dice Tiozzo - si aprirebbero orizzonti ai quali si pensa da tempo. Chioggia, per il suo sviluppo, deve guardare sia a Venezia che a Padova. Da anni ci si batte per un collegamento metropolitano che ci consenta di avere scambi con le due realtà. Ci sono il turismo e il porto per i quali un più stretto legame con Padova rappresenterebbe veramente la chiave di volta per uscire dall'isolamento".Di tutt'altro parere il sindaco diSan Donà di Piave Francesca Zaccariotto: "Sarà tolta la Provincia di Venezia? Allora riprendiamo il progetto di nuova provincia del Veneto Orientale. Se l'intenzione è di abolire solo le Province delle nove aree metropolitane allora a mio avviso si creeranno altri problemi in termini di competenze e di rapporti: la città metropolitana rischia di essere ancora più lontana dalle realtà locali. Se l'intenzione del Governo è di abolire le Province per una questione di costi, allora si deve intervenire su tutte le province, indistintamente".Il sindaco diJesolo, Francesco Calzavara, lancia un'altra idea: via tutte le Province e spazio a un soggetto che faccia da punto di riferimento per il turismo balneare: "Ritengo da tempo che le Province siano assolutamente inutili e rappresentino una spesa per la collettività. Auspico che quanto annunciato venga attuato, così da ottenere una ridistribuzione delle competenze e delle risorse tra i Comuni, soprattutto per un settore così importante come quello del turismo, che ha necessità di maggiore autonomia". Il problema della Città Metropolitana per Calzavara neppure si pone. Noi non ci siamo mai riconosciuti nella città metropolitana e non ne vogliamo far parte. Si tratta però di capire cosa succederebbe per i Comuni come il nostro che non rientrano in quell'area, perché pensare di passare dalla Provincia alla Città Metropolitana di Venezia sarebbe come cadere dalla padella alla brace". Il sindaco di Jesolo lancia, quindi, una proposta: "Fare della Costa Veneziana, nome che identifica tutta l'area costiera, un soggetto politico vero e proprio con una sua autonomia decisionale e di gestione delle risorse per il turismo".Contrario all'abolizione il sindaco diPortogruaro nonché presidente della Conferenza dei sindaci della Venezia Orientale, Antonio Bertoncello: "Il ruolo svolto dalla Provincia non può essere cancellato con un colpo di spugna. Portogruaro ha da anni avviato un percorso di approfondimento legato agli assetti istituzionali, istituendo anche una Commissione consiliare speciale"."L'abolizione delle Province? Si, ma solo a patto che la cosa non avvenga tramite decreto ma sia frutto di un disegno di legge". Claudio Tessari, sindaco diSpinea, ha le idee ben chiare. "La soppressione di questo ente locale è un passaggio necessario se il territorio provinciale coincide con quello della città metropolitana. La città metropolitana ha competenze per coordinamento e assetto territoriale sicuramente positiva, probabilmente in gradi di sostituire la Provincia". E Spinea? "Non deve preoccuparsi perchè è a pieno titolo dentro i confini della città metropolitana stando all'area individuata dalla legge regionale. Comunque non bisogna dimenticare che il fatto che la città metropolitana coincida coi confini della provincia è ancora soltanto un'ipotesi".Per Massimo Calzavara, sindaco di Pianiga, "la proposta di legge - prosegue - mi sembra molto interessante, però ci sono alcuni dettagli da non sottovalutare". Calzavara si riferisce in particolare agli eventuali ulteriori incarichi da affidare ai comuni: "Se non si dovesse integrare il progetto con una nuova destinazione di risorse economiche e umane non è possibile caricare una volta di più la macchina amministrativa con nuove competenze". L'idea di far scomparire le province nelle aree metropolitane non dispiace al sindaco diVigonovo, Leonardo Galenda. "L'area metropolitana - spiega - potrebbe portare numerosi benefici a comuni di confine tipo Vigonovo, purché sia organizzata in maniera efficiente e non diventi un polo di attrattiva delle risorse solo per le città principali".(hanno collaborato Giorgio Boscolo, Fabrizio Cibin, Gianluigi Dal Corso, Teresa Infanti, Davide Tamiello).

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MANOVRA: SALTA TAGLIO PROVINCE E COM. MONTANE. RIFORMA IN FINANZIARIA (sezione: Province)

( da "Asca" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 18 giu - Nel decreto che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare questa sera non ci sara' l'abolizione totale delle comunita' montane e la soppressione delle nove province che insistono nelle grandi aree metropolitane del Paese. La novita' e' stata annunciata dal ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, e dal sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, nell'incontro che e' in corso al Palazzo della Stamperia con i rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali. Secondo quanto si apprende, la riforma delle comunita' montane e delle province sara' invece affrontata in un disegno di legge che sara' collegato alla prossima manovra finanziaria e che avra' come base di partenza il modello proposto all'interno del Codice delle autonomie. rus/lus/alf.

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Caos province/ Penati: "Il piano del governo sulle aree metropolitane è confuso, si al nuovo codice delle autonomie" (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 18-06-2008)

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Caos province/ Filippo Penati: "Dal governo un passo avanti importante" Mercoledí 18.06.2008 13:16 --> La conferma della mancata abolizione delle Province e la nascita, in futuro, delle città metropolitane in un percorso condiviso con il Governo viene salutato con soddisfazione dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. A margine dell'incontro con il Governo, in corso al Ministero per i Rapporti con le Regioni, Penati spiega: "oggi e' stato fatto un importante passo avanti. Dal Governo abbiamo avuto conferme di precisi impegni: avviare da subito un confronto per sostituire le Province con le città metropolitane anche perche' - aggiunge Penati - il provvedimento inizialmente previsto dal Governo sarebbe nato in un quadro confuso". Il presidente della Provincia di Milano avanza poi una proposta. "Questa potrebbe essere l'occasione per mettere in discussione anche gli uffici decentrati dello Stato. Funzioni che potrebbero essere svolte o dalle citta' metropolitane o dalle Province che non insistono sulle aree metropolitane. Questo significherebbe - conclude - un risparmio, una migliore realizzazione e una maggiore efficienza".

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Finanziaria, verso il ritorno dei ticket in sanità. In arrivo il piano casa (sezione: Province)

( da "ADN Kronos" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

A Palazzo Chigi l'incontro governo-parti sociali per illustrare il piano triennale della Manovra. Tra i provvedimenti aiuti a bassi redditi, giovani e anziani. Salta l'abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. Tremonti: approvazione prima della pausa estiva. Confindustria contraria alla 'Robin tax' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Roma, 18 giu. (Adnkronos/Ign) - Le Regioni potrebbero essere costrette a introdurre i ticket sanitari per far fronte ai tagli previsti dalla Finanziaria. Per ora è solo un'ipotesi ma i governatori, che ieri si sono riuniti in un tavolo con il governo ed oggi stanno partecipando ad un nuovo incontro al ministero per i Rapporti con le Regioni sono seriamente preoccupati per il sacrificio che è stato chiesto loro. Secondo quanto prevede il decreto legge che compone il piano triennale della Finanziaria sul tavolo del Governo, solo per la sanità la sforbiciata complessiva ammonterebbe a 6 mld di euro nel triennio 2009-2011. I tagli concreti, infatti, sarebbero di 1 mld di euro l'anno per ogni anno del triennio ma si tratta di un taglio strutturale, quindi, di fatto, si tradurrebbe in un sacrificio complessivo di 6 mld di euro tra il 2009 e il 2011. Questa mattina a Palazzo Chigi c'è stato l'incontro tra governo e parti sociali, durante il quale il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (nella foto) ha ribatito che l'impegno del governo è quello di approvare la manovra in Parlamento prima della pausa estiva. Oggi, ha inoltre precisato il titolare del dicastero di via XX Settembre, il Consiglio dei ministri approverà un decreto e un disegno di legge che, ha spiegato, costituiscono un unico corpo giuridico. Nel prossimo mese di settembre, il Parlamento terrà una sessione sul federalismo fiscale. ARRIVA IL PIANO CASA: Famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani, studenti fuori sede e immigrati regolari. Questa la platea che potra' beneficiare di aiuti consistenti per l'acquisto della prima casa. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del provvedimento verrà varato un Piano Nazionale per la realizzazione ''di misure di recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi alloggi''. Molti i soggetti che potranno beneficiare dei finanziamenti, sia privati che pubblici. OPZIONE ACQUISTO CASE POPOLARI ANCHE A COPPIE DI FATTO: anche i conviventi more uxorio potranno godere del diritto di opzione per l'acquisto di case popolari a patto che ''la convivenza duri da almeno cinque anni''. STIPENDI MANAGER TAGLIATI DEL 25%. In arrivo anche un taglio al numero dei consiglieri di amministrazione delle società non quotate e direttamente o indirettamente controllate dallo Stato: dovranno essere ora minimo cinque e massimo sette. SALTA TAGLIO COMUNITA' MONTANE E ABOLIZIONE PROVINCE: Salta, almeno per ora, l'abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. A quanto si apprende, è quanto starebbe emergendo nel corso del tavolo tra governo ed autonomie locali che si sta svolgendo al ministero dei Rapporti con le Regioni. Nei giorni scorsi era circolata l'ipotesi che la manovra contenesse anche il taglio delle Comunità montane e delle nove Province delle aree metropolitane ma si sarebbe invece deciso di rimandare la discussione di queste questioni a settembre. Dopo l'estate verrebbe quindi ripreso il confronto ripartendo dal Codice delle autonomie per una riforma complessiva dei diversi livelli istituzionali. ALLE REGIONI LA PROMOZIONE DEGLI ECO-CARBURANTI: Spetterà alle Regioni e alle provincie autonome la promozione della diffusione degli eco-carburanti. Questi enti, si legge nel provvedimento, ''promuovono il miglioramento della rete distributiva dei carburanti e la diffusione dei carburanti eco-compatibili, secondo criteri di non discriminazione, efficienza e qualità del servizio per i cittadini nel rispetto della disciplina ambientale, urbanistica e di sicurezza''. PIU' POTERI A MISTER PREZZI: Per contribuire a fronteggiare il caro prezzi, il Garante si vedrà rafforzati tutti i poteri istruttori. Ora potrà avviare indagine conoscitive ''finalizzate a verificare l'andamento dei prezzi di determinati e servizi'' con il supporto operativo della Guardia di Finanza. Sono ufficialmente a sua disposizione, poi, i dati Istat, Ismea, Uniocamere e camere di commercio. Il Garante puo' convocare, in autonomia, le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo NUOVA STRATEGIA ENERGETICA, NUCLEARE DENTRO: Entro il 30 giugno 2009 il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico deve definire la ''strategia energetica nazionale'' che indica le priorità per il breve e lungo periodo. Sono sette, in particolare, gli obiettivi da condurre in porto: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare; diversificazione delle fonti di energia e delle aree geografiche di approvvigionamento; miglioramento della compettiività del sistema energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo; promozione delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica; incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica; sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.garanzia di adeguati livelli di protezione sanitaria delle popolazioni e dei lavoratori. Per centrare i target fissati il governo puo' stipulare, entro il 31 dicembre 2009, accordi con Stati membri dell'Unione europea o con Paesi terzi per lo sviluppo del settore dell'energia nucleare. PER ENTI LOCALI STOP A RICORSO DERIVATI: Regioni, Comuni e Province non potranno più fare ricorso a strumenti finanziari rischiosi, ad iniziare dai derivati. Lo stop sarà di un anno in attesa che il Governo emani una serie di principi per garantire agli enti locali un azzeramento dei rischi. CAVI FIBRA OTTICA POTRANNO PASSARE ANCHE NEI TOMBINI: Stop ai mille permessi e alle lungaggini burocratiche e agli alti costi anche per gli operatori di telecomunicazioni che potranno potenziare le proprie reti in fibra ottica solo mediante denuncia di inizio attività. Non solo. I cavi potranno essere poggiati anche nei tombini di tutte le città italiane. MULTE FINO A 30.000 EURO PER CHI 'SPIA' CONTRIBUENTI: Le sanzioni vanno dai 5.000 fino ai 30.000 euro. Ma puo' essere aumentata ''sino al triplo'', proporzionalmente alle condizioni economiche di chi contravviene. Da oggi, proprio per ''attuare il principio di trasparenza nell'ambito dei rapporti fiscali'', tutti gli elenchi 'delicati' verranno potranno essere visionati presso gli uffici delle imposte o i comuni interessati. Nell'arco di un anno sarà, quindi, ammessa la visione e l'estrazione di copia solo a soggetti autorizzati. PIU' FACILE EROGAZIONE CONTRIBUTI ALL'EDITORIA: Ferme restando ''le somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato'' per il comparto, verranno snelliti i procedimenti. Con un regolamento che dovrà essere emanato entro 60 giorni verranno semplificate, quindi, sia ''la documentazione necessaria per accedere al contributo'', sia ''le fasi del procedimento di erogazione che potrà essere garantito anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate''. Non solo. Arrivano anche tempi certi. Il contributo dovra essere erogato ''entro e non oltre l'anno sucessivo a quello di riferimento''. LIBERALIZZAZIONE SERVIZI PUBBLICI LOCALI, PIU' SPAZIO PER I PRIVATI: Liberalizzati tutti i servizi pubblici locali: la loro gestione viene conferita mediante gara a società di capitali o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga però una quota non inferiore al 30%. E' comunque possibile il ricorso in house nei casi di fallimento di mercato ma i paletti aumentano: in questo caso, infatti, i titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante procedure ad evidenza pubblica non possono esercitare ulteriori servizi né partecipare a gare in altri ambiti territoriali.

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Manovra anti-carovita (sezione: Province)

( da "Italia Sera" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Politica Interna Tagli delle accise sulla benzina, mutui per le giovani coppie e Robin tax Manovra anti-carovita Taglio automatico alle accise sulla benzina per contrastare gli effetti del caro-petrolio, carburante in vendita nei supermercati per liberalizzare il settore, abolizione delle Province nelle aree metropolitane: saranno questi alcuni dei provvedimenti che arriveranno sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma oggi per preparare il decreto per lo Sviluppo e per tracciare le linee della manovra finanziaria 2009. Il taglio automatico delle accise sui carburanti sarà studiato con un meccanismo che abbasserà automaticamente le tasse sulla benzina nel momento in cui il suo prezzo supera una certa soglia fissata nel Dper. Arriveranno poi aiuti alle giovani coppie per l'acquisto della prima casa e sarà ridotta del 50% la spesa per la pubblica amministrazione, mentre i libri di testo si potranno scaricare da Internet: sono alcune delle novità della manovra. Da banche, assicurazioni e Robin tax il governo conta di incassare 2,5 miliardi complessivi di maggior gettito. In particolare, dall'imposizione a carico delle compagnie petrolifere, il gettito atteso è di un miliardo, mentre da istituti di credito e gruppi assicurativi si aspetta circa un miliardo e mezzo grazie a un allargamento della base imponibile Ires e Irap. Quanto ai risparmi, arriveranno da tagli sulla pubblica amministrazione e sulla sanità. Sul fronte benzina, il meccanismo di abbattimento dell'effetto aumenti del petrolio su quello dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, scatterà in automatico e non sarà più discrezionale. Secondo il provvedimento in esame infatti la diminuzione delle accise sarà immediata quando il prezzo internazionale del greggio aumenterà in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del Dpef, che sarà in via esclusiva quello di riferimento. Il governo starebbe inoltre pensando di introdurre una proroga per l'aliquota Iva agevolata, al 5%, sul gasolio per agricoltura e pesca.?Sarà compresa nel decreto sullo Sviluppo la norma che liberalizzerà la distribuzione dei carburanti, sempre allo scopo di abbattere i prezzi: il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha annunciato che metterà a punto un intervento al riguardo. ?E' al vaglio anche un piano per l'emergenza abitativa con la costituzione di un unico fondo al ministero delle Infrastrutture per aiutare nell'acquisto della prima casa giovani coppie a basso reddito, particolari categorie sociali, e anche gli immigrati regolari. Va ancora deciso se potranno rientrarvi anche le famiglie monoreddito, al di sotto di una certa soglia. ?Sarà inoltre interamente cumulabile il reddito da pensione - di vecchiaia, anzianità, invalidità - con quello da lavoro dipendente e autonomo. Una misura che dovrebbe essere applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. ?Si va verso l'abolizione delle Province delle aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) e si pensa alla soppressione delle comunità montane. Altra ipotesi sul tavolo è quella di trasferire le funzioni e le risorse umane delle stesse comunità a Comuni e Province. Dal primo gennaio 2009 le amministrazioni pubbliche ridurranno del 50%, rispetto a quelle del 2007, le spese per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita o inviata ad altre amministrazioni. Confermato inoltre l'addio della Gazzetta Ufficiale stampata: a partire dal primo gennaio 2009, la diffusione a tutti i soggetti in possesso di un abbonamento a carico di organi costituzionali di amministrazioni o enti pubblici o locali viene sostituita dall'abbonamento telematico. La manovra conterrà anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali: si studia l'affidamento della loro gestione a società di capitali individuate con gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, in cui il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% a condizione che quest'ultimo sia selezionato attraverso procedure pubbliche. Edizione n. 935 del 18/06/2008.

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Filippo Penati: "Dal governo un passo avanti importante" (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

Mercoledí 18.06.2008 15:56 --> La conferma della mancata abolizione delle Province e la nascita, in futuro, delle città metropolitane in un percorso condiviso con il Governo viene salutato con soddisfazione dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. A margine dell'incontro con il Governo, in corso al Ministero per i Rapporti con le Regioni, Penati spiega: "oggi è stato fatto un importante passo avanti. Dal Governo abbiamo avuto conferme di precisi impegni: avviare da subito un confronto per sostituire le Province con le città metropolitane anche perché - aggiunge Penati - il provvedimento inizialmente previsto dal Governo sarebbe nato in un quadro confuso". Il presidente della Provincia di Milano avanza poi una proposta. "Questa potrebbe essere l'occasione per mettere in discussione anche gli uffici decentrati dello Stato. Funzioni che potrebbero essere svolte o dalle città metropolitane o dalle Province che non insistono sulle aree metropolitane. Questo significherebbe - conclude - un risparmio, una migliore realizzazione e una maggiore efficienza".

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MANOVRA: 35 MLD IN 3 ANNI. IRES 33% PETROLIERI. RISCHIO RITORNO TICKET (sezione: Province)

( da "Asca" del 18-06-2008)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 18 giu - Un piano triennale sui conti pubblici per il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2011 che comporta una manovra complessiva di 35 miliardi. Nel 2009 la correzione ammonta a 13,1 miliardi di cui 4 da maggiori entrate e il resto da tagli alla spesa. Nel 2010 la correzione sara' di 7,3 miliardi e di 14,6 miliardi nel 2011. La novita' riguarda l'articolazione della Robin Hood tax sui petrolieri, per i quali l'aliquota sale dal 27,5% al 33%. Confermata la rimodulazione della base imponibile per banche e assicurazioni con una stretta sulla deducibilita' degli interessui passivi. Le maggiori entrate andranno ad aiutare anziani e fasce deboli nell'acquisto dei beni di prima necessita' e nel pagamento della bolletta elettrica. Nella conferenza stampa sono state illustrate solo le linee generali della manovra mentre le misure nei diversi settori saranno oggetto di conferenze stampa da parte dei vari ministri che si terranno domani. Questi i grandi numeri della manovra all'interno dei quali si declinano le misure. Il nodo piu' difficile da sciogliere resta quello delle risorse alle Regioni, in particolare per la sanita'. Oltre al ridimensionamento dei trasferimenti, la manovra non prevede le risorse, pari a 800 milioni l'anno, per prorogare l'abolizione del ticket sulla specialistica e la diagnostica. Si profila, quindi, il rischio di un ripristino dell'odioso pagamento. Via libera al piano industriale della Pubbica Amministrazione e al meccanismo automatico sulle accise per ridurre il prezzo dei carburanti. Nel pacchetto varato oggi anche i provvedimenti per lo sviluppo, che includono la delega al governo per l'individuazione dei siti nucleari, l'abolizione del divieto di cumulo tra redditi da pensione e redditi da lavoro, l'abrogazione della revoca delle concessione Tav, i libri di testo on line, il piano casa per le fasce deboli. E' stata rinviata a settembre, in sede di finanziaria, la decisione sull'abolizione delle province che insistono nelle grandi aree metropolitane del Paese. PETROLIERI: ires torna al 33%. La misura e' strutturale e si applica sulle societa' con alti fatturati. Sono salvi i distributori. Il meccanismo prevede anche un intervento fiscale sulla valorizzazine delle scorte che sono state acquistate quando i prezzi erano piu' bassi e vendute con il barile alle stelle. BANCHE E ASSICURAZIONI: si riduce al 95-97% la deducibilita' degli interessi passivi. CARBURANTI: arriva un meccanismo automatico che prevede l'abbassamento dell'accisa ogni volta che il prezzo del barile supera il 2% quello indicato nel Dpef. L'intervento sull'accisa ha una ricaduta immediata sul prezzo alla pompa. Al via la liberalizzazione degli impianti di distribuzione per i quali viene abolita la distanza minima. AGRICOLTURA E PESCA: Il decreto prevede l'abbattimento del 10% al 5% dell'aliquota usati nei due settori che sono in crisi per l'aumento dei costi. MISTER PREZZI: avra' piu' poteri e nelle indagini conoscitive per verificare l'andamento dei prezzi di prodotti e servizi potra' ricorrere al supporto della Guardia di finanza. NUCLEARE: entro il 31/12/08 il governo e' delegato ad emanare uno o piu' decreti legislativi sui criteri per l'individuazione dei siti nucleari (localizzazione delle centrali e dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti). Saranno anche previste compensazioni alle popolazioni interessate. LIBRI DI TESTO ON LINE: dal prossimo anno scolastico le famiglie potranno risparmiare scaricando i libri per i figli da Internet. La norma riguarda le scuole di ogni ordine e grado e le universita'. ABOLIZIONE DIVIETO CUMULO: saranno interamente cumulabili i redditi da lavoro, dipendente o autonomo, con i redditi da pensione. La norma riguarda le pensioni di vecchiaia, di anzianita', di invalidita' e quelle ai superstiti e si applica anche ai trattamenti gia' liquidati. PACCHETTO LAVORO: abolizione della legge contro le dimissioni in bianco, norme piu' flessibili sui contratti a termine, il ritorno del jon on call, norme contro il sommerso. CARTA D'IDENTITA' E RISPARMIO CARTA IN P.A.: raddoppia il periodo di validita' che passa da 5 a 10 anni. Il prolungamento si applica anche alle carte d'identita' in corso di validita'. Per ridurre le spese della pubblica amministrazione e' previsto un drastico taglio all'utilizzo della carta negli uffici per riprodurre relazioni o altre pubblicazioni. La spesa per questo capitolo dovra' essere ridotta del 50% rispetto al 2007. Negli uffici pubblici la Gazzetta Ufficiale dovra' essere diffusa on line. PLUSVALENZE REINVESTITE: sono esentasse quelle derivanti da cessioni di partecipazioni se, entro due anni dal loro conseguimento, sono reinvestite nel capitale di societa' che svolgono la stessa attivita' e che sono costituite da non piu' di tre anni. USO DENARO COTANTE: le soglie antiriciclaggio che limitano l'uso del contante vengono elevate dagli attuali 5.000 euro a 12.500 euro. Abrogare le norme sulla tracciabilita' degli assegni. BANDA LARGA: stanziati 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013 attinti dai fondi del Fas. TAV: abrogata la revoca delle concessioni disposta nel 2007 dall'allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ai contraenti generali che avevano avuto l'assegnazione senza il ricorso a bando di gara. FISCO: i nuovi studi di settore si applicano a decorrere dall'anno in cui sono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale. Dall'anno di imposta 2009 la pubblicazione deve avvenire entro il 30 settembre. Per il 2008 il termine e' fissato al 31 dicembre. PUBBLICAZIONE DICHIARAZIONI REDDITI: gli elenchi sono depositati per un anno presso l'ufficio delle imposte e presso i Comuni. Chi pubblica attraverso altri canali le dichiarazioni dei controbuenti rischia la sanzione da 5.000 a 30.000 euro. Prevista la soppressione dell'elenco clienti e fornitori. BANCA DEL MEZZOGIORNO: la 'creatura' di Giulio Tremonti si costituisce con un capitale sociale di 5 milioni di euro. PIANO CASA: le risorse gia' stanziate dal precedente governo verranno utilizzate per un nuovo piano per contenere il disagio abitativo. Viene costituito un fondo presso il ministero delle infrastrutture che verra' speso per cofinanziare interventi di imprenditori privati del settore, per le cooperative edilizie, per i Comuni e gli ex Iacp. SERVI PUBBLICI LOCALI: parte la liberalizzazione riprendendo gran parte dell'originale ddl lanzillotta. Il conferimento di tutti i serizi pubblici locali viene dato a societa' private scelte mediante gara o a societa' miste nelle quali il socio privato e' individuato attraverso procedure ad evidenza pubblica. Solo in particolari situazioni, in cui il ricorso al mercato non sarebbe efficiente, la gestione puo' essere affidata alle societa' pubbliche partecipate dagli enti locali. GIUSTIZIA: tra le novita' la riforma del processo civile con l'introduzione del fascicolo elettronico. MADE IN ITALY: chi altera i marchi o fa uso di marchi contraffatti rischia il carcere fino a 6 anni e una multa da 1.000 a 6.000 euro. Potenziata l'attivita' dell'Alto Commissario per la lotta alla contraffazione. lsa/mcc/ss.

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Il governo congela l'abolizione Ora la palla ripassa a Venezia (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

COMUNITA' MONTANE Il governo congela l'abolizione Ora la palla ripassa a Venezia BELLUNO. Il taglio delle Comunità montane e delle Province metropolitane è rinviato a settembre, forse. Marcia d'arresto del governo, che ieri ha accolto le richieste degli enti locali, congelando il provvedimento annunciato da giorni. Ora però bisogna attendere le decisioni della Regione, che quasi sicuramente non riuscirà a legiferare entro la scadenza prefissata del 30 giugno. Una proroga appare scontata, ma il governo non ha rinunciato ai tagli, li ha solo rinviati e quindi la confusione continuerà ad imperare. "Pare sia prevalsa la ragionevolezza da parte del governo". Così il presidente dell'Uncem Enrico Borghi, ha commentato lo slittamento della discussione sul riordino delle Comunità montane, ragionamento che si svolgerà a settembre, rispetto alle ipotesi che nelle ultime ore circolavano e che indicavano l'abolizione di questi enti. "Affrontare il riordino delle Cm", dice ancora Borghi, "quando si discuterà nel merito del codice delle autonomie è quanto avevamo chiesto. Ciò consentirà alle Regioni anche di completare correttamente il processo di riforma avviato". Secondo il presidente dell'Uncem l'ipotesi di abolizione "sarebbe stata paradossale" visto che le Comunità montane: "Hanno già lavorato molto sulla strada della razionalizzazione dei costi". Mentre l'incertezza prosegue gli enti bellunesi aspettano notizie da Venezia.

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FInanziaria, un treno in cerca di coraggio (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Nazionale pag. 2 FInanziaria, un treno in cerca di coraggio La diversità sarebbe stata ancor più marcata con l'immediata ma solo balenata abolizione di alcune inutili e costose Comunità montane e delle Province sorgenti nelle aree metropolitane. Ecco la timidezza nel procedere, ecco il timore di poter scontentare questo o quello che sempre porta al rinvio. E scontento arriverà dall'ambito sanitario, "colpito" per 1 miliardo e ora a rischio di ticket-salute. Ma il punto è proprio questo: il governo deve sfidare anche l'impopolarità di fronte a scelte in cui fortemente crede, se crede, per il bene dell'Italia. Proprio come ha fatto con la svolta a favore del nucleare, cioè ben sapendo che incontrerà opposizioni non solo in Parlamento. D'altra parte, la guerra agli sprechi, le tasse a chi può pagarle, uno Stato al servizio dei cittadini, perfino la semplificazione legislativa sono traguardi da riforma impegnativa e duratura nel tempo. Forse la riforma che Tremonti disegna, non a caso, in un triennio. Servirebbe, perciò, ancora più coraggio, come quelli mostrati nell'idea di poter aprire un'azienda in una giornata, o nel sostegno finalmente coordinato alle esportazioni italiane nel mondo, o nella ricerca tecnologica in Italia, oltre che nell'eterna e oggi riproposta in varie forme "politica delle liberalizzazioni". È un treno che potrebbe andare lontano, se il macchinista non cambierà il percorso per i fischi che sentirà tra una stazione e l'altra.

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Nuova Provincia: pianta organica leggera, e 16 milioni di <dote> (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

FERMO PRIMO PIANO pag. 17 Nuova Provincia: pianta organica leggera, e 16 milioni di "dote" Le ultime proposte in commissione paritetica NESSUN TAGLIO di Province nella manovra finanziaria. L'eventuale abolizione di alcune (quelle interessate dall'istituzione delle Aree metropolitane, una decina) sarà affrontata a settembre con un collegato alla Finanziaria. Questo in sintesi quanto comunicato ieri dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, al presidente dell'Unione Province italiane, Fabio Melilli, a margine dell'incontro Governo-Enti locali. L'allarme 'congelamento' per Fermo sembra dunque rientrato. Ieri pomeriggio intanto è tornata a riunirsi a Fermo (probabilmente per l'ultima volta) la commissione paritetica per la divisione del patrimonio e del personale dell'attuale provincia di Ascoli Piceno. Giunta provinciale, commissario De Feis, rappresentanti del Fermano e dell'Ascolano hanno affrontato il capitolo del personale. Il dato di partenza è rappresentato dalle 719 unità attualmente in servizio: 679 a tempo indeterminato (compresi i precari di cui si è decisa la stabilizzazione) e 40 a tempo determinato. Per la provincia di Fermo è prevista una dotazione organica 'leggera' di 275 unità, invece delle 309 che spetterebbero sulla base della percentuale di ripartizione. La provincia di Ascoli Piceno ne avrebbe 444 (38 in più) con un aggravio di bilancio di un milione e 400mila euro, che verrebbe compensato tramite una convenzione, secondo la quale alcuni servizi della provincia fermana sarebbero gestiti per qualche anno da Ascoli (così come è avvenuto in altre realtà provinciali sottoposte a divisione, ad esempio Vercelli). Sul capitolo patrimonio, rispetto alla contestatissima ipotesi di "sconto" elaborata dal Pd ascolano e accettata da quello fermano, si registra una novità. Al termine della riunione della Paritetica, è stata consegnata alle parti una proposta di mediazione del presidente Rossi. Essa prevede una compensazione complessiva per Fermo di circa 16 milioni e mezzo: 14 milioni e 768mila in immobili (provveditorato agli studi, archivio di Stato, caserma dei vigili del fuoco di S.Benedetto, appartamenti della Bonifica del Tronto, appartamento in corso Mazzini ad Ascoli, l'intero immobile della comunità Ama Aquilone di Castel di Lama); e la somma di un milione 742mila euro senza destinazione vincolata. Non sono state programmate altre riunioni della Paritetica. L'impressione è che la Giunta provinciale voglia definire entro breve tempo il capitolo della divisione, non prima però di un dibattito in Consiglio. p. m. Image: 20080619/foto/692.jpg.

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Gli enti locali all'attacco del governo - marco trabucco (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Pagina VII - Torino Gli enti locali all'attacco del governo Ma da Roma una schiarita: Tremonti "restituisce" 50 milioni Peveraro: lo spiraglio dopo una giornata da incubo. Nel 2010 però andrà peggio Chiamparino: l'entità dei tagli mi pare molto significativa, non semplice da reggere E l'Ici non c'è più... Morgando: la strategia dell'esecutivo mira a colpire in modo strutturale il sistema delle autonomie Saitta chiama Veltroni: l'abolizione delle Province metropolitane è un atto di chiara impronta politica Tra le "buone pratiche": la reggia di Venaria e il Bioindustry park del Canavese MARCO TRABUCCO Gli enti locali torinesi si schierano compatti contro il governo: no ai tagli eccessivi che Tremonti vuole infliggere a Regione, Provincia e Comune e soprattutto no all'abolizione delle comunità montane e in particolare delle nove province "metropolitane (tra cui Torino), guarda caso come ha fatto notare ieri il presidente Antonio Saitta, tutte governate da giunte di centrosinistra. No secchi (ieri mattina Saitta ne ha anche parlato al telefono con il segretario del Pd Walter Veltroni e con il capogruppo alla Camera Antonello Soro. Da Roma però in serata è arrivato qualche spiraglio: il consiglio dei ministri infatti dovrebbe sospendere, per ora, l'abolizione di province e comunità montane (per cui era previsto un decreto legge) lasciandone il compito a un progetto legislativo da concordare però con le Regioni. Anche sul fronte tagli, dopo una giornata che l'assessore regionale al Bilancio Paolo Peveraro, che era a Roma proprio per le trattative con il governo, ha definito "da incubo", c'è stata una piccola marcia indietro: in particolare la riduzione dei finanziamenti alla regioni sulla sanità, sarà, almeno per il 2009, molto inferiore al previsto: "Sì - conferma Peveraro - salvo sorprese dell'ultima ora il taglio per noi invece dei previsti 76 milioni dovrebbe essere di soli 18. Ma nel 2010 si tornerà a cifre più severe". Ci sarebbe anche una lieve riduzione dei tagli ai Comuni. Che non basta però a tranquillizzare il sindaco Sergio Chiamparino: "L'entità dei tagli mi pare molto significativa, non semplice da reggere. Inoltre c'è da tenere presente che l'Ici continuerà a non esserci e ci dovranno spiegare come coprire il mancato introito". Per Chiamparino poi: "Le province sono previste dalla Costituzione. Mi pare del tutto impensabile abolirle prima delle elezioni del 2009. Siamo nel pieno di una politica di spot destinati a non realizzarsi. Sciogliere questi enti costituirebbe un vulnus costituzionale, inoltre ci vuole un ente intermedio tra Regioni e Comuni come esiste in tutta Europa". I più duri sul fronte delle difesa delle Provincie sono però Antonio Saitta e il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando: "è una decisione che assume il significato di un puro attacco politico a cui rispondiamo con analoga fermezza politica di opposizione ed esprimiamo la posizione del partito, il Pd piemontese, di chiara contrarietà", dice Morgando. "è una proposta incostituzionale, lo incalza Saitta, per questo ho chiamato Veltroni e gli ho chiesto di fare una battaglia determinata anche perché si capisce bene che cosa può voler dire andare alle elezioni senza nove Province guarda caso tutte governate oggi da giunte di centrosinistra" Morgando aggiunge: "Gli enti locali sono di nuovo nel mirino della politica governativa e questa strategia si inserisce in un disegno di attacco strutturale alla funzione del sistema delle autonomie. In campagna elettorale si preoccupavano del federalismo e noi abbiamo preso questo tema sul serio, mentre ora gli atti concreti vanno nella direzione opposta, quella della centralizzazione. Siamo d'accordo che occorre incidere fortemente sulle aree di spreco nella spesa pubblica e che ci siano molte cose da abolire e tagliare, ma non gli enti che svolgono un ruolo fondamentale". Anche per Saitta "c'è una posizione politica centralista. Le Province si occupano di scelte che rendono protagonisti i territori esterni alla città e con questo disegno ci sarà una marginalizzazione dei piccoli Comuni".

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Balletto di ipotesi in attesa del decreto Penati: <Così niente Provincia di Monza> (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 7 Balletto di ipotesi in attesa del decreto Penati: "Così niente Provincia di Monza" Ma l'assessore Ponti resta fiducioso: "Nella Città metropolitana non c'è la Brianza" di MARTINO AGOSTONI LA NUOVA PROVINCIA di Monza e Brianza deve trattenere ancora il respiro. Nel decreto discusso ieri sera dal Consiglio dei Ministri non è stata affrontata la questione dell'eliminazione delle Province delle aree metropolitane. "Quel decreto viene rinviato a un prossimo disegno di legge collegato alla Finanziaria, che prevede l'istituzione delle città metropolitane", fa sapere il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ieri a Roma per l'incontro tra il Governo e i rappresentanti degli enti locali. C'è dunque ancora da aspettare, probabilmente sino a settembre, per capire quali saranno i tagli previsti nella nuova Finanziaria che regoleranno le sorti di molti enti locali. Tra questi, ieri mattina, è stato proprio Penati a far rientrare anche la Provincia di Monza e Brianza spiegando che l'abolizione da parte del Governo delle Province delle aree metropolitane, in Lombardia, "cancellerebbe non una ma due Province, quella di Milano e quella di Monza e Brianza". Intanto, in attesa del disegno di legge ad hoc per le aree metropolitane, ci sarà tempo per avviare un tavolo di discussione. L'incontro di ieri al ministero degli Affari Generali si è concluso con l'impegno da parte del Governo di attivare da subito un confronto con gli enti locali per l'abolizione delle Province delle aree metropolitane e la loro sostituzione con le cosiddette Città metropolitane, le istituzioni più specifiche delle Province per la gestione delle grandi aree urbane e del loro hinterland. "Su Province e aree metropolitane è stato fatto un importante passo avanti - ha detto soddisfatto a fine giornata Penati -. Si è impressa un'accelerazione alla realizzazione della Città metropolitana milanese, obiettivo da me indicato già 4 anni fa". Penati resta l'unico fuori dal coro tra le istituzioni locali della Brianza che lega le sorti dell'area metropolitana milanese con Monza e Brianza. Fonti di Palazzo Isimbardi dicono che Penati e la sua maggioranza s'immaginano all'interno della Città metropolitana spazi e competenze specifiche per Monza e Brianza, simili a quelli della Provincia. Si parla di spazio per un bilancio specifico e di una certa autonomia politica, come se Monza e Brianza fossero un'isola all'interno della Città metropolitana ma non una Provincia separata. A RIMANERE fiducioso è invece Gigi Ponti, assessore provinciale all'Attuazione della Provincia di Monza e Brianza. "Le dichiarazioni del presidente Penati seguono un ragionamento ipotetico - spiega -. Non c'è ancora nessun testo definitivo e in questo clima di confusione nascono molte ipotesi. Un punto che però resta fermo - sottolinea Ponti - è che il progetto della città metropolitana non può comprendere il territorio della Provincia di Monza e Brianza sul quale è in corso un percorso specifico che terminerà nel 2009. Inoltre, la Provincia di Monza e Brianza è già istituita e per cancellarla bisognerebbe fare una legge apposta".

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Penati: rottamo la prefettura e vendo la sede, vale 100 milioni (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

CRONACA MILANO pag. 8 Penati: rottamo la prefettura e vendo la sede, vale 100 milioni di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? FILIPPO PENATI vuole rottamare le Prefetture con tanto di contributo. Perché l'abolizione delle proiezioni sul territorio del Governo, che ieri il presidente ha definito, nell'ambito di un più ampio ragionamento sulla sostituzione della Provincia con la città metropolitana, "retaggio polveroso risalente all'epoca napoleonica, consentirebbe, tra l'altro, a Via Vivaio di mettere sul mercato Palazzo Diotti. L'immobile di corso Monforte, cioè, che ospita, dietro pagamento di un canone di affitto abbastanza calmierato rispetto al prestigio dell'edificio (12.000 metri quadri di calpestabile più 5.000 di giardino in pieno centro), la Prefettura di Milano. SE DAVVERO il Governo dovesse decidere di demandare alla città metropolitana i poteri attualmente in capo a Gian Valerio Lombardi la Provincia si ritroverebbe in cassa almeno 100 milioni di euro. A tanto, del resto, ammonta, la stima prudenziale del valore assegnato a Palazzo Diotti da alcuni esperti del settore immobiliare. Di risorse, insomma, la Provincia ne ricaverebbe abbastanza da potersi comprare tutta Serravalle o, magari, un'altra autostrada. MA, OVVIAMENTE, ieri Penati ben s'è guardato dal solo accennare al possibile business all'atto di commentare l'incontro ravvicinato con il ministro ai Rapporti con le Regioni e il sottosegretario all'Interno. Il confronto, ossia, durante il quale l'inquilino di Via Vivaio ha strappato al Governo uno slittamento della cancellazione di Palazzo Isimbardi che, come si ricorderà, sembrava imminente in quanto connessa a un provvedimento taglia-spese ritenuto urgente. "Da Raffaele Fitto e da Michelino Davico è arrivata la conferma che, nel decreto portato oggi (ieri, ndr.) all'esame del Consiglio dei ministri, non sarà contenuta l'eliminazione delle nove province delle aree metropolitane - ha scandito l'ex sindaco di Sesto - Il decreto viene, difatti, rinviato a un prossimo disegno di legge collegato alla Finanziaria, che prevede, appunto, l'istituzione delle città metropolitane. A mio giudizio, questa pausa dovrebbe essere sfruttata non soltanto per ripensare le funzioni della città metropolitana, che dovrà occuparsi unicamente di alcune tematiche di area vasta, ma per ripensare il decentramento dello Stato. A partire dal ruolo delle Prefetture e dalla riorganizzazione dell'articolazione sul territorio degli uffici di Stato. In quest'ottica, alcune funzioni potrebbero essere svolte oggi dalla città metropolitana. Mentre, al posto delle Prefetture, si potrebbe far nascere una struttura moderna, quale la Casa del Governo, in cui accentrare le funzioni che fanno riferimento al rapporto tra cittadini e organizzazione dello Stato. In questo quadro, il rilascio dei passaporti e dei permessi di soggiorno, per esempio, potrebbe essere demandato ai Comuni. Si dovrebbero, altresì, azzerare tutti quegli enti intermedi tra l'attuale Provincia e i Comuni, come gli Ato e i consorzi, e affidare le funzioni a essi affidate direttamente alla città metropolitana".

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Zoggia: provincia abolita? no, prevale il buon senso (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Mestre Zoggia: "Provincia abolita? No, prevale il buon senso" VENEZIA. "Il Governo ha imposto una brusca retromarcia all'idea di abolire le Province di quelle aree nelle quali è prevista la possibilità di costituire la Città Metroplitana; sintomo che ha prevalso, fortunatamente, il buon senso rispetto a quell'onda emozionale per la quale le Autonomie Locali sarebbero solo fonte di spreco e quindi dovrebbero essere chiuse". Così il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia ha commentato ieri la decisione del Governo di rinunciare a inserire nella manovra fiscale all'esame del Consiglio dei Ministri di oggi, l'abolizione delle Province Metropolitane, tra le quali quella di Venezia. "Aver abolito la Provincia - continua Zoggia - senza aver prima costituito il percorso che porta all'istituzione della Città Metropolitana avrebbe portato al caos istituzionale".

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Firme per abolire le province (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Udine Firme per abolire le Province TRICESIMO. Su iniziativa del consigliere Paolo Saccardo, all'ufficio anagrafe di Tricesimo, è possibile firmare per l'abolizione delle Province. "La proposta di legge - spiega lo stesso Saccardo - fa parte di un percorso descritto nel sito www.aboliamoleprovince.it, ed è stata depositata alla Corte suprema di Cassazione il 7 marzo e ora si stanno raccogliendo le firme in modo che il nuovo parlamento trovi depositata la proposta di legge, con tutta la spinta dei cittadini sottoscrittori, pronta per l'approvazione tra le prime cose da fare". Ad avanzare la proposta è "un gruppo di cittadini, che nella mancanza di una specifica e forte azione dei preposti per ridurre i costi della politica, ha deciso di metterci del proprio". (m.ri.).

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<Statuto lombardo promosso con pieni voti> (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

N. 145 del 2008-06-19 pagina 3 "Statuto lombardo promosso con pieni voti" di Chiara Campo Non torneranno i ticket sanitari. Roberto Formigoni ieri pomeriggio era pronto a guidare la rivolta delle Regioni contro il governo amico, ma i tagli alla sanità inseriti nella manovra approvata in serata dal Consiglio dei ministri sono stati più leggeri del previsto, 250 milioni di euro contro il miliardo ipotizzato, e sono stati ripristinati i 370 milioni di risorse per il trasporto pubblico locale. "Il governo - è stato il monito lanciato prima che venisse votata la manovra - si gioca molto riguardo ai rapporti con la Lombardia e i suoi cittadini. Si rischia di andare verso tagli indiscriminati e in alcuni casi ingiustificati a Regioni ed enti locali, c'è uno Stato che chiede molti sacrifici ma mette in campo disponibilità non sempre evidenti". Il governatore lombardo definisce "inaccettabile perseguire una politica di tagli e nemmeno uguali per tutte le regioni, senza tener conto di quelle che hanno già dimostrato una capacità di contenimento della propria spesa". E ha ben presente il rischio più immediato, quello di far pagare "i tagli alla sanità una volta di più alle regioni con i bilanci in pareggio". Da Roma però è arrivata la rassicurazione: niente ticket aggiuntivi per l'assistenza sanitaria. Garantiti anche i 575 milioni di fondi per l'Expo 2015 nei prossimi tre anni, ma slitta alla prossima settimana la legge speciale che determinerà anche la governance, e Formigoni insiste: "Ci attendiamo anche l'attribuzione delle responsabilità". Non corre rischi invece lo Statuto approvato dal consiglio regionale che Roma sembrava intenzionata a mettere in discussione: "Non sarà impugnato dal governo, perché non è in contrasto con la Costituzione", ha assicurato il ministro Raffaele Fitto. Ora Formigoni anticipa che entrerà in vigore il primo settembre. Più leggero lo sconto ai Comuni e alle Province: 200 milioni in meno ai primi e 50 alle seconde (da 360 a 310 milioni), ma per le amministrazioni comunali - che già devono fare i conti con la mancata entrata dell'Ici - significa comunque tagli da 1,3 miliardi di euro nei prossimi tre anni. A restare insoddisfatta probabilmente il sindaco Letizia Moratti, che aveva detto chiaramente di non essere d'accordo col soccorso finanziario a Roma, che invece è arrivato nella misura di 500 milioni di euro. Non usa mezzi termini il vicesindaco Riccardo De Corato: "Dopo il taglio dell'Ici, con questi tagli per noi il problema diventa serio. Dovremo trovare gli sghei (i soldi, ndr.). Non abbiamo mai alzato l'Irpef, abbiamo abbassato l'Ici prima di tutti, siamo un Comune virtuoso: non si capisce perché Roma non possa tentare le stesse operazioni finanziarie che facciamo noi, affrontando anche qualche rischio. Abbiamo venduto le farmacie, la Centrale del latte, anche Aem a rischio di una scalata, ma non abbiamo ma chiesto soldi al governo". Milano, insiste, "risolve i problemi, Roma è andata ad attingere ai fondi dello Stato". E gli viene naturale domandarsi se "dovremmo ora far pagare di più a bambini e anziani servizi come gli asili nido, le mense, i centri per gli over 65". È salva invece la poltrona di Palazzo Isimbardi, per ora nessuna abolizione delle Province ed è soddisfatto il presidente Filippo Penati: "Mentre rimangono ancora forti perplessità sul taglio agli enti locali - afferma -, accolgo con soddisfazione l'impegno confermato dal governo a costruire un disegno di legge collegato alla Finanziaria e lavorare sul Codice delle Autonomie, che sancirà la nascita delle Città metropolitane". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Mini-enti, bilanci più facili (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - La manovra Numero 145, pag. 35 del 19/6/2008 Autore: Pagina a cura di Francesco Cerisano Visualizza la pagina in PDF       Semplificati i preventivi. Slitta l'abolizione di province e comunità montane Mini-enti, bilanci più facili Conti soft per i comuni sotto i 5 mila abitanti Contabilità semplificata per i piccoli comuni. Gli enti fino a 5 mila abitanti non dovranno allegare ai bilanci preventivi la relazione previsionale e programmatica. E saranno esonerati anche dal bilancio pluriennale di competenza. La bozza di manovra d'estate esaminata ieri dal consiglio dei ministri introduce tutta una serie di semplificazioni per i mini-enti. Che saranno pure sollevati dall'obbligo di approvare il programma triennale dei lavori pubblici previsto dalla legge Merloni. La lista dei "trattamenti di favore" per i piccoli comuni non finisce qui. Non dovranno redigere il conto economico né trasmettere alla magistratura erariale i rendiconti degli economi e degli altri agenti contabili interni. Lo aveva promesso il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ed è stato di parola. Nell'anticipo di Finanziaria messo a punto da palazzo Chigi il governo ha voluto alleviare gli adempimenti contabili e amministrativi a carico delle piccole amministrazioni. I dettagli dell'operazione di semplificazione saranno definiti entro 90 giorni dall'entrata in vigore della manovra con un regolamento che conterrà modelli e schemi contabili per i comuni con meno di 5 mila abitanti. L'alleggerimento degli oneri a carico dei mini-enti porterà con sé anche una razionalizzazione delle funzioni dei segretari comunali. Verranno create sedi di segreteria unificate a cui faranno riferimento più comuni limitrofi con popolazione complessiva pari almeno a 15 mila abitanti. Le responsabilità dei segretari in servizio presso le sedi unificate saranno ampliate con l'attribuzione delle funzioni di controllo interno e di gestione, nonché di legittimità sugli atti. Comunità montane e province. Il governo ha invece deciso di rimandare a settembre i tagli a comunità montane e province. "è prevalsa la ragionevolezza", ha commentato il presidente dell'Uncem, Enrico Borghi. "Affrontare il riordino delle comunità montane quando si discuterà più nel merito il codice delle autonomie è quanto avevamo chiesto. Ciò consentirà alle regioni anche di completare correttamente il processo di riforma avviato". "Abolire totalmente gli enti montani", ha proseguito Borghi, "sarebbe stato paradossale visto che le comunità hanno già lavorato molto sulla strada della razionalizzazione dei costi". Bloccata anche la soppressione delle province nelle città metropolitane. "Abbiamo chiarito che la creazione delle nuove città metropolitane si farà, ma attraverso un percorso di riforma che riprenderà quello avviato con il Codice delle autonomie, in un collegato alla Finanziaria che verrà presentato a settembre, dopo la concertazione", ha dichiarato con soddisfazione il presidente dell'Upi, Fabio Melilli. Manovra più leggera. Intanto si va riducendo l'impatto della manovra sugli enti locali. Nel corso dell'incontro con le autonomie il ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, ha anticipato la decisione del governo di alleggerire la manovra per comuni e province. Ai municipi verranno tagliati 200 milioni di euro, 50 in meno alle province.

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Ora i tagli, poi il federalismo fiscale (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-19 - pag: 3 autore: Ora i tagli, poi il federalismo fiscale Un Fondo per l'acquisto di prodotti alimentari - Berlusconi e Tremonti: ok in 9 minuti, una svolta Marco Rogari ROMA Quaranta minuti appena. Tanto è bastato al Consiglio dei ministri per dare il via libera al piano per la stabilizzazione dei conti pubblici e per lo sviluppo targato Tremonti. Con cui scatta una manovra triennale da quasi 35 miliardi, di cui 13,1 nel 2009 (oltre 9 miliardi di tagli alla spesa e quasi 4 miliardi di entrate), 7,1 nel 2010 e 14,6 miliardi nel 2012, che si sviluppa attraverso due provvedimenti: un decreto legge e un disegno di legge "collegato". Ai quali si aggiunge un ulteriore Ddl delega sulla riforma del pubblico impiego. Il tutto raccordato nel Dpef, al quale, annunciano il premier Silvio Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti, sono "connesse" tre deleghe "fondamentali": federalismo fiscale, Roma capitale e Codice delle autonomie. Un'operazione lampo, dunque. Il ministro dell'Economia impiega appena nove minuti e mezzo a illustrare ai colleghi di Governo l'intervento correttivo. Che, sottolinea Berlusconi, consentirà al Paese di centrare l'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011, considerato "ineludibile" da Tremonti. Palazzo Chigi fa notare che la manovra varata dal Cdm "assicura gli obiettivi di stabilizzazione della finanza pubblica, nel rispetto di quelli concordati in Europa, sul triennio 2009-2011", senza ricorrere a nuove tasse. Ci sarà solo "un lieve incremento fiscale per i settori assicurativo, bancario e petrolifero" che servirà comunque ad aiutare gli anziani, dice Berlusconi. Che aggiunge: "Quello che noi presentiamo – aggiunge il premier – è uno Stato che costa meno, che semplifica, che toglie vincoli e che produce più libertà". "Misure storiche "–dice ancora Berlusconi – su cui si gioca la possibilità di "rilanciare l'Italia". Dall'opposizione però piovono critiche. Il ministro dell'Economia ombra del Pd, Pierluigi Bersani parla di "fritto misto tra demagogia e tagli ai servizi: la manovra non affronta il problema della perdita di acquisto di salari e pensioni". Ma Tremonti sottolinea il carattere innovativo del percorso scelto dal Governo con l'anticipo della manovra a giugno con un Cdm lampo, che, dice il mini-stro, supera di fatto le "vecchie Finanziarie fatte di discussioni interminabili: prima si cominciava a discutere a maggio e si finiva a dicembre". La parola passa ora al Parlamento che dovrebbe approvare i provvedimenti entro l'estate. A settembre poi sarà varata una Finanziaria snella e scatterà la sessione parlamentare che porterà all'approvazione del federalismo fiscale. Che –dice Tremonti-"sarà la vera riforma". Quanto al quadro macro, Tremonti afferma che la crescita del Pil prevista è dello 0,5% e conferma per l'anno in corso un deficit tendenziale al 2,5%. Ma non è escluso che con il decreto varato dal Governo, su cui i tecnici hanno continuato a lavorare fino a tarda notte per le ultime limature e per gli "aggiornamenti", il deficit 2008 venga riportato a quota 2,4 per cento. Tremonti. Potrebbero quindi esserci alcune novità in extremis. Che si andrebbero ad aggiungere alle sorprese riservate dal via libera del Cdm. Come la costituzione di un fondo per garantire ai pensionati al minimo una card prepagata delle Poste con cui beneficiare di sconti su bollette e alimentari. Fondo che sarà finanziato con la Robin Hood tax sugli extraprofitti dei petrolieri attraverso il ritorno dell'Ires dal 27 al 33 per cento. Un'altra novità è costituita dalla rinuncia, almeno per il momento, alla soppressione delle 9 Province corrispondenti ad altrettante aree metropolitane e delle comunità montane, rimandata a settembre, anche per effetto del pressing degli enti territoriali. Con i quali resta aperta la questione sanità. Prima del Consiglio dei ministri prende corpo l'ipotesi di un ritorno ai ticket sanitari: in serata alcuni tecnici del governo smentiscono mentre altri non negano questa eventualità. Il quadro sarà più chiaro questa mattina quando sarà pronto il testo definitivo del decreto. Confermati i tagli su pubblico impiego e Pa. A cominciare dalla riduzione degli organici della scuola (con una taglio di 80-100mila docenti e supplenti in due anni), dal freno alle spese per la contrattazione integrativa, dalla stretta alle consulenze e dal ricorso alla mobilità. Vengono poi previste l'abolizione dei mini-enti pubblici (sotto i 50 dipendenti) e la scrematura di quelli più grandi. E la decurtazione delle buste paga degli "statali" con il vizio della "malattia ricorrente". Stretta anche sulle consulenze nella Pa. Scatta poi la totale abolizione del divieto di cumulo tra pensione e altro reddito da lavoro. Sul fronte dello sviluppo, oltre alle liberalizzazioni, alle infrastrutture e al ritorno al nucleare, disco verde a un nutrito pacchetto di semplificazioni: dal "taglialeggi" fino a quelle per la nascita di un'impresa in un giorno.Sciolti anche i nodi delle risorse da stanziare per Roma (500 milioni) e per l'Expodi Milano.

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Province e comunità montane: saltano i tagli (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-19 - pag: 2 autore: Province e comunità montane: saltano i tagli GLI ENTI LOCALI EVITANO LA STRETTA p Il preannunciato giro di vite sugli enti locali è stato rimandato. Nella manovra estiva non c'è traccia dei ventilati tagli alle province Nel testo non c'è neanche l'abolizione delle comunità montane. Restano dunque valide le norme della Finanziaria 2008 che prevedevano tagli per 33 milioni nel 2008 e per 66 milioni nel 2009 Aree metropolitane e nuovi enti: le idee nel cassetto Aree metropolitane Sono in tutto 15 le province che insistono su aree metropolitane ma il Governo poteva intervenire solo sui 9 enti che si trovano nelle regioni a statuto ordinario: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia Nuove province Un'altra ipotesi circolata contemplava il taglio delle province di nuova istituzione (Monza-Brianza; Fermoe Barletta-Andria-Trani). Una proposta invisa alla Lega Piccoli enti Un consenso trasversale ai partiti ha riscosso la proposta di abolire gli enti nel cui territorio sono residenti meno di 200mila abitanti.

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URBINO - Federconsumatori e Cittadinanzattiva di Urbino esultano per l'abolizione della tass (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

A di 15 euro sul controllo delle caldaie. Una gabella che i cittadini si erano trovati a pagare e che oggi finalmente, grazie anche alla battaglia condotta in prima linea delle due associazioni di difesa dei consumatori, è stata cancellata. In una nota, Federconsumatori e Cittadinanzattiva scrivono che "il Consiglio regionale delle Marche, in data 20 maggio 2008, ha votato la legge che detta le disposizioni in materia di controllo e manutenzione degli impianti termici. Adesso - si precisa - siamo in attesa che la Provincia recepisca al più presto la legge regionale"! Nella legge sono previste: l'armonizzazione delle procedure di controllo e manutenzione su tutto il territorio regionale; il controllo senza aggravi di spesa per i cittadini; la semplificazione della procedura attraverso un sistema di autocertificazione con rilascio di un bollino verde apposto gratuitamente dal manutentore di fiducia. "Cittadinanzaattiva e Federconsumatori di Urbino - continua la nota - esprimono grande soddisfazione per tale provvedimento e vogliono condividerla con i tantissimi cittadini urbinati che, un anno fa, hanno firmato la petizione con cui si richiedeva alla Provincia l'abolizione dell'autocertificazione a pagamento". M.B.

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Comunità montane addio? Fra tre mesi la decisione (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

PROVINCIA 19-06-2008 Parmense GOVERNO RIMANDATA A SETTEMBRE LA POSSIBILE ABOLIZIONE Comunità montane addio? Fra tre mesi la decisione Bovis: non penalizziamo i piccoli Comuni Berni: siamo proprio noi la casta da punire? Ilaria Moretti II Comunità montane addio? Per le Terre alte di tutta Italia questi sono giorni di incertezze e cambiamenti. Il motivo? L'intenzione del Governo di arrivare ad abolire gli enti montani. La questione è quella dei tagli agli enti pubblici e della lotta agli "sperperi " della politica. E anche se al momento (dopo l'attesississima riunione di ieri del Consiglio dei ministri) la decisione è rimandata a settembre, quando verrà presentato un disegno di legge collegato alla Finanziaria, nelle due Comunità montane della nostra provincia c'è sconforto. Il futuro è avvolto nella nebbia e la sensazione è quella di essere le "vittime sacrificali" dell'effetto casta. A Borgotaro, come a Langhirano, nelle sedi dei due enti comprensoriali del Parmense il sentimento è lo stesso: tensione "infarcita " da tanti punti interrogativi. "Siamo molto preoccupati - conferma il presidente della Comunità montana est Stefano Bovis -. Anche perchè al momento non è ancora chiaro cosa dovremo fare. Se i nostri enti saranno aboliti chi seguirà le politiche di sostegno alla montagna? ". Se non si troverà una soluzione, i più danneggiati saranno i Comuni più deboli e piccoli, evidenzia Bovis. Comuni che "non hanno le risorse necessarie per i servizi che vengono forniti dalla Comunità montana: il loro psc, ad esempio, lo sta redigendo il nostro ufficio tecnico". Il salvataggio potrebbe arrivare dalla trasformazione in un Unione di Comuni. Soluzione possibile e non scartata a priori ammette- Bovis, ma che riceverà il suo sì solo se "porterà risorse e vantaggi peri i Comuni più deboli" Dall'altra parte del Parmense, anche il presidente della Comunità montana Ovest Carlo Berni, non nasconde la propria amarezza. E pone una domanda dal sapore provocatorio: "Ma è proprio la montagna il territorio in cui c'è più spreco in Italia? Siamo davvero noi il male della casta? ". Il fatto grave, ripete Berni, è che "le risorse tolte alla montagna non verranno ridistribuite tra i nostri Comuni ma finiranno nel calderone. E a questo mi ribello ". Fino a settembre, però, non si saprà nulla. Ma la proroga, afferma il presidente della Comunità montana ovest, non stempera l'amarezza: "Se ci vogliono abolire - insiste Berni - almeno lo dicano subito. Abbiamo dei dipendenti, una partecipazione nella Società montagna 2000; siamo proprietari di immobili e offriamo servizi che i Comuni da soli non sarebbero in grado di sostenere come la gestione "post mortem" della discarica di Tiedoli: come dobbiamo comportarci nel frattempo? Affrontare questi mesi per tutti sarà demotivante". Si andrà avanti lo stesso, però: "Continueremo a lavorare perchè la montagna non può fermarsi ad aspettare le incertezze legislative del Governo". Fra tre mesi si potrà capire quale volto avrà il futuro.

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<Da soli non potremo gestire i servizi> (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

PROVINCIA 19-06-2008 Cavalli e Tambini "Da soli non potremo gestire i servizi" Sì alle Comunità montane vere, no al taglio di fondi verso la montagna. Sulla questione intervengono anche due sindaci delle Comunità montane del Parmense: quello di Monchio Roberto Cavalli e quello di Bardi Pietro Tambini. "Non siamo favorevoli all'abolizione della nostra Comunità montana - dice Cavalli - anche se bisogna distinguere tra gli enti che come il nostro hanno i requisiti per esistere (e con questo intendo non solo un territorio ad alta quota ma anche dei servizi strutturati) e quelli che non li hanno. Se venisse abolita la Comunità montana est come Comune di Monchio ci troveremmo in forte difficoltà. Per un piccolo ente come il nostro sarebbe un'operazione assolutamente svantaggiosa. Ci ritroveremmo isolati, senza le risorse per gestire i servizi". Forti perplessità emergono anche dalle parole di Tambini: "Davvero si pensa di risolvere il problema dei costi della politica non dando più quei 170 milioni di euro all'anno alle Comunità montane? E dove finiranno questi soldi? Senza le Comunità montane per sostenere i costi dei servizi saremo costretti a fare delle Unioni di Comuni. Come copriremo le spese?". Il punto, sottolinea Tambini, è che chi sta progettando la rivoluzione della montagna, le difficoltà delle Terre alte "o meglio dell'Appennino, non le conosce affatto".

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Penati: con la città metropolitana potremmo vendere la Prefettura (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-19 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La sfida Contro l'abolizione delle Province rilanciata la "Grande Milano" Penati: con la città metropolitana potremmo vendere la Prefettura "Vendiamo il palazzo della Prefettura". Il presidente della Provincia, Filippo Penati, legittimo proprietario di Palazzo Diotti, usa la provocazione per rilanciare la sua battaglia sulla città metropolitana. Ieri Penati era a Roma per l'ultimo round sulla Finanziaria. Con una preoccupazione: che nel decreto ci fosse anche l'eliminazione delle nove province delle aree metropolitane, tra cui la Provincia di Milano. "Il ministro Fitto mi ha confermato che adesso non ci sarà la cancellazione. Viene tutto rinviato a un prossimo disegno di legge collegato alla Finanziaria che prevede l'istituzione delle città metropolitane". Musica per le orecchie del presidente di Palazzo Isimbardi: "Se questi impegni verranno confermati non posso che esprimere soddisfazione. Si è fatto un passo in avanti e si è impressa un'accelerazione alla realizzazione della città metropolitana milanese, obbiettivo che ho indicato sin dal mio insediamento a Palazzo Isimbardi, quattro anni fa". Sì, ma che c'entra la vendita del palazzo della prefettura con la città metropolitana? "A mio giudizio - continua Penati - questa potrà essere l'occasione per ripensare le funzioni della città metropolitana, che dovrà occuparsi solo e soltanto di alcune tematiche di area vasta, e anche l'occasione per ripensare il decentramento dello Stato, a partire dal ruolo delle prefetture e riorganizzando l'articolazione sul territorio degli uffici dello Stato". Addio Palazzo Diotti? "Al posto delle prefetture, retaggio polveroso risalente all'epoca napoleonica, si potrebbe far nascere una struttura moderna, quale la Casa del Governo, dove accentrare tutte e soltanto quelle funzioni che fanno riferimento al rapporto tra cittadini e organizzazione dello Stato". Penati ha anche fatto due calcoli: "Con la vendita di Palazzo Diotti potremmo avere un profitto di oltre 100 milioni di euro ". E aggiunge: "Togliamo tutto cio che è polveroso. La prefettura come palazzo del governo è inutile, sia allora un palazzo con servizi e front office per i cittadini". Anche in questo modo, secondo Penati, "si può fare un grande risparmio". Se la ride il leghista Matteo Salvini, che già in precedenza aveva molto apprezzato le posizioni del presidente Penati sui campi rom: "Dopo la cacciata dei rom, il presidente Penati propone l'abolizione dei prefetti. Se riconosce anche la Padania libera siamo disposti a candidarlo noi". Ma, al di là delle battute, Penati è deciso ad andare avanti per la sua strada. "Alcune funzioni - continua il presidente - potrebbero essere svolte oggi dalla città metropolitana, mentre altre funzioni, quali ad esempio il rilascio dei passaporti e dei permessi di soggiorno, possono essere demandate ai Comuni, mentre si dovranno cancellare tutti quegli enti intermedi tra l'attuale Provincia e i Comuni - penso agli Ato, ai consorzi e ad altre strutture intermedie - perché queste funzioni vengano svolte direttamente dalla città metropolitana ". E la cancellazione della sua Provincia? "Ho sempre detto che l'area metropolitana milanese, per essere competitiva, ha bisogno di una forte modernizzazione e innovazione istituzionale. Non sono interessato alla difesa della Provincia come conservazione dell' esistente, ma credo che ci sia lo spazio, vista anche la disponibilità del ministro Maroni ad aprire un dialogo, per imprimere da qui una forte spinta riformatrice e innovatrice". M. Gian. Penati e il prefetto Lombardi.

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Rinviata la riduzione delle Province (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Enti locali Rinviata la riduzione delle Province Scampato pericolo, per ora, per le Province che insistono sulle aree metropolitane. Le Comunità montane e le nove Province che si trovano laddove dovrebbero sorgere altrettante città metropolitane tirano infatti un sospiro di sollievo: di eventuali abolizioni si tornerà a parlare solo a settembre, in un disegno di legge collegato alla Finanziaria che muoverà i passi dal Codice per le Autonomie e che sarà frutto, ha assicurato il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, di un ampio confronto. Inoltre, presidenti di Province e sindaci hanno ottenuto alcuni sconti sulla scure ipotizzata inizialmente: la manovra passa infatti da 360 a 310 milioni di tagli per le Province e da 1.540 a 1.340 milioni di tagli per i Comuni.

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Al via l'intesa per i comuni di confine Provincia <salva> Zoggia esulta (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Autonomie Con il Trentino Al via l'intesa per i comuni di confine Provincia "salva" Zoggia esulta VENEZIA – La Provincia di Venezia per ora è salva. Contrariamente alle previsioni, nella manovra fiscale passata all'esame del Consiglio dei ministri di ieri non c'era l'articolo sull'abolizione dell'ente Provincia nelle aree metropolitane, passando le competenze ai Comuni. Con tutta probabilità sarà fatto un disegno di leghe ad hoc. Una decisione che ovviamente fa esultare il presidente Davide Zoggia. "Ha prevalso, fortunatamente, il buon senso rispetto a quell'onda emozionale per la quale le autonomie locali sarebbero solo fonte di spreco e dovrebbero essere chiuse", dice Zoggia. Secondo il numero uno di Ca' Corner sarebbe stato un errore abolire le Province prima di disegnare l'iter che porterà all'istituzione della città metropolitana (una delle quali sarà Venezia). Intanto ieri il Veneto e la Provincia autonoma di Trento hanno firmato l'intesa per favorire la cooperazione tra i comuni di confine. Il programma triennale degli interventi dispone di 12 milioni di euro per quest'anno. VENEZIA - L'intesa tra il Veneto e la Provincia autonoma di Trento, per favorire la cooperazione tra i comuni di confine, diventa operativa. Ieri, a palazzo Balbi, è stato approvato il programma triennale degli interventi, in base al quale i Comuni interessati dall'intesa (32 del Veneto e 29 del Trentino) potranno presentare progetti concreti per accedere alle risorse a disposizione: 12 milioni di euro per quest'anno. Tre i settori di intervento (infrastrutture, servizi pubblici e sviluppo economico). "Finanzieremo - hanno spiegato i due presidenti, Galan e Dellai - soltanto progetti che abbiano spessore e consistenza, non vogliamo disperdere i finanziamenti in cento rivoli". Spiega il coordinatore, Oscar De Bona: "Privilegeremo i progetti che mirano a ridurre la disparità nei servizi, contro lo spopolamento e l'abbandono dei territori montani".

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La manovra di Tremonti: tagli alla spesa e la card per gli anziani (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Di Marco Rogari Quaranta minuti appena. Tanto è bastato al Consiglio dei ministri per dare il via libera al piano per la stabilizzazione dei conti pubblici e per lo sviluppo targato Tremonti. Con cui scatta una manovra triennale da quasi 35 miliardi, di cui 13,1 nel 2009 (oltre 9 miliardi di tagli alla spesa e quasi 4 miliardi di entrate), 7,1 nel 2010 e 14,6 miliardi nel 2012, che si sviluppa attraverso due provvedimenti: un decreto legge e un disegno di legge "collegato". Ai quali si aggiunge un ulteriore Ddl delega sulla riforma del pubblico impiego. Il tutto raccordato nel Dpef, al quale, annunciano il premier Silvio Berlusconi e il ministro Giulio Tremonti, sono "connesse" tre deleghe "fondamentali": federalismo fiscale, Roma capitale e Codice delle autonomie. Un'operazione lampo, dunque. Il ministro dell'Economia impiega appena nove minuti e mezzo a illustrare ai colleghi di Governo l'intervento correttivo. Che, sottolinea Berlusconi, consentirà al Paese di centrare l'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011, considerato "ineludibile" da Tremonti. Palazzo Chigi fa notare che la manovra varata dal Cdm "assicura gli obiettivi di stabilizzazione della finanza pubblica, nel rispetto di quelli concordati in Europa, sul triennio 2009-2011", senza ricorrere a nuove tasse. Ci sarà solo " un lieve incremento fiscale per i settori assicurativo, bancario e petrolifero" che servirà comunque ad aiutare gli anziani, dice Berlusconi. Che aggiunge: "Quello che noi presentiamo aggiunge il premier è uno Stato che costa meno, che semplifica, che toglie vincoli e che produce più libertà". "Misure storiche" dice ancora Berlusconi su cui si gioca la possibilità di "rilanciare l'Italia". Dall'opposizione però piovono critiche. Il ministro dell'Economia ombra del Pd, Pierluigi Bersani parla di "fritto misto tra demagogia e tagli ai servizi: la manovra non affronta il problema della perdita di acquisto di salari e pensioni". Ma Tremonti sottolinea il carattere innovativo del percorso scelto dal Governo con l'anticipo della manovra a giugno con un Cdm lampo, che, dice il ministro, supera di fatto le "vecchie Finanziarie fatte di discussioni interminabili: prima si cominciava a discutere a maggio e si finiva a dicembre". La parola passa ora al Parlamento che dovrebbe approvare i provvedimenti entro l'estate. A settembre poi sarà varata una Finanziaria snella e scatterà la sessione parlamentare che porterà all'approvazione del federalismo fiscale. Che dice Tremonti - "sarà la vera riforma". Quanto al quadro macro, Tremonti afferma che la crescita del Pil prevista è dello 0,5% e conferma per l'anno in corso un deficit tendenziale al 2,5%. Ma non è escluso che con il decreto varato dal Governo, su cui i tecnici hanno continuato a lavorare fino a tarda notte per le ultime limature e per gli "aggiornamenti", il deficit 2008 venga riportato a quota 2,4 per cento. "Avremmo preferito trovare i conti in discesa e non in salita", afferma Tremonti. Potrebbero quindi esserci alcune novità in extremis. Che si andrebbero ad aggiungere alle sorprese riservate dal via libera del Cdm. Come la costituzione di un fondo per garantire ai pensionati al minimo una card prepagata delle Poste con cui beneficiare di sconti su bollette e alimentari. Fondo che sarà finanziato con la Robin Hood tax sugli extraprofitti dei petrolieri attraverso il ritorno dell'Ires dal 27 al 33 per cento. Un'altra novità è costituita dalla rinuncia, almeno per il momento, alla soppressione delle 9 Province corrispondenti ad altrettante aree metropolitane e delle comunità montane, rimandata a settembre, anche per effetto del pressing degli enti territoriali. Con i quali resta aperta la questione sanità. Prima del Consiglio dei ministri prende corpo l'ipotesi di un ritorno ai ticket sanitari: in serata alcuni tecnici del governo smentiscono mentre altri non negano questa eventualità. Il quadro sarà più chiaro questa mattina quando sarà pronto il testo definitivo del decreto. Confermati i tagli su pubblico impiego e Pa. A cominciare dalla riduzione degli organici della scuola (con una taglio di 80-100mila docenti e supplenti in due anni), dal freno alle spese per la contrattazione integrativa, dalla stretta alle consulenze e dal ricorso alla mobilità. Vengono poi previste l'abolizione dei mini-enti pubblici (sotto i 50 dipendenti) e la scrematura di quelli più grandi. E la decurtazione delle buste paga degli "statali" con il vizio della "malattia ricorrente". Stretta anche sulle consulenze nella Pa. Scatta poi la totale abolizione del divieto di cumulo tra pensione e altro reddito da lavoro. Sul fronte dello sviluppo, oltre alle liberalizzazioni, alle infrastrutture e al ritorno al nucleare, disco verde a un nutrito pacchetto di semplificazioni: dal "taglia-leggi" fino a quelle per la nascita di un'impresa in un giorno. Sciolti anche i nodi delle risorse da stanziare per Roma (500 milioni) e per l'Expo di Milano. 19 giugno 2008.

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Bozza del ddl (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Giovedí 19.06.2008 10:11 --> Riconoscimento giuridico del distretto produttivo e della rete di imprese, interventi a sostegno della banda larga, liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, interventi in materia di energia nucleare. Sono alcune delle misure contenute nel disegno di legge che completa la manovra economica per il triennio, varata dal Governo insieme al decreto-legge, nella seduta del 18 giugno 2008. Sono principalmente norme di carattere ordinamentale. Per lo più riguardano il sistema delle imprese industriali e interventi in campo energetico. Ecco allora che dal riconoscimento dei distretti industriali si passa alla previsione di un decreto con cui verranno definiti i criteri per i siti nucleari e le misure di compensazione alle popolazioni interessate. Dalle liberalizzazioni delle pubbliche utilità discenderanno tre modelli di gestione: due ordinari (con gara) e uno residuale (in house): però dal 2011 decadranno tutti i contratti in house. 800 milioni verranno destinati al cofinanziamento delle reti di comunicazione di nuova generazione. Inoltre nel testo entrato in Consiglio dei Ministri viene previsto l'abolizione delle comunità montane e delle province laddove esistono le aree metropolitane. Tale intervento dovrebbe venire stralciato e rinviato a settembre su un collegato relativo alle realtà territoriali. Infine vengono previste una serie di misure di semplificazione in materia di giustizia. Il testo del disegno di legge è una bozza, soggetta dunque a modifiche in qualsiasi momento fino alla trasmissione formale del provvedimento alle Camere per l'esame. (18 giugno 2008) Bozza ddl Consiglio dei ministri del 18 giugno 2008 TITOLO I SVILUPPO ECONOMICO CAPO I IMPRESA Art. (Distretti produttivi e reti di imprese) 1. Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di rete che ne rafforzino le misure organizzative, l'integrazione per filiera, lo scambio e la diffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme di collaborazione tra realtà produttive anche appartenenti a regioni diverse, con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono definite le caratteristiche e le modalità di individuazione delle reti delle imprese. 2. Alle reti, di livello nazionale, delle imprese, quale libera aggregazione di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politiche industriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali, si applicano le disposizioni inerenti i distretti produttivi previste dall'articolo 1, commi 366 e seguenti della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ad eccezione delle norme inerenti i tributi dovuti agli enti locali. 3. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 366, primo periodo, dopo le parole "Ministro per l'innovazione e le tecnologie," sono aggiunte le seguenti: "previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, e sentite le regioni interessate,". b) al comma 368, alla lettera a), i numeri da 1) a 15) sono sostituiti dai seguenti:.

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L'ISTAT: AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE FINANZIARIA, "STANGATA" SUI PETROLIERI (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

L'Istat: aumenta la disoccupazione Finanziaria, "stangata" sui petrolieri -->Piano triennale da 34 miliardi di euro. Berlusconi: "Più soldi agli anziani, pareggio nel 2011". Salta l'abolizione di province e comunità montane.

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Finanziaria, la scure sulla Sanità (sezione: Province)

( da "Opinione, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Oggi è Gio, 19 Giu 2008 Edizione 124 del 19-06-2008 Agevolazioni per la prima casa, potenziamento della scuola e sanzioni agli assenteisti Finanziaria, la scure sulla Sanità Mister prezzi vedrà rafforzati i propri poteri, potrà svolgere indagini conoscitive con il supporto della Guardia di Finanza e dei dati Istat di Afra Fanizzi L'appuntamento è sempre lo stesso per ogni nuovo Governo: entro il 30 settembre bisogna presentare la legge finanziaria. Non è da meno il governo di Silvio Berlusconi, che anticipando i tempi, ieri ha presentato al Consiglio dei ministri, insieme al ministro dell'Economia Giulio Tremonti la finanziaria triennale da 34,8 miliardi di euro. Per il 2009 gli interventi ammonteranno a 13,1 miliardi: 9 di minori spese, 4 di maggiori entrate. In mattinata, comunque, la legge che regola la vita economica del Paese e che richiede misure rapide per il rilancio dell'economia italiana, è stata illustrata ai sindacati e agli enti locali, inizialmente fra i più colpiti dalla finanziaria. Rimandata almeno per ora, l'abolizione delle comunità montane e di nove province delle aree metropolitane. Compare invece un taglio del 25% sugli stipendi dei manager pubblici. Accanto alla discussa Robin Hood Tax, che ridurrà la deducibilità fiscale per banche e assicurazioni, ma che colpirà anche i petrolieri in caso di aumento del greggio. Taglio degli stipendi per i dipendenti che si fingono malati o che sono assenteisti. Alle regioni, spetterà la promozione degli eco-carburanti. Regioni, comuni e province non potranno fare ricorso a strumenti finanziari rischiosi, ad iniziare dai derivati. La sforbiciata più poderosa, però, è quella data alle spese dalla sanità. Sei i miliardi di euro da tagliare fra il 2009 e il 2011, che dovrebbero portare le regioni all'introduzione di ticket. Ripristinati, inoltre 370 milioni di euro, destinati al trasporto pubblico locale per i prossimi tre anni, prima tagliati a causa dell'abolizione dell'Ici. Nella nuova finanziaria previste anche agevolazioni per l'acquisto della prima casa per le famiglie con reddito basso, le giovani coppie, gli anziani, gli studenti fuori sede e gli immigrati regolari. Per fronteggiare il caro prezzi, mister prezzi si vedrà rafforzati tutti i poteri istruttori. Ora potrà avviare indagini conoscitive finalizzate a verificare l'andamento dei prezzi di determinati servizi con il supporto operativo della guardia di Finanza. A sua disposizione anche i dati Istat, Ismea, Unioncamere e camere di commercio. Il Garante può convocare, in autonomia, le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo. Per quanto riguarda il settore energetico, invece, entro il 30 giugno 2009 il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, dovrà definire la strategia energetica nazionale, che indica le priorità per il breve e lungo periodo. Per centrare i target fissati il governo può stipulare, entro il 31 dicembre 2009, accordi con stati dell'Unione europea o con paesi terzi per lo sviluppo del settore dell'energia nucleare. Procedimenti burocratici snelliti per quanto concerne gli operatori di telecomunicazioni che potranno potenziare le proprie reti in fibra ottica solo mediante denuncia di inizio attività. I cavi potranno essere poggiati anche nei tombini di tutte le città italiane. Da cinquemila a trentamila euro le multe previste per chi spia i contribuenti, ma le multe potranno essere triplicate proporzionalmente alle condizioni economiche di chi contravviene. Resi più facili i contributi all'editoria, con un regolamento che ne semplificherà l'erogazione, che dovrà avvenire entro e non oltre l'anno successivo a quello di riferimento. Un'altra novità della finanziaria sarà la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che permetterà in tal modo di dare maggiore spazio ai privati. Infine oltre ad una profonda ristrutturazione del pianeta-scuola, per l'Expo di Milano saranno stanziati 575 milioni per il trienno 2009-2011.

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PROVINCE/ UDC: RETROMARCIA SU ABOLIZIONE SPERIAMO SIA SOLO (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

RINVIO Greco: Ampio consenso parlamentare sull'eliminazione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 19 giu. (Apcom) - "Spero che la marcia indietro del Governo sull'abolizione delle Province e delle Comunità montane sia legata al proposito di avviare un dialogo con le autonomie locali e non un rinvio 'sine die' di un provvedimento almeno a parole ampiamente condiviso dai principali partiti che sono in Parlamento". Lo dichiara Salvatore Greco, responsabile nazionale Udc per gli Enti locali. "Il Partito democratico - ricorda Greco - così come l'Unione di centro hanno inserito l'abolizione delle Province nei propri programmi elettorali, il che dovrebbe garantire amplissima maggioranza a un provvedimento del genere, nel momento in cui il Governo dovesse presentarlo alle Camere. In questo senso la speranza è che il rinvio del provvedimento a settembre non sia un modo per ricacciare in un cassetto quell'antico proposito di riduzione dei costi della politica e della macchina politico-amministrativa pubblica da tutti auspicato". "Il rinvio - conclude l'esponente del partito di Casini- potrebbe essere utile occasione per coinvolgere però gli enti locali nel percorso di riassetto istituzionale che va indubitabilmente avviato: gli sprechi e le inefficienze della pubblica amministrazione hanno da tempo superato il limite dell'accettabile. Da parte dell'Udc c'è tutta la disponibilità a un confronto serio e responsabile su questo punto, anche perché aldilà dei buoni proposito dev'essere chairo che eliminare un ente locale, peraltro previsto dalla Costituzione, non è un atto che può farsi improvvisando".

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Abolizione delle comunità montane, rinvio a settembre (sezione: Province)

( da "Varesenews" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Varese - Il provvedimento non è contenuto nel documento licenziato ieri, mercoledì 18 giugno, dal Consiglio dei Ministri. Il presidente delle Valli de Luinese:"Aspettiamo cosa farà la Regione" Abolizione delle comunità montane, rinvio a settembre La manovra finanziaria esce dal Consiglio  dei Ministri con un rinvio che farà tirare un sospiro di sollievo ai dipendenti delle comunità montane della provincia di Varese. Il testo che verrà presentato in parlamento non conterrà l'abolizione degli enti montani e delle province metropolitane. L'intera questione è stata, infatti, rimandata a settembre con una decisione del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. A confermare l'indiscrezione è il presidente della comunità montana Valli del Luinese Ido Locatelli che ora guarda, insieme agli altri tre presidenti, alla data del 30 giugno. "Attendiamo ora la riorganizzazione delle comunità montane decisa dal Pirellone in applicazione della manovra dell'anno scorso - spiega - anche se crediamo che gli accorpamenti, così come sono stati pensati, ci penalizzino troppo". Locatelli si riferisce alla decisione di accorpare, in particolare, l'ente della Valcuvia con quello delle Valli del Luinese. Ma è sul fronte abolizione da parte del governo che, ora, si giocherà la partita più dura e difficile. Nelle prossime settimane potranno venire fuori importanti novità. Giovedi 19 Giugno 2008 o.m.

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TAGLI ALLA SANITà è ALLARME TICKET (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Tagli alla sanità è allarme ticket GIUSY FRANZESE Roma. C'è la stangata sui petrolieri, sulle banche e sulle assicurazioni. E ci sono anche piccoli aiuti per le fasce disagiate della popolazione. Con uno scenografico colpo di bacchetta magica, nella manovra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, travestito da Robin Hood, ha tirato fuori dal cilindro la "card" per i pensionati minimi che servirà ad acquistare a prezzi ridotti beni alimentari e anche per avere sconti sulle bollette di luce e gas. Un decreto legge, un disegno di legge con un centinaio di articoli e il Dpef: eccola la manovra economica che il governo ha varato ieri in un Consiglio dei ministri lampo, durato appena 40 minuti. Il governo conferma l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 come promesso alla Ue. Per raggiungerlo dovrà recuperare nel triennio 34,8 miliardi di euro. Il prossimo anno la Finanziaria sarà di 13,1 miliardi, mentre nel 2010 si prevede una manovra di 7,3 miliardi e nel 2011 l'intervento correttivo dei conti pubblici salirà a 14,6 miliardi. Confermato anche il deficit tendenziale per l'anno in corso: 2,5%. Ma Tremonti non esclude che con l'effetto dei provvedimenti approvati per decreto ieri si possa portare al 2,4%. Fedele al principio che non c'è risanamento senza sviluppo, la manovra tende a stimolare la crescita del Pil (quest'anno allo 0,5%) con una serie di semplificazioni, sburocratizzazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni, e con la riapertura dei cantieri. Ai 13,1 miliardi occorrenti nel 2009 concorreranno 4 miliardi di nuove entrate e circa 9 miliardi di razionalizzazioni e tagli di spesa. Che colpiranno soprattutto i ministeri e gli enti locali. Non è detto, comunque, che alla fine qualcosa non peserà anche sulle tasche dei cittadini. Almeno di quelli che vivono nelle regioni meno virtuose. Dietro l'angolo infatti c'è il ritorno del ticket sanitario sulla diagnostica e specialistica di 10 euro. Dopo un braccio di ferro con le Regioni durato tutta la giornata, però, la decisione definitiva è stata rinviata a settembre. Stessa sorte per l'annunciata abolizione delle province delle aree metropolitane e delle comunità montane. La card anziani. Sarà consegnata alla Poste insieme alla pensione e sarà anonima. Si tratta di una carta prepagata che servirà ai titolari di pensione minima - "in assoluta riservatezza" assicura il ministro Tremonti - per ritirare beni alimentari e per avere sconti sulle bollette energetiche. A questo proposito il governo istituirà un fondo. Piano casa. Parte il progetto per realizzare un piano di alloggi residenziali da vendere a prezzi accessibili a giovani coppie, anziani, immigrati regolari, famiglie monoreddito, studenti fuori sede. Sanità. Nel 2009 è previsto un risparmio di 250 milioni di euro. Per ora non ci sono i tanto temuti ticket sanitari. L'intervento del governo punta a risparmiare sulla carta, semplificando il rapporto cittadino-strutture sanitarie: via, ad esempio, i certificati inutili, come quelli di sana e robusta costituzione fisica. Arriva anche il riordino, con delega al governo, di enti come l'Agenzia per il farmaco (Aifa) e la Croce Rossa. Per i ticket sarà un tavolo tra governo e regioni a cercare di affrontare la questione del finanziamento da 834 milioni di euro in scadenza a fine anno. Se la soluzione non sarà trovata, i ticket da 10 euro sulla diagnostica e sulle visite specialistiche torneranno. Enti locali. Decisione rinviata anche per l'abolizione delle nove province delle aree metropolitane e delle comunità montane. Anche in questo caso se ne parlerà a settembre nell'ambito di un disegno più ampio sulle autonomie locali. In ogni caso si attende un risparmio di 3,4 miliardi di euro a regime. Statali. Parte il piano "anti-fannulloni" targato Brunetta. I dipendenti che presentano finti certificati medici rischiano decurtazioni nella busta paga, oltre al reato di truffa aggravata che potrebbe portare fino al licenziamento. E così per chi timbra il cartellino e poi va a fare altro, magari la spesa. I costi intermedi dei ministeri dovranno scendere del 22%. Giro di vite sulle consulenze. Cumulo pensione-lavoro. Stop al divieto: saranno interamente cumulabili. La norma non dovrebbe valere per gli istituti pensionistici privati. Mercato del lavoro. Ripristinato il lavoro a chiamata previsto dalla legge Biagi, ma abolito con il protocollo sul Welfare. Sarà possibile, con l'accordo dei sindacati, rinnovare più di una volta i contratti a termine oltre la scadenza dei 36 mesi. Semplificato l'apprendistato. Imprese. Aboliti i libri matricola, paga e la tassa sulla bilancia, l'elenco clienti e fornitori. Arriva il "libro unico del lavoro" da conservare per cinque anni. Abolita anche la nuova legge sul modulo web cronologico per le dimissioni volontarie del lavoratore. Mini-enti. Saranno soppressi quelli con meno di 50 dipendenti. Stipendi manager. La norma riguarda i manager pubblici: avranno lo stipendio decurtato del 25%. Assegni. Salta la norma introdotta dall'ex ministro Visco che prevedeva, a partire da luglio, l'obbligo di pagare con carta elettronica o con assegni non trasferibili le prestazioni dei professionisti (medici, commercialisti, avvocati, ecc.) oltre i 100 euro. Si ritorna al "pre-Prodi" anche per gli assegni: sale a 12.500 euro il limite per quelli trasferibili. Dal 30 aprile era a 5.000 euro. Mister Prezzi. Il Garante dei prezzi potrà fare indagini in settori specifici con il supporto della Guardia di Finanza. Roma e Expo Milano 2015. Stanziate le risorse sia per aiutare Roma a fare fronte al buco di bilancio, sia per avviare le opere in vista dell'Expo nel capoluogo lombardo.

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Un mese di lavoro per prepararla, (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Un mese di lavoro per prepararla, soltanto quaranta minuti per il via libera in Consiglio dei ministri, alla manovra economica che mette in campo misure "storiche" su cui si gioca la possibilità di "rilanciare l'Italia", afferma Silvio Berlusconi, che non nasconde di esserne "orgoglioso". Giallo sulla reintroduzione del ticket di 10 euro, prima dato per certo poi rinviato ad un confronto con le Regioni. Sospiro di sollievo per Comunità montane e Province: per l'abolizione se ne riparlerà solo a settembre. Di certo, la manovra 2009-2011 tasserà petrolieri, banche e assicurazioni per dare, con la cosiddetta Robin Hood Tax, ossigeno alle categorie più disagiate. E proprio a una delle categorie più deboli è volta la misura-sorpresa annunciata da Tremonti: una card per i pensionati più poveri per l'acquisto dei prodotti alimentari e per lo sconto sulla bolletta elettrica. Agli obiettivi nazionali si affiancano quelli europei. Il piano triennale di finanza pubblica consentirà infatti all'Italia di conseguire il pareggio di bilancio entro il 2011, assicura Berlusconi.A pagina 5.

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Via libera del Consiglio dei ministri alla manovra economica triennale. L'obiettivo, ha sottoli (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Neato Berlusconi, è di arrivare al pareggio di bilancio entro il 2011. Tra le novità un fondo per gli anziani, creato anche grazie alla "Robin Hood tax", mentre i tagli alla Sanità potrebbero riportare in vita i ticket. Rinviati invece i provvedimenti di abolizione delle Comunità montane e delle Province. DA PAG. 2 A PAG. 5.

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"Oliverio lontano dai problemi della gente" (sezione: Province)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Provincia di Cosenza/ Il centrodestra analizza la vittoria in Sicilia e attacca l'amministrazione COSENZA. "Il centro-destra in Sicilia ha fatto cappotto, conquistando a mani basse tutte e otto le Province dove si è votato, comprese le roccaforti "rosse" di Enna, Caltanissetta e Siracusa": è il commento del centro-destra alla Provincia di Cosenza, per il quale il voto amministrativo siciliano va ben oltre i confini dell'isola e - oltre a rappresentare una conferma a favore del Governo Berlusconi - "suona come una clamorosa nuova bocciatura dell'intero centro-sinistra meridionale, Calabria compresa". Secondo l'opposizione il Presidente della Provincia di Cosenza è "un missionario la cui opera porta grandi benefici al centro-destra, vista la sua enorme distanza dai problemi reali della gente certificata dall'insipiente e scriteriata battaglia contro l'abolizione dell'ICI ": una campagna che ha avuto una prima risposta, quella che meritava, con il centro-sinistra che in Sicilia ha perso davvero di brutto - battuto con l'80% dei consensi a favore della coalizione di centro-destra - ed un PD cacciato letteralmente a pedate dal panorama politico locale; ma che a breve garantirà, anche in Calabria, la "cacciata dal tempio" dei farisei di questa vecchia sinistra squallida e sciatta". Secondo il Coordinamento di Centro-Destra, è abbastanza incomprensibile assistere alle riunioni del Presidente della Provincia con le Organizzazioni Sindacali per discutere di un problema inesistente - dal momento che le infrastrutture in Calabria si faranno, compreso il Ponte sullo Stretto - organizzando proteste strumentali contro il Governo Berlusconi, con anticipazioni di possibili blocchi stradali e ferroviari, nel mentre non ci si preoccupa della disoccupazione dilagante che compromette le speranze ed il futuro dei nostri giovani. Quotidianamente nella nostra regione si assiste al dramma di aziende che chiudono i battenti, cliniche che licenziano il personale, progetti di sviluppo informatico che vanno definitivamente in fumo; così come giorno dopo giorno assistiamo alle proteste dei tanti precari, come i seicento della WHY NOT, che occupano la sede della Giunta regionale chiedendo angosciosamente quelle risposte che, purtroppo, non arrivano. Ma contro l'immobilismo della Regione, Oliverio non organizza riunioni né proteste, comportandosi anzi come il vice di Loiero; e, del resto, le stesse politiche provinciali del lavoro - tanto strombazzate ed esaltate - alla prova dei fatti sono miseramente fallite, senza alcun riscontro né sollievo in termini di amento dei posti di lavoro. "Stiamo ancora aspettando, fra l'altro - continuano i Consiglieri Provinciali - una risposta seria della Provincia in merito ai tirocini formativi promossi con i fondi europei, sui quali sembra essere calato un silenzio più che tombale, con buona pace dei settemila ragazzi presi inesorabilmente in giro". Gli atteggiamenti e le iniziative del Presidente della Provincia - conclude il Centro-Destra - sono dettati da meri interessi politici di parte: "pensiamo di poter anticipare la prossima "mission" di Oliverio, che certamente sarà quella di organizzare nuove proteste contro il Governo per i futuri tagli alle Province. Ma il caloroso consiglio che ci sentiamo di dargli è di avere più rispetto dei soldi dei cittadini, eliminando consulenze e sprechi inutili".

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Tasse e tagli di Tremonti, apparenza e realtà (sezione: Province)

( da "KataWeb News" del 19-06-2008)

Argomenti: Province

Alle 17:07 - Fonte: rampini.blogautore.repubblica.it - 0 commenti Tremonti maneggia con cura le parole. Fateci caso, parla sempre di tasse sui " banchieri e petrolieri" come se fossero imposte ad personam. In realtà queste categorie (come gli assicuratori) hanno in Italia un potere oligopolistico ancora formidabile: le tasse non le pagheranno loro, in ultima istanza saranno interamente trasferite sui clienti-consumatori. Bravo Tremonti con le sue trovate come la battuta su Moratti e Mourinho, ma la sostanza è un' altra. Moratti potrà continuare a comprarsi tutti i calciatori che vuole, sarà l' automobilista italiano a saldare il conto (non necessariamente uno sbaglio, far pagare ancora di più la benzina, ma basta dirlo). L' UNICA misura che avrebbe veramente comportato un significativo taglio di sprechi e risparmio di spesa pubblica, cioè l' abolizione delle provincie, è stata accantonata anche da Tremonti. Mago nella comunicazione, ma solo in quella. rampini.

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La politica rispetti (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

La politica rispetti la meritocrazia La meritocrazia non va d'accordo con la politica. Così potrebbe essere riassunta l'ultima querelle in ordine di tempo, in tema di dirigenza di una parte della sanità modenese. Le notizie riportate dalla stampa dopo l'annuncio della possibile partenza da Modena del professor Conte, attento a vagliare offerte importanti per la sua già affermata carriera professionale, che lo porterebbe in un altra città del Nord del Paese, lascia stupiti i cittadini modenesi, da sempre attenti e sensibili non ai giochi della politica, bensì alla capacità e ai meriti professionali dei professionisti che operano in Oncologia. Lo stupore è riferito ai contenuti delle dichiarazioni rilasciate da politici autorevoli locali, che vanno dal presidente della Provincia, al sindaco e al consigliere regionale del Partito democratico, laddove lascia intendere al lettore, che la sostituzione se ci sarà, sembra in capo alla politica, quando invece la sola esclusiva e legittima nomina sta già scritta nella normativa vigente e a cui l'Ente deve fare riferimento. I modenesi e tutti i cittadini che conoscono direttamente o indirettamente Oncologia, così come l'associazione Angela Serra, semmai sarebbero loro i più titolati ad esprimere un giudizio di merito su qualità, capacità, professionalità e umanità profusa da una équipe di medici ritenuti una punta di eccellenza in materia e sul campo e quindi legittimamente in grado di esprimere con cognizione di causa valutazioni concrete. La politica deve rimanere fuori da questo ambito, cercando di fare bene il proprio mestiere senza interferenze o ingerenze su questioni che ribadisco non sono di sua competenza. Luigi Tollari Segretario gen. UIL Modena Nell'era dell'elettronica tutti ko per un temporale Egregio direttore parlo di oltre una cinquantina di anni fa, quando in agricoltura si adoperava vanga e badile e ai lati di tutte le strade i frontisti erano tenuti a fare i fossi o scoline, perchè l'acqua non invadesse la sede stradale. A quei tempi le strade erano percorse dai birocciai e da pochissime auto e moto. Faccio notare che gli uffici comunali allora erano molto meno affollati di come sono tutt'ora, compreso anche la polizia municipale e i cantonieri. Ora che siamo nell'era dei computer e cellulari, basta un temporale appena superiore alla media e le strade sono quasi tutte semi allagate. Nell'era dell'elettronica è possibile tutto questo? Non vorrei che chi deve fare rispettare queste leggi, fossero solo scalda-sedie. Se fosse così spero che il ministro Brunetta, mantenga tutto quello che ha promesso! Oberdan Mattioli Comunità montane: quelle vere vanno difese Non capisco per quale arcano motivo alle volte i politici usino i piedi al posto della testa. Non parlo di partite di pallone della specie politici contro cantanti, parlo della ventilata abolizione delle comunità montane. Il sistema delle comunità montane nato nel 1971 per arginare lo spopolamento della montagna col tempo ha preso una brutta piega. Politici intriganti e arruffoni sono riusciti a inserire nell'elenco delle comunità montane comuni situati ad una quota più bassa del campanile di San Marco a Venezia. Cosa scandalosa questa senza dubbio e che si deve correggere. Ma come? Sembra si voglia abolire tutto il sistema; un bel calcione e il gioco è fatto, sparite le comunità montane! Se questo non è usare i piedi! Buon senso, "la testa", al contrario vorrebbe che si rivedesse il tutto, si togliessero gli abusi e si trovasse un sistema che consentisse di raggiungere l'obiettivo prefissato. Ovviamente bisogna pure trovare il sistema di neutralizzare i politici come quelli a cui ho accennato altrimenti si ritornerebbe da capo. Comunque abolire tout court le comunità montane vuol dire abbandonare tanti paesi al loro destino, compresi alcuni del nostro appennino, rassegnarsi al loro spopolamento e lasciarli invadere da erbacce e rovi sino ad essere cancellati dalle carte geografiche. E' auspicabile che Regione e Provincia si diano da fare per evitare che ciò avvenga; almeno che ci provino. Luigi Nale.

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SI CONSEGNA LATITANTE MAROCCHINO (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Provincia pag. 33 SI CONSEGNA LATITANTE MAROCCHINO Dopo oltre 5 mesi di latitanza Abdelhak El Janatti ieri si è consegnato ai carabinieri di Verolanuova. L'uomo, marocchino, 28 anni, residente a Travagliato, è considerato uno dei capi dell'organizzazione criminale che importava cocaina dalla Spagna e dall'Olanda e che nello scorso febbraio, nell'operazione "Tulipano Rosso", era stata smantellata. A lui sono contestati 93 capi d'imputazione riferiti ad altrettanti episodi di spaccio di cocaina. L'uomo è stato portato in carcere a Brescia. BORGOSATOLLO PROROGATA AL 30 GIUGNO LA SCADENZA DELL'ICI Il Comune di Borgosatollo ha deciso di prorogare al 30 giugno il pagamento della prima rata dell'Ici, che doveva essere pagata entro il 16 giugno. La proroga si è resa necessaria perchè la recente abolizione dal pagamento dell'Ici per l' abitazione principale può comportare (per chi, ad esempio, ha più di una casa) una variazione degli importi da pagare. MANERBIO DOMANI UNA CENA CON SPIEDO E POLENTA Prosegue a Manerbio "Summer Party", percosro enogastronomico promosso dall'Associazione Vicus Minervium che farà tappa domani alla birreria "Volta del diavolo" e alla Gelateria "Monello" di via Mazzini dove si potrà gustare lo spiedo con polenta. TRAVAGLIATO SI CONSEGNA LATITANTE MAROCCHINO.

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Gazebo per la legge sull'abolizione delle province (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

RACCOLTA DI FIRME Gazebo per la legge sull'abolizione delle Province La Provincia? Un ente da abolire. Si è presentato ieri a Mestre il comitato di cittadini che ha promosso un disegno di legge di iniziativa popolare che intende sopprimere le Province e che per questo ha avviato una raccolta di firme su tutto il territorio nazionale. A disposizione di chi vorrà sostenere l'iniziativa, sia con una firma di adesione, sia offrendosi come volontari per organizzare la mobilitazione nelle piazze, è il sito internet della campagna, reperibile all'indirizzo: www.aboliamoleprovince.it. Attraverso la pagina internet, spiega il portavoce del comitato Lorenzo Furlan, si può reperire il testo della proposta di legge e l'elenco dei Comuni in cui sarà possibile andare a firmare per sostenere l'iniziativa, che avrà il suo primo momento di piazza nelle giornate del 28 e 29 giugno con appositi punti di raccolta firme nelle piazze. Il comitato, nato nell'ottobre 2007 nel Sandonatese e che mira a raccogliere 50 mila firme a sostegno dell'iniziativa di legge per la soppressione dell'ente Provincia, punta a coinvolgere più di cento Comuni nelle due giornate del 28 e 29 giugno ed ha lanciato un appello per ottenere l'aiuto di preziosi volontari. I moduli per la firma dei cittadini sono stati già depositati dal comitato in vari Comuni del Veneziano, tra cui il capoluogo, San Donà di Piave, Musile di Piave, Noventa di Piave, Eraclea e Fossalta.

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MINORANZA (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 MINORANZA Forza Italia difende l'assetto attuale: "Ha sostenuto lo sviluppo" di LAURA DE BENEDETTI ? LODI ? PROVINCIA di Lodi smembrata, insieme a quella di Milano e a quella nascente di Monza, per finire nell'amalgama della Città metropolitana di Milano? Le notizie che si sono rincorse nei giorni scorsi dopo l'annuncio dello scioglimento di 9 enti-provincia relativi ad altrettante zone metropolitane previsto nella Finanziaria, con l'ipotesi di cancellare la realtà lodigiana già in vista del rinnovo elettorale del prossimo anno, non potevano non avere ricadute nel consiglio provinciale di mercoledì a palazzo San Cristoforo. L'argomento non era all'ordine del giorno, ma è stato il centrodestra a fare precisi riferimenti: "Serve più Provincia ? ha rimarcato Angelo Mazzola, di Forza Italia ?: il territorio, la gente, ne escono rafforzati. Va bene eliminare gli enti superflui, ma è meglio cancellare consorzi, authority e mettere in capo tutto all'ente territoriale. Facciamo una santa alleanza per far stare bene la popolazione, affinché l'autonomia faticosamente conquistata resti una realtà". Per Mauro Rossi, della Lega, invece, è meglio cancellare le prefetture. Fuori dall'aula, abbiamo chiesto un parere al vicepresidente della Provincia, Fabrizio Santantonio. C'è il rischio che la Provincia di Lodi venga cancellata entro la prossima primavera? "A breve no. Anche volendo non ci sarebbero i tempi tecnici per trasferire la titolarità dei servizi". E in tempi più lunghi? "Forza Italia e Alleanza nazionale avevano nel proprio programma elettorale l'abrogazione delle Province. In realtà le Province, che quest'anno compiono 100 anni, sono più antiche delle Regioni: vuol dire che sono la forma gestionale del territorio considerata migliore. In ogni caso la legittimazione popolare, attraverso il voto, della programmazione territoriale è un ruolo da difendere". Meglio eliminare le prefetture, come sostiene la Lega? "Non so. Non posso rispondere su ipotesi che non conosco. Di certo l'abolizione della Provincia è un'idea da matti. In tutta Europa esistono territori he gestiscono realtà sovralocali come scuole o pianificazione dello sviluppo. Basta pensare a cosa sarebbe accaduto con la discarica di Senna Lodigiana se fossimo stati nell'area metropolitana. O in merito al tracciato della tangenziale esterna di Milano, e persino nella questione ancora aperta della centrale: grazie all'impegno della Provincia oggi c'è ancora uno spiraglio. Lodi e Milano sono due territori ambientalmente e culturalmente diversi. Il Lodigiano è un arcipelago con 61 isole su una stessa, unica, rotta. Intorno a Milano esistono Comuni che ormai sono attaccati alla metropoli, da cui dipendono anche nei servizi: per loro l'area metropolitana ha un senso. È già accaduto in passato: comuni come Bovisa sono diventati quartieri. Ma Lodi è un'altra realtà". Tre cose fondamentali che ha portato l'istituzione della Provincia? "La Provincia è baluardo della Lodigianità. Il nostro territorio, la nostra cultura prima non avevano un riconoscimento. Ora ci sediamo a tutti i tavoli istituzionali. Abbiamo una sede straordinaria, con due conventi ristrutturati, che non avremmo mai immaginato 15 anni fa. In secondo luogo ci sono gli investimenti: se prima da Milano arrivava 1, con l'autonomia abbiamo investito 10. Abbiamo portato il Parco Tecnologico con l'Università e spinto sullo sviluppo. Poi, i servizi, in una realtà piccola, sono più vicin alla gente". Ma i costi di gestione non sono troppo elevati? "Si può sempre migliorare, ma non c'è spreco. Io come vicepresidente prendo 2.500 euro al mese, niente in confronto a certi manager. I consiglieri prendono 90 euro lordi a seduta, in media 2.500 euro netti all'anno".

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LODI <PER RISPARMIARE sugli enti, anziché le province, (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 3 ? LODI ? "PER RISPARMIARE sugli enti, anziché le province,... ? LODI ? "PER RISPARMIARE sugli enti, anziché le province, io toglierei le prefetture, che sono di origine fascista, che sono una emanazione dello Stato non eletta dai cittadini. E dividerei i compiti del Prefetto equamente tra questore e presidente della provincia". Non ha usato mezzi termini, Mauro Rossi, della Lega Nord, mercoledì pomeriggio in Consiglio provinciale, facendo riferimento all'eventualità della soppressione di alcune province, tra cui, si teme, quella di Lodi. E se è giusto risparmiare, ha aggiunto, è meglio non creare altre fondazioni e consorzi e avere il coraggio di evitare lo spreco, tutto lodigiano, di quattro nosocomi in un'area ridotta. "Quattro ospedali, moltiplicando tutti i reparti, sono un lusso che la sanità non si può permettere. La Lega si è battuta per tenerli aperti ma perché non riqualificarli e specializzarli?". Su questo arriva anche l'opinione dell'unico deputato del Lodigiano, Andrea Gibelli, chepresiede presiede la Commissione attività produttive. Onorevole, che ne pensa delle province? "La questione è nata sulle aree metropolitane, dove si sovrappongo alle province. La discussione sul senso dell'esistenza di tutte le province in realtà dunque non è legato al caso specifico. Comunque è stato aperto il dibattito politico sulla loro effettiva utilità. Lo scopo è capire il ruolo delle province, in rapporto alla dimensione territoriale e alle funzioni assegnate. Ma si tratta solo di annunci su alcune problematiche da trattare. Il reale confronto sulla sovrapposizione di aree metropolitane e province e sull'eventuale abolizione delle comunità montane è stato rinviato a settembre". Ma un rischio di fondo, sulla soppressione di tutte le province, c'è? "No. Non c'è alcun documento in cui se ne parli. Bisogna tornare ai fatti che riguardano solo comunità montane ed aree metropolitane. Anche se potrà essere verificata la funzione di tutte le province storiche, cosa fanno e cosa costano". E l'abolizione delle prefetture? "È un'iniziativa che la Lega, come partito, ripresenta ad ogni legislatura. Anche in questa sono già partite alcune iniziative legislative per sopprimere le prefetture distribuendo le competenze a Comuni, Regione, Questure e, sottolineo, Province. Non è una novità ed è un percorso non alternativo ma complementare a quello precedente. Da qualche parte la razionalizzazione della spesa pubblica va affrontata. Se il governo ha la tenacia, come annunciato, di tagliarla, valuteremo costi e benefici. Ma c'è profonda differenza tra le funzioni decentrate dello Stato e quelle amministrative". Laura De Benedetti.

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Di LAURA DE BENEDETTI LODI PROVINCIA di Lodi smembrata, insie (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 3 di LAURA DE BENEDETTI ? LODI ? PROVINCIA di Lodi smembrata, insie... di LAURA DE BENEDETTI ? LODI ? PROVINCIA di Lodi smembrata, insieme a quella di Milano e a quella nascente di Monza, per finire nell'amalgama della Città metropolitana di Milano? Le notizie che si sono rincorse nei giorni scorsi dopo l'annuncio dello scioglimento di 9 enti-provincia relativi ad altrettante zone metropolitane previsto nella Finanziaria, con l'ipotesi di cancellare la realtà lodigiana già in vista del rinnovo elettorale del prossimo anno, non potevano non avere ricadute nel consiglio provinciale di mercoledì a palazzo San Cristoforo. L'argomento non era all'ordine del giorno, ma è stato il centrodestra a fare precisi riferimenti: "Serve più Provincia ? ha rimarcato Angelo Mazzola, di Forza Italia ?: il territorio, la gente, ne escono rafforzati. Va bene eliminare gli enti superflui, ma è meglio cancellare consorzi, authority e mettere in capo tutto all'ente territoriale. Facciamo una santa alleanza per far stare bene la popolazione, affinché l'autonomia faticosamente conquistata resti una realtà". Per Mauro Rossi, della Lega, invece, è meglio cancellare le prefetture. Fuori dall'aula, abbiamo chiesto un parere al vicepresidente della Provincia, Fabrizio Santantonio. C'è il rischio che la Provincia di Lodi venga cancellata entro la prossima primavera? "A breve no. Anche volendo non ci sarebbero i tempi tecnici per trasferire la titolarità dei servizi". E in tempi più lunghi? "Forza Italia e Alleanza nazionale avevano nel proprio programma elettorale l'abrogazione delle Province. In realtà le Province, che quest'anno compiono 100 anni, sono più antiche delle Regioni: vuol dire che sono la forma gestionale del territorio considerata migliore. In ogni caso la legittimazione popolare, attraverso il voto, della programmazione territoriale è un ruolo da difendere". Meglio eliminare le prefetture, come sostiene la Lega? "Non so. Non posso rispondere su ipotesi che non conosco. Di certo l'abolizione della Provincia è un'idea da matti. In tutta Europa esistono territori he gestiscono realtà sovralocali come scuole o pianificazione dello sviluppo. Basta pensare a cosa sarebbe accaduto con la discarica di Senna Lodigiana se fossimo stati nell'area metropolitana. O in merito al tracciato della tangenziale esterna di Milano, e persino nella questione ancora aperta della centrale: grazie all'impegno della Provincia oggi c'è ancora uno spiraglio. Lodi e Milano sono due territori ambientalmente e culturalmente diversi. Il Lodigiano è un arcipelago con 61 isole su una stessa, unica, rotta. Intorno a Milano esistono Comuni che ormai sono attaccati alla metropoli, da cui dipendono anche nei servizi: per loro l'area metropolitana ha un senso. È già accaduto in passato: comuni come Bovisa sono diventati quartieri. Ma Lodi è un'altra realtà". Tre cose fondamentali che ha portato l'istituzione della Provincia? "La Provincia è baluardo della Lodigianità. Il nostro territorio, la nostra cultura prima non avevano un riconoscimento. Ora ci sediamo a tutti i tavoli istituzionali. Abbiamo una sede straordinaria, con due conventi ristrutturati, che non avremmo mai immaginato 15 anni fa. In secondo luogo ci sono gli investimenti: se prima da Milano arrivava 1, con l'autonomia abbiamo investito 10. Abbiamo portato il Parco Tecnologico con l'Università e spinto sullo sviluppo. Poi, i servizi, in una realtà piccola, sono più vicin alla gente". Ma i costi di gestione non sono troppo elevati? "Si può sempre migliorare, ma non c'è spreco. Io come vicepresidente prendo 2.500 euro al mese, niente in confronto a certi manager. I consiglieri prendono 90 euro lordi a seduta, in media 2.500 euro netti all'anno".

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L'Area metropolitana è congelata (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

VETRINA IMOLA pag. 1 L'Area metropolitana è congelata RINVIATA a settembre la decisione su Aree metropolitane e abolizione delle Province. E' soddisfatto l'on. Fabio Garagnani (Pdl) che aveva chiesto al Governo un congelamento per approfondire la discussione. Garagnani dice no a Bologna metropolitana e quindi all'abolizione della Provincia, e il perché comprende anche il ragionamento su Imola. "La realtà imolese è refrattaria a ogni fusione con Bologna", osserva Garagnani ricordando anche le riserve della fascia appenninica del territorio bolognese. "Il futuro di Imola e dei comuni della seconda fascia attorno a Bologna deve essere affrontato con proposte concrete che ora mancano ? incalza il parlamentare del Pdl ?. Non ci si può limitare a ipotizzare una piccola Area metropolitana di cinquecentomila abitanti (Bologna e i comuni della prima cintura) dimenticando nei fatti tutto il resto". Il Governo ha accolto le considerazioni di Garagnani: "Ha promesso che attiverà una verifica approfondita".

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Robin Hood tenero con Eni e credito (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-20 - pag: 2 autore: Scetticismo riformista. Nicola Rossi (Pd) e Bruno Tabacci (Udc) "Robin Hood tenero con Eni e credito" Lina Palmerini ROMA Un Robin Hood per finta. Forse un sosia che promette di far male e non riesce neppure a fare "malino". E che, in fondo, ai ricchi banchieri, petrolieri e assicuratori ha solo offerto un ruolo "in un gioco della parti in cui si finge di essere arrabbiati ". Perchè se davvero Giulio Tremonti voleva fare sul serio "invece di fare un accordo con l'Abi, che sa tanto di un patto con un sindacato di cartello, doveva seguire le indicazioni del Governatore Draghi e abolire la commissione sul massimo scoperto agendo a tenaglia con l'Antitrust", osserva Bruno Tabacci, deputato Udc. Oppure "mettere sul mercato il Bancoposta e rendere concorrenziale un mercato che lo è ancora poco ", fa notare Nicola Rossi, senatore del Partito democratico. Critiche che non sembrano dettate solo dal ruolo di oppositori perchè, alla fine, entrambi danno atto alla manovra appena varata di avere delle qualità riformiste. Da verificare, certo, ma che intanto esprimono un impianto culturale interessante. E dunque non è solo pregiudizio quella critica che fanno alle frecce di Robin Hood assai poco appuntite. "Con i petrolieri invece di agire sull'Ires si doveva intervenire e dare un colpo definitivo al Cip6 che incide direttamente sulla bolletta dei consumatori", dice Tabacci. Oppure, spiega Rossi, "dire chiaramente che l'operazione è in gran parte una partita di giro perchè è l'Eni quello che darà maggiore gettito. Ma si tratta di un'azienda di Stato per il 30% e quindi quello che domani arriverà al Governo sotto forma di tassa sarebbe arrivato comunque sotto forma di dividendo". Demagogia. La coppia riformista dell'opposizione la chiama così quella che il Governo invece ha battezzato " carta per gli anziani": una tessera che consente acquisti alimentari a prezzi scontati. Apprezza l'idea di marketing Nicola Rossi che lo definisce "un nuovo prodotto sfornato da Tremonti. Mi ricorda i racconti dei tempi di guerra. Ma mi pare assai poco efficace. Perchè non aumentare le pensioni minime, invece? E poi temo si possa creare un mercato nero di queste carte da parte di anziani in difficoltà che potrebbero rivendersele ". C'è anche "un'idea paternalistica dello Stato che sottrae al cittadino la scelta dei propri consumi e se la intesta", insiste Rossi mentre Tabacci ci ritrova la "fantasia e la capacità immaginifica del Tremonti, la paura e la speranza". Stando con i piedi per terra, invece, si doveva seguire solo la strada delle liberalizzazioni "attraverso il rafforzamento delle Authorities: così – dice Tabacci – si fa un favore ai più deboli e si colpisconi i più forti. Ecco a cosa serve una luna di miele, a piegare interessi forti non a favorire interessi personali contro la magistratura". In quei nove minuti e mezzo – il tempo in cui è stata varata la manovra – qualcosa di buono è nato. "Apprezzo il piano Brunetta, mi piace che si sia ripreso il provvedimento Lanzillotta sui servizi pubblici locali ma vorrei vedere la Lega votarlo", continua Tabacci che fa notare come proprio per le pressioni del Carroccio alla fine sia stata rinviata l'abolizione delle province."Mi piace l'eliminazione del rito Dpef, la conferma di arrivare al pareggio di bilancio nel 2011, le riforme di Brunetta, l'abolizione del divieto di cumulo", spiega Rossi che saluta l'addio al metodo Gordon Brown su cui invece è assai più scettico Tabacci. "I tagli vanno chiamati per nome e cognome, come è accaduto sulla copertura dell'Ici dove si è pescato dal Milleproroghe: è stato un atto di moralità – aggiunge Rossi – perchè di quel provvedimento nessun parlamentare può andare fiero". Però queste sono aperture di credito. "Siamo ai preliminari. Vedremo i fatti. Vedremo se davvero si riesce a incidere sulla spesa della pubblica amministrazione visto che quasi ogni famiglia italiana trae una fonte di rendita da lì. E poi non vedo come si possa tirar fuori la spesa previdenziale da tutto questo ", ribatte Tabacci. Ma insomma a chi guarda questa manovra? Ai protetti di Robin Hood? "Sono diventati i piccoli imprenditori, artigiani e professionisti? Allora sì. Perchè – conclude Rossi – sulle fasce più deboli vedo poco". LE ALTERNATIVE "Sarebbe meglio abolire la commissione sul massimo scoperto o mettere sul mercato Bancoposta: così si realizzano contributi veri" Riformista. Il senatore Pd Nicola Rossi EMBLEMA.

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Province: rinviati i tagli, non i risparmi (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-20 - pag: 3 autore: Costi della politica Province: rinviati i tagli, non i risparmi Marco Rogari ROMA Un rinvio solo sulla "carta". Province e comunità montane non si devono illudere troppo sulla possibilità di scamparla in extremis per effetto della decisione di posticipare a settembre le misure legislative sulle rispettive soppressioni. L'impalcatura contabile della manovra triennale varata mercoledì dal Consiglio dei ministri terrebbe già conto dei "tagli" che erano stati messi a punto dal Governo nei giorni scorsi. Come dire: sul versante della riduzione delle spese, e soprattutto agli effetti dei "saldi", l'abolizione delle nove Province corrispondenti ad altrettante aree metropolitane e delle comunità montane verrebbe considerato già acquisita. A lasciare intendere che, a prescindere dallo slittamento, la partita è di fatto chiusa, o quasi, è il ministro Roberto Calederoli. Che, pur senza smentire il "rinvio", fa sapere che le "tabelle" allegate alla manovra dovrebbero giàtenere conto degli effetti dell'operazione di potatura. Una conferma in questa direzione arriva, di fatto, dalla stessa decisione del Governo di far slittare il via dell'operazione in autunno quando saranno presentati il disegno di legge di bilancio e tre disegni di legge "collegati": federalismo fiscale; codice delle autonomie; Roma capitale. Il taglio di Province e Comunità montane sarà inserito in questi provvedimenti, che essendo parte integrante della sessione di bilancio, saranno sicuramente approvati entro il 31 dicembre 2008. Resta da vedere se saranno confermate le nove aree metropolitane individuate dal Governo per far scattare la soppressione delle funzioni e provinciali (Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli e Bari). E rimane anche da capire se qualche Comunità montana potrà sopravvivere. Intanto ieri la commissione Affari costituzionali della regione Lombardia, nonostante il " freno"suggerito dal-l'Anci, ha dato il via libera al testo (che dovrebbe essere votato lunedì dal Consiglio regionale) con cui, in attuazione della Finanziaria Prodi, viene ridotto da 30 a 23 il numero delle comunità montane lombarde a partire dalle elezioni del 2009. Polemiche anche nella regione Veneto per la dicisione del Governatore Galan di procedere a un "taglio" delle comunità montane venete. Anche la regione Lazio lavora alla "scrematura": le comunità montane dovrebbero scendere da 22 a 14.

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Giunta Bresso, meno leggi (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Semplificazione data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: Giunta Bresso, meno leggi Dall'inizio della legislatura sono stati abrogati 640 provvedimenti Adriano Moraglio TORINO Con 942 leggi l'amministrazione regionale piemontese regola, per le aree e i filoni di sua competenza, la vita economica e sociale nel territorio subalpino. L'ultima in ordine di tempo – innovativa per il suo campo d'azione – è stata approvata il 10 giugno scorso, e prevede norme per la valorizzazione del paesaggio. Ma dall'inizio dell'attuale legislatura la Regione ha provveduto – dopo un lungo lavoro di incubazione, partito nella legislatura precedente –a tagliare dal suo codice leggi inoperanti e abrogate nei fatti: 640 norme in tutto. Lo aveva fatto – su iniziativa dell'assessore alla Semplificazione amministrativa, Sergio Deorsola, il primo nella storia della Regione con questa delega – con la legge n.13 del 1Úagosto 2005, cui era seguita, con un super-provvedimento, la cancellazione di 67 regolamenti implicitamente abrogati o comunque non più operanti o applicati. Un cammino di pulizia normativa che – assicura l'assessore – avverrà anno per anno. E non a caso, da alcune sedute, è all'ordine del giorno del Consiglio regionale un disegno di legge (il n. 509) che oltre ad abrogare ulteriori 31 normative, si presenta con un originale articolo (il numero 3), con il quale la Giunta propone di abolire l'obbligo di numerosi certificati e adempimenti in materia di igiene e sanità pubblica che riguardano molti settori della vita sociale. Un'operazione di semplificazione procedurale che va ad abolire certificati come quello di sana e robusta costituzione fino a oggi richiesto a vario titolo da normative vigenti. O come il certificato di idoneità fisica per l'assunzione nel pubblico impiego o di insegnanti e altro personale di servizio nelle scuole. Una volta applicata questa norma scomparirà il certificato per l'esonero dalle lezionidi educazione fisica e il maestro di sci non dovrà più presentare il certificato di idoneità psicofisica. Come scomparirà l'obbligo del libretto di idoneità sanitaria per i parrucchieri, barbieri ed affini, estetiste e per le attività di lavanderia. Per non dimenticare l'abolizione del certificato dello stato di condizioni igieniche dei carri funebri e dell'autorimessa per questi "particolari" veicoli. Non si tratta di iniziative arbitrarie della Regione, ma di disposizioni che discendono dall'evoluzione della normatica comunitaria e nazionale, nonchè dagli indirizzi approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. L'ultimo provvedimento taglia-leggi, come già quello d'apertura di legislatura, colpisce in particolare i settori della programmazione, dei bilanci, dell'organizzazione e del personale, della sanità. Aree tutte fortemente influenzate da produzioni legislative, per così dire, di periodo. La legge 13 del 2005 ha anche istituito l'Analisi di impatto della regolamentazione (in sigla "Air"), uno strumento tecnico- normativo che consiste nella valutazione preventiva degli effetti delle proposte di atti legislativi e regolamentari, sui cittadini, sulle imprese e sulle pubbliche amministrazioni. Sulla base di questa disposizione la Giunta regionale individua i casi in cui applicare l'Air. E dall'estate scorsa, per iniziativa della presidente della Giunta, Mercedes Bresso, la Regione si è dotata di uno specifico "Nucleo" per procedere alla revisione normativa, prioritariamente nelle materie ambiente, urbanistica, artigianato e industria. Nell'annunciare questo strumento, nel giugno di un anno fa, la Presidente aveva invitato assessori e direttori della Giunta a "predisporre testi semplici e snelli" e a puntare sul "costante utilizzo della delegificazione e dei testi unici o codici settoriali, ma anche sugli strumenti di semplificazione quali la Conferenza dei servizi, la Dia e il silenzio-assenso ". Tre strumenti, questi ultimi, sui quali la Regione sta imprimendo un giro di vite anche con l'ausilio del suo Osservatorio sulla riforma amministrativa. Quest'ultimo, con le Province, avvierà da qui all'autunno una campagna informativa e formativa per favorire un proficuo utilizzo della Conferenza dei servizi nelle valutazioni di impatto ambientale. www.ilsole24ore.com/economia Il Ddl n.509 taglia-leggi e certificati L'INDIRIZZO POLITICO Secondo la presidente occorre "sviluppare codici settoriali e utilizzare strumenti come la Dia e la Conferenza dei servizi".

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Montagna e sviluppo: una sfida da vincere (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Enti Locali & Cittadini le autonomie Montagna e sviluppo: una sfida da vincere Nando Morra é ormai chiara la ricetta di Berlusconi per il governo del paese. Dosi intensive di pseudo decisionismo e, ancora di più, di propaganda a costo zero ed effetto scoop. E così un Berlusconi sempre più imparruccato e incredibilmente identico alle grottesche imitazioni tipo Bagaglino, di Crozza e altri, annuncia urbi et orbi le decisioni del governo per raddrizzare l'Italia, punire i reprobi, in primis Magistrati, Enti Locali, Province, Regioni e Comunità Montane, fannulloni ed immigrati, fare felici gli italiani tagliando l'ICI, varando "pacchetti". Dalla "sicurezza", agli anziani, alle nuove povertà, alla cosiddetta Roobin tax. Appena un noioso spolverio per banche e petrolieri. Il battage ed il provinciale propagandismo di Brunetta su Enti pubblici, dipendenti, consulenze, ecc. è il controcanto di un coro capace di varare una Finanziaria in due minuti. Molto più corposo, invece, il "pacchetto" giustizia. Misure improponibili in qualsiasi paese civile e democratico diventano possibili, stracciando principi fondanti delle comunità e lacerando i rapporti tra corpi e poteri dello Stato, solo per eludere, con la scadenza dei termini, eventuali responsabilità personali e di tanti altri imputati di reati gravi. C'è un visibile cartellone nelle strade di Napoli, sulla "sicurezza sul lavoro". E' scritto: la legge è uguale per tutti. Come il principio affisso nelle aule di tribunale. Il diritto al lavoro sicuro e, dunque, alla vita è per tutti. Solo che a morire sono sempre gli operai. Così per la giustizia. C'è chi la evade, come le tasse, chi l'aggira, chi ricusa e può ricusare il giudice naturale, chi corrompe e non paga o ruba, uccide, stupra, falsa i bilanci, non rispetta le norme sulla sicurezza sul lavoro. E c'è il ladro di polli o il povero Cristo del supermercato che paga salato la sottrazione per sopravvivere. Viene fuori il nocciolo della questione elezioni. Dalle prime iniziative del governo appare chiaro e netto il monumento politico sul quale è caduto Prodi ed il centro sinistra. Se a Berlusconi bastano "nove minuti nove" per chiudere il Consiglio dei Ministri su una manovra di 35 miliari, a Prodi non sono stati sufficienti due anni per definire punti cardini e qualificanti. Dalla "sicurezza" alla economia, ai problemi sociali, al conflitto di interessi. Berlusconi, al di la del merito dei provvedimenti, a partire dall'ICI, dimostra di sapere concretizzare gli impegni. A parole, dimostra di fare. Poi si vedrà. Prodi & Co. Si sono invece gingillati per scontentare tutti rompendo il rapporto con le parti sociali, gli Enti Locali ed i settori culturali e professionali più aperti e sensibili. Magistrati compresi. Al blocco motorio di ieri si contrappone l'iperattivismo di oggi. In questa fase, i contraccolpi sugli Enti Locali sono pesanti. Come sempre, Berlusconi ed i Ministri-cadetti, Tremonti e Brunetta, partono in quarta. Non ascoltano e non si confrontano con Associazioni, Sindacati, ecc. non tagli alle spese della macchina Stato ma tagli alle risorse degli Enti Locali. Via le Province metropolitane, Comunità Montane e Parchi nazionali. Un segnale inquietante che esprime, con le altre misure, la qualità del DNA di questo governo. Dalla "giustizia" alla cancellazione di Enti Locali, c'è un filo conduttore con due terminali: centralismo alla ennesima potenza e sindrome di onnipotenza. Un binomio pericoloso e preoccupante, potenziale virus portatore di cultura e pratica di governo non decisionista ma autoritaria. Non è casuale che solo la nuova Confindustria di Marcegaglia esprima pieno consenso ed appoggio al governo. E' un segnale che sollecita riflessioni attente. In primo luogo alle forze politiche, ai Sindacati, alle Associazioni, al mondo della cultura e delle professioni. Intanto, sugli Enti Locali, il governo è stato costretto allo stop. La rivolta di Anci, Upi, Legautonomie e Uncem ha prodotto un primo risultato. Il governo, in prima linea Maroni, ha capito l'antifona. Si può essere decisionisti alla massima potenza ma non si può stravolgere l'ordinamento costituzionale con un "editto". In particolare per gli Enti Locali ogni decisione affrettata e propagandistica non soltanto avrebbe implicato sconvolgimenti inutili e dannosi del sistema istituzionale ma avrebbe aperto un contenzioso giuridico-costituzionale di enorme portata. Alla esigenza reale di un riordino del sistema degli Enti Locali non si può rispondere con l'improvvisazione ed il battage pubblicitario. Si tratta di misure che vanno assunte nella piena consapevolezza che si ridisegna l'assetto del "sistema paese". Un progetto che il governo non può tracciare e realizzare da solo. E' determinante oltre al Parlamento, il concorso ed il contributo di Regioni, Province, Comunità Montane, Comuni. Le prese ferme di posizione di Vasco Errani a nome della Conferenza Regioni-Stato e delle Associazioni, hanno convinto Maroni. Il Ministro degli Interni sa più di tutti che non basta carta e penna per cambiare le cose. Anche il governo ed anche i partiti della maggioranza, in testa la Lega, debbono fare i conti con le reali esigenze e rappresentanze dei territori. I Comuni, le Province, i territori non si governano da Roma. Si governano dalle realtà locali, dalle espressioni dirette delle volontà e degli interessi delle Comunità Locali. Maroni è stato attento e pronto ad accogliere la richiesta di Legautonomie, Uncem e Upi. Blocco di ogni iniziativa e di ogni decisione, rinviata nella sede più idonea e corretta: il nuovo Codice delle Autonomie. E' la sede istituzionalmente propria e corretta per delineare un nuovo quadro delle Autonomie. Ne improvvisazioni ne facili strumentalizzazioni. Occorre un confronto serio e di merito. Questa linea incide anche per la situazione Campania. Si supera lo scoglio formale di fine giugno, termine fissato dalla Finanziaria per legiferare a livello regionale ed è possibile impostare un progetto di riordino compiuto che corrisponda alle esigenze di semplificazione, efficienza e produttività, riduzione dei costi, capacità progettuale e di governo delle Comunità Montane. Legautonomie, Uncem ed UPI hanno sollecitato una specifica audizione alla Commissione del Consiglio Regionale. La risposta di Pietro Ciarlo, un costituzionalista al quale deve essere attribuito il merito di avere costruito in misura determinante alla definizione del Nuovo Statuto della Regione Campania, è stata immediata e di merito. Per Ciarlo, la vagheggiata proposta del governo di "liquidare" le Comunità Montane ha rilevanti aspetti di incostituzionalità. Siamo d'accordo. E' per questo ed anche perchè riteniamo che le Regioni hanno, nella piena autonomia istituzionale, il potere di diritto-dovere-potere non soltanto di esprimere posizioni nei confronti del governo ma di ricorrere alla Carta Costituzionale, che abbiamo sollecitato la definizione dell'iter legislativo e l'invito alla Regione Campania di scendere in campo. La propaganda è una cosa, la realtà è un'altra. La abolizione delle Comunità Montane colpirebbe soprattutto le aree più disagiate ed arretrate del Mezzogiorno, i territori interni e montani dello Appennino con le loro Comunità locali. Sarebbe un ulteriore grave colpo al Sud ed alle aree svantaggiate del paese, dal cuneese all'irpinia. Territori di spopolamento, dove tra l'altro, la difesa del suolo e dello ambiente è decisiva e fondamentale per tutto il paese. Riordino e semplificazione non significa dunque abolizione. Lo ha sottolineato con forza sul Corriere della Sera anche un editorialista non tenero con gli Enti Locali, rigoroso ma non sempre equilibrato interprete della battaglia contro i cosiddetti "costi della politica", Gian Antonio Stella. Nella occasione, Stella, con il quale spesso si è d'accordo, scrive cose vere e sentite. Titolo: "Non chiudetele tutte. Non sono solo carrozzoni in riva al mare". Infatti, dice Stella, ci sono anche quelle vere. "Quelle che davano un po' di ossigeno ai piccoli Comuni che, tagliati fuori dal mondo, dallo sviluppo e dal turismo, sono stati di anno in anno svuotati dagli abitanti e rischiano di diventare dei presepi sgretolati dal tempo, via via ingoiati dai boschi, dai rovi e dalle erbacce. Non c'è rispetto per la nostra storia, nella scelta che pare irrevocabile del Consiglio dei Ministri. Va detto: la tentazione di un gesto d'impero che spazzasse via tutto era forte. Dai e dai, però, in linea con il percorso disegnato che prevedeva una scrematura fatta dalle Regioni e avrebbe dovuto concludersi entro il 31 luglio, una netta riduzione si era delineata. Con la soppressione di 140 comunità (da 330 a 190), la riduzione dei consiglieri da 12.820 a 6.000 e un taglio netto che avrebbe portato in due anni il "budget" degli enti montani da 190 milioni di euro del 2007 a 120 del 2009, con un colpo di accetta del 37%. Una enormità rispetto alle sforbiciatine date ai costi dei palazzi della politica. E proprio qui è il punto. Le comunità montane, a causa della deriva clientelare di una minoranza, sembrano essere state individuate come l'anello debole. Il simbolo più facile da colpire per "dare una lezione". Per mostrare i muscoli: basta, tutte azzerate. E le Province che, ad ascoltare Berlusconi in campagna elettorale dovevano essere soppresse? Domani, forse. E certi costosissimi catafalchi regionali? Domani, forse. Peccato. Perchè, messa in questi termini, la scelta di spazzare via tutte le comunità montane sembra un boccone di demagogia dato in pasto alla plebe affamata di atti simbolici. E invece Dio sa quanto ci fosse bisogno di abolire la montagna falsa, ridicola, clientelare, per salvare la montagna vera. Quella che giorno dopo giorno, se non è benedetta dal turismo, muore. Questo è il punto. No alla demagogia, Si al binomio montagna-sviluppo. Una battaglia difficile ma da vincere. del 20-06-2008 num.

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Provincia, avanzo di 7,5 milioni di euro (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Pisa Provincia, avanzo di 7,5 milioni di euro Il "tesoretto" sarà destinato alla manutenzione di strade e scuole PISA. Risparmiare si può, anche per una pubblica amministrazione. Il consiglio provinciale ha approvato, con i voti favorevoli della maggioranza (Pd, Sd, Pdci) e quelli contrari delle opposizioni (An, Forza Italia, Popolari liberali, Udc, Rifondazione, Verdi), il conto consuntivo per l'esercizio 2007. E, calcolatrice alla mano, il bilancio gestionale dell'anno scorso si è chiuso con un avanzo pari a 7.583.000 euro, oltre 14 miliardi delle vecchie lire. "Risorse - sottolineano il presidente della Provincia Andrea Pieroni e l'assessore alle finanze Mario Silvi - che saranno destinate ad incrementare gli investimenti nei prossimi mesi, consolidando una posizione di rilievo nel panorama nazionale". Infatti, una recente indagine del Sole 24 Ore sottolinea come nel 2007 proprio quella di Pisa sia stata la Provincia che, nel bilancio preventivo, ha presentato la quota destinata ad investimenti più alta di tutto il Centro Italia: 147 milioni di euro su un bilancio complessivo di 257 (57% del totale). MENO DEBITI. L'utile con cui la Provincia ha chiuso il 2007 è frutto non di aumenti del carico fiscale locale, ma di risparmi operati dall'ente lavorando su alcune voci: è stato drasticamente diminuito l'indebitamento (a cominciare dai mutui accesi), con una contrazione di circa 11 milioni di euro; e state ridotte le spese di personale senza con ciò penalizzare l'attività dell'ente. Un punto, anche quest'ultimo, su cui è intervenuta la solita ricerca del Sole 24 Ore: dal 2000 al 2006 per la Provincia di Pisa il rapporto tra spese di personale e spese correnti è passato da un indice di 26,68 a uno di 25,80; mentre nello stesso periodo il rapporto investimenti-bilancio è salito da 42,03 a 44,04. TASSE FERME. "I numeri - riprendono Pieroni e Silvi - testimoniano come le Province, nonostante ciclicamente torni di moda da parte di alcuni la proposta di abolizione, possano lavorare virtuosamente con il denaro pubblico. E questo malgrado un quadro finanziario complessivo decisamente penalizzante e avviato verso orizzonti ancora più foschi". L'economia, dopo una fugace ripresa, è tornata a rallentare; e lo Stato assegna sempre nuove funzioni alle Province, senza però aumentare in proporzione i trasferimenti né procedere verso un reale federalismo fiscale. "Le entrate di una Provincia sono rigide - sottolinea Silvi - dipendendo da fattori su gran parte dei quali l'ente non ha autonomia. E in questa cornice abbiamo rinunciato a inasprimenti fiscali. La percentuale Tarsu, che avremmo potuto portare al 5%, è stata mantenuta al 2.5%; sull'Ipt si è applicato l'aumento del 10% concesso dalla Finanziaria perché si tratta di un tributo che non colpisce indiscriminatamente e ogni anno (come la Tarsu), ma solo chi acquista un'automobile, nuova o usata; e perché, in termini assoluti, ha un'incidenza molto modesta, 18 euro su una spesa media di 14mila". USO DEL RISPARMIO. I 7 milioni risparmiati andranno a sostenere investimenti in settori consolidati: oltre alle manutenzioni stradali, scolastiche e idrauliche (per la difesa del suolo), tradizionali fronti d'impegno sono le politiche del lavoro, lo sviluppo economico e l'innovazione tecnologica. L'amministrazione nel 2007 ha tra l'altro esteso la propria presenza nelle compagini sociali del Polo scientifico di Navacchio e in Pont-Tech a Pontedera.

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"E' un errore, rimedieremo ma basta fare i barricadero" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Enzo Ghigo "E' un errore, rimedieremo ma basta fare i barricadero" Sì, la notizia è arrivata anche a me, in forma non ufficiale. In questo caso si tratterebbe di un errore da correggere". Enzo Ghigo, senatore del Pdl, mostra cautela nel commentare l'emendamento presentato in Commissione bilancio. Una bella tegola per Torino. Crede cha almeno questa volta ci sarà una linea di azione comune da parte dei parlamentari piemontesi? "Tutti abbiamo ben presente il valore della metropolitana, anche in funzione del 2011, e posso dire che c'è la massima disponibilità a intervenire. Per fortuna c'è ancora tempo, all'emendamento si può rimediare durante il dibattito alla Camera e poi al Senato. Però mi lasci dire che i toni usati un giorno sì e l'altro pure da Bresso, Chiamparino e Saitta non aiutano". In che senso? "Parliamo di tre rappresentanti istituzionali che negli ultimi tempi si sono quotidianamente esercitati in critiche verso l'esecutivo sui temi più diversi. Critiche legittime, in qualche caso: penso all'abolizione delle Province per decreto. Ma insomma: la polemica sull'uso dell'esercito, la difesa a oltranza delle Comunità montane, l'indignazione sui fondi per l'alluvione che non sono ancora arrivati... Diciamolo: questo atteggiamento rancoroso e iper-critico nuoce a tutti. Ai torinesi e a chi, come noi, deve far valere le ragioni del territorio". Sta dicendo che il governo ce l'ha giurata? "Nemmeno per sogno. Finora non ho sentito una sola parola di questo tipo da parte dei rappresentanti del nostro governo, sono sicuro che non si permetterebbero mai. Però certi atteggiamenti possono ingenerare, come dire?, una certa freddezza da parte di Roma. Freddezza inconscia, sia chiaro". Sarà. Ma c'è chi, come Chiamparino oggi e Saitta ieri, con riferimento al taglio delle Province, comincia a pensare che forse certe scelte non siano del tutto casuali. "Semmai è il contrario. Le polemiche partono regolarmente da Torino verso Roma, e non viceversa". Allora come se ne esce? Suggerisce al trio Bresso-Saitta-Chiamparino di essere meno barricadero? "Suggerisco loro di comportarsi come rappresentanti istituzionali di tutti, non solo di chi ha votato centrosinistra, senza scadere nella polemica politica. La disponibilità a dialogare con il governo come i rappresentanti dell'intero territorio faciliterebbe le cose. Forse hanno dimenticato che alle ultime elezioni la maggioranza degli elettori ha votato il Pdl". \.

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Intervista a Giorgio La Malfa/PA, rischio pantano per via della Triplice (sezione: Province)

( da "Opinione, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Oggi è Ven, 20 Giu 2008 Edizione 125 del 20-06-2008 Intervista a Giorgio La Malfa/PA, rischio pantano per via della Triplice di Aldo Torchiaro A lungo segretario del Pri, di cui ha poi assunto la presidenza, Giorgio La Malfa sembra oggi guardare con interesse al di fuori e al di là degli storici uffici dell'Edera, in corso Vittorio Emanuele. In un sistema ormai bipartitico, l'esponente con il cognome più importante per la storia repubblicana sembra prepararsi ad una scelta decisamente di rottura. Si è iscritto al Pdl, La Malfa? Mi sono iscritto al gruppo Pdl al Senato. Come repubblicano, però. E ci mancherebbe. Come repubblicano, ma da solo. Altri sono rimasti nel gruppo misto. C'è stata una discussione interna. Ho fatto questa osservazione: il Pdl non è ancora un partito e non so se lo diventerà. E' stata una lista, ha costituito un gruppo. Forse l'anno prossimo farà un partito. E allora forze politiche di minoranza, in una Italia bipartitica, devono trovare una casa. Noi dobbiamo uscire dal guado, collocare la scuola di pensiero repubblicana all'interno del Pdl. Certo non con il Pd. Per molti anni, quando i signori del Pci non ci credevano, la sinistra riformista italiana è stata la nostra casa, ma adesso non lo è, visto come è ridotta?. Scioglierete il Pri dentro il Pdl? Deciderà il congresso, certo non spetta a me dirlo?. Però si tratterà comunque di un compromesso? Eh si. Il mio sogno sarebbe un altro: come in Europa, avere i liberali con i liberali, i socialisti con i socialisti, la destra con la destra? Ma qui siamo in Italia e chissà perché, siamo sempre diversi. La manovra che ci aspetta Il dettaglio non si conosce ancora, ma i numeri sono quelli di Tommaso Padoa Schioppa e di Prodi, in linea con quanto concordato con l'Unione Europea. La manovra di Berlusconi è aggiuntiva rispetto a questa, che è fatta per stare nelle linee dell'Europa. Per ridare vitalità all'economia italiana ci vuole uno scatto in più che spero venga messo in conto nei prossimi mesi. Cosa pensa di Tremonti, il liberale no-global? Tremonti è un uomo molto intelligente. Capisce anche di economia, ma è un uomo politico. Su molte posizioni è più a sinistra dei liberisti, e talvolta non siamo d'accordo ma questo è anche un punto di forza. Ho visto anche in campagna elettorale come la sinistra non sapeva bene come prenderlo. I sindacati e la sinistra estrema si dicono sempre più d'accordo con lui? Ma lei su un certo qual protezionismo sulle politiche agricole e sulle chiusure alla Cina cosa pensa? Che l'Europa non ci consentirà i dazi. La chiusura alla Cina non potrà avvenire. Lei dà qualche stoccata al ministro dell'economia su questo? Dato che deve avere la forza di tagliare, di mettersi tutti contro e di prendere misure impopolari, io ho sempre pensato che è bene che il ministro dell'economia sia un esponente del partito di maggioranza relativa, come è in questo caso. Quindi non interferisco, preferisco che si sviluppi un dibattito e al suo interno, dare il mio avviso. Aggiungo: meglio ancora che sia ministro uno come Tremonti, che è il pontiere tra il Pdl e la Lega Nord. Tacita tutti i malumori interni, ed è tra i pochi a poterlo fare. Lei però la voce grossa potrebbe farla. Se la faccio io mi rispondono: vai a dirlo all'università. Sono esponente di una piccola forza, già ai tempi della Democrazia Cristiana c'era questa dinamica e mi creda, per chi rappresentava il Pri non sono mai state facili le riunioni di vertice, con qualsiasi maggioranza. La lotta agli sprechi, ai fannulloni, alla pubblica amministrazione inefficiente è una vecchia battaglia repubblicana. Il ministro Brunetta ce la farà? Io credo molto nella validità dei suoi intendimenti, nell'importanza dei suoi obiettivi. Non so se ce la farà. Me lo auguro, naturalmente. I repubblicani hanno insistito per decenni chiedendo l'abolizione delle province, con nessun successo, purtroppo. Speriamo che adesso qualcosa stia cambiando. Ma se si tocca la Pubblica Amministrazione vedrà che tutto s'impaluda? Lei se li immagina i sindacati come reagiranno, se dalle parole si passerà ai fatti? Intanto tornano indietro, dai fatti alle parole, tramite qualche dichiarazione di rottura, i democratici di Veltroni. Il clima con il Pdl si è incrinato? Direi di sì. Si è incrinato seriamente e mi dispiace, anche se devo dire che questo famoso dialogo non si capiva esattamente a che cosa mirasse, a cosa fosse finalizzato, di che cosa constasse. Non l'ho mai capito. D'altronde più che all'attenzione al dialogo, gli elettori del Pdl sono forse sensibili all'attuazione del programma. I contenuti sono sempre stati molto importanti per noi repubblicani. E i contenuti vengono sempre prima degli schieramenti. Le idee e i programmi di questo governo mi sembrano davvero in linea, quando parliamo di risanamento, di detassazione, di riduzione della spesa pubblica e di ritorno al nucleare, con i programmi del Pri. E io, da repubblicano coerente, perché non dovrei sentirmene parte integrante?.

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PROPOSTA DI LEGGE (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-06-2008)

Argomenti: Province

Costano 10 milioni di euro l'anno. E passi. Ma sono anche inutili e nocive. Si tratta delle Province, Enti da sempre ritenuti inutili da tutti i partiti che da trent'anni si dannano l'anima a spergiurare che le vogliono abolire. Salvo far finta di nulla visto che danno da mangiare a 2.900 consiglieri provinciali, a 50 tra presidenti e vicepresidenti e ad un migliaio di assessori. Ognuno di loro si porta a casa almeno il doppio di uno stipendio normale - ma un presidente arriva anche a 7 mila euro al mese e un assessore a 4.500 - e gestisce un ambaradan che non serve assolutamente a nulla perchè i compiti delle Province potrebbero tranquillamente essere assorbiti da Regioni e Comuni. Ma siccome si tratta di poltrone, i partiti le difendono a spada tratta al punto che un gruppo di cittadini - ha spiegato ieri mattina in una conferenza stampa Lorenzo Furlan - ha deciso di non dare più credito a nessuno e di darsi da fare invece per l'abolizione delle Province, gli Enti pubblici più inutili che esistano. Chiuse domani mattina non se ne accorgerebbe nessuno e noi potremmo risparmiare subito 2 miliardi di euro - spiega Furlan. I dipendenti non perderebbero il posto, solo i politici i cui stipendi da soli ci costano 50 milioni di euro l'anno. Senza annessi e connessi e cioè autisti e auto blu, segreterie che lavorano esclusivamente per la rielezione dei suddetti politici e così via. Ma siccome si tratta di poltrone, ecco che oltre alle 104 province esistenti ci sono richieste per formarne altre 26. Tanto per aumentare la torta. I cittadini che hanno perso la pazienza - e a quel che si sa si tratta di semplici cittadini, senza altre connotazioni se non il senso civico - hanno deciso di presentare un disegno di legge di iniziativa popolare per l'abolizione delle province e sono partiti a raccogliere le firme. Per avere tutte le informazioni basta consultare il sito www.aboliamoleprovince.it E chi volesse dare una mano ad organizzare i banchetti - previsti in veneto per il 28-29 giugno - mandi una email a lorenzo.furlan@aboliamoleprovince.it o chiami il cellulare 339 4084359. L'obiettivo è di almeno 55 mila firme per mandare a casa tutte le Province inutili e dannose e risparmiare un bel po' di quattrini.

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L'ultima sfida per la Muraglia (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Province

LE PROPOSTE Progetto Intesa tra Provincia e Beni Culturali L'ultima sfida per la Muraglia Promozione dell'area archeologica di Susa e un museo a Novalesa Bando sull'utilizzo del Forte di Fenestrelle ALESSANDRO MONDO Dal Forte di Fenestrelle all'area archeologica di Susa, passando per il nuovo museo ospitato all'abbazia di Novalesa, Provincia e Beni Culturali puntano sulla valorizzazione del territorio. Il senso è quello di una collaborazione collaudata e proficua. Talmente proficua che Liliana Pittarello, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte, ha sentito il bisogno di ricordarla entrando, sia pure indirettamente, nell'annoso dibattito sull'abolizione o meno delle Province. Ieri a Palazzo Cisterna è stato firmato il protocollo d'intesa - presente il presidente Antonio Saitta, affiancato dall'assessore Giorgio Giani, e la Pittarello, - che prende di petto tra sfide importanti per il nostro territorio. La prima, affrontata con il bando pubblicato a pochi giorni dall'inizio del Congresso mondiale degli architetti (i termini scadranno l'8 settembre), riguarda l'utilizzo del Forte di Fenestrelle, il capolavoro di architettura militare adottato dalla Provincia come monumento-simbolo. Obiettivo del concorso ("Il Drago e la montagna"): inventare un futuro sostenibile, anche economicamente, al colossale contenitore incastonato nel Parco Orsiera Rocciavrè. Il traguardo successivo è candidarlo tra i monumenti tutelati dall'Unesco. Come spiega l'assessore Giani, il bando interesserà sia la parte già restaurata ed accessibile al pubblico (50 mila visitatori l'anno) sia la "Grande Muraglia" della Scala Reale, i camminamenti e i forti "Tre Denti" e "delle Valli" alle quote più elevate. Stesso discorso per la "Ridotta Carlo Alberto", recentemente comprata dalla Provincia. Il secondo bando di concorso, pubblicato a metà luglio, punta sulla promozione del patrimonio archeologico scoperto durante i lavori di riqualificazione di piazza Savoia a Susa. L'accordo di programma sottoscritto con la Regione impegna la Provincia a varare un concorso di idee per valorizzare tutto il complesso della Susa romana. In questo caso si tratterà di sistemare gli scavi, ripensare la piazza e collegare le zone archeologiche. Il terzo dossier chiama in causa l'Abbazia dei santi Pietro e Andrea della Novalesa. Qui la Provincia vuole istituire un museo archeologico che raccoglierà i reperti di epoca romana e medievale rinvenuti durante gli scavi condotti nel complesso abbaziale dal 1978.

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La manovra economica Il decreto legge approvato il 18 giugno dal governo, con le disposizioni su sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza p (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 21-06-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 147, pag. 37 del 21/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     La manovra economica Il decreto legge approvato il 18 giugno dal governo, con le disposizioni su sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria ItaliaOggi pubblica il testo del decreto legge approvato il 18 giugno 2008 dal consiglio dei ministri, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Prima della pubblicazione in G.U. il testo potrebbe subire modifiche di carattere formale. TITOLO I FINALITà E AMBITO DI INTERVENTO Art. 1 Finalità e ambito di intervento Le disposizioni del presente decreto comprendono le misure necessarie e urgenti per attuare, a decorrere dalla seconda metà dell'esercizio finanziario in corso, un intervento organico diretto a conseguire, unitamente agli altri provvedimenti indicati nel Documento di programmazione economica e finanziaria per il 2009: un obiettivo di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche che risulti pari al _ per cento del PIL nel 2008 e, conseguentemente, al _ per cento nel 2009, al _ per cento nel 2010, fino a giungere al pareggio del saldo nel 2011 nonché a mantenere il rapporto tra debito pubblico e PIL entro valori non superiori al _ per cento nel 2008, al _ per cento nel 2009, al _ per cento nel 2010 ed al _ per cento nel 2011; la crescita del tasso di incremento del PIL rispetto agli andamenti tendenziali per l'esercizio in corso e per il successivo triennio attraverso l'immediato avvio di maggiori investimenti in materia di innovazione e ricerca, sviluppo dell'attività imprenditoriale, efficientamento e diversificazione delle fonti di energia, potenziamento dell'attività della pubblica amministrazione e rilancio delle privatizzazioni, edilizia residenziale e sviluppo delle città nonché attraverso interventi volti a garantire condizioni di competitività per la semplificazione e l'accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali incidenti sul potere di acquisto delle famiglie e sul costo della vita e concernenti le attività di impresa nonché per la per la semplificazione dei rapporti di lavoro tali da determinare effetti positivi in termini di crescita economica e sociale. TITOLO II SVILUPPO ECONOMICO, SEMPLIFICAZIONE E COMPETITIVITà CAPO I INNOVAZIONE Art. 2 (Banda larga) 1. Gli interventi di installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività. 2. L'operatore della comunicazione ha facoltà di utilizzare per la posa della fibra nei cavidotti, senza oneri, le infrastrutture civili già esistenti di proprietà a qualsiasi titolo pubblica o comunque in titolarità di concessionari pubblici. Qualora dall'esecuzione dell'opera possa derivare un pregiudizio alle infrastrutture civili esistenti le parti, senza che ciò possa cagionare ritardo alcuno all'esecuzione dei lavori, concordano un equo indennizzo, che, in caso di dissenso, è determinato dal giudice. 3. Nei casi di cui al comma 2 resta salvo il potere regolamentare riconosciuto, in materia di coubicazione e condivisione di infrastrutture, all'Autorità Garante per le Comunicazioni dall'Art. 89, primo comma, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259. All'Autorità Garante per le Comunicazioni compete altresì l'emanazione del regolamento di cui all'Art. 4, terzo comma, della legge 31 luglio 1997 n. 249, in materia di installazione delle reti dorsali. 4. L 'operatore della comunicazione, almeno trenta giorni prima dell'effettivo inizio dei lavori, presenta allo sportello unico dell'Amministrazione territoriale competente la denuncia, accompagnata da una dettagliata relazione e dagli elaborati progettuali, che asseveri la conformità delle opere da realizzare alla normativa vigente. Con il medesimo atto, trasmesso anche al gestore interessato, indica le infrastrutture civili esistenti di cui intenda avvalersi ai sensi del comma 2 per la posa della fibra. 5. Le infrastrutture destinate all'installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all'Art. 16 comma 7 del DPR 6 giugno 2001 n. 380. 6. La denuncia di inizio attività è sottoposta al termine massimo di efficacia di tre anni. L'interessato è comunque tenuto a comunicare allo sportello unico la data di ultimazione dei lavori. 7. Qualora l'immobile interessato dall'intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale, il termine di trenta giorni antecedente l'inizio dei lavori decorre dal rilascio del relativo atto di assenso. Ove tale atto non sia favorevole, la denuncia è priva di effetti. 8. Qualora l'immobile oggetto dell'intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete all'amministrazione comunale, ove il parere favorevole del soggetto preposto alla tutela non sia stato allegato alla denuncia il competente ufficio comunale convoca una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater, della legge 7 agosto 1990 n. 241 Il termine di trenta giorni di cui al comma 1 decorre dall'esito della conferenza. In caso di esito non favorevole, la denuncia è priva di effetti. 9. La sussistenza del titolo è provata con la copia della denuncia di inizio attività da cui risulti la data di ricevimento della denuncia, l'elenco di quanto presentato a corredo del progetto nonché gli atti di assenso eventualmente necessari. 10. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, ove entro il termine indicato al comma 3 sia riscontrata l'assenza di una o più delle condizioni legittimanti, ovvero qualora esistano specifici motivi ostativi di sicurezza, incolumità pubblica o salute, notifica all'interessato l'ordine motivato di non effettuare il previsto intervento, contestualmente indicando le modifiche che si rendono necessarie per conseguire l'assenso dell'Amministrazione. è comunque salva la facoltà di ripresentare la denuncia di inizio attività, con le modifiche le integrazioni necessarie per renderla conforme alla normativa vigente. 11.L'operatore della comunicazione decorso il termine di cui al comma 4 e nel rispetto dei commi che precedono dà comunicazione dell'inizio dell'attività al Comune. 12. Ultimato l'intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo finale che va presentato allo sportello unico, con il quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato con la denuncia di inizio attività. 13 .Per gli aspetti non regolati dal presente articolo si applica l'Art. 23 del DPR 380/2001. Può applicarsi, ove ritenuta più favorevole dal richiedente, le disposizioni di cui all'Art. 45. 14. Salve le disposizioni di cui agli articoli 90 e 91 del decreto legislativo 1 agosto 2003 n. 259, i soggetti pubblici non possono opporsi alla installazione nella loro proprietà di reti e impianti interrati di comunicazione elettronica in fibra ottica, ad eccezione del caso che si tratti di beni facenti parte del patrimonio indisponibile dello Stato, delle province e dei comuni e che tale attività possa arrecare concreta turbativa al pubblico servizio. L'occupazione e l'utilizzo del suolo pubblico per i fini di cui alla presente norma non necessita di autonomo titolo abilitativo. 15. Gli articoli 90 e 91 del decreto legislativo 1 agosto 2003 n. 259 si applicano anche alle opere occorrenti per la realizzazione degli impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica su immobili di proprietà privata, senza la necessità di alcuna preventiva richiesta di utenza. Art.3 (Start up) 1. Dopo il comma 6 dell'articolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti i seguenti commi: “6 bis. Le plusvalenze di cui alle lettere c) e c-bis) del comma 1 dell'articolo 67 derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale in società di cui all'Art. 5, escluse le società semplici e gli enti ad esse equiparati, e all'Art. 73, comma 1, lettera a), costituite da non più di sette anni, possedute da almeno tre anni, ovvero dalla cessione degli strumenti finanziari e dei contratti indicati nelle disposizioni di cui alle lettere c) e c-bis) relativi alle medesime società, rispettivamente posseduti e stipulati da almeno tre anni, non concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti qualora e nella misura in cui, entro due anni dal loro conseguimento, siano reinvestite in società di cui all'Art. 5 e all'Art. 73, comma 1, lettera a), che svolgono la medesima attività, mediante la sottoscrizione del capitale sociale o l'acquisto di partecipazioni al capitale delle medesime, sempreché si tratti di società costituite da non più di tre anni. 6 ter. L'importo dell'esenzione prevista dal comma precedente non può in ogni caso eccedere il quintuplo del costo sostenuto dalla società le cui partecipazioni sono oggetto di cessione, nei cinque anni anteriori alla cessione, per l'acquisizione o la realizzazione di beni materiali ammortizzabili, diversi dagli immobili, e di beni immateriali ammortizzabili, nonchè per spese di ricerca e sviluppo.” Art. 4 (Strumenti innovativi di investimento) Per lo sviluppo di programmi di investimento destinati alla realizzazione di iniziative produttive con elevato contenuto di innovazione, anche consentendo il coinvolgimento degli apporti dei soggetti pubblici e privati operanti nel territorio di riferimento, e la valorizzazione delle risorse finanziarie destinate allo scopo, anche derivanti da cofinanziamenti europei ed internazionali, possono essere costituiti appositi fondi di investimento con la partecipazione di investitori pubblici e privati, articolati in un sistema integrato tra fondi di livello nazionale e rete di fondi locali. Con decreto Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono disciplinate le modalità di costituzione e funzionamento dei fondi, di apporto agli stessi e le ulteriori disposizioni di attuazione. Dalle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, sono escluse garanzie a carico delle Amministrazioni Pubbliche sulle operazioni attivabili ai sensi del comma 1. CAPO II IMPRESA Art. 5 (Utilizzo della quota degli utili SIMEST s.p.a.) l. Per il raggiungimento delle finalità di cui all'Art. 1 comma 934 della legge 27 dicembre 2006 n. 296, è istituito presso la Tesoreria dello Stato con apposita contabilità speciale e gestito dalla SIMEST S.p.A., ai sensi dell'articolo 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, il Fondo rotativo per favorire la fase di avvio (start-up) di progetti di internazionalizzazione di una o di aggregazioni di imprese. 2. Affluiscono al Fondo, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, le disponibilità finanziarie derivanti da utili di spettanza del Ministero stesso in qualità di socio della Simest S.p.A., già finalizzate ai sensi del decreto legislativo n. 143 del 1998 ad interventi di sviluppo delle esportazioni. 3. Gli interventi del fondo hanno per oggetto investimenti transitori e non di controllo nel capitale di rischio di società appositamente costituite da singole PMI, o loro raggruppamenti, per realizzare progetti di internazionalizzazione. 4. Il Ministro dello Sviluppo Economico, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce con decreto adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le condizioni e le modalità operative del Fondo. Art. 6 (Sorveglianza dei prezzi) 1. I commi 198 e 199 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.244, sono sostituiti dai seguenti: “198. E' istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Garante per la sorveglianza dei prezzi che svolge la funzione di sovrintendere alla tenuta ed elaborazione dei dati e delle informazioni segnalate agli "uffici prezzi" delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di cui al comma 196. Esso analizza le segnalazioni ritenute meritevoli di approfondimento e decide, se necessario, di avviare indagini conoscitive finalizzate a verificare l'andamento dei prezzi di determinati prodotti e servizi. I risultati dell'attività svolta sono messi a disposizione, su richiesta, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. “199. Per l'esercizio delle propria attività il Garante di cui al comma precedente si avvale dei dati rilevati dall'ISTAT, della collaborazione dei Ministeri competenti per materia, dell'Ismea, dell'Unioncamere, delle Camere di commercio, nonché del supporto operativo della Guardia di Finanza per lo svolgimento di indagini conoscitive. Il Garante può convocare le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e dei servizi di largo consumo corrispondenti al corretto e normale andamento del mercato. L'attività del Garante viene resa nota al pubblico attraverso il sito dell'Osservatorio dei prezzi del Ministero dello sviluppo economico. 2. Ai commi 200 e 201 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole “di cui al comma 199”, sono sostituite dalle seguenti “di cui al comma 198”. Art. 7 (Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese) Le iniziative delle imprese italiane dirette alla loro promozione, sviluppo e consolidamento sui mercati diversi da quelli dell'Unione Europea possono fruire di agevolazioni finanziarie esclusivamente nei limiti ed alle condizioni previsti dal Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione Europea del 15 dicembre 2006, relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis). Le iniziative ammesse ai benefici sono: la realizzazione di programmi aventi caratteristiche di investimento finalizzati al lancio ed alla diffusione di nuovi prodotti e servizi ovvero all'acquisizione di nuovi mercati per prodotti e servizi già esistenti, attraverso l'apertura di strutture volte ad assicurare in prospettiva la presenza stabile nei mercati di riferimento; studi di prefattibilità e di fattibilità collegati ad investimenti italiani all'estero, nonché programmi di assistenza tecnica collegati ai suddetti investimenti; altri interventi prioritari individuati e definiti dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. 3. Con una o più delibere del Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze e con il Ministro degli affari esteri, da adottare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono determinati i termini, le modalità e le condizioni degli interventi, le attività e gli obblighi del gestore, le funzioni di controllo, nonché la composizione e i compiti del Comitato per l'amministrazione del fondo di cui al comma 4. Sino all'operatività delle delibere restano in vigore i criteri e le procedure attualmente vigenti. Per le finalità dei commi precedenti sono utilizzate le disponibilità del Fondo rotativo di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394 con le stesse modalità di utilizzo delle risorse del Fondo rotativo. Entro il 30 giugno di ciascun anno, il Comitato interministeriale per la programmazione economica delibera il piano previsionale dei fabbisogni finanziari del fondo. Le ulteriori assegnazioni di risorse sono stabilite in via ordinaria dalla legge finanziaria ovvero in via straordinaria da apposite leggi di finanziamento. E' abrogato il decreto legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, ad eccezione dei commi 1 e 4 dell'articolo 2, ad eccezione altresì degli artt. 10, 11, 20, 22 e 24. E', per altro abrogata la legge 20 ottobre 1990, n. 304 ad eccezione degli articoli 4 e 6, e sono abrogati, altresì, i commi 5, 6, 6-bis, 7 e 8, dell'articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143. I riferimenti alle norme abrogate ai sensi del presente articolo contenuti nel comma 1 dell'articolo 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, devono intendersi sostituiti dal riferimento al presente articolo. CAPO III ENERGIA Art. 8 (“Strategia energetica nazionale” e stipula di accordi per ridurre le emissioni di CO2) 1.Entro il 30 giugno 2009, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, definisce la "Strategia energetica nazionale", che indica le priorità per il breve ed il lungo periodo e reca la determinazione delle misure necessarie per conseguire, anche attraverso meccanismi di mercato, i seguenti obiettivi: diversificazione delle fonti di energia e delle aree geografiche di approvvigionamento; miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo; promozione delle fonti rinnovabili di energia e dell'efficienza energetica; realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare ; incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica; sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; garanzia di adeguati livelli di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori. 2.Ai fini della elaborazione della proposta di cui al comma 1, il Ministro dello Sviluppo economico convoca, d'intesa con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, una Conferenza nazionale dell'energia e dell'ambiente. 3. Anche al fine della realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1 il Governo è autorizzato ad avviare la stipula, entro il 31 dicembre 2009, di uno o più Accordi con Stati membri dell'Unione Europea o Paesi Terzi, per intraprendere il processo di sviluppo del settore dell'energia nucleare, al fine di contenere le emissioni di CO2 e garantire la sicurezza e l'efficienza economica dell'approvvigionamento e produzione di energia, in conformità al Regolamento (CE) n. 1504/2004 del 19 luglio 2004, alla Decisione 2004/491/Euratom del 29 aprile 2004, alla Decisione 2004/294/CE dell'8 marzo 2004 e delle direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE del 26 giugno 2003. 2. Gli Accordi potranno prevedere modelli contrattuali volti all'ottenimento di forniture di energia nucleare a lungo termine da rendere, con eventuali interessi, a conclusione del processo di costruzione e ristrutturazione delle centrali presenti sul territorio nazionale. 3. Gli Accordi potranno definire, conseguentemente, tutti gli aspetti connessi della normativa, ivi compresi l'assetto e le competenze dei soggetti pubblici operanti nei sistemi dell'energia nucleare, provvedendo a realizzare il necessario coordinamento con le disposizioni vigenti, nel rispetto delle competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. 4. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 9 (Legge obiettivo per lo sfruttamento di giacimenti di idrocarburi) 1. Il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nelle acque del golfo di Venezia, di cui all'articolo 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, come modificata dall'articolo 26 della legge 31 luglio 2002, n.179, si applica fino a quando il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente, del territorio e del mare, non abbia definitivamente accertato la non sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste, sulla base di nuovi e aggiornati studi, che dovranno essere presentati dai titolari di permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, utilizzando i metodi di valutazione più conservativi e prevedendo l'uso delle migliori tecnologie disponibili per la coltivazione. 2.I titolari di concessioni di coltivazione di idrocarburi nel cui ambito ricadono giacimenti di idrocarburi definiti marginali ai sensi dell'Art. 5, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, attualmente non produttivi e per i quali non sia stata presentata domanda per il riconoscimento della marginalità economica, comunicano al Ministero dello Sviluppo Economico entro il termine di tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge l'elenco degli stessi giacimenti, mettendo a disposizione dello stesso Ministero i dati tecnici ad essi relativi. 3.Il Ministero dello Sviluppo Economico, entro i sei mesi successivi al termine di cui al comma 2, pubblica l'elenco dei giacimenti di cui al medesimo comma 2, ai fini della attribuzione mediante procedure competitiva ad altro titolare, anche ai fini della produzione di energia elettrica, in base a modalità stabilite con decreto dello stesso Ministero da emanare entro il medesimo termine. 4.E' abrogata ogni incentivazione sancita dall'Art. 5 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, per i giacimenti marginali. Art. 10 (Sterilizzazione dell'IVA sugli aumenti petroliferi) 1. All'articolo 1, comma 291, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modifiche: le parole “può essere” sono modificate con le parole : “è adottato“ al primo periodo, dopo le parole “a due punti percentuali rispetto” è aggiunta la seguente parola: “esclusivamente”. 2. L'applicazione delle disposizioni del presente articolo è subordinata alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea. Art. 11 (Promozione degli interventi infrastrutturali strategici e nei settori dell'energia e delle telecomunicazioni) 1. Al comma 355 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 è aggiunta la seguente lettera: “c-ter) infrastrutture nel settore energetico ed in quello delle reti di telecomunicazione, sulla base di programmi predisposti dal Ministero dello sviluppo economico.”. CAPO IV CASA E INFRASTRUTTURE Art. 12 (Piano Casa) 1. Al fine di superare in maniera organica e strutturale il disagio sociale e il degrado urbano derivante dai fenomeni di alta tensione abitativa, il CIPE approva un piano nazionale di edilizia abitativa, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il Ministero trasmette la proposta di piano alla Conferenza unificata entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento 2. Il piano è rivolto all'incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l'offerta di alloggi di edilizia residenziale, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinati prioritariamente a prima casa per le seguenti categorie sociali svantaggiate nell'accesso al libero mercato degli alloggi in locazione: nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito; giovani coppie a basso reddito; anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate; studenti fuori sede; soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio; altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'Art.1 della legge n. 9 del 2007; immigrati regolari. 3. Il Piano nazionale ha ad oggetto la realizzazione di misure di recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi alloggi ed è articolato, sulla base di criteri oggettivi che tengano conto dell'effettivo disagio abitativo presente nelle diverse realtà territoriali, attraverso i seguenti interventi: costituzione di fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e all'incremento dell'offerta abitativa, ovvero alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi e con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale, per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale; incremento del patrimonio abitativo di edilizia sociale con le risorse derivanti dalla alienazione di alloggi di edilizia pubblica in favore degli occupanti muniti di titolo legittimo; promozione da parte di privati di interventi ai sensi della parte II, titolo III, del Capo III del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; agevolazioni, anche amministrative, in favore di cooperative edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi in esame, potendosi anche prevedere termini di durata predeterminati per la partecipazione di ciascun socio, in considerazione del carattere solo transitorio dell'esigenza abitativa; realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia sociale e nei sistemi metropolitani ai sensi del comma 5. 4. L'attuazione del Piano nazionale è realizzata con le modalità di cui alla parte II, titolo III , del Capo IV del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ovvero, per gli interventi integrati di valorizzazione del contesto urbano e dei servizi metropolitani, ai sensi dei commi da 5 a 8 5. Al fine di superare i fenomeni di disagio abitativo e di degrado urbano, concentrando gli interventi sulla effettiva consistenza dei fenomeni di disagio e di degrado nei singoli contesti, rapportati alla dimensione fisica e demografica del territorio di riferimento, attraverso la realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia sociale e nei sistemi metropolitani e di riqualificazione urbana, anche attraverso la risoluzione dei problemi di mobilità, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati, con principale intervento finanziario privato, possono essere stipulati appositi accordi di programma, promossi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l'attuazione di interventi destinati a garantire la messa a disposizione di una quota di alloggi, da destinare alla locazione a canone convenzionato, stabilito secondo criteri di sostenibilità economica, e all'edilizia sovvenzionata, complessivamente non inferiore al 60% degli alloggi previsti da ciascun programma, congiuntamente alla realizzazione di interventi di rinnovo e rigenerazione urbana, caratterizzati da elevati livelli di qualità in termini di vivibilità, salubrità, sicurezza e sostenibilità ambientale ed energetica. Gli interventi sono attuati, attraverso interventi di cui alla parte II, titolo III, capo III del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, mediante le seguenti modalità:         a) trasferimento di diritti edificatori in favore dei promotori degli interventi di incremento del patrimonio abitativo destinato alla locazione a canone agevolato, con la possibilità di prevedere come corrispettivo della cessione dei diritti edificatori in tutto o in parte la realizzazione di unità abitative di proprietà pubblica da destinare alla locazione a canone agevolato, ovvero da destinare alla alienazione in favore di categorie sociali svantaggiate, di cui al comma 2;         b) incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, spazi pubblici e di miglioramento della qualità urbana;         c) provvedimenti mirati alla riduzione del prelievo fiscale di pertinenza comunale o degli oneri di costruzione e strumenti di incentivazione del mercato della locazione; d) costituzione di fondi immobiliari di cui al comma 3, lett. a), con la possibilità di prevedere altresì il conferimento al fondo dei canoni di locazione, al netto delle spese di gestione degli immobili.   6. Ai fini della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo l'alloggio sociale, in quanto servizio economico generale, è identificato, ai fini dell'esenzione dell'obbligo della notifica degli aiuti di Stato, di cui agli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, come parte essenziale e integrante della più complessiva offerta di edilizia residenziale sociale, che costituisce nel suo insieme servizio abitativo finalizzato al soddisfacimento di esigenze primarie. 7. In sede di attuazione dei programmi di cui al comma 5, sono appositamente disciplinate le modalità e i termini per la verifica periodica e ricorrente delle fasi di realizzazione del piano, in base al cronoprogramma approvato e alle esigenze finanziarie, potendosi conseguentemente disporre, in caso di scostamenti, la diversa allocazione delle risorse finanziarie pubbliche verso modalità di attuazione più efficienti. Gli alloggi realizzati o alienati nell'ambito delle procedure di cui al presente articolo non possono essere oggetto di successiva alienazione prima di dieci anni dall'acquisto originario. 8. Per la migliore realizzazione dei programmi, i comuni e le province possono associarsi ai sensi di quanto previsto dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. I programmi integrati di cui al comma 5 sono dichiarati di interesse strategico nazionale al momento della sottoscrizione dell'accordo di cui all'accordo di cui al comma 5. Alla loro attuazione si provvede con l'applicazione dell'Art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 e successive modificazioni ed integrazioni. 9. Per l'attuazione degli interventi previsti dal presente articolo è istituito un Fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel quale confluiscono le risorse finanziarie di cui all'articolo 1 comma 1154 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 nonché di cui agli articoli 21, 21-bis e 41 del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n 222. Gli eventuali provvedimenti adottati in attuazione delle disposizioni legislative citate al primo periodo del presente comma, incompatibili con il presente articolo, restano privi di effetti. A tale scopo le risorse di cui agli articoli 21, 21-bis e 41 del citato decreto-legge n. 159 del 2007, ivi comprese quelle già trasferite alla Cassa Depositi e Prestiti, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere iscritte sul Fondo di cui al presente comma, negli importi corrispondenti agli effetti in termini di indebitamento netto previsti per ciascun anno in sede di iscrizione in bilancio delle risorse finanziarie di cui alle indicate autorizzazioni di spesa. Art. 13 (Abrogazione della revoca delle concessioni TAV) All'articolo 13 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 , convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, sono apportate le seguenti modifiche: il comma 8–sexiesdecies è sostituito dal seguente: “ per effetto delle revoche di cui al comma 8–quinquesdeces i rapporti convenzionali stipulati da TAV S.p.A. con i contraenti generali in data 15 ottobre 1991 ed in data 16 marzo 1992 continuano senza soluzione di continuità, con RFI S.p.A. Ed i relativi atti integrativi prevedono la quota di lavori che deve essere affidata dai contraenti generali ai terzi mediante procedura concorsuale conforme alle previsioni delle direttive comunitarie”; i commi 8-septiesdeces, 8-duodevicies ed 8- undevices sono abrogati. Art. 14 (Misure per valorizzare il patrimonio residenziale pubblico) 1. Al fine di valorizzare gli immobili residenziali costituenti il patrimonio degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e di favorire il soddisfacimento dei fabbisogni abitativi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro delle infrastrutture ed il Ministro per i rapporti con le regioni promuovono, in sede di Conferenza unificata, di cui all'Art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, la conclusione di accordi con regioni ed enti locali aventi ad oggetto la semplificazione delle procedure di alienazione degli immobili di proprietà dei predetti Istituti. 2. Ai fini della conclusione degli accordi di cui al comma 1, si tiene conto dei seguenti criteri: a) determinazione del prezzo di vendita delle unità immobiliari in proporzione al canone di locazione; b) riconoscimento del diritto di opzione all'acquisto in favore dell'assegnatario unitamente al proprio coniuge, qualora risulti in regime di comunione dei beni, ovvero, in caso di rinunzia da parte dell'assegnatario, in favore del coniuge in regime di separazione dei beni, o, gradatamente, del convivente more uxorio, purché la convivenza duri da almeno cinque anni, dei figli conviventi, dei figli non conviventi; c) destinazione dei proventi delle alienazioni alla realizzazione di interventi volti ad alleviare il disagio abitativo. 3. Nei medesimi accordi, fermo quanto disposto dall'articolo 1, comma 6, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, può essere prevista la facoltà per le amministrazioni regionali e locali di stipulare convenzioni con società di settore per lo svolgimento delle attività strumentali alla vendita dei singoli beni immobili. Art. 15 (Expo Milano 2015) Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell'adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2009, 45 milioni di euro per l'anno 2010, 59 milioni di euro per l'anno 2011, 223 milioni di euro per l'anno 2012, 564 milioni di euro per l'anno 2013, 445 milioni di euro per l'anno 2014 e 120 milioni di euro per l'anno 2015. Ai fini di cui al comma 1 Sindaco di Milano in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto è nominato Commissario straordinario del Governo per l'attività preparatoria urgente. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Presidente della Regione Lombardia e sentiti i rappresentanti degli Enti locali interessati, sono istituiti gli organismi per la gestione delle attività, compresa la previsione di un tavolo istituzionale per il governo complessivo degli interventi regionali e sovra regionali presieduto dal Presidente della Regione Lombardia in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto e sono stabiliti i criteri di ripartizione e le modalità di erogazione dei finanziamenti. CAPO V ISTRUZIONE E RICERCA Art. 16 (Costo dei libri scolastici) A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell'organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente. 2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell'istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall'anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili. 3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono determinati: a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso; b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on – line e mista; c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell'intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell'autore e dell'editore. 4. Le Università e le Istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3. Art. 17 (Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università) In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione è adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed è approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie è trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non è ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità almeno triennale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione. La vigilanza sulle fondazioni universitarie è esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie è assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 259/99 e riferisce annualmente al Parlamento. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario senza oneri aggiuntivi a carico del Bilancio dello Stato, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore della presente norma. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime. Art. 18 (Progetti di ricerca di eccellenza) 1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all'incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI è soppressa. 2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia. 3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è disposta l'attribuzione del patrimonio storico e documentale della Fondazione IRI ad una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Con il medesimo decreto potrà essere altresì disposta la successione di detta società in eventuali rapporti di lavoro in essere con la Fondazione IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare incompatibili con le finalità o l'organizzazione della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia ai sensi del precedente comma sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati. La Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia provvederà agli adempimenti di cui all'articolo 20 delle disposizioni di attuazione del codice civile. CAPO VI LIBERALIZZAZIONI E DEREGOLAZIONE Art. 19 (Reclutamento del personale delle società pubbliche) 1. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo all'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell'Art. 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001. 2. Le altre società a partecipazione pubblica totale o di controllo adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi, anche di derivazione comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità. 3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle società quotate su mercati regolamentati. Art. 20 (Razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti) 1. Al fine di garantire il pieno rispetto delle disposizioni dell'ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e di assicurare il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, l'installazione e l'esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti non possono essere subordinati alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto di vincoli, con finalità commerciali, relativi a contingentamenti numerici, distanze minime tra impianti e tra impianti ed esercizi o superfici minime commerciali o che pongono restrizioni o obblighi circa la possibilità di offrire, nel medesimo impianto o nella stessa area, attività e servizi integrativi. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 costituiscono principi generali in materia di tutela della concorrenza e livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. 3. All'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 11 febbraio 1998,. n. 32 le parole: “e a fronte della chiusura di almeno settemila impianti nel periodo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo” sono abrogate. 4. All'articolo 1, comma 3, primo periodo, del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 le parole “iscritto al relativo albo professionale” sono sostituite dalle seguenti “abilitato ai sensi delle specifiche normative vigenti nei paesi dell'Unione europea”. 5. Le regioni e le province autonome, nell'ambito dei poteri di programmazione del territorio, promuovono il miglioramento della rete distributiva dei carburanti e la diffusione dei carburanti eco-compatibili, secondo criteri di efficienza, adeguatezza e qualità del servizio per i cittadini, nel rispetto dei principi di non discriminazione previsti al comma 1 e della disciplina in materia ambientale, urbanistica e di sicurezza. 6. Il Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, determina entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i criteri di vettoriamento del gas metano per autotrazione attraverso le reti di trasporto e distribuzione del gas naturale. Art. 21 (Abolizione del divieto di cumulo tra pensione e redditi di lavoro) A decorrere dal 1° gennaio 2009 le pensioni dirette di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. A decorrere dalla medesima data di cui al primo periodo del presente comma sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni dirette conseguite nel regime contributivo in via anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e ai 60 anni per le donne a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima nonché della gestione separata di cui all'articolo 1, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, a condizione che il soggetto abbia maturato i requisiti di cui all'articolo 1, commi 6 e 7 della legge 23 agosto 2004, n. 243 e successive modificazioni e integrazioni fermo restando il regime delle decorrenze dei trattamenti disciplinato dall'articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 243 del 2004. Con effetto dalla medesima data di cui al primo periodo del presente comma relativamente alle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo: sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia anticipate liquidate con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni; sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia liquidate a soggetti con età pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne. I commi 21 e 22 dell'articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono soppressi. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1965, n. 758. Art. 22 (Disposizioni in materia contributiva) 1. Il secondo comma, dell'Art. 6, della legge 11 gennaio 1943, n. 138, si interpreta nel senso che i datori di lavoro che hanno corrisposto per legge o per contratto collettivo, anche di diritto comune, il trattamento economico di malattia, con conseguente esonero dell'Istituto nazionale della previdenza sociale dall'erogazione della predetta indennità, non sono tenuti al versamento della relativa contribuzione all'Istituto medesimo. Restano acquisite alla gestione e conservano la loro efficacia le contribuzioni comunque versate per i periodi anteriori alla data del 1° gennaio 2009. 2. A decorrere dal 1° gennaio 2009, le imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto sono tenute a versare, secondo la normativa vigente: la contribuzione per maternità; la contribuzione per malattia per gli operai. 3. A decorrere dal 1° gennaio 2009 il comma 2, lett. a) dell'articolo 16 della legge 23 luglio 1991, n. 223 è così sostituito: “ Al versamento di un contributo nella misura dello 0,30% delle retribuzioni che costituiscono imponibile contributivo. 4. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 40, n. 2, del regio decreto legge 4 ottobre 1935, n. 1827. 5. All'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica del 26 aprile 1957, n. 818, sono soppresse le parole: “dell'Art. 40, n. 2, del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827 , e”. 6. L'estensione dell'obbligo assicurativo di cui alla presente disposizione si applica con effetto dal primo periodo di paga decorrente dal 1° gennaio 2009. 7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, nei procedimenti relativi a controversie in materia di previdenza e assistenza sociale, a fronte di una pluralità di domande che frazionino un credito relativo al medesimo rapporto, comprensivo delle somme eventualmente dovute per interessi, competenze e onorari e ogni altro accessorio, la riunificazione è disposta d'ufficio dal giudice ai sensi dell'Art. 151 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. 8. In mancanza della riunificazione di cui al comma 1, l'improcedibilità della domanda può essere richiesta dal convenuto in ogni stato e grado del procedimento, ivi compresa la fase esecutiva. 9. Il giudice, ove abbia notizia che la riunificazione non è stata osservata, anche sulla base dell'eccezione del convenuto, sospende il giudizio o revoca la provvisoria esecutività dei decreti e fissa alle parti un termine perentorio per la riunificazione. 10. A decorrere dal 1° gennaio 2009, l'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno cinque anni nel territorio nazionale. 11. A decorrere dal 1° gennaio 2009, al primo comma dell'Art. 43 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, dopo la parola: “regionali” sono soppresse le seguenti parole: “e provinciali”. 12. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge l'Istituto nazionale della previdenza sociale mette a disposizione dei Comuni modalità telematiche di trasmissione per le comunicazioni relative ai decessi e alle variazioni di stato civile da effettuarsi obbligatoriamente entro due giorni dalla data dell'evento. 13. In caso di ritardo nella trasmissione di cui al comma 1 il responsabile del procedimento, ove ne derivi pregiudizio, risponde a titolo di danno erariale. 14. Il primo periodo dell'articolo 31, comma 19, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 è soppresso. Art. 23 (Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato) All'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dopo le parole "tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo" aggiungere le parole: ",anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro". All'articolo 5, comma 4 bis, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole "ferma restando la disciplina della successione di contratti di cui ai commi precedenti" aggiungere le parole: "e fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale". All'articolo 5, comma 4-quater, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole "ha diritto di precedenza" aggiungere le parole: "fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale". Decorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali procede ad una verifica, con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, degli effetti delle disposizioni contenute nei commi che precedono e ne riferisce al Parlamento entro tre mesi ai fini della valutazione della sua ulteriore vigenza. Art. 24 (Modifiche alla disciplina dei contratti occasionali di tipo accessorio) L'articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, è sostituito dal seguente: "1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito: a) di lavori domestici; b) di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; c) dell'insegnamento privato supplementare; d) di manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà; e) dei periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado; f) di attività agricole di carattere stagionale; g) dell' impresa familiare di cui all'articolo 230 bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi; h) della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica“. All'Art. 72 comma 4 bis le parole “lettera e-bis)” sono sostituite dalle seguenti: “lettera g)”. L'articolo 72, comma 5, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, è sostituito dal seguente: "5. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali individua con proprio decreto il concessionario del servizio e regolamenta i criteri e le modalità per il versamento dei contributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. In attesa del decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nell'INPS e nelle agenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lett. a) e c) e 6, commi 1, 2 e 3 del presente decreto". Dalla data di entrata in vigore del presente decreto è abrogato l'articolo 71 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Art. 25 (Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato) All'articolo 49, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 le parole da "inferiore a due anni e superiore a sei" sono sostituite con > . All'articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 è aggiunto il seguente comma: "5. ter – In caso di formazione esclusivamente aziendale non opera quanto previsto dal comma 5. In questa ipotesi i profili formativi dell'apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione aziendale e determinano, per ciascun profilo formativo, la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo>>. Al comma 1 dell'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 dopo le parole "alta formazione" aggiungere le parole: ",compresi i dottorati di ricerca". Al comma 3 dell'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 dopo le parole "e le altre istituzioni formative" aggiungere le seguenti parole: "In assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione dell'apprendistato di alta formazione è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro con le Università e le altre istituzioni formative. Trovano applicazione, per quanto compatibili, i principi stabiliti all'articolo 49, comma 4, nonché le disposizioni di cui all'articolo 53". Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati: a) l'articolo 1 del decreto ministeriale 7 ottobre 1999; b) l'articolo 21 e l'articolo 24, commi 3 e 4, del D.P.R. 30 dicembre 1956, n. 1668; c) l'articolo 4 della legge 19 gennaio 1955, n. 25. CAPO VII SEMPLIFICAZIONI Art. 26 (“Taglia-leggi”) 1. A far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, sono o restano abrogate le disposizioni elencate nell'allegato A. Art. 27 (“Taglia-oneri” amministrativi) Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro per la semplificazione normativa, è approvato un programma per la misurazione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi informativi nelle materie affidate alla competenza dello Stato, con l'obiettivo di giungere, entro il 31 dicembre 2012, alla riduzione di tali oneri per una quota complessiva del 25%, come stabilito in sede europea. Per la riduzione relativa alle materie di competenza regionale, si provvede ai sensi dell'Art. 20-ter della legge 15 marzo 1997, n. 59, e dei successivi accordi attuativi. In attuazione del programma di cui al comma 1, il Dipartimento della funzione pubblica coordina le attività di misurazione in raccordo con l'Unità per la semplificazione e le amministrazioni interessate per materia. Ciascun Ministro, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, adotta il piano di riduzione degli oneri amministrativi, che definisce le misure normative, organizzative e tecnologiche finalizzate al raggiungimento dell'obiettivo di cui al comma 1, assegnando i relativi programmi ed obiettivi ai dirigenti titolari dei centri di responsabilità amministrativa. I piani confluiscono nel piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4, che assicura la coerenza generale del processo nonché il raggiungimento dell'obiettivo finale di cui al comma 1. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro per la semplificazione normativa, si provvede a definire le linee guida per la predisposizione dei piani di cui al comma 3 e delle forme di verifica dell'effettivo raggiungimento dei risultati, anche utilizzando strumenti di consultazione pubblica delle categorie e dei soggetti interessati. Sulla base degli esiti della misurazione di ogni materia, congiuntamente ai piani di cui al comma 3, e comunque entro il 30 settembre 2012, il Governo è delegato ad adottare uno o più regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro per la semplificazione normativa, di concerto con il Ministro o i Ministri competenti, contenenti gli interventi normativi volti a ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese nei settori misurati e a semplificare e riordinare la relativa disciplina. Tali interventi confluiscono nel processo di riassetto di cui all'Art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59. Degli stati di avanzamento e dei risultati raggiunti con le attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese è data tempestiva notizia sul sito web del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, del Ministro per la semplificazione normativa e dei Ministeri e degli enti pubblici statali interessati. 7. Del raggiungimento dei risultati indicati nei singoli piani ministeriali di semplificazione si tiene conto nella valutazione dei dirigenti responsabili. Art. 28 (“Taglia-enti”) 1. Gli enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità, nonché quelli di cui al comma 636 dell'Art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con esclusione degli ordini professionali e le loro federazioni, delle federazioni sportive e degli enti non inclusi nell'elenco ISTAT pubblicato in attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonché degli enti parco e degli enti di ricerca sono soppressi al sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Le funzioni da questi esercitate sono attribuite all'amministrazione vigilante e le risorse finanziarie ed umane sono trasferite a quest'ultima, che vi succede a titolo universale in ogni rapporto, anche controverso. Nel caso in cui gli enti da sopprimere sono sottoposti alla vigilanza di più Ministeri, le funzioni vengono attribuite al Ministero che riveste competenza primaria nella materia. Nei successivi novanta giorni i Ministri vigilanti comunicano ai Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa gli enti che risultano soppressi ai sensi del presente articolo. Con decreto dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa, di concerto con i Ministri vigilanti, da emanarsi entro 40 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono individuati gli enti che non sono soppressi, nonché gli enti le cui funzioni sono attribuite a organi diversi dal Ministero che riveste competenza primaria nella materia. 2. Sono, altresì, soppressi tutti gli altri enti pubblici non economici di dotazione organica superiore a quella di cui al comma 1 che, alla scadenza del 31 dicembre 2008 non sono stati individuati dalle rispettive amministrazioni al fine della loro conferma, riordino o trasformazione ai sensi del comma 634 dell'Art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. A decorrere dalla stessa data, le relative funzioni sono trasferite al Ministero vigilante. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione normativa e sentiti i Ministri interessati, corredato da una situazione contabile, è disposta la destinazione delle risorse finanziarie, strumentali e di personale degli enti soppressi. In caso di incapienza della dotazione organica del Ministero di cui al secondo periodo, si applica l'Art. 3, comma 128, della presente legge. Al personale che rifiuta il trasferimento si applicano le disposizioni in materia di eccedenza e mobilità collettiva di cui agli articoli 33 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.”. 3. All'allegato A della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono aggiunti, in fine, i seguenti enti: “Ente italiano montagna Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente Istituto agronomico per l'oltremare”. 4. All'alinea del comma 634 dell'Art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: “Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione” sono sostituite dalle seguenti: “Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, del Ministro per la semplificazione normativa”. Art. 29 (“Taglia-carta”) 1. Al fine di ridurre l'utilizzo della carta, dal 1° gennaio 2009, la amministrazioni pubbliche riducono del 50% rispetto a quella dell'anno 2007, la spesa per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita gratuitamente od inviata ad altre amministrazioni. 2. Al fine di ridurre i costi di produzione e distribuzione, a decorrere dal 1° gennaio 2009, la diffusione della Gazzetta Ufficiale a tutti i soggetti in possesso di un abbonamento a carico di organi costituzionali di amministrazioni o enti pubblici o locali è sostituita dall'abbonamento telematico. Il costo degli abbonamenti è conseguentemente rideterminato entro 60 gg. dalla conversione del presente decreto legge. Art. 30 (Misure per garantire la razionalizzazione di strutture tecniche statali) E' istituito, sotto la vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, l'Istituto di ricerca per la protezione ambientale (IRPA). L'IRPA svolge le funzioni, con le inerenti risorse finanziarie strumentali e di personale, dell'Agenzia per la protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici di cui all'articolo 38 del Decreto legislativo n.300 del 30.7.1999 e successive modificazioni, dell'Istituto Nazionale per la fauna selvatica di cui alla legge 11 febbraio 1992, n.157 e successive modificazioni, e dell'Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare di cui all'articolo 1 bis del decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito in legge, con modificazioni, dall'Art. 1, comma 1, della legge 21 gennaio 1994, n. 61, i quali, a decorrere dalla data di insediamento dei commissari di cui al comma 5 del presente articolo, sono soppressi. Con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, da adottare di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti in materia di ambiente, che si esprimono entro venti giorni dalla data di assegnazione, sono determinati, in coerenza con obiettivi di funzionalità, efficienza ed economicità, gli organi di amministrazione e controllo, la sede, le modalità di costituzione e di funzionamento, le procedure per la definizione e l'attuazione dei programmi per l'assunzione e l'utilizzo del personale, nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto degli enti di ricerca e della normativa vigente, nonché per l'erogazione delle risorse dell'IRPA. La denominazione "Istituto di ricerca per la protezione ambientale (IRPA)" sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, le denominazioni: "Agenzia per la protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici (APAT)", "Istituto Nazionale per la fauna selvatica (INFS)" e "Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM)". Per garantire l'ordinaria amministrazione e lo svolgimento delle attività istituzionali fino all'avvio dell'IRPA, il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con proprio decreto, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nomina un commissario e due subcommissari. Dall'attuazione del presente articolo, compresa l'attività dei commissari di cui al comma precedente, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La Commissione istruttoria per l'IPPC, di cui all'Art. 10 del DP.R. 14 maggio 2007, n. 90, è composta da ventitre esperti, provenienti dal settore pubblico e privato, con elevata qualificazione giuridico-amministrativa, di cui almeno tre scelti fra magistrati ordinari, amministrativi e contabili, oppure tecnico-scientifica. Il presidente viene scelto nell'ambito degli esperti con elevata qualificazione tecnico-scientifica. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare procede, con proprio decreto, alla nomina dei ventitre esperti, in modo da adeguare la composizione dell'organo alle prescrizioni di cui al periodo precedente. Sino all'adozione del decreto di nomina dei nuovi esperti, lo svolgimento delle attività istituzionali è garantita dagli esperti in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto. La Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali di cui all'Art. 2 del D.P.R. 14 maggio 2007, n. 90, è composta da ventitre membri di cui dieci tecnici, scelti fra ingegneri, architetti, biologi, chimici e geologi, e tredici scelti fra giuristi ed economisti, tutti di comprovata esperienza, di cui almeno tre scelti fra magistrati ordinari, amministrativi e contabili. I componenti sono nominati ai sensi dell'Art. 2, comma 3, del D.P.R. 14 maggio 2007, n. 90, entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore del presente decreto legge. La Commissione continua ad esercitare tutte le funzioni di cui all'Art. 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90. Art. 31 (Trattamento dei dati personali) All'articolo 34 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “1-bis. Per i soggetti che trattano soltanto dati personali non sensibili e l'unico dato sensibile costituito dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti senza indicazione della relativa diagnosi, l'obbligo di cui alla lettera g) del comma 1 e di cui al punto 19 dell'Allegato B è sostituito dall'autocertificazione, resa dal titolare del trattamento ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di trattare soltanto dati personali non sensibili e l'unico dato sensibile costituito dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti senza indicazione della relativa diagnosi, e che il trattamento di tale ultimo dato è stato eseguito in osservanza delle misure di sicurezza richieste dal presente codice nonché dall'Allegato B).”. 2. Entro due mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, con un aggiornamento del disciplinare tecnico adottato nelle forme del decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, ai sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono previste modalità semplificate di redazione del documento programmatico per la sicurezza di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 34 e di cui al punto 19 dell'Allegato B al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 per le correnti finalità amministrative e contabili. 3. Qualora il decreto di cui al comma 2 non venga adottato entro il termine ivi indicato, la disciplina di cui al comma 1 si applica a tutti i soggetti di cui al comma 2. 4. All'articolo 38 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il comma 2 è sostituito dal seguente: “La notificazione è validamente effettuata solo se è trasmessa attraverso il sito del Garante, utilizzando l'apposito modello, che contiene la richiesta di fornire tutte e soltanto le seguenti informazioni: le coordinate identificative del titolare del trattamento e, eventualmente, del suo rappresentante, nonché di un responsabile del trattamento se designato; la o le finalità del trattamento; una descrizione della o delle categorie di persone interessate e dei dati o delle categorie di dati relativi alle medesime; i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati possono essere comunicati; i trasferimenti di dati previsti verso Paesi terzi; una descrizione generale che permetta di valutare in via preliminare l'adeguatezza delle misure adottate per garantire la sicurezza del trattamento.”. 5. Entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge il Garante di cui all'articolo 153 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 adegua il modello di cui al comma 2 dell'articolo 38 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 alle prescrizioni di cui al comma 4. Art. 32 (Semplificazione dei controlli amministrativi a carico delle imprese soggette a certificazione) 1. Per le imprese soggette a certificazione ambientale o di qualità rilasciata da un soggetto certificatore accreditato in conformità a norme tecniche europee ed internazionali, i controlli periodici svolti dagli enti certificatori sostituiscono i controlli amministrativi o le ulteriori attività amministrative di verifica, anche ai fini dell'eventuale rinnovo o aggiornamento delle autorizzazioni per l'esercizio dell'attività. Le verifiche dei competenti organi amministrativi hanno ad oggetto, in questo caso, esclusivamente l'attualità e la completezza della certificazione. 2. La disposizione di cui al comma 1 è espressione di un principio generale di sussidiarietà orizzontale ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potestà delle Regioni e degli Enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela. 3. Con regolamento, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono individuati le tipologie dei controlli e gli ambiti nei quali trova applicazione la disposizione di cui al comma 1, con l'obiettivo di evitare duplicazioni e sovrapposizioni di controlli, nonché le modalità necessarie per la compiuta attuazione della disposizione medesima, 4. Le prescrizioni di cui ai commi 1 e 2 entrano in vigore all'atto di emanazione del regolamento di cui al comma 3. Art. 33 (Durata e rinnovo della carta d'identità) 1. L'articolo 3, secondo comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, le parole: "cinque anni" sono sostituite dalle seguenti: "dieci anni". 2. La disposizione di cui all'articolo 3, secondo comma, del citato testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si applica anche alle carte d'identità in corso di validità alla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Ai fini del rinnovo, i Comuni informano i titolari della carta d'identità della data di scadenza del documento stesso tra il centoottantesimo e il novantesimo giorno antecedente la medesima data. Art. 34 (Strumenti di pagamento) 1. All'Art. 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: a) ai commi 1, 5, 8, 12 e 13, le parole “euro 5.000” sono sostituite dalle seguenti: “euro 12.500”; b) l'ultimo periodo del comma 10 è abrogato. 2. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 66, comma 7 del citato decreto legislativo n. 231 del 2007. 3. Le disposizioni di cui ai commi 12 e 12-bis dell'articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono abrogate. Art. 35 (Applicabilità degli studi di settore e elenco clienti fornitori) 1. Il comma 1 dell'articolo 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, è sostituito dal seguente: “1. Le disposizioni previste dall'articolo 10, commi da 1 a 6, della legge 8 maggio 1998, n. 146, si applicano a partire dagli accertamenti relativi al periodo d'imposta nel quale entrano in vigore gli studi di settore. A partire dall'anno 2009 gli studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana entro il 30 settembre del periodo d'imposta nel quale entrano in vigore. Per l'anno 2008 il termine di cui al periodo precedente è fissato al 31 dicembre”. 2. Resta ferma la disposizione di cui all'articolo 10, comma 9, della legge 8 maggio 1998, n. 146, concernente la emanazione di regolamenti governativi nella materia ivi indicata. I regolamenti previsti dal citato articolo 10 della legge n. 146, del 1998, possono comunque essere adottati qualora disposizioni legislative successive a quelle contenute nella presente legge regolino la materia, a meno che la legge successiva non lo escluda espressamente. 3. All'articolo 8-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 4-bis è abrogato; b) il comma 6 è abrogato. Art. 36 (Tutela dei consumatori e apparecchi di misurazione) 1. L'articolo 20 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 è abrogato. Sono attribuite ai comuni le funzioni esercitate dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in materia di verificazione prima e verificazione periodica degli strumenti metrici. 2. Presso ciascun comune è individuato un responsabile delle attività finalizzate alla tutela del consumatore e della fede pubblica, con particolare riferimento ai compiti in materia di controllo di conformità dei prodotti e strumenti di misura già svolti dagli uffici di cui al precedente periodo. ”. Art. 37 (Semplificazione della disciplina per l'installazione degli impianti all'interno degli edifici) 1. Entro il 31 marzo 2009 il Ministro dello sviluppo economico emana uno o più decreti, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volti a disciplinare: a) il complesso delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici prevedendo semplificazioni di adempimenti per i proprietari di abitazioni ad uso privato e per le imprese; b) la definizione di un reale sistema di verifiche di impianti di cui alla lettera a) con l'obiettivo primario di tutelare gli utilizzatori degli impianti garantendo una effettiva sicurezza; c) la revisione della disciplina sanzionatoria in caso di violazioni di obblighi stabiliti dai provvedimenti previsti alle lettere a) e b). 2. L'articolo 13 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n.37 è soppresso. Art. 38 (Class action) 1. Al fine di individuare e coordinare specifici strumenti di tutela risarcitoria collettiva, anche in forma specifica nei confronti delle pubbliche amministrazioni, all'articolo 2, comma 447 della legge 4 dicembre 2007, n. 244, le parole “decorsi centottanta giorni” sono sostituiti dalle seguenti: “decorso un anno”. Art. 39 (Snellimento della cooperazione allo sviluppo internazionale) 1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia, sono definite le modalità semplificate di svolgimento delle procedure amministrative e contrattuali riguardanti: gli interventi di cooperazione a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nei Paesi indicati dalla legge 13 marzo 2008 n. 45; gli interventi nelle ulteriori aree individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri, finalizzati al superamento delle criticità di natura umanitaria, sociale o economica. 2. Con il decreto di cui al comma 1 sono stabilite, in particolare: a) le modalità di approvazione degli interventi, in conformità alla legge 26 febbraio 1987, n. 49 Art. 11 comma 3 e alla legge 8 agosto 1996, n. 426 Art.11 comma 1. b) le specifiche deroghe alle norme di contabilità generale dello Stato; c) i presupposti per il ricorso ad esperti e consulenti tecnici e giuridici; d) le modalità di svolgimento delle procedure negoziata. 3. Le somme accreditate alla Rappresentanza all'estero per la realizzazione degli interventi previsti dalla presente legge non impegnate nell'esercizio di competenza possono essere impegnata nello esercizio successivo. 4. La rendicontazione delle spese sostenute con le risorse accreditate ai sensi del comma precedente è resa in unica soluzione entro tre mesi dalla conclusione di ogni singolo intervento. Art. 40 (Certificazioni e prestazioni sanitarie) Al fine di garantire la riduzione degli adempimenti meramente formali e non necessari alla tutela della salute a carico di cittadini ed imprese e consentire la eliminazione di adempimenti formali connessi a pratiche sanitarie obsolete, con decreto del Ministro del Lavoro, della Salute e della solidarietà sociale, di concerto con il Ministro per la semplificazione, previa intesa in sede di conferenza Unificata, sono individuate le disposizioni da abrogare. Il comma 2 dell'articolo 1 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:“2. Il presente testo unico non si applica ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, salvo quanto previsto dalle norme di attuazione dell'ordinamento comunitario”. Art. 41 (Impresa in un giorno) Al fine di garantire il diritto di iniziativa economica privata di cui all'Art. 41 della Costituzione, l'avvio di attività imprenditoriale, per il soggetto in possesso dei requisiti di legge, è tutelato sin dalla presentazione della dichiarazione di inizio attività o dalla richiesta del titolo autorizzatorio. Le disposizioni del presente articolo attengono ai livelli essenziali delle prestazioni per garantire uniformemente i diritti civili e sociali ed omogenee condizioni per l'efficienza del mercato e la concorrenzialità delle imprese su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'Art. 117, seconda comma, lett. m) della Costituzione. Con regolamento, adottato ai sensi dell'Art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si procede alla semplificazione e al riordino della disciplina dello sportelli unico per le attività produttive di cui al D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447, e successive modificazioni, in base ai seguenti principi e criteri, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 19, comma 1 e 20, comma 4, della legge 7 agosto 1990. n. 241: attuazione del principio secondo cui, salvo quanto previsto per i soggetti privati di cui alla lettera c), lo sportello unico costituisce l'unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e fornisce, altresì, una risposta unica e tempestiva per conto di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle di cui all'Art. 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241; le disposizioni si applicano sia per l'espletamento delle procedure e delle formalità per i prestatori di servizi di cui alla direttiva del Consiglio e del Parlamento europeo del 12 dicembre 2006, n. 123, sia per la realizzazione e la modifica di impianti produttivi di beni e servizi; l'attestazione della sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per la realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione dell'esercizio dell'attività di impresa può essere affidata a soggetti privati accreditati (“Agenzie per le imprese”). In caso di istruttoria con esito positivo, tali soggetti privati rilasciano una dichiarazione di conformità che costituisce titolo autorizzatorio per l'esercizio dell'attività. Qualora si tratti di procedimenti che comportino attività discrezionale da parte dell'Amministrazione, i soggetti privati accreditati svolgono unicamente attività istruttorie in luogo e a supporto dello sportello unico; i comuni possono esercitare le funzioni inerenti allo sportello unico anche avvalendosi del sistema camerale; l'attività di impresa può essere avviata immediatamente nei casi in cui sia sufficiente la presentazione della dichiarazione di inizio attività allo sportello unico; lo sportello unico, al momento della presentazione della dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti previsti per la realizzazione dell'intervento, rilascia una ricevuta che, in caso di d.i.a., costituisce titolo autorizzatorio. In caso di diniego, il privato può richiedere il ricorso alla conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241; per i progetti di impianto produttivo eventualmente contrastanti con le previsioni degli strumenti urbanistici, è previsto un termine di trenta giorni per il rigetto o la formulazione di osservazioni ostative, ovvero per l'attivazione della conferenza di servizi per la conclusione certa del procedimento; in caso di mancato ricorso alla conferenza di servizi, scaduto il termine previsto per le altre amministrazioni per pronunciarsi sulle questioni di loro competenza, l'amministrazione procedente conclude in ogni caso il procedimento prescindendo dal loro avviso; in tal caso, salvo il caso di omessa richiesta dell'avviso, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata emissione degli avvisi medesimi. Con uno o più regolamenti, adottati ai sensi dell'Art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti i requisiti e le modalità di accreditamento dei soggetti privati di cui al comma 3, lettera b), e le forme di vigilanza sui soggetti stessi, anche demandando tali funzioni al sistema camerale, nonché le modalità per la divulgazione, anche informatica, delle tipologie di autorizzazione per le quali è sufficiente l'attestazione dei soggetti privati accreditati, secondo criteri omogenei sul territorio nazionale e tenendo conto delle diverse discipline regionali. Il Comitato per la semplificazione di cui all'Art. 1 del decreto legge n. 4 del 2006 predispone un piano di formazione dei dipendenti pubblici, con la eventuale partecipazione anche di esponenti del sistema produttivo, che miri a diffondere sul territorio nazionale la capacità delle amministrazioni pubbliche di assicurare sempre e tempestivamente l'esercizio del diritto di cui al comma 1 attraverso gli strumenti di semplificazione di cui al presente articolo. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 42 (Adempimenti di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro) Il datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, deve istituire e tenere il libro unico del lavoro nel quale sono iscritti tutti i lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo. Per ciascun lavoratore devono essere indicati il nome e cognome, il codice fiscale e, ove ricorrano, la qualifica e il livello, la retribuzione base, l'anzianità di servizio, nonché le relative posizioni assicurative. Nel libro unico del lavoro deve essere effettuata ogni annotazione relativa a dazioni in danaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro, comprese le somme a titolo di rimborso spese, le trattenute a qualsiasi titolo effettuate, le detrazioni fiscali, i dati relativi agli assegni per il nucleo familiare, le prestazioni ricevute da enti e istituti previdenziali. Le somme erogate a titolo di premio o per prestazioni di lavoro straordinario devono essere indicate specificatamente. Il libro unico del lavoro deve altresì contenere un calendario delle presenze, da cui risulti, per ogni giorno, il numero di ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore subordinato, nonché l'indicazione delle ore di straordinario, delle eventuali assenze dal lavoro, anche non retribuite, delle ferie e dei riposi. Nella ipotesi in cui al lavoratore venga corrisposta una retribuzione fissa o a giornata intera o a periodi superiori è annotata solo la giornata di presenza al lavoro. Il libro unico del lavoro deve essere compilato coi dati di cui ai commi 1 e 2, per ciascun mese di riferimento, entro il giorno 16 del mese successivo. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali stabilisce, con decreto da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalità e tempi di tenuta e conservazione del libro unico del lavoro e disciplina il relativo regime transitorio. Con la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro il datore di lavoro adempie agli obblighi di cui alla legge 5 gennaio 1953, n. 4. La violazione dell'obbligo di istituzione e tenuta del libro unico del lavoro di cui al comma 1 è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 500 a 2.500 euro. L'omessa esibizione agli organi di vigilanza del libro unico del lavoro è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 200 a 2.000 euro. I soggetti di cui all'articolo 1, comma 4, della legge 11 gennaio 1979 n. 12 che, senza giustificato motivo, non ottemperino entro quindici giorni alla richiesta degli organi di vigilanza di esibire la documentazione in loro possesso sono puniti con la sanzione amministrativa da 250 a 2000 euro. In caso di recidiva della violazione la sanzione varia da 500 a 3000. Salvo i casi di errore meramente materiale, l'omessa o infedele registrazione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 150 a 1500 euro e se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 500 a 3000 euro. La violazione dell'obbligo di cui al comma 3 è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 150 a 1500 euro. La mancata conservazione per il termine previsto dal decreto di cui al comma 4 è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro. Alla contestazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e previdenza. Autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 è la Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente. Il primo periodo dell'Art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 è sostituito dal seguente: "Se ai lavori sono addette le persone indicate dall'articolo 4, numeri 6 e 7, il datore di lavoro, anche artigiano, qualora non siano oggetto di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro di cui all'articolo 9 bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito con modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, deve denunciarle, in via telematica o a mezzo fax, all'Istituto assicuratore nominativamente, prima dell'inizio dell'attività lavorativa, indicando altresì il trattamento retributivo ove previsto". Alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 sono apportate le seguenti modifiche: a) nell'articolo 2, è abrogato il comma 3; b) nell'articolo 3, i commi da 1 a 4 e 6 sono abrogati, il comma 5 è sostituito dal seguente: "Il datore di lavoro che faccia eseguire lavoro al di fuori della propria azienda è obbligato a trascrivere il nominativo ed il relativo domicilio dei lavoratori esterni alla unità produttiva, nonché la misura della retribuzione nel libro unico del lavoro"; c) nell'articolo 10, i commi da 2 a 4 sono abrogati, il comma 1 è sostituito dal seguente: "Per ciascun lavoratore a domicilio, il libro unico del lavoro deve contenere anche le date e le ore di consegna e riconsegna del lavoro, la descrizione del lavoro eseguito, la specificazione della quantità e della qualità di esso"; d) nell'articolo 13, i commi 2 e 6 sono abrogati, al comma 3 sono abrogate le parole "e 10, primo comma", al comma 4 sono abrogate le parole "3, quinto e sesto comma, e 10, secondo e quarto comma". Art. 43 (Abrogazioni) Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono soppressi: l'articolo 134 del regio decreto 28 agosto 1924, n. 1422; l'articolo 7 della legge 9 novembre 1955, n. 1122; gli articoli 39 e 41 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797; il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 1963, n. 2053; gli articoli 20, 21, 25 e 26 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124; l'articolo 42 della legge 30 aprile 1969, n. 153; la legge 8 gennaio 1979, n. 8; il decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1981, n. 179; l'articolo 9 quater del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito con modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n. 608; il comma 1178 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296; il decreto ministeriale 30 ottobre 2002; la legge 17 ottobre 2007, n. 188; i commi 32, lett. d), 38, 45, 47, 48, 49, 50, dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247; i commi 1173 e 1174 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto trovano applicazione gli articoli 14, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche e integrazioni Alla lett. h) dell'articolo 55, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole "degli articoli 18, comma 1, lett. u)" sono soppresse. Art. 44 (Tenuta dei documenti di lavoro e altri adempimenti formali) L'articolo 5 della legge 11 gennaio 1979, n. 12 è sostituito dal seguente: "1. Per lo svolgimento della attività di cui all'articolo 2 i documenti dei datori di lavoro possono essere tenuti presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri professionisti di cui all'articolo 1, comma 1. I datori di lavoro che intendono avvalersi di questa facoltà devono comunicare preventivamente alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio le generalità del soggetto al quale è stato affidato l'incarico, nonché il luogo ove sono reperibili i documenti. 2. Il consulente del lavoro e gli altri professionisti di cui all'articolo 1, comma 1, che, senza giustificato motivo, non ottemperino entro 15 giorni alla richiesta degli organi di vigilanza di esibire la documentazione in loro possesso, sono puniti con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 1000 euro. In caso di recidiva della violazione è data informazione tempestiva al Consiglio provinciale dell'Ordine professionale di appartenenza del trasgressore per eventuali provvedimenti disciplinari". All'articolo 4 bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, come inserito dall'articolo 6 del decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. All'atto della assunzione, prima dell'inizio della attività di lavoro, i datori di lavoro pubblici e privati, sono tenuti a consegnare ai lavoratori una copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro di cui all'articolo 9 bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito con modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, adempiendo in tal modo anche alla comunicazione di cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152. L'obbligo si intende assolto nel caso in cui il datore di lavoro consegni al lavoratore, prima dell'inizio della attività lavorativa, copia del contratto individuale di lavoro che contenga anche tutte le informazioni previste dal decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152. La presente disposizione non si applica per il personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165". All'articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 234 sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 2 sono abrogate le parole "I registri sono conservati per almeno due anni dopo la fine del relativo periodo"; b) il comma 3 è sostituito dal seguente: "Gli obblighi di registrazione di cui al comma 2 si assolvono mediante le relative scritturazioni nel libro unico del lavoro". Il comma 6 dell'articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68 è sostituito dal seguente: "6. I datori di lavoro pubblici e privati, soggetti alle disposizioni della presente legge sono tenuti ad inviare in via telematica agli uffici competenti un prospetto informativo dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all'articolo 3, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori di cui all'articolo 1. Se, rispetto all'ultimo prospetto inviato, non avvengono cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l'obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, il datore di lavoro non è tenuto ad inviare il prospetto. Al fine di assicurare l'unitarietà e l'omogeneità del sistema informativo lavoro, il modulo per l'invio del prospetto informativo, nonché la periodicità e le modalità di trasferimento dei dati sono definiti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie e previa intesa con la Conferenza Unificata. I prospetti sono pubblici. Gli uffici competenti, al fine di rendere effettivo il diritto di accesso ai predetti documenti amministrativi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, dispongono la loro consultazione nelle proprie sedi, negli spazi disponibili aperti al pubblico". Al comma 1 dell'articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68 sono soppresse le parole "nonché apposita certificazione rilasciata dagli uffici competenti dalla quale risulti l'ottemperanza alle norme della presente legge". Gli armatori e le società di armamento sono tenute a comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di imbarco o sbarco, agli Uffici di collocamento della gente di mare nel cui ambito territoriale si verifica l'imbarco o lo sbarco, l'assunzione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al personale marittimo iscritto nelle matricole della gente di mare di cui all'articolo 115 del Codice della Navigazione, al personale marittimo non iscritto nelle matricole della gente di mare  nonché a tutto il personale che a vario titolo presta servizio, come definito  all'articolo 2, comma 1, lett. a) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 324 del 2001. Art. 45 (Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro) All'articolo 1, comma 2, lett. e), n. 2, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole "è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga", inserire le parole: "per almeno tre ore". All'articolo 1, comma 2, lett. h), del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole "passeggeri o merci", inserire le parole: "sia per conto proprio che per conto di terzi". All'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole "attività operative specificamente istituzionali", inserire le parole: "e agli addetti ai servizi di vigilanza privata". All'articolo 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole "frazionati durante la giornata", inserire le parole: "o da regimi di reperibilità". All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, dopo le parole "di cui all'articolo 7.", sono aggiunte le parole "Il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni". La lett. a) dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 è sostituita dalla seguente: "a) attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi turno o squadra e non possa usufruire, tra la fine del servizio di un turno o di una squadra e l'inizio del successivo, di periodi di riposo giornaliero o settimanale". Il comma 1 dell'articolo17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 è sostituito dal seguente: "Le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante contratti collettivi stipulati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. In assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi nazionali le deroghe possono essere stabilite nei contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale". Il comma 3, dell'articolo 18 bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 è sostituito dal seguente: "3. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 4, commi 2, 3, 4, dall'articolo 9, comma 3, e dall'articolo 10, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa da 130 a 780 euro per ogni lavoratore, per ciascun periodo di riferimento di cui all'articolo 4, commi 3 o 4, a cui si riferisca la violazione". Il comma 4 dell'articolo 18 bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 è sostituito dal seguente: "4. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 7, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa da 25 euro a 100 euro in relazione ad ogni singolo lavoratore e ad ogni singolo periodo di 24 ore>>. Il comma 6 dell'articolo 18 bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 è sostituito dal seguente: "6. La violazione delle disposizioni previste dall'articolo 5, commi 3 e 5, è soggetta alla sanzione amministrativa da 25 a 154 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata nel corso dell'anno solare per più di cinquanta giornate lavorative, la sanzione amministrativa va da 154 a 1.032 euro e non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta". All'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 eliminare le parole: "ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, considerando le specifiche gravità di esposizione al rischio di infortunio,". All'articolo 14, comma 4, lett. b), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 eliminare le parole: "di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o". Al personale delle aree dirigenziali degli Enti e delle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, in ragione della qualifica posseduta e delle necessità di conformare l'impegno di servizio al pieno esercizio della responsabilità propria dell'incarico dirigenziale affidato, non si applicano le disposizioni di cui agli artt 4 e 7 del decreto legislativo 2003 n. 66. La contrattazione collettiva definisce le modalità atte a garantire ai dirigenti condizioni di lavoro che consentano una protezione appropriata ed il pieno recupero delle energie psico-fisiche. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati gli articoli 4, comma 5, 12, comma 2, e l'articolo 18 bis, comma 5, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66; Art. 46 (Accesso agli elenchi dei contribuenti) 1. Nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, al fine di attuare il principio di trasparenza nell'ambito dei rapporti fiscali in coerenza con la disciplina prevalente negli altri Stati comunitari: a) all'articolo 69 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) il comma 6 è sostituito dal seguente: “Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno sia presso lo stesso ufficio delle imposte, sia presso i Comuni interessati. Nel predetto periodo è ammessa la visione e l'estrazione di copia degli elenchi nei modi e con i limiti stabiliti dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dalla relativa normativa di attuazione, nonché da specifiche disposizioni di legge. Per l'accesso non sono dovuti i tributi speciali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 648”; 2) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: “6-bis. Fuori dai casi sopra previsti, la comunicazione o diffusione, totale o parziale, con qualsiasi mezzo, degli elenchi o di dati personali ivi contenuti, ove il fatto non costituisca reato, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da cinque mila euro a trenta mila euro. La somma può essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore”; b) all'articolo 66-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) nel primo periodo del secondo comma le parole “e pubblicano” sono soppresse; 2) il secondo periodo del secondo comma è sostituito dal seguente: “Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno sia presso lo stesso ufficio delle imposte, sia presso i Comuni interessati. Nel predetto periodo, è ammessa la visione e l'estrazione di copia degli elenchi nei modi e con i limiti stabiliti dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti nella legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dalla relativa normativa di attuazione, nonché da specifiche disposizioni di legge. Per l'accesso non sono dovuti i tributi speciali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 648”; 3) al quarto comma la parola “pubblicano” è sostituita dalle seguenti: “formano, per le finalità di cui al secondo comma”; 4) dopo il quarto comma è aggiunto il seguente: “Fuori dai casi sopra previsti, la comunicazione o diffusione, totale o parziale, con qualsiasi mezzo, degli elenchi o di dati personali ivi contenuti, ove il fatto non costituisca reato, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da cinque mila euro a trenta mila euro. La somma può essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore.”. Art. 47 (Semplificazione degli strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo d'impresa) 1. Per favorire l'attrazione degli investimenti e la realizzazione di progetti di sviluppo di impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro per la semplificazione, sono stabiliti i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati e per la realizzazione di interventi ad essi complementari e funzionali. Con tale decreto, da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede, in particolare a: individuare le attività, le iniziative, le categorie di imprese, il valore minimo degli investimenti e le spese ammissibili all'agevolazione, la misura e la natura finanziaria delle agevolazioni concedibili nei limiti consentiti dalla vigente normativa comunitaria, i criteri di valutazione dell'istanza di ammissione all'agevolazione; affidare, con le modalità stabilite da apposita convenzione, all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. le funzioni relative alla gestione dell'intervento di cui al presente articolo, ivi comprese quelle relative alla ricezione, alla valutazione ed alla approvazione della domanda di agevolazione, alla stipula del relativo contratto di ammissione, all'erogazione, al controllo ed al monitoraggio dell'agevolazione, alla partecipazione al finanziamento dell'eventuali opere infrastrutturali complementari e funzionali all'investimento privato; stabilire le modalità di cooperazione con le Regioni e gli enti locali interessati, ai fini della gestione dell'intervento di cui al presente articolo, con particolare riferimento alla programmazione e realizzazione dell'eventuali opere infrastrutturali complementari e funzionali all'investimento privato; disciplinare una procedura accelerata che preveda la possibilità per l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. di chiedere al Ministero dello sviluppo economico l'indizione di conferenze di servizi ai sensi dell'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Alla conferenza partecipano tutti i soggetti competenti all'adozione dei provvedimenti necessari per l'avvio dell'investimento privato ed alla programmazione delle opere infrastrutturali complementari e funzionali all'investimento stesso, la predetta Agenzia nonché, senza diritto di voto, il soggetto che ha presentato l'istanza per la concessione dell'agevolazione. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui all'articolo 14-ter, comma 3, della citata legge n. 241 del 1990, il Ministero dello sviluppo economico adotta, in conformità alla determinazione conclusiva della conferenza di servizi, un provvedimento di approvazione del progetto esecutivo che sostituisce, a tutti gli effetti, salvo che la normativa comunitaria non disponga diversamente, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato necessario all'avvio dell'investimento agevolato e di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza; le agevolazioni di cui al presente comma sono cumulabili, nei limiti dei massimali previsti dalla normativa comunitaria, con benefici fiscali. 2. Il Ministero dello sviluppo economico definisce, con apposite direttive, gli indirizzi operativi per la gestione dell'intervento di cui al presente articolo, vigila sull'esercizio delle funzioni affidate all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. ai sensi del decreto di cui al comma 1, effettua verifiche, anche a campione, sull'attuazione degli interventi finanziati e sui risultati conseguiti per effetto degli investimenti realizzati. 3. Le agevolazioni finanziarie e gli interventi complementari e funzionali di cui al comma 1 possono essere finanziati con le disponibilità assegnate ad apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, dove affluiscono le risorse ordinarie disponibili a legislazione vigente già assegnate al Ministero dello sviluppo economico in forza di Piani pluriennali di intervento e del Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nell'ambito dei programmi previsti dal Quadro strategico nazionale 2007-2013 ed in coerenza con le priorità ivi individuate. Con apposito decreto del Ministero per lo sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, viene effettuata una ricognizione delle risorse di cui al presente comma per individuare la dotazione del Fondo. 4. Per l'utilizzo del Fondo di cui al precedente comma, il Ministero per lo sviluppo economico si avvale dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti. 5. Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, non possono essere più presentate domande per l'accesso alle agevolazioni e agli incentivi concessi sulla base delle previsioni in materia di contratti di programma, di cui all'articolo 2, comma 203, lettera e), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ivi compresi i contratti di localizzazione, di cui alle delibere CIPE 19 dicembre 2002, n. 130, e del 9 maggio 2003, n. 16. Alle domande presentate entro la data di cui al periodo precedente si applica la disciplina vigente prima dell'entrata in vigore della presente legge, fatta salva la possibilità per l'interessato di chiedere che la domanda sia valutata ai fini dell'ammissione ai benefici di cui al presente articolo. 6. Sono abrogate le disposizioni dell'articolo 1, commi 215, 216, 217, 218 e 221, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dell'articolo 6, commi 12, 13, 14 e 14-bis, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, è abrogato l'articolo 1, comma 13, del citato decreto legge n. 35 del 2005. Art. 48 (Trasparenza dei flussi finanziari dei Fondi strutturali comunitari e del Fondo per le aree sottoutilizzate) 1. Per prevenire l'indebito utilizzo delle risorse stanziate nell'ambito della programmazione unitaria della politica regionale per il periodo 2007-2013, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con i Ministri interessati, sono definite modalità e procedure necessarie a garantire l'effettiva tracciabilità dei flussi finanziari relativi all'utilizzo, da parte dei soggetti beneficiari delle agevolazioni, delle risorse pubbliche e private impiegate per la realizzazione degli interventi oggetto di finanziamento a valere sui Fondi strutturali comunitari e sul Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono tenute, nell'utilizzo delle risorse dei predetti Fondi loro assegnate, ad applicare le modalità e le procedure definite dal decreto di cui al periodo precedente. Art. 49 (Semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei contributi all'editoria) 1. Con regolamento di delegificazione ai sensi dell'Art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrare in vigore del presente decreto, sentito il Ministro per la semplificazione normativa, sono emanate senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica e tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell'editoria, che costituiscono limite massimo di spesa, misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all'editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62, nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare ad esse connessa, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo e dei criteri di calcolo dello stesso, assicurando comunque la prova dell'effettiva distribuzione e messa in vendita della testata, nonché l'adeguata valorizzazione dell'occupazione professionale; b) semplificazione delle fasi del procedimento di erogazione, che garantisca, anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate, che il contributo sia effettivamente erogato entro e non oltre l'anno successivo a quello di riferimento. Art. 50 (Soppressione del Servizio consultivo ed ispettivo tributario e della Commissione spesa pubblica) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Servizio consultivo ed ispettivo tributario è soppresso e, dalla medesima data, le relative funzioni sono attribuite al Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze ed il relativo personale amministrativo è restituito alle amministrazioni di appartenenza ovvero, se del ruolo del Ministero dell'economia e delle finanze, assegnato al Dipartimento delle finanze di tale Ministero. 2. A decorrere dalla data di cui al comma 1, sono o restano abrogate tutte le disposizioni incompatibili con quelle di cui al medesimo comma 1 e, in particolare: a) a) gli articoli 9, 10, 11, 12 della legge 24 aprile 1980, n. 146, e successive modificazioni; b) b) l'articolo 22 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 107; c) c) gli articoli 2, comma 1, lettera d), e 3, comma 1, lettere d) ed e), limitatamente al primo periodo, del decreto legislativo 3 luglio 2003, n. 173; d) d) gli articoli 4, comma 1, lettera c), e 18 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio 2008, n. 43; e) e) gli articoli da 14 a 29 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 287, e successive modificazioni. 3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l'organismo previsto dall'articolo 1, comma 474, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è soppresso. Conseguentemente, sono abrogati i commi 477, 478 e 479 del medesimo articolo. Le risorse rinvenienti dall'abrogazione del comma 477 sono iscritti in un apposito fondo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze CAPO VIII PIANO INDUSTRIALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Art. 51 (Riduzione delle collaborazioni e consulenze nella pubblica amministrazione) Il comma 6 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e da ultimo dall'articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è così sostituito: “6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità: a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente; b) l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d'opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore. Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo dell'articolo 1, comma 9, del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168 è abrogato.” L'articolo 3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: “Gli enti locali possono stipulare contratti di collaborazione autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione, solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267”. 3. L'articolo 3, comma 56, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: “Con il regolamento di cui all'articolo 89 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l'affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, che si applicano a tutte le tipologie di prestazioni. La violazione delle disposizioni regolamentari richiamate costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Il limite massimo della spesa annua per incarichi di collaborazione è fissato nel bilancio preventivo”. Art. 52 (Controlli su incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi) Dopo il comma 16 dell'Art. 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 è aggiunto il seguente: “16-bis. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, può disporre verifiche del rispetto della disciplina delle incompatibilità di cui al presente articolo e di cui all'Art. 1, comma 56 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per il tramite dell'Ispettorato per la funzione pubblica. A tale scopo quest'ultimo stipula apposite convenzioni coi servizi ispettivi delle diverse amministrazioni, avvalendosi, altresì, della Guardia di Finanza e collabora con il Ministero dell'economia e delle finanze al fine dell'accertamento della violazione di cui al comma 9.”. Art. 53 (Risparmio energetico) Le pubbliche amministrazioni statali di cui all'articolo 1, comma 1, lettera z), del decreto legislativo n. 7 marzo 2005, n. 82 sono tenute ad approvvigionarsi di combustibile da riscaldamento e dei relativi servizi nonché di energia elettrica mediante le convenzioni Consip o comunque a prezzi inferiori o uguali a quelli praticati dalla Consip. Le altre pubbliche amministrazioni adottano misure di contenimento delle spese di cui al comma 1 in modo da ottenere risparmi equivalenti. Art. 54 (Lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni) 1. L'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 è sostituito dal seguente: “36. (Utilizzo di contratti di lavoro flessibile.) - 1. Per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato seguendo le procedure di reclutamento previste dall'Art. 35. 2.Per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti. Ferma restando la competenza delle amministrazioni in ordine alla individuazione delle necessità organizzative in coerenza con quanto stabilito dalla vigenti disposizioni di legge, i contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei contratti di lavoro a tempo determinato, dei contratti di formazione e lavoro, degli altri rapporti formativi e della somministrazione di lavoro, in applicazione di quanto previsto dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dall'articolo 3 del decreto legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall'articolo 16 del decreto legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 per quanto riguarda la somministrazione di lavoro, nonché da ogni successiva modificazione o integrazione della relativa disciplina con riferimento alla individuazione dei contingenti di personale utilizzabile. Non è possibile ricorrere alla somministrazione di lavoro per l'esercizio di funzioni direttive e dirigenziali. 3.Al fine di evitare abusi nell'utilizzo del lavoro flessibile, le amministrazioni, nell'ambito delle rispettive procedure, rispettano principi di imparzialità e trasparenza e non possono ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco dell'ultimo quinquennio. 4.Le amministrazioni pubbliche trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le convenzioni concernenti l'utilizzo dei lavoratori socialmente utili. 5.In ogni caso, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione. Il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. Le amministrazioni hanno l'obbligo di recuperare le somme pagate a tale titolo nei confronti dei dirigenti responsabili, qualora la violazione sia dovuta a dolo o colpa grave. I dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente articolo sono responsabili anche ai sensi dell'Art. 21 del presente decreto. Di tali violazioni si terrà conto in sede di valutazione dell'operato del dirigente ai sensi dell'Art. 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.”. CAPO IX GIUSTIZIA Art. 55 (Cancellazione della causa dal ruolo e termine per impugnare) 1. Il primo comma dell'articolo 181 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: “Se nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un'udienza successiva, di cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo”. 2. Al primo comma dell'articolo 392 del codice di procedura civile le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. Art. 56 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale) 1. All'articolo 1, primo comma, della legge 7 ottobre 1969, n. 742, le parole: “15 settembre” sono sostituite dalle seguenti: “31 agosto”. Art. 57 (Comunicazioni e notificazioni per via telematica) 1. A decorrere dalla data fissata con uno o più decreti del Ministro della giustizia, le notificazioni e comunicazioni di cui al primo comma dell'articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione di cui al primo comma dell'articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica all'indirizzo elettronico comunicato ai sensi dell'articolo 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, relativa al processo telematico, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. 2. Il Ministro della giustizia adotta il decreto di cui al comma 1 sentiti l'Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell'Ordine degli Avvocati interessati, previa verifica della funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici degli uffici giudiziari, individuando i circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 1. 3. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento alla parte costituita e al consulente che non hanno comunicato l'indirizzo elettronico di cui al medesimo comma, sono fatte presso la cancelleria. 4. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le notificazioni e le comunicazioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5, si effettuano ai sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile. 5. All'Art. 16 del regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il primo comma è aggiunto il seguente: "Nell'albo è indicato l'indirizzo elettronico attribuito a ciascun professionista dal punto di accesso ai sensi dell'articolo 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123". b) il quarto comma è sostituito dal seguente:"A decorrere dalla data fissata dal Ministro della giustizia con decreto emesso sentiti i Consigli dell'Ordine, gli albi riveduti debbono essere comunicati per via telematica, a cura del Consiglio, al Ministero della giustizia nelle forme previste dalle regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile". Art. 58 (Misure urgenti per il contenimento delle spese di giustizia) Capo I – Riscossione mediante ruolo Capo I – Riscossione mediante ruolo Art. 227-bis (L). (Quantificazione dell'importo dovuto). 1. Per la quantificazione dell'importo si applica la disposizione di cui all'articolo 211. Art. 227-ter (L) (Riscossione a mezzo ruolo). 1.Entro un mese dal passaggio in giudicato o dalla definitività del provvedimento da cui sorge l'obbligo, l'ufficio procede all'iscrizione a ruolo. 2.L'agente della riscossione notifica al debitore una comunicazione con l'intimazione a pagare l'importo dovuto nel termine di un mese e contestuale cartella di pagamento contenente l'intimazione ad adempiere entro il termine di giorni venti successivi alla scadenza del termine di cui alla comunicazione con l'avvertenza che in mancanza si procederà ad esecuzione forzata. 3.Se il ruolo è ripartito in più rate, l'intimazione ad adempiere contenuta nella cartella di pagamento produce effetti relativamente a tutte le rate. Art. 59 (Razionalizzazione del processo del lavoro) Nel secondo comma dell'articolo 421 del Codice di Procedura Civile le parole "dell'articolo precedente" sono sostituite dalle parole "dell'articolo 420". Il primo comma dell'articolo 429 del Codice di Procedura Civile è sostituito dal seguente: "Nell'udienza il giudice, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, pronuncia sentenza con cui definisce il giudizio dando lettura del dispositivo e della esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. In caso di particolare complessità della controversia, il giudice fissa nel dispositivo un termine, non superiore a sessanta giorni, per il deposito della sentenza". Art. 60 (Accelerazione del processo amministrativo) 1. All'articolo 9, comma 2, della legge 21 luglio 2000, n. 205, le parole “dieci anni” sono sostituite con le seguenti: “cinque anni”. 2. La domanda di equa riparazione non è proponibile se nel giudizio dinanzi al giudice amministrativo in cui si assume essersi verificata la violazione di cui all'articolo 2, comma 1, non è stata presentata un'istanza ai sensi del secondo comma dell' articolo 51 del Regio Decreto 17 agosto 1907, n. 642, nei sei mesi antecedenti alla scadenza dei termini di durata di cui all'articolo 4, comma 1-ter, lettera b).”. 3. Alla legge 27 aprile 1982, n. 186, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, primo comma, le parole: “le prime tre con funzioni consultive e le altre con funzioni giurisdizionali” sono sostituite dalle parole: “con funzioni consultive o giurisdizionali, oltre alla sezione normativa istituita dall' articolo 17, comma 28, della legge 15 maggio 1997, n. 127”; b) all'articolo 1, dopo il quarto comma è aggiunto il seguente: “Il Presidente del Consiglio di Stato, con proprio provvedimento, all'inizio di ogni anno, sentito il Consiglio di Presidenza, individua le sezioni che svolgono funzioni giurisdizionali e consultive, determina le rispettive materie di competenza e la composizione, nonché la composizione della Adunanza Plenaria ai sensi dell'articolo 5, primo comma.”; c) all'articolo 5, primo comma, le parole da “dal consiglio” sino alla parola: “giurisdizionali.” sono sostituite dalle seguenti parole: “dal Presidente del Consiglio di Stato, sentito il Consiglio di Presidenza.”; d) all'articolo 5, comma secondo, le parole “in modo da assicurare in ogni caso la presenza di quattro consiglieri per ciascuna sezione giurisdizionale” sono soppresse. Art. 61 (Accelerazione del contenzioso tributario) 1. Relativamente ai soli processi pendenti, su ricorso degli uffici dell'Amministrazione finanziaria, innanzi alla Commissione tributaria centrale alla data di entrata in vigore dell'articolo 1, comma 351, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per i quali non è stata ancora fissata l'udienza di trattazione alla data di entrata in vigore del presente articolo, i predetti uffici depositano presso la competente segreteria), entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente articolo, apposita dichiarazione di persistenza del loro interesse alla definizione del giudizio. In assenza di tale dichiarazione i relativi processi si estinguono di diritto e le spese del giudizio restano a carico della parte che le ha sopportate. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente articolo non si fa luogo alla nomina di nuovi giudici della Commissione tributaria centrale e le sezioni della stessa, ove occorrente, sono integrate esclusivamente con i componenti delle commissioni tributarie regionali presso le quali le predette sezioni hanno sede Art. 62 (Disposizioni transitorie) 1. Gli articoli 181, 392 e 429 del codice di procedura civile, come modificati dal presente decreto-legge, si applicano ai giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore. CAPO X PRIVATIZZAZIONI Art. 63 (Servizi di Cabotaggio) 1. Le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione relative ai servizi di cabotaggio marittimo di servizio pubblico che si svolgono all'interno di una Regione sono esercitati dalla Regione interessata. Per le Regioni a statuto speciale il conferimento delle funzioni e dei compiti avviene nel rispetto degli statuti speciali. La gestione dei servizi di cabotaggio è regolata da contratti di servizio secondo quanto previsto dagli articoli 17 e 19 del decreto legislativo n. 422 del 1997 in quanto applicabili al settore. 2. Le risorse attualmente previste nello bilancio dello Stato per il finanziamento dei contratti di servizio pubblico di cabotaggio marittimo sono altresì destinate alla compartecipazione dello Stato alla spesa sostenuta dalle Regioni per l'erogazione di tali servizi. Con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-Regioni, è disposta, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente pro-tempore, la ripartizione di tali risorse. Al fine di assicurare la congruità e l'efficienza della spesa statale, le Regioni, per accedere al contributo, stipulano i contratti e determinano oneri di servizio pubblico e dinamiche tariffarie sulla base di criteri comuni stabiliti dal CIPE, sentita la Conferenza Stato-Regioni. 3. Su richiesta delle Regioni interessate, da effettuarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore del presente provvedimento, l'intera partecipazione detenuta dalla Società Tirrenia di Navigazione Spa nelle società Caremar – Campania Regionale Marittima S.p.a., Saremar – Sardegna Regionale Marittima S.p.a., Toremar – Toscana Regionale Marittima S.p.a., Siremar – Sicilia Regionale Marittima S.p.a. è trasferita, a titolo gratuito, rispettivamente alle Regioni Campania, Sardegna, Toscana, Sicilia. Entro il medesimo termine, la Regione Puglia e la Regione Lazio possono richiedere il trasferimento gratuito, a società da loro interamente partecipate, del complesso dei beni, delle attività e delle risorse umane utilizzate rispettivamente dalla Tirrenia di Navigazione S.p.A e dalla Caremar S.p.a. per l'esercizio dei collegamenti con le Isole Tremiti e con l'arcipelago Pontino. 4. In deroga agli articoli 10, 17 e 18 del decreto legisaltivo n. 422 del 1997 e sussistendo comprovate esigenze economiche sociali, ambientali, anche al fine di assicurare il rispetto del principio della continuità territoriale e la domanda di mobilità dei cittadini, le Regioni possono affidare, l'esercizio di servizi di cabotaggio a società di capitale da esse interamente partecipate secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario. 5. All'articolo 2, comma 192, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, il secondo periodo è soppresso. Art. 64 (SACE) 1. Il secondo periodo dell'articolo 6, comma 2, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è soppresso. Art. 65 (SOGEI) 1. Al fine di garantire la continuità delle funzioni di controllo e monitoraggio dei dati fiscali e finanziari, i diritti dell'azionista della società costituita ai sensi dell'Art. 22, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, sono esercitati dal Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi dell'Art. 24, comma 1, lett. a), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che provvede agli atti conseguenti in base alla legislazione vigente. Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con il presente articolo. Il Consiglio di amministrazione, composto di cinque componenti, è conseguentemente rinnovato entro il 30 giugno 2008 senza applicazione dell'Art. 2383-bis, terzo comma, del codice civile. Art. 66 (Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali) 1. Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali, ciascun ente con delibera dell'organo di Governo individua, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Viene così redatto il Piano delle Alienazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione. 2. L'inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del Piano delle Alienazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni 3. Gli elenchi di cui ai commi 1 e 2, da pubblicare mediante le forme previste per ciascuno di tali enti, hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall'articolo 2644 del codice civile, nonché effetti sostitutivi dell'iscrizione del bene in catasto. 4. Gli uffici competenti provvedono, se necessario, alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura. 5. Contro l'iscrizione del bene negli elenchi di cui ai commi 1 e 2, è ammesso ricorso amministrativo entro sessanta giorni dalla pubblicazione, fermi gli altri rimedi di legge. 6. La procedura prevista dall'articolo 3-bis del decreto-legge 25 settembre 2001 n.351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 410 per la valorizzazione dei beni dello Stato si estende ai beni immobili inclusi negli elenchi di cui al presente articolo. In tal caso, la procedura prevista al comma 2 del suddetto articolo si applica solo per i soggetti diversi dai Comuni e l'iniziativa è rimessa all'Ente proprietario dei beni da valorizzare. I bandi previsti dal comma 5 sono predisposti dall'Ente proprietario dei beni da valorizzare. 7. I soggetti di cui all'articolo 1 possono in ogni caso individuare forme di valorizzazione alternative, nel rispetto dei principi di salvaguardia dell'interesse pubblico e mediante l'utilizzo di strumenti competitivi. 8. Gli enti proprietari degli immobili inseriti negli elenchi di cui al presente articolo possono conferire i propri beni immobili anche residenziali a fondi comuni di investimento immobiliare ovvero promuoverne la costituzione secondo le disposizioni degli articoli 4 e seguenti del decreto-legge 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 410. 9. Ai conferimenti di cui al presente articolo, nonché alle dismissioni degli immobili inclusi negli elenchi di cui all'articolo 1, si applicano le disposizione dei commi 18 e 19 dell'articolo 3 del decreto- legge 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001 n. 410. 10. I proventi derivanti dall'attività di valorizzazione di cui al presente articolo, dal collocamento delle quote dei fondi di cui al comma 8, nonché dalle dismissioni, possono essere utilizzate a copertura delle spese rilevanti ai fini del rispetto del Patto di stabilità interno. 11. L'utilizzo integrale dei proventi di cui al comma 1 per l'abbattimento dello stock di debito comporta una riduzione dell'obiettivo del Patto di stabilità, per ciascun anno e per un periodo pari a 3 anni, pari al 30% della riduzione del debito conseguita. TITOLO III STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA CAPO I BILANCIO DELLO STATO Art. 67 (Missioni di spesa e monitoraggio della finanza pubblica) 1.Per il triennio 2009-2011 le dotazioni finanziarie, a legislazione vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, sono stabilite negli importi indicati nell'elenco n. 1 con separata indicazione della componente relativa a competenze predeterminate per legge. 2.Nell'elenco di cui al comma 1 viene inoltre indicata la quota parte delle dotazioni di spesa di ciascuna missione connessa a stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle poste correttive e compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili con le Regioni; ai trasferimenti a favore degli enti territoriali aventi natura obbligatoria, del fondo ordinario delle università; delle risorse destinate alla ricerca delle risorse destinate al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone fisiche; nonché quelle dipendenti da parametri stabiliti dalla legge o derivanti da accordi internazionali; la cui quantificazione non è sotto il diretto controllo dell'Amministrazione. Tale quota è ridefinita, su proposta dei Ministri interessati, per gli anni 2009, 2010 e 2011, sulla base degli elementi previsionali più aggiornati, in sede di predisposizione del progetto di bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Restano determinati da apposito articolo della legge di approvazione del bilancio i fondi di cui agli articoli 7, 8 e 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni. 3.Fermo quanto previsto ai sensi del comma 7, per il triennio 2009-2011, in sede di predisposizione del progetto di bilancio annuale e pluriennale dello Stato, i Ministri competenti formulano le proposte di ripartizione, tra i relativi programmi, delle dotazioni finanziarie di ciascuna missione di spesa, con esclusione della quota di cui al comma 2, nel rispetto delle finalità stabilite dalle disposizioni legislative relative ai medesimi programmi e dei saldi di finanza pubblica. La rimodulazione tra spese di funzionamento e spese per interventi previsti dalla legge è consentita entro il limite massimo del 10 per cento delle risorse stanziate per gli interventi stessi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti di spesa in conto capitale per finanziare spese correnti. 4. Ai fini della predisposizione del progetto di bilancio annuale e pluriennale dello Stato, i Ministri interessati, entro la prima decade del mese di settembre 2008, inviano, per il tramite degli uffici centrali del bilancio, al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, le proposte di ripartizione delle risorse tra i vari programmi, per i quali potranno essere effettuate proposte di revisione, in considerazione di quelli ritenuti prioritari nel rispetto di quanto stabilito al comma 3. 5.In apposito allegato a ciascuno stato di previsione della spesa sono esposte le autorizzazioni legislative ed i relativi importi da utilizzare per ciascun programma, nonché le variazioni apportate alle spese di cui al comma 2. 6. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 22, comma 22, della legge 24 dicembre 2007, n. 245, in via sperimentale, fino alla riforma della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni e integrazioni, nel disegno di legge di bilancio o nei provvedimenti di cui all'articolo 17 della citata legge n. 468 del 1978, ovvero, quando si evidenzi l'esigenza di interventi più tempestivi, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, nel rispetto dell'invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica e nel rispetto dell'obiettivo di pervenire al consolidamento dell'articolazione per missioni e per programmi di ciascun stato di previsione, possono essere rimodulate tra i programmi le dotazioni finanziarie di ciascuna missione di spesa, fatta eccezione per le spese di natura obbligatoria, per le spese in annualità e a pagamento differito. Le variazioni tra spese di funzionamento e quelle per interventi sono consentite entro il limite massimo del 10 per cento delle risorse stanziate per gli interventi stessi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti di spesa in conto capitale per finanziare spese correnti. Gli schemi dei decreti di cui al primo periodo sono trasmessi al Parlamento per l'espressione del parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario. I pareri devono essere espressi entro quindici giorni dalla data di trasmissione. Decorso inutilmente il termine senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, i decreti possono essere adottati. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni formulate con riferimento ai profili finanziari, ritrasmette alle Camere gli schemi di decreto corredati dei necessari elementi integrativi di informazione, per i pareri definitivi delle commissioni competenti per i profili finanziari, che devono essere espressi entro dieci giorni. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 2, comma 4-quinquies, della citata legge n. 468 del 1978, e 3, comma 5, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, nel caso si tratti di dotazioni finanziarie direttamente determinate da disposizioni di legge, i pareri espressi dalle Commissioni competenti per i profili di carattere finanziario sono vincolanti. Ciascun ministro prospetta le ragioni della riconfigurazione delle autorizzazioni di spesa di propria competenza nonché i criteri per il miglioramento della economicità ed efficienza e per la individuazione di indicatori di risultato relativamente alla gestione di ciascun programma nelle relazioni al Parlamento di cui al comma 68 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il termine di cui al citato comma 68 dell'articolo 3 della legge n. 244 del 2007 è differito, per l'anno 2008, al 30 settembre 2008. 7.Il fondo di cui all'articolo 5 comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, è integrato di 100 milioni di euro per l'anno 2009, 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, da utilizzare a reintegro delle dotazioni finanziarie dei programmi di spesa. 8.Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 9.  Per l'anno 2009 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 507 e 508, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e la quota resa indisponibile per detto anno, ai sensi del citato comma 507,  è portata in riduzione delle relative dotazioni di bilancio. 10. L'autorizzazione di spesa di cui alla legge 3 gennaio 1981, n. 7 e alla legge 26 febbraio 1987, n. 49 relative all'aiuto pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo è ridotta di 170 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 896, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è ridotta di 183 milioni di euro per l'anno 2009. 11. All'articolo 1, comma 21, primo periodo, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 le parole “a singoli capitoli,” sono sostituite dalle seguenti: “ai singoli programmi”. 12. Fermo quanto previsto dall'articolo 1, comma 21 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ai fini del controllo e monitoraggio della spesa pubblica, la mancata segnalazione da parte del funzionario responsabile dell'andamento della stessa in maniera tale da rischiare di non garantire il rispetto delle originarie previsioni di spesa costituisce evento valutabile ai fini della responsabilità disciplinare. Ai fini della responsabilità contabile, il funzionario responsabile risponde del danno derivante dal mancato rispetto dei limiti della spesa originariamente previsti, anche a causa della mancata tempestiva adozione dei provvedimenti necessari ad evitare efficacemente tale esito, nonché dalle misure occorrenti per ricondurre la spesa entro i predetti limiti. 13. Al fine di agevolare il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, a decorrere dall'esercizio finanziario 2009, le amministrazioni dello Stato, escluso il comparto della sicurezza e del soccorso, possono assumere mensilmente impegni per importi non superiori ad un dodicesimo della spesa prevista da ciascuna unità previsionale di base, con esclusione delle spese per stipendi, retribuzioni, pensioni e altre spese fisse o aventi natura obbligatoria ovvero non frazionabili in dodicesimi, nonché per interessi, poste correttive e compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili, accordi internazionali, obblighi derivanti dalla normativa comunitaria, annualità relative ai limiti di impegno e rate di ammortamento mutui. La violazione del divieto di cui al presente comma rileva agli effetti della responsabilità contabile. Art. 68 (Potenziamento degli strumenti di controllo e monitoraggio della spesa della Corte dei Conti) 1 Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, dì cui all'Art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131, di concerto con il Presidente della Corte, anche a richiesta delle competenti commissioni dei Consigli regionali, possono effettuare controlli su gestioni pubbliche in corso di svolgimento presso le amministrazioni regionali. 2. Ove accerti gravi irregolarità: o deviazioni da obiettivi, procedure o tempi dì attuazione stabiliti da norme o da direttive dell'organo esecutivo regionale, la sezione regionale di controllo, con decreto motivato, può intimare agli organi amministrativi competenti per la gestione controllata l'immediata sospensione sia dell'impegno di somme già stanziate sui pertinenti capitoli di spesa, sia del pagamento di somme impegnate. 3. Il decreto presidenziale diviene efficace mediante comunicazione all'amministrazione, anche con strumenti telematici idonei allo scopo, ed è contestualmente trasmesso in copia al Ministro dell'economia e delle finanze . 4. Qualora nel corso dì un controllo concomitante emergano rilevanti ritardi rispetto a quanto previsto da norme, nazionali o comunitarie, o da direttive degli organi esecutivi competenti nella realizzazione di piani o programmi o nell'assunzione di impegni o erogazione di spese, contributi o trasferimenti di fondi, la Corte ne accerta, in contraddittorio con l'amministrazione, le cause d'ordine finanziario, procedurale o organizzativo e ne dà notifica all'amministrazione competente ed al Ministro dell'economia e delle finanze. 6. L'amministrazione competente ha obbligo di conformarsi all'accertamento della Corte, adottando i provvedimenti idonei a rimuovere gli impedimenti. Art. 69 (Esigenze prioritarie) 1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementata di euro 90 milioni per l'anno 2008, per il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace. A tal fine e' integrato l'apposito fondo nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. 2. La disposizione di cui all'articolo 1, comma 621, lettera a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si applica limitatamente all'anno 2008. 3. In relazione alle necessità connesse alle spese di funzionamento delle istituzioni scolastiche il “Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche” di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), iscritto nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione è incrementato dell'importo di euro 200 milioni per l'anno 2008. 4. Per far fronte alle esigenze del Gruppo Ferrovie dello Stato SpA è autorizzata la spesa di 300 milioni di euro per l'anno 2008. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è definita la destinazione del contributo. 5. Per far fronte alle obbligazioni già assunte per la realizzazione di interventi previsti nel  contratto  di programma 2003-2005 e in Accordi pregressi, a valere su residui passivi degli anni 2002 e precedenti, la Società ANAS S.p.A. è autorizzata ad utilizzare, in via di anticipazione, le disponibilità giacenti sul conto di tesoreria n.  20060, con obbligo di reintegro entro  il 31 dicembre 2008, previa presentazione di apposita ricognizione riguardante il fabbisogno correlato all'attuazione degli interventi per il corrente esercizio e per l'anno 2009. 6. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993 n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993 n. 236, relativa al Fondo per l'occupazione è incrementata di euro 700 milioni per l'anno 2009 7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, relativa al Fondo da ripartire per le politiche sociali, come determinata dalla tabella C della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è integrata di 300 milioni di euro per l'anno 2009. 8. Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze è costituito un apposito fondo, con una dotazione finanziaria di 500 milioni di euro per l'anno 2009, per il finanziamento, con appositi provvedimenti normativi, delle misure di proroga di agevolazioni fiscali riconosciute a legislazione vigente. 9. All'articolo 1, comma  282, secondo periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole “quadriennio 2005-2008” sono sostituite dalle seguenti: “periodo 2005-2011”. 10. Al fine di garantire le necessarie risorse finanziarie a carico del bilancio dello Stato occorrenti per i rinnovi contrattuali e gli adeguamenti retributivi del personale delle amministrazioni statali nonché per l'attuazione delle misure di cui all'Art. 94, il Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è integrato dell'importo di 500 milioni di euro per l'anno 2008 e di 2.740 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. 11. All'articolo 2, comma 488, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Nel rispetto del limite del 7 per cento dei fondi disponibili, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) è autorizzato a procedere, in forma diretta, alla realizzazione di investimenti per infrastrutture di interesse regionale nel limite di 75 milioni di euro per l'anno 2008.”. 12. Per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere gli squilibri economico-sociali è istituito, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale, con una dotazione di 113 milioni di euro per l'anno 2008, di 130 milioni di euro per l'anno 2009 e di 110 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011. Per gli anni successivi, al finanziamento del Fondo si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Le risorse del Fondo sono destinate alle finalità di cui all'articolo 1, comma 1031, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dal comma 306, e di cui all'articolo 9 della legge 26 febbraio 1992, n. 211, con le procedure e le modalità previste da tali disposizioni. Gli interventi finanziati, ai sensi e con le modalità della legge 26 febbraio 1992, n. 211, con le risorse di cui al presente comma, individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, sono destinati al completamento delle opere in corso di realizzazione in misura non superiore al 20 per cento. Il finanziamento di nuovi interventi è subordinato all'esistenza di parcheggi di interscambio, ovvero alla loro realizzazione, che può essere finanziata con le risorse di cui al presente comma. 13. La ripartizione delle risorse di cui al comma 12 tra le finalità ivi previste è definita con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In fase di prima applicazione, per il triennio 2008-2010, le risorse sono ripartite in pari misura tra le finalità previste. A decorrere dall'anno 2011 la ripartizione delle risorse tra le finalità di cui al comma 13 è effettuata con il medesimo decreto, tenendo conto di principi di premialità che incentivino l'efficienza, l'efficacia e la qualità nell'erogazione dei servizi, la mobilità pubblica e la tutela ambientale. All'articolo 1, comma 1032, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la lettera d) è abrogata. CAPO II CONTENIMENTO DELLA SPESA PER IL PUBBLICO IMPIEGO Art. 70 (Disposizioni in materia di organizzazione scolastica) Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17% per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all'Art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico. Per l'attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell'Art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri: razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti; ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali; revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi; rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria; revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi; ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa. I dirigenti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, verificato e valutato sulla base delle vigenti disposizioni anche contrattuali, comporta l'applicazione delle misure connesse alla responsabilità dirigenziale previste dalla predetta normativa Fermo restando il disposto di cui all'articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall'attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. Fermi restando le competenze istituzionali e gli adempimenti istituzioni di controllo e verifica in capo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e al Ministero dell'economia e delle finanze, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è costituito, contestualmente all'avvio dell'azione programmatica e senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato,  un comitato di verifica tecnico-finanziaria composto da rappresentanti del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministero dell'economia e delle finanze, con lo scopo di monitorare il processo attuativo delle disposizioni di cui al presente articolo, al fine di assicurare la compiuta realizzazione degli obiettivi finanziari ivi previsti, segnalando eventuali scostamenti per le occorrenti misure correttive. Ai  componenti del Comitato non spetta alcun compenso né rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui al comma 6, si applica la procedura prevista dall'articolo 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Una quota parte delle economie di spesa di cui al comma 6 è destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall'anno 2010. Gli importi corrispondenti alle indicate economie di spesa vengono iscritti in bilancio in un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca, a decorrere dall'anno successivo a quello dell'effettiva realizzazione dell'economia di spesa, e saranno resi disponibili in gestione con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca subordinatamente alla verifica dell'effettivo ed integrale conseguimento delle stesse. Art. 71 (Forze armate) 1. In coerenza al processo di revisione organizzativa del Ministero della difesa e della politica di riallocazione e ottimizzazione delle risorse, da perseguire anche mediante l'impiego in mansioni tipicamente operative del personale utilizzato per compiti strumentali, gli oneri previsti dalla tabella A allegata alla legge 14 novembre 2001 2000 , n. 331, nonché dalla tabella C allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 226, così come rideterminati dall'articolo 1, comma 570, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dall'articolo 2, comma 71, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono ridotti del 7 per cento per l'anno 2009 e del 40 per cento a decorrere dall'anno 2010. 2. A decorrere dall'anno 2010, i risparmi di cui al comma 1 per la parte eccedente il 7 per cento, possono essere conseguiti in alternativa anche parziale alle modalità ivi previste, mediante specifici piani di razionalizzazione predisposti dal Ministero della difesa in altri settori di spesa. 3. Dall'attuazione del comma 1 devono conseguire economie di spesa per un importo non inferiore a 304 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui al presente comma, in caso di accertamento di minori economie, si provvede a ridurre le dotazioni complessive di parte corrente dello stato di previsione del Ministero della difesa ad eccezione di quelle relative alle competenze spettanti al personale del dicastero medesimo. Art. 72 (Turn over) Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto. All'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole “per gli anni 2008 e 2009” sono sostituite dalle parole “per l'anno 2008” e le parole “per ciascun anno” sono sostituite dalle parole “per il medesimo anno”. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente. All'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 le parole “per gli anni 2008 e 2009” sono sostituite dalle seguenti: “per l'anno 2008”. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere alla stabilizzazione di personale in possesso dei requisiti ivi richiamati nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente. L'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 è sostituito dal seguente: ”Per l'anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal fine è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze pari a 25 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. Le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.” Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente: “Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell'articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.” Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell'anno precedente e delle conseguenti economie e dall'individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri, asseverata dai relativi organi di controllo. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano anche alle assunzioni del personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9 non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle forze armate cui si applica la specifica disciplina di settore. All'articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato da ultimo dall'articolo 3, comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole “A decorrere dall'anno 2011”sono sostituite dalle parole “A decorrere dall'anno 2013” Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma è compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'Art. 5, comma 1, lettera a) della legge n. 537 del 1993, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, è ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010 di 316 milioni di euro per l'anno 2011 di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. Per il triennio 2010-2012 gli enti di ricerca possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all'articolo 1, comma 643 di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere in ciascuno dei predetti anni non può eccedere le unità cessate nell'anno precedente. Art. 73 (Contrattazione integrativa) 1. Le risorse determinate, per l'anno 2007, ai sensi dell'articolo 12, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 e successive modificazioni, sono ridotte del 10% ed un importo pari a 20 milioni di euro è destinato al fondo di assistenza per i finanzieri di cui alla legge 20 ottobre 1960, n. 1265 2. Per l'anno 2009, nelle more di un generale riordino della materia concernente la disciplina del trattamento economico accessorio, ai sensi dell'articolo dall'Art.45 del decreto legislativo n.165 del 2001, rivolta a definire una più stretta correlazione di tali trattamenti alle maggiori prestazioni lavorative e allo svolgimento di attività di rilevanza istituzionale che richiedono particolare impegno e responsabilità, tutte le disposizioni speciali, di cui all'allegato 1, che prevedono risorse aggiuntive a favore dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle Amministrazioni statali, sono disapplicate. 3. A decorrere dall'anno 2010 le risorse previste dalle disposizioni di cui all'allegato 1, che vanno a confluire nei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle Amministrazioni statali, sono ridotte del 20% e sono utilizzate sulla base di nuovi criteri e modalità di cui al comma 2 che tengano conto dell'apporto individuale degli uffici e dell'effettiva applicazione ai processi di realizzazione degli obiettivi istituzionali indicati dalle predette leggi. 4. I commi 2 e 3, trovano applicazione nei confronti di ulteriori disposizioni speciali che prevedono risorse aggiuntive a favore dei Fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 189, della legge 23 dicembre 2005, n.266. 5. Nelle more di un generale riordino della materia concernente la disciplina del trattamento economico accessorio, ai sensi dell'articolo dall'Art. 45 del decreto legislativo n. 165 del 2001, rivolta a definire una più stretta correlazione di tali trattamenti alle maggiori prestazioni lavorative e allo svolgimento di attività di rilevanza istituzionale che richiedono particolare impegno e responsabilità, va ridotta la consistenza dei Fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle Amministrazioni di cui al comma 189 dell'articolo 1, della legge 266 del 2005. 6. Conseguentemente il comma 189, dell'articolo 1 della Legge 23 dicembre 2005 n, 266 è così sostituito:“189. A decorrere dall'anno 2009, l'ammontare complessivo dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni dello Stato, delle agenzie, incluse le Agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, degli enti pubblici non economici, inclusi gli enti di ricerca e quelli pubblici indicati all'articolo 70, comma 4, del medesimo decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e delle università, determinato ai sensi delle rispettive normative contrattuali, non può eccedere quello previsto per l'anno 2004 come certificato dagli organi di controllo di cui all'articolo 48, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e, ove previsto, all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ridotto del 10 per cento .” 7. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa di cui al presente articolo sono versate annualmente dagli Enti e dalle amministrazioni dotati di autonomia finanziaria entro il mese di ottobre all'entrata del bilancio dello Stato con imputazione al capo X, capitolo 2368. 8. All'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. In caso di certificazione non positiva della Corte dei Conti le parti contraenti non possono procedere alla sottoscrizione definitiva dell'ipotesi di accordo. Il Presidente dell'Aran, sentito il Comitato di settore ed il Presidente del Consiglio dei Ministri, provvede alla riapertura delle trattative ed alla sottoscrizione di una nuova ipotesi di accordo adeguando i costi contrattuali ai fini delle certificazione. In seguito alla sottoscrizione della nuova ipotesi si riapre la procedura di certificazione prevista dai commi precedenti. Nel caso in cui la certificazione non positiva sia limitata a singole clausole contrattuali l'ipotesi può essere sottoscritta definitivamente ferma restando l'inefficacia delle clausole contrattuali non positivamente certificate.”; b) il comma 7 è sostituito dal seguente: “7. L'ipotesi di accordo è trasmessa dall'Aran, corredata dalla prescritta relazione tecnica, al comitato di settore ed al Presidente del Consiglio dei Ministri entro 7 giorni dalla data di sottoscrizione. Il parere del Comitato di settore e del Consiglio dei Ministri si intende reso favorevolmente trascorsi quindici giorni dalla data di trasmissione della relazione tecnica da parte dell'Aran. La procedura di certificazione dei contratti collettivi deve concludersi entro quaranta giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo decorsi i quali i contratti sono efficaci, fermo restando che, ai fini dell'esame dell'ipotesi di accordo da parte del Consiglio dei Ministri, il predetto termine può essere sospeso una sola volta e per non più di quindici giorni, per motivate esigenze istruttorie dei comitati di settore o del Presidente del Consiglio dei Ministri. L'ARAN provvede a fornire i chiarimenti richiesti entro i successivi sette giorni. La deliberazione del Consiglio dei Ministri deve essere comunque essere adottata entro otto giorni dalla ricezione dei chiarimenti richiesti, o dalla scadenza del termine assegnato all'Aran, fatta salva l'autonomia negoziale delle parti in ordine ad un'eventuale modifica delle clausole contrattuali. In ogni caso i contratti per i quali non si sia conclusa la procedura di certificazione divengono efficaci trascorso il cinquantacinquesimo giorno dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo. Resta escluso comunque dall'applicazione del presente articolo ogni onere aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato anche nell'ipotesi in cui i comitati di settore delle amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 3, non si esprimano entro il termine di cui al comma 3 del presente articolo. c) dopo il comma 7 è inserito il seguente comma: “7-bis. Tutti i termini indicati dal presente articolo si intendono riferiti a giornate lavorative.” 9. In attuazione dei principi di responsabilizzazione e di efficienza della pubblica amministrazione, le amministrazioni di cui all'Art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, hanno l'obbligo di trasmettere alla Corte dei Conti, tramite il Ministero Economia e Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il 31 maggio di ogni anno, specifiche informazioni sulla contrattazione integrativa, certificate dagli organi di controllo interno. 10. A tal fine, d'intesa con la Corte dei conti e la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica, il Ministero Economia e Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato integra le informazioni annualmente richieste con il modello di cui all'Art. 40 bis, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, predisponendo un'apposita scheda con le ulteriori informazioni di interesse della Corte dei Conti volte tra l'altro ad accertare, oltre il rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla vigente normativa in ordine alla consistenza delle risorse assegnate ai fondi per la contrattazione integrativa ed all'evoluzione della consistenza dei fondi e della spesa derivante dai contratti integrativi applicati, anche la concreta definizione ed applicazione di criteri improntati alla premialità, al riconoscimento del merito ed alla valorizzazione dell'impegno e della qualità della prestazione individuale, con riguardo ai diversi istituti finanziati dalla contrattazione integrativa, nonché a parametri di selettività, con particolare riferimento alle progressioni economiche. 11. La Corte dei Conti utilizza tali informazioni, unitamente a quelle trasmesse ai sensi del titolo V del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai fini del referto sul costo del lavoro e propone, in caso di esorbitanza delle spese dai limiti imposti dai vincoli di finanzia pubblica e dagli indirizzi generali assunti in materia in sede di contrattazione collettiva nazionale, interventi correttivi a livello di comparto o di singolo ente. Fatte salve le ipotesi di responsabilità previste dalla normativa vigente, in caso di accertato superamento di tali vincoli le corrispondenti clausole contrattuali sono immediatamente sospese ed è fatto obbligo di recupero nell'ambito della sessione negoziale successiva. 12. Le amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare in modo permanente sul proprio sito web, con modalità che garantiscano la piena visibilità e accessibilità delle informazioni ai cittadini, la documentazione trasmessa annualmente all'organo di controllo in materia di contrattazione integrativa. 513. In caso di mancato adempimento delle prescrizioni del presente articolo, oltre alle sanzioni previste dall'articolo 60, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è fatto divieto alle amministrazioni di procedere a qualsiasi adeguamento delle risorse destinate alla contrattazione integrativa. Il collegio dei revisori di ciascuna amministrazione, o in sua assenza, l'organo di controllo interno equivalente vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni del presente articolo. Art. 74 (Riduzione degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture) Ai fini dell'attuazione del comma 2 bis dell'Art. 29 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, improntato a criteri di rigorosa selezione, per la valutazione della perdurante utilità degli organismi collegiali operanti presso la Pubblica Amministrazione e per realizzare, entro il triennio 2009-2011, la graduale riduzione di tali organismi fino al definitivo trasferimento delle attività ad essi demandati nell'ambito di quelle istituzionali delle Amministrazioni, vanno esclusi dalla proroga prevista dal comma 2 bis del citato decreto legge n. 223 del 2006 gli organismi collegiali: istituiti in data antecedente al 30 giugno 2004 da disposizioni legislative od atti amministrativi la cui operatività è finalizzata al raggiungimento di specifici obiettivi o alla definizione di particolari attività previste dai provvedimenti di istituzione e non abbiano ancora conseguito le predette finalità; istituiti successivamente alla data del 30 giugno 2004 che non operano da almeno due anni antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto; svolgenti funzioni riconducibili alle competenze previste dai regolamenti di organizzazione per gli uffici di struttura dirigenziale di 1° e 2° livello dell'Amministrazione presso la quale gli stessi operano ricorrendo, ove vi siano competenze di più amministrazioni, alla conferenza di servizi. Nei casi in cui, in attuazione del comma 2 bis dell'Art. 29 del citato decreto legge n. 223 del 2006 venga riconosciuta l'utilità degli organismi collegiali di cui al comma 1, la proroga è concessa per un periodo non superiore a due anni. In sede di concessione della proroga prevista dal citato comma 2-bis dovranno inoltre prevedersi ulteriori obiettivi di contenimento dei trattamenti economici da corrispondere ai componenti privilegiando i compensi collegati alla presenza a quelli forfetari od onnicomprensivi stabilendo l'obbligo, a scadenza dei contratti, di nominare componenti la cui sede di servizio coincida con la località sede dell'organismo. Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, sono individuati gli organismi collegiali ritenuti utili sulla base dei criteri di cui ai precedenti commi, in modo tale da assicurare un ulteriore contenimento della spesa non inferiore a quello conseguito in attuazione del citato articolo 29 del decreto legge n. 223 del 2006. La riduzione di spesa prevista dal comma 1 dell'Art. 29 del citato decreto legge n. 223 del 2006 riferita all'anno 2006 si applica agli organismi collegiali ivi presenti istituiti dopo l'entrata in vigore del citato decreto legge. 5. Al fine di eliminare duplicazioni organizzative e funzionali nonché di favorire una maggiore efficienza dei servizi e la razionalizzazione delle procedure, le strutture amministrative che svolgono prevalentemente attività a contenuto tecnico e di elevata specializzazione riconducibili a funzioni istituzionali attribuite ad amministrazioni centrali o periferiche, sono soppresse e le relative competenze sono trasferite alle Amministrazioni svolgenti funzioni omogenee. 6. In particolare sono soppresse le seguenti strutture: Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione di cui all'Art. 1 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e successive modificazioni. Alto Commissario per la lotta alla contraffazione di cui all'articolo 1-quater del decretolegge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 e all'Art. 4 bis del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito dalla legge 11 marzo 2006, n. 81; Commissione per l'inquadramento del personale già dipendente da organismi militari operanti nel territorio nazionale nell'ambito della Comunità Atlantica di cui all'Art. 2, comma 2, della legge 9 marzo 1971, n. 98. 7. Le amministrazioni interessate trasmettono al Dipartimento della Funzione Pubblica ed al Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato - i provvedimenti di attuazione del presente articolo. 8. Gli organi delle strutture soppresse ai sensi del presente articolo rimangono in carica per 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto al fine di gestire l'ordinato trasferimento delle risorse e delle funzioni. I risparmi derivanti dal presente articolo sono destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Art. 75 (Progressione triennale) 1. A decorrere dal 1° gennaio 2009 la progressione economica degli stipendi prevista dagli ordinamenti di appartenenza per le categorie di personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si sviluppa in classi ed aumenti periodici triennali con effetto sugli automatismi biennali in corso di maturazione al 1° gennaio 2009 ferme restando le misure percentuali in vigore. 2. In relazione ai risparmi relativi al sistema universitario, valutati in 40 milioni di euro per l'anno 2009, in 80 milioni di euro per l'anno 2010, in 80 milioni di euro per l'anno 2011, in 120 milioni di euro per l'anno 2012 e in 160 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tenuto conto dell'articolazione del sistema universitario e della distribuzione del personale interessato, definisce, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze le modalità di versamento, da parte delle singole università delle relative risorse con imputazione al capo X, capitolo 2368 dello stato di previsione delle entrate del Bilancio dello Stato, assicurando le necessarie attività di monitoraggio. Art. 76 (Esclusione di trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2009 nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche ai quali sia stata riconosciuta un'infermità dipendente da causa di servizio ed ascritta ad una delle categorie della tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, fermo restando il diritto all'equo indennizzo è esclusa l'attribuzione di qualsiasi trattamento economico aggiuntivo previsto da norme di legge o pattizie. 2. Con la decorrenza di cui al comma 1 sono conseguentemente abrogati gli articoli 43 e 44 del Regio Decreto 30 settembre 1922, n. 1290 e gli articoli 117 e 120 del Regio decreto 31 dicembre 1928, n. 3458 e successive modificazioni ed integrazioni. Art. 77 (Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni) Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti dall'applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa. Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, è dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi. La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le modalità di fruizione delle stesse, con l'obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni. Nel caso di fruizione dell'intera giornata lavorativa, l'incidenza dell'assenza sul monte ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con riferimento all'orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza. Le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa. Fanno eccezione le assenze per congedo di maternità, compresa l'interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternità, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l'espletamento delle funzioni di giudice popolare, nonché le assenze previste dall'articolo 4, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e per i soli dipendenti portatori di handicap grave, i permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della 5 febbraio 1992, n. 104. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi. Art. 78 (Aspettative e permessi sindacali retribuiti del personale delle pubbliche amministrazioni) 1. Ai fini del progressivo allineamento con le corrispondenti previsioni del settore privato, le aspettative, i distacchi ed i permessi sindacali retribuiti, in atto alla data di entrata in vigore della presente legge, previsti dai contratti collettivi di lavoro stipulati ai sensi del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, nonché dai provvedimenti di recepimento degli accordi sindacali per il personale in regime di diritto pubblico, sono complessivamente ridotti del 50 per cento. 2. è vietato il cumulo di permessi sindacali giornalieri e orari. 3. Il presente articolo costituisce norma non derogabile dai contratti collettivi. Art. 79 (Personale dipendente prossimo al compimento dei limiti di età per il collocamento a riposo) 1. Per gli anni 2009, 2010 e 2011 il personale in servizio presso le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Agenzie fiscali, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli Enti pubblici non economici, le Università, le Istituzioni ed Enti di ricerca nonché gli enti di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001. n. 165, può chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del quinquennio antecedente il compimento del limite di età per il collocamento a riposo. La richiesta di esonero dal servizio deve essere presentata dai soggetti interessati, improrogabilmente, entro il 1° marzo di ciascun anno a condizione che entro l'anno solare raggiungano il requisito minimo di età richiesto e non è revocabile. La disposizione non si applica al personale della Scuola. 2. E' data facoltà all'amministrazione, in base alle proprie esigenze funzionali, di accogliere la richiesta dando priorità al personale interessato da processi di riorganizzazione della rete centrale e periferica o di razionalizzazione o appartenente a qualifiche di personale per le quali è prevista una riduzione di organico. 3. Durante il periodo di esonero dal servizio al dipendente spetta un trattamento temporaneo pari al cinquanta per cento di quello complessivamente goduto, per competenze fisse ed accessorie, al momento del collocamento nella nuova posizione. Ove durante tale periodo il dipendente svolga in modo continuativo ed esclusivo attività di volontariato, opportunamente documentata e certificata, presso organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, organizzazioni non governative che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, ed altri soggetti da individuare con Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la misura il predetto trattamento economico temporaneo è elevata dal cinquanta al settanta per cento. Fino al collocamento a riposo del personale in posizione di esonero gli importi del trattamento economico posti a carico dei fondi unici di amministrazione non possono essere utilizzati per nuove finalità. 4.All'atto del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età il dipendente ha diritto al trattamento di quiescenza e previdenza che sarebbe spettato se fosse rimasto in servizio. 5. Il trattamento economico provvisorio spettante durante il periodo di esonero dal servizio è cumulabile con altri redditi derivanti da prestazioni lavorative rese dal dipendente come lavoratore autonomo o per collaborazioni e consulenze con soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche di cui all'Art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 o società e consorzi dalle stesse partecipati. In ogni caso non è consentito l'esercizio di prestazioni lavorative da cui possa derivare un pregiudizio all'amministrazione di appartenenza. 6. Le amministrazioni di appartenenza, in relazione alle economie effettivamente derivanti dal collocamento in posizione di esonero dal servizio, certificate dai competenti organi di controllo, possono procedere, previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell'economia e delle finanze ad assunzioni di personale in via anticipata rispetto a quelle consentite dalla normativa vigente per l'anno di cessazione dal servizio per limiti di età del dipendente collocato in posizione di esonero. Tali assunzioni vengono scomputate da quelle consentite in tale anno. 7. All'articolo 16 comma 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 503, e successive modificazioni, dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: “In tal caso è data facoltà all'amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti ed in funzione dell'efficiente andamento dei servizi. La domanda di trattenimento va presentata all'amministrazione di appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi precedenti il compimento del limite di età per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento.” 8. Sono fatti salvi i trattenimenti in servizio in essere alla data di entrata in vigore della presente legge e quelli già disposti con decorrenza anteriore al 31 dicembre 2008. 9. Le amministrazioni di cui al comma 7 riconsiderano, con provvedimento motivato, tenuto conto di quanto ivi previsto, i provvedimenti di trattenimento in servizio già adottati con decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009. 10. I trattenimenti in servizio già autorizzati con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010 decadono ed i dipendenti interessati al trattenimento sono tenuti a presentare una nuova istanza nei termini di cui al comma 7. 11. Nel caso di compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001. n. 165 risolvono, fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici,  il rapporto lavoro senza preavviso. Il dipendente interessato può presentare domanda per la permanenza in servizio fino al raggiungimento del limite di età previsto dai rispettivi ordinamenti, da presentarsi almeno un anno prima. In tal caso è data facoltà all'amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti ed  in funzione dell'efficiente andamento dei servizi. Con riferimento ai dipendenti in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge che hanno già maturato l'anzianità massima contributiva  di 40 anni ovvero maturano la stessa entro dodici mesi, la data entro la quale deve essere presentata la domanda per la permanenza in servizio fino al raggiungimento del limite di età previsto dai rispettivi ordinamenti risulta rispettivamente fissata nel 1° marzo 2009 e nel 1° gennaio 2010 e, conseguentemente, la risoluzione del rapporto di lavoro di cui al primo periodo del presente comma opera a decorrere da novanta giorni a partire dalle predette date. Art. 80 (Part time) 1.All'articolo 1, comma 58, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 sono apportate le seguenti modificazioni: al primo periodo le parole: “avviene automaticamente” sono sostituite dalle seguenti: “può essere concessa dall'amministrazione”; al secondo periodo le parole “grave pregiudizio” sono sostituite da “pregiudizio”; al secondo periodo le parole da: “può con provvedimento motivato “ fino a “ non superiore a sei mesi” sono soppresse; all'ultimo periodo, dopo le parole: “il Ministro della funzione pubblica e con il Ministro del tesoro” sono sostituite dalle seguenti: “Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e il Ministro dell'economia e delle finanze”. 2.All'articolo 1, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 sono apportate le seguenti modificazioni: le parole: “al 50” sono sostituite dalle seguenti: “al 70”; dopo le parole predetti risparmi, le parole da“ può essere utilizzata” fino a “dei commi da 45 a 55” sono sostituite dalle seguenti: “è destinata, secondo le modalità ed i criteri stabiliti dalla contrattazione integrativa, ad incentivare la mobilità del personale esclusivamente per le amministrazioni che dimostrino di aver provveduto ad attivare piani di mobilità e di riallocazione mediante trasferimento di personale da una sede all'altra dell'amministrazione stessa.; le parole da “L'ulteriore quota” fino a “produttività individuale e collettiva” sono soppresse. Art. 81 (Riduzione degli assetti organizzativi) Presidenza del Consiglio dei ministri, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni e integrazioni, gli enti pubblici non economici, gli enti di ricerca, nonché gli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni ed integrazioni, provvedono entro il 31 ottobre 2008, secondo i rispettivi ordinamenti: a ridimensionare gli assetti organizzativi esistenti, secondo principi di efficienza, razionalità ed economicità, operando la riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e di quelli di livello non generale, in misura non inferiore, rispettivamente, al 20 e al 15 per cento di quelli esistenti. A tal fine le amministrazioni adottano misure volte: alla concentrazione dell'esercizio delle funzioni istituzionali, attraverso il riordino delle competenze degli uffici; all'unificazione delle strutture che svolgono funzioni logistiche e strumentali, salvo specifiche esigenze organizzative, derivanti anche dalle connessioni con la rete periferica, riducendo, in ogni caso, il numero degli uffici dirigenziali di livello generale e di quelli di livello non generale adibiti allo svolgimento di tali compiti. Le dotazioni organiche del personale con qualifica dirigenziale sono corrispondentemente ridotte, ferma restando la possibilità dell'immissione di nuovi dirigenti, nei termini previsti dall'articolo 1, comma 404, lett. a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296; a ridurre il contingente di personale adibito allo svolgimento di compiti logistico-strumentali e di supporto in misura non inferiore al dieci per cento con contestuale riallocazione delle risorse umane eccedenti tale limite negli uffici che svolgono funzioni istituzionali; alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, apportando una riduzione non inferiore al dieci per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale. Ai fini dell'attuazione delle misure di cui al comma 1, le amministrazioni possono disciplinare, mediante appositi accordi, forme di esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, compresa la gestione del personale, nonché l'utilizzo congiunto delle risorse umane in servizio presso le strutture centrali e periferiche. Con i medesimi provvedimenti di cui al comma 1, le amministrazioni dello Stato rideterminano la rete periferica su base regionale o interregionale, oppure, in alternativa, provvedono alla riorganizzazione delle esistenti strutture periferiche nell'ambito degli uffici territoriali di Governo nel rispetto delle procedure previste dall'articolo 1, comma 404, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Ai fini dell'attuazione delle misure previste dal comma 1, lettera a), della presente disposizione da parte dei Ministeri si tiene conto delle riduzioni apportate dai regolamenti emanati ai sensi dell'Art. 1, comma 404, lett. a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, avuto riguardo anche ai Ministeri esistenti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legge 16 maggio 2008, n. 85. In considerazione delle esigenze di compatibilità generali nonché degli assetti istituzionali, la Presidenza del Consiglio dei Ministri assicura il conseguimento delle corrispondenti economie con l'adozione di provvedimenti specifici del Presidente del Consiglio dei Ministri adottati ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive integrazioni e modificazioni, che tengono comunque conto dei criteri e dei principi di cui al prente articolo. Sino all'emanazione dei provvedimenti di cui al comma 1 le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data del 30 giugno 2008. Alle amministrazioni che non abbiano adempiuto a quanto previsto dai commi 1 e 4 è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Art. 82 (Autorità indipendenti) 1. Le Autorità indipendenti, in attesa della emanazione della specifica disciplina di riforma di cui all'Art. 3, comma 45 della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  entro 45 giorni  dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed, in coerenza con i rispettivi ordinamenti, riconsiderano le proprie politiche in materia di personale in base ai principi di contenimento della relativa  spesa  desumibili dalle corrispondenti norme di cui al presente decreto, predisponendo allo scopo, appositi piani di adeguamento  da inoltrare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Nelle more delle attività di verifica dei predetti piani, da completarsi entro i 45 giorni successivi alla ricezione, fatte salve eventuali motivate esigenze istruttorie, è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo. 2. Presso le stesse Autorità il trattamento economico del personale già interessato dalle procedure di cui all'articolo 1, comma 519 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 è determinato al livello iniziale e senza riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata nei contratti a termine o di specializzazione, senza maggiori spese e con l'attribuzione di un assegno “ad personam”, riassorbibile e non rivalutabile pari all'eventuale differenza tra il trattamento economico conseguito e quello spettante all'atto del passaggio in ruolo. Art. 83 (Spese di personale per gli enti locali e delle camere di commercio) 1. All'Art. 1, comma 557, della legge 27 dicembre n. 296 e successive modificazioni è aggiunto alla fine il seguente periodo: “ai fini dell'applicazione della presente norma, costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione continuata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente”. 2. L' articolo 3, comma 121, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è abrogato. 3. L'Art. 82, comma 11, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni è sostituito dal seguente: “La corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata alla effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni; il regolamento ne stabilisce termini e modalità”. 4. In caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno nell'esercizio precedente è fatto divieto agli enti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E' fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione. 5. Ai fini del concorso delle autonomie regionali e locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli enti sottoposti al patto di stabilità interno assicurano la riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, con particolare riferimento alle dinamiche di crescita della spesa per la contrattazione integrativa, tenuto anche conto delle corrispondenti disposizioni dettate per le amministrazioni statali. 6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, previo accordo tra governo, regioni e autonomie locali da concludersi in sede di conferenza unificata, sono definiti parametri e criteri di virtuosità, con correlati obiettivi differenziati di risparmio, tenuto conto delle dimensioni demografiche degli enti, delle percentuali di incidenza delle spese di personale attualmente esistenti rispetto alla spesa corrente e dell'andamento di tale tipologia di spesa nel quinquennio precedente. In tale sede sono altresì definiti: criteri e modalità per estendere la norma anche agli enti non sottoposti al patto di stabilità interno; criteri e parametri - con riferimento agli articoli 90 e 110 del decreto legislativo n. n. 267 del 2000 e considerando in via prioritaria il rapporto tra la popolazione dell'ente ed il numero dei dipendenti in servizio - volti alla riduzione dell'affidamento di incarichi a soggetti esterni all'ente, con particolare riferimento agli incarichi dirigenziali e alla fissazione di tetti retributivi non superabili in relazione ai singoli incarichi e di tetti di spesa complessivi per gli enti; criteri e parametri - considerando quale base di riferimento il rapporto tra numero dei dirigenti e dipendenti in servizio negli enti – volti alla riduzione dell'incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali in organico. 7. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 2 è fatto divieto agli enti nei quali l'incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 50% delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. 8. Il personale delle aziende speciali create dalle camere di commercio non può transitare, in caso di cessazione dell'attività delle aziende medesime, alle camere di commercio di riferimento, se non previa procedura selettiva di natura concorsuale e, in ogni caso, a valere sui contingenti di assunzioni effettuabili in base alla vigente normativa. Sono disapplicate le eventuali disposizioni statutarie o regolamentari in contrasto con il presente articolo. CAPO III PATTO DI STABILITà INTERNO Art. 84 (Patto di stabilità interno) Ai fini della tutela dell'unità economica della Repubblica, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009/2011 nelle misure seguenti in termini di fabbisogno e indebitamento netto: il settore regionale per 1.500, 2.300 e 4.060 milioni, rispettivamente, per gli anni 2009, 2010 e 2011; il settore locale per 1.650, 2.900 e 5.140 milioni, rispettivamente, per gli anni 2009, 2010 e 2011. Nel caso in cui non fossero approvate entro il 31 luglio 2008 le disposizioni legislative per la disciplina del nuovo patto di stabilità interno, volta a conseguire gli effetti finanziari di cui al comma 1, gli stanziamenti relativi agli interventi individuati nell'elenco _ annesso alla presente legge sono accantonati e possono essere utilizzati solo dopo l'approvazione delle predette disposizioni legislative. Art. 85 (Disposizioni urgenti per Roma capitale) 1. 1. Al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi strutturali di risanamento della finanza pubblica e nel rispetto dei principi indicati dall'Art. 119 della Costituzione, nelle more dell'approvazione della legge di disciplina dell'ordinamento, anche contabile, di Roma Capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della Costituzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Sindaco del comune di Roma è nominato Commissario straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria del comune e delle società da esso partecipate, con esclusione di quelle quotate nei mercati regolamentati, e per la predisposizione ed attuazione di un piano di rientro dall'indebitamento pregresso. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: sono individuati gli istituti e gli strumenti disciplinati dal Titolo VIII del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di cui può avvalersi il Commissario straordinario, parificato a tal fine all'organo straordinario di liquidazione, fermo restando quanto previsto al comma 6; su proposta del Commissario straordinario, sono nominati tre subcommissari, ai quali possono essere conferite specifiche deleghe dal Commissario, uno dei quali scelto tra i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, uno tra i dirigenti della Ragioneria generale dello Stato e uno tra gli appartenenti alla carriera prefettizia o dirigenziale del Ministero dell'interno, collocati in posizione di fuori ruolo o di comando per l'intera durata dell'incarico. Per l'espletamento degli anzidetti incarichi gli organi commissariali non hanno diritto ad alcun compenso o indennità, oltre alla retribuzione, anche accessoria, in godimento all'atto della nomina, e si avvalgono delle strutture comunali. I relativi posti di organico sono indisponibili per la durata dell'incarico. 3. La gestione commissariale del Comune assume, con bilancio separato rispetto a quello della gestione ordinaria, tutte le entrate di competenza e tutte le obbligazioni assunte alla data del 28 aprile 2008. Le disposizioni dei commi precedenti non incidono sulle competenze ordinarie degli organi comunali relativamente alla gestione del periodo successivo alla data del 28 aprile 2008. 4. Il piano di rientro, con la situazione economico-finanziaria del comune e delle società da esso partecipate di cui al comma 1, gestito con separato bilancio, entro il 30 settembre 2008, ovvero entro altro termine indicato nei DPCM di cui ai commi 1 e 2, è presentato dal Commissario straordinario al Governo, che l'approva entro i successivi trenta giorni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, individuando le coperture finanziarie necessarie per la relativa attuazione. è autorizzata l'apertura di una apposita contabilità speciale. Al fine di consentire il perseguimento delle finalità indicate al comma 1, il piano assorbe, anche in deroga a disposizioni di legge, tutte le somme derivanti da obbligazioni contratte, a qualsiasi titolo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche non scadute, e contiene misure idonee a garantire il sollecito rientro dall'indebitamento pregresso. Il Commissario straordinario potrà recedere, entro lo stesso termine di presentazione del piano, dalle obbligazioni contratte dal Comune anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. 5. Per l'intera durata del regime commissariale di cui al presente articolo non può procedersi alla deliberazione di dissesto di cui all'articolo 246, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 6. I DPCM di cui ai commi 1 e 2 prevedono in ogni caso l'applicazione, per tutte le obbligazioni contratte anteriormente alla data di emanazione del medesimo DPCM, dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 248 e del comma 12 dell'articolo 255 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Tutte le entrate del comune di competenza dell'anno 2008 e dei successivi anni di sono attribuite alla gestione corrente, di competenza degli organi istituzionali dell'Ente. 7. Ai fini dei commi precedenti, per il Comune di Roma sono prorogati di sei mesi i termini previsti per l'approvazione del rendiconto relativo all'esrecizio 2007, per l'adozione della delibera di cui all'articolo 193, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e per l'assestamento del bilancio relativo all'esercizio 2008. 8. Nelle more dell'approvazione del piano di rientro di cui al presente articolo, la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. concede al Comune di Roma una anticipazione di 500 milioni di euro a valere sui primi futuri trasferimenti statali ad esclusione di quelli compensativi per i mancati introiti di natura tributaria. CAPO IV SPESA SANITARIA E PER INVALIDITà Art. 86 (Programmazione delle risorse per la spesa sanitaria) 1. Al fine di garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009-2011: il finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui concorre ordinariamente lo Stato è confermato in 102.683 milioni di euro per l'anno 2009, ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 796, lettera a) della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dell'articolo 3, comma 139 della legge 24 dicembre 207, n. 244, ed è determinato in 103.945 milioni di euro per l'anno 2010 e in 106.265 milioni di euro per l'anno 2011, comprensivi dell'importo di 50 milioni di euro, per ciascuno degli anni indicati, a titolo di ulteriore finanziamento a carico dello Stato per l'ospedale Bambino Gesù. Restano fermi gli adempimenti regionali previsti dalla legislazione vigente, nonché quelli derivanti dagli Accordi e dalle Intese intervenute fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; per gli anni 2010 e 2011 l'accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto dalla lettera a), rispetto al livello di finanziamento previsto per l'anno 2009, è subordinato alla stipula di una specifica Intesa fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, da sottoscriversi entro il 31 luglio 2008, che, ad integrazione e modifica dell'Accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001, dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 e dell'Intesa Stato-Regioni relativa al Patto per la salute del 5 ottobre 2006, contempli norme di efficientamento del sistema e conseguente contenimento della dinamica dei costi, al fine di non determinare tensioni nei bilanci regionali extrasanitari e di non dover ricorrere necessariamente all'attivazione della leva fiscale regionale. 2. Al fine di procedere al rinnovo degli accordi collettivi nazionali con il personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale per il biennio economico 2006- 2007, il livello del finanziamento cui concorre ordinariamente lo Stato, di cui al comma 1, lettera a), è incrementato di 184 milioni di euro per l'anno 2009 e di 69 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010, anche per l'attuazione del Progetto Tessera Sanitaria e, in particolare, per il collegamento telematico in rete dei medici e la ricetta elettronica, di cui al comma 5-bis dell'articolo 50, della legge 24 novembre 2003, n. 326. Art. 87 (Piano straordinario di verifica delle invalidità civili) L'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) attua, dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2009, un piano straordinario di 200.000 accertamenti di verifica nei confronti dei titolari di benefìci economici di invalidità civile. Nel caso di accertata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applica l'articolo 5, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 . Nei procedimenti di verifica, compresi quelli in corso, finalizzati ad accertare, nei confronti di titolari di trattamenti economici di invalidità civile, la permanenza dei requisiti sanitari necessari per continuare a fruire dei benefìci stessi, l'INPS dispone la sospensione dei relativi pagamenti qualora l'interessato, a cui sia stata notificata la convocazione, non si presenti a visita medica senza giustificato motivo. Se l'invalido, entro novanta giorni dalla data di notifica della sospensione ovvero della richiesta di giustificazione nel caso in cui tale sospensione sia stata già disposta, non fornisce idonee motivazioni circa la mancata presentazione a visita, l'INPS provvede alla revoca della provvidenza a decorrere dalla data della sospensione medesima. Ove, invece, siano ritenute valide le giustificazioni addotte, verrà comunicata la nuova data di visita medica alla quale l'interessato non potrà sottrarsi, pena la revoca del beneficio economico dalla data di sospensione, salvo i casi di visite domiciliari richieste dagli interessati o disposte dall'amministrazione. Sono esclusi dalle disposizioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma i soggetti ultrasettantenni, i minori nati affetti da patologie e per i quali è stata determinata una invalidità pari al 100 per cento ed i soggetti affetti da patologie irreversibili per i quali, in luogo della automatica sospensione dei pagamenti, si procede obbligatoriamente alla visita domiciliare volta ad accertare la persistenza dei requisiti di invalidità necessari per il godimento dei benefìci economici. Qualora l'invalido non si sottoponga agli ulteriori accertamenti specialistici, eventualmente richiesti nel corso della procedura di verifica, la sospensione dei pagamenti e la revoca del beneficio economico verranno disposte con le medesime modalità di cui al comma 2. Ai titolari di patente di guida speciale chiamati a visita per il rinnovo della patente stessa, gli uffici della motorizzazione civile sono autorizzati a rilasciare un permesso di guida provvisorio, valido sino all'esito finale delle procedure di rinnovo. Nei procedimenti giurisdizionali relativi ai verbali di visita emessi dalle commissioni mediche di verifica, finalizzati all'accertamento degli stati di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo, nonché ai provvedimenti di revoca emessi dall'INPS nella materia di cui al presente articolo la legittimazione passiva spetta all'INPS medesimo. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti termini e modalità di attuazione del piano straordinario di cui al presente articolo, avuto riguardo, in particolare, alla definizione di criteri selettivi in ragione dell'incidenza territoriale dei beneficiari di prestazioni rispetto alla popolazione residente nonché alle sinergie con le diverse banche dati presenti nell'ambito della Amministrazioni pubbliche, tra le quali quelle con l'Amministrazione finanziaria e la Motorizzazione civile. TITOLO IV PEREQUAZIONE TRIBUTARIA Capo I MISURE FISCALI Settore energia Art. 88 (Ulteriore aliquota di prodotto della coltivazione) 1. Per le produzioni ottenute a decorrere dal 1° gennaio 2008 dalle concessioni di coltivazione di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, al verificarsi delle condizioni previste nel comma 2, il titolare unico o contitolare di ciascuna concessione è tenuto a corrispondere esclusivamente allo Stato il valore di un'aliquota del prodotto della coltivazione ulteriore rispetto a quella già prevista dall'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, determinata secondo quanto previsto dal comma 4. 2. Il valore dell'ulteriore aliquota di prodotto è dovuto al verificarsi delle seguenti condizioni: a) per l'olio, nel caso in cui la quotazione media annua del Brent dell'anno di riferimento espressa in euro sia superiore almeno del 10 per cento a 55 euro per barile. La quotazione media annua del Brent sarà determinata per ciascun anno come media delle quotazioni di fine mese pubblicate dal Platts in dollari al barile per il greggio Brent Dated e convertita in euro al barile sulla base del cambio medio annuo euro/dollaro rilevato dalla Banca d'Italia. b) per il gas, nel caso in cui la media annua dell'indice QE, di cui all'articolo 19, comma 5-bis, lettera b), del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, dell'anno di riferimento sia superiore almeno del 10 per cento a 0,5643 centesimi di euro/MJ. 3. Per gli anni successivi al 2008, le suddette quotazioni di riferimento per l'olio e il gas sono rideterminate tenendo conto delle variazioni annuali dei prezzi della produzione di prodotti industriali e del costo del lavoro per unità di prodotto nell'industria con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. 4. Verificandosi le condizioni di cui al comma 3, il valore dell'ulteriore aliquota di prodotto per l'olio e per il gas da corrispondere allo Stato si determina: a) per le quantità di idrocarburi liquidi e gassosi estratti in terraferma e per le quantità di idrocarburi gassosi estratti in mare: 1) con l'aliquota dello 2,1 per cento nel caso di incremento degli indici di cui alle lettere a) e b) del comma 2 in misura pari al 10 per cento; 2) con l'aliquota dello 0,3 per cento per ogni punto percentuale di incremento degli stessi indici ulteriore rispetto al 10 per cento; b) per le quantità di idrocarburi liquidi estratti in mare: 1) con l'aliquota dello 1,2 per cento nel caso di incremento dell'indice di cui alla lettera a) del comma 2 in misura pari al 10 per cento; 2) con l'aliquota dello 0,15 per cento per ogni punto percentuale di incremento dello stesso indice ulteriore al rispetto al 10 per cento. 5. Le quantità esenti dal pagamento dell'aliquota di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, sono esenti anche dal pagamento dell'ulteriore aliquota di cui al comma 1. 6. Per la liquidazione, l'accertamento, la riscossione del prelievo dell'ulteriore aliquota di cui al comma 1, inclusa la disciplina sanzionatoria, si applica quanto previsto dall'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, purché compatibile con la natura esclusivamente erariale di tale prelievo. 7. All'ulteriore aliquota di prodotto della coltivazione dovuta ai sensi del presente articolo non si applicano le disposizioni dell'articolo 2. Art. 89 (Acconto sul valore delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi) 1. A decorrere dall'anno 2008, per le concessioni di coltivazioni di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, il titolare unico o contitolare versa nel mese di novembre di ciascun anno a titolo d'acconto del valore delle aliquote di prodotto dovuto per l'anno in corso un importo pari al 100 per cento di quanto versato per l'anno precedente. 2. Il versamento è effettuato allo Stato, alle Regioni a statuto ordinario ed ai Comuni interessati secondo le rispettive quote di competenza e con le stesse modalità previste per i versamenti di cui al predetto articolo 19, comma 8, del decreto legislativo n. 625, del 1996. Limitatamente all'acconto relativo al periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, le somme dovute allo Stato affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al fondo speciale istituito con l'articolo 5. Se per l'anno precedente è stata omessa la presentazione del prospetto di cui al predetto articolo 19, comma 11, del decreto legislativo n. 625, del 1996, l'acconto è commisurato al 100 per cento del valore delle aliquote di prodotto che avrebbe dovuto essere dichiarato con tale prospetto. 3. I versamenti in acconto relativi al valore delle aliquote di prodotto della coltivazione dei giacimenti di gas dovute allo Stato da cedere presso il mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, sono determinati valorizzando la produzione secondo il criterio di cui al predetto articolo 19, comma 5-bis, lettera b). 4. In caso di omesso o insufficiente versamento dell'acconto, si applica la disciplina sanzionatoria di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1977, n. 471, oltre agli interessi di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. 5. Le disposizioni del comma 4 non si applicano nel caso in cui: a) il versamento dovuto nei confronti di ciascun ente impositore separatamente considerato è inferiore a 100.000 euro; b) quando l'acconto versato nei confronti di ciascun ente impositore separatamente considerato è inferiore a quello dovuto, ma non inferiore al 75 per cento del valore dell'aliquota di prodotto dovuto per l'anno in corso. Ai fini del periodo precedente è effettuata secondo il criterio di cui al comma 3 la valorizzazione delle aliquote di prodotto della coltivazione dei giacimenti di gas dovute allo Stato da cedere presso il mercato regolamentato ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40. 6. Il credito risultante dall'eccedenza dell'acconto versato rispetto a quanto dovuto nei confronti di ciascun ente impositore è rimborsata entro 90 giorni dalla presentazione del prospetto di cui al predetto articolo 19, comma 8, del decreto legislativo n. 625, del 1996. Nel caso in cui il rimborso avvenga oltre tale termine maturano gli stessi interessi di cui al comma 4. 7. La stessa eccedenza di cui al comma 6 può essere utilizzata in compensazione di quanto dovuto in acconto o a saldo nei confronti di altri enti impositori compensando prioritariamente: a) le eccedenze nei confronti dei comuni con quanto dovuto alle rispettive regioni di appartenenza; b) le eccedenze nei confronti delle regioni con quanto dovuto allo Stato anche a titolo di imposta sul reddito delle società. 8. Il credito di cui al comma 6 può essere ceduto ad altro titolare o contitolare di concessione di coltivazione per essere compensato secondo quanto previsto dal comma 7. Art. 90 (Addizionale IRES per il settore energia) 1. In dipendenza dell'andamento dell'economia e dell'impatto sociale dell'aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico, l'aliquota dell'imposta sul reddito delle società di cui all'articolo 75 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è applicata con una addizionale di 5,5 punti percentuali per i soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 10 milioni di euro e che operano nei settori di seguito indicati: a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; c) produzione o commercializzazione di energia elettrica. 2. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto; nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell'imposta sul reddito delle società per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni dei commi precedenti. 3. E' fatto divieto agli operatori economici dei settori richiamati al comma 1 di traslare l'onere della maggiorazione d'imposta sui prezzi al consumo. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas vigila sulla puntuale osservanza della disposizione di cui al precedente periodo. Art. 91 (Valutazione delle rimanenze delle imprese operanti nei settori petrolifero e del gas) 1. Al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917, dopo l'articolo 92 è aggiunto il seguente: "Articolo 92-bis (Valutazione delle rimanenze di alcune categorie di imprese) 1. La valutazione delle rimanenze finali dei beni indicati all'articolo 85, comma 1, lettere a) e b) è effettuata secondo il metodo della media ponderata o del “primo entrato primo uscito”, anche se non adottati in bilancio, dalle imprese il cui volume di ricavi supera le soglie previste per l'applicazione degli studi di settore, esercenti le attività di: a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale. 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche ai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1602/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, ed anche a quelli che abbiano esercitato, relativamente alla valutazione dei beni fungibili, l'opzione di cui all'articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38. 3. Per quanto non diversamente disposto dal presente articolo si applicano le disposizioni dei commi 1, 5 e 7, dell'articolo 92.”. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 hanno effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. 3. Il maggior valore delle rimanenze finali che si determina per effetto della prima applicazione dell'articolo 92-bis, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917, anche per le imprese che si sono avvalse dell'opzione di cui all'articolo 13, commi 2 e 4, del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, non concorre alla formazione del reddito in quanto escluso ed è soggetto ad un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive con l'aliquota del 16 per cento. 4. L'imposta sostitutiva dovuta è versata in un'unica soluzione contestualmente al saldo dell'imposta personale dovuta per l'esercizio di prima applicazione dell'articolo 92-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986. Alternativamente, su opzione del contribuente può essere versata in tre rate di eguale importo contestualmente al saldo delle imposte sul reddito relative all'esercizio di prima applicazione dell'articolo 92-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986 e dei due esercizi successivi. Sulla seconda e terza rata maturano interessi al tasso annuo semplice del 3 per cento. 5. Il maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva si considera fiscalmente riconosciuto dall'esercizio successivo a quello di prima applicazione dell'articolo 92-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986; tuttavia fino al terzo esercizio successivo: a) le svalutazioni determinate in base all'articolo 92, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986, fino a concorrenza del maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte personali e dell'imposta regionale sulle attività produttive, ma determinano la riliquidazione della stessa imposta sostitutiva. In tal caso l'importo corrispondente al 16 per cento di tali svalutazioni è computato in diminuzione delle rate di eguale importo ancora da versare; l'eccedenza è compensabile a valere sui versamenti a saldo ed in acconto dell'imposta personale sul reddito; b) nel caso di conferimento dell'azienda comprensiva di tutte o parte delle rimanenze di cui all'articolo 92-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986, il diritto alla riliquidazione e l'obbligo di versamento dell'imposta sostitutiva si trasferiscono sul conferitario, solo nel caso in cui quest'ultimo non eserciti prima del conferimento le attività di cui al predetto articolo 92-bis e adotti lo stesso metodo di valutazione del conferente. In caso contrario, si rende definitiva l'imposta sostitutiva in misura corrispondente al maggior valore delle rimanenze conferite così come risultante dall'ultima riliquidazione effettuata dal conferente; fino a concorrenza di tale maggiore valore le svalutazioni determinate dal conferitario in base all'articolo 92, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986, concorrono alla formazione del reddito per il 50 per cento del loro ammontare fino all'esercizio in corso al 31 dicembre 2011. 6. Fino al termine dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2011, nel caso di cessione dell'azienda comprensiva di tutte o parte delle rimanenze di cui all'articolo 92-bis, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986, l'imposta sostitutiva in misura corrispondente al maggior valore delle rimanenze cedute così come risultante dall'ultima riliquidazione effettuata dal cedente si ridetermina con l'aliquota del 27,5 per cento. 7. L'applicazione dell'articolo 92-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986, come introdotto dal comma 1, costituisce deroga ai sensi dell'articolo 2423-bis del codice civile. Art. 92 (Istituzione fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti) 1. E' istituito un Fondo speciale destinato al soddisfacimento delle esigenze prioritariamente di natura alimentare e successivamente anche energetiche dei cittadini meno abbienti. 2. Il Fondo è alimentato: dalle somme riscosse in eccesso dagli agenti della riscossione ai sensi dell'articolo 25 del presente decreto; dalle somme dovute allo Stato a titolo di acconto delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi ai sensi dell'articolo 2, secondo periodo, del presente decreto; c) dalle somme versate dalle cooperative a mutualità prevalente di cui all'articolo 14; d)con trasferimenti dal bilancio dello Stato; e) con versamenti effettuati a titolo spontaneo e solidale da parte di società ed Enti operanti in specie nel comparto energetico. 3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali sono stabilite le modalità di utilizzo del Fondo per la erogazione di aiuti eccezionali in presenza di effettive situazioni di bisogno. Art. 93 (Istituzione della carta acquisti) 1. In considerazione delle straordinarie tensioni cui sono sottoposti i prezzi dei generi alimentari e il costo delle bollette energetiche, al fine di soccorrere le fasce deboli di popolazione in stato di particolare bisogno e su domanda di queste, è concessa ai cittadini residenti che versano in condizione di maggior disagio economico, individuati ai sensi del successivo comma, una carta acquisti finalizzata all'acquisto di tali beni e servizi, con onere a carico dello Stato. 2. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, disciplina, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente: a) i criteri e le modalità di individuazione dei titolari del beneficio di cui al comma 1, tenendo conto dell'età dei cittadini, dei trattamenti pensionistici e di altre forme di sussidi e trasferimenti già ricevuti dallo Stato, della situazione economica del nucleo familiare; b) l'ammontare del beneficio unitario; c) le modalità e i limiti per la fruizione del beneficio. 3. Ai fini dell'attuazione del presente articolo, che in ogni caso deve essere conseguita entro il 30 settembre 2008, il Ministero dell'economia e delle finanze può avvalersi di altre amministrazioni, enti pubblici o di Sogei S.p.a.. 4. Il Ministero dell'economia e delle finanze, ovvero uno dei soggetti di cui questo si avvale ai sensi del comma 3, individua: a) i titolari del beneficio di cui al comma 1, in conformità alla disciplina di cui al comma 2; b) il gestore del servizio integrato di gestione delle carte acquisti e dei relativi rapporti amministrativi, tenendo conto della disponibilità di una rete distributiva diffusa in maniera capillare sul territorio della Repubblica, che possa fornire funzioni di sportello relative all'attivazione della carta e alla gestione dei rapporti amministrativi, al fine di minimizzare gli oneri, anche di spostamento, dei titolari del beneficio, e tenendo conto altresì di precedenti esperienze in iniziative di erogazione di contributi pubblici. 5. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che detengono informazioni funzionali all'individuazione dei titolari del beneficio di cui al comma 1 o all'accertamento delle dichiarazioni da questi effettuate per l'ottenimento dello stesso, forniscono, in conformità alle leggi che disciplinano i rispettivi ordinamenti, dati, notizie, documenti e ogni ulteriore collaborazione richiesta dal Ministero dell'economia e delle finanze o dalle amministrazioni o enti di cui questo si avvale, secondo gli indirizzi da questo impartiti. 6. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con apposite convenzioni, promuove il concorso del settore privato al supporto economico in favore dei titolari delle carte acquisti. 7. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante utilizzo del Fondo di cui all'articolo 5. Banche e assicurazioni Art. 94 (Deducibilità degli interessi passivi per banche ed assicurazioni ai fini ires ed irap) 1. All'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 5 è inserito il seguente: “5-bis. Gli interessi passivi sostenuti dai soggetti indicati nel primo periodo del comma 5, sono deducibili dalla base imponibile della predetta imposta nei limiti del 96 per cento del loro ammontare. Nell'ambito del consolidato nazionale di cui agli articoli da 117 a 129, l'ammontare complessivo degli interessi passivi maturati in capo a soggetti partecipanti al consolidato a favore di altri soggetti partecipanti sono integralmente deducibili sino a concorrenza dell'ammontare complessivo degli interessi passivi maturati in capo ai soggetti partecipanti a favore di soggetti estranei al consolidato. La società o ente controllante opera la deduzione integrale degli interessi passivi di cui al periodo precedente in sede di dichiarazione di cui all'articolo 122, apportando la relativa variazione in diminuzione della somma algebrica dei redditi complessivi netti dei soggetti partecipanti.”. 2. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al comma 5-bis dell'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917, del 1986, come introdotto dal comma 1, si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Limitatamente al medesimo periodo d'imposta gli interessi passivi di cui al citato comma 5-bis sono deducibili nei limiti del 97 per cento del loro ammontare. 3. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 6, comma 8, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: “Gli interessi passivi concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura del 96 per cento del loro ammontare.”; b) all'articolo 6, comma 9, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: “Gli interessi passivi concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura del 96 per cento del loro ammontare.”; c) all'articolo 7, comma 2, è aggiunto in fine il seguente periodo: “Gli interessi passivi concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura del 96 per cento del loro ammontare.”. 4. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al comma 3 si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Limitatamente al medesimo periodo d'imposta gli interessi passivi di cui al comma precedente sono deducibili nei limiti del 97 per cento del loro ammontare. 5. Nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive per il medesimo periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni dei commi precedenti. Art. 95 (Deducibilità della variazione della riserva sinistri) 1. All'articolo 111, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modifiche: a) le parole “pari al 60 per cento” sono sostituite dalle seguenti “pari al 30 per cento”; b) le parole “nei nove esercizi successivi” sono sostituite dalle seguenti “nei diciotto esercizi successivi”; c) le parole “il 50 per cento della medesima riserva sinistri” sono sostituite dalle seguenti “il 75 per cento della medesima riserva sinistri”. 2. Le residue quote dell'ammontare complessivo delle variazioni della riserva sinistri di cui all'articolo 111, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, che eccede il 60 per cento dell'importo iscritto in bilancio, formate negli esercizi precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e non ancora dedotte, sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di loro formazione. 3. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, 212, le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto; nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni del presente articolo. Art. 96 (Acconti imposta di bollo e imposta sulle assicurazioni) 1. La percentuale della somma da versare, nei termini e con le modalità previsti dall'articolo 15-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, è elevata al 75 per cento per l'anno 2008, all'85 per cento per il 2009 e al 95 per cento per gli anni successivi. 2. La percentuale della somma da versare nei termini e con le modalità previsti dall'articolo 9 comma 1 bis della legge 29 ottobre 1961, n. 1216, è elevata al 14 per cento per l'anno 2008, al 30 per cento per il 2009 e al 40 per cento per gli anni successivi. Art. 97 (Svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti) 1. All'articolo 106, comma 3, del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) le parole: “0,40 per cento”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: “0,30 per cento”; b) le parole “nei nove esercizi successivi” sono sostituite dalle seguenti “nei diciotto esercizi successivi”. 2. Le residue quote dell'ammontare complessivo delle svalutazioni eccedenti la misura deducibile in ciascun esercizio ai sensi del comma 3 dell'articolo 106 del testo unico delle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, formate negli esercizi precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e non ancora dedotte, sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello in cui esse si sono formate. 3. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto; nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni del presente articolo. Art. 98 (Imposta di registro contratti di locazione immobiliare) 1. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di Registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'Art. 5, comma 2, le parole “ad eccezione delle operazioni esenti di cui all'articolo 10, numeri 8), 8-bis), 8-ter) e 27-quinquies, dello stesso decreto” sono aggiunte le parole: “nonché delle locazioni di immobili esenti ai sensi dell' articolo 6 della legge 13 maggio 1999, n. 133 e dell'articolo 10, secondo comma, del medesimo decreto n. 633 del 1972”; b) all'articolo 40, comma 1 dopo le parole “27-quinquies) dello stesso decreto” sono inserite le seguenti: “nonché delle locazioni di immobili esenti ai sensi dell'Art. 6 della legge 13 maggio 1999 n. 133 e dell'articolo 10, secondo comma, del medesimo decreto n. 633 del 1972”. 2. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia dell'entrate sono stabiliti le modalità e i termini degli adempimenti e del versamento dell'imposta commisurata ai canoni di locazione maturati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto per i contratti di locazione in corso alla medesima data e per quelli stipulati successivamente. Art. 99 (Regime IVA delle prestazioni ausiliarie nei gruppi bancari e assicurativi) 1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 262, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2009. Conseguentemente nel comma 264, dell'articolo 1, lett. a), della legge n. 244 del 2007, sono soppresse le parole “,e al comma 262”. Fondi immobiliari Art. 100 (Disposizioni tributarie riguardanti dei fondi d'investimento immobiliare “familiari”) 1. A partire dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, ai fondi d'investimento immobiliare chiusi di cui all'Art. 37 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 che presentano i requisiti indicati nelle lettere a) e b) del comma 2, si applica un'imposta patrimoniale sull'ammontare del valore netto dei fondi. La società di gestione preleva un ammontare pari al 1 per cento a titolo di imposta patrimoniale. Il valore netto del fondo deve essere calcolato come media annua dei valori risultanti dai prospetti redatti ai sensi dell'Art. 6, comma 1, lettera c) n. 3) del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Nel caso di fondi comuni avviati o cessati in corso d'anno, in luogo del patrimonio all'inizio dell'anno si assume il patrimonio alla data di avvio del fondo ovvero in luogo del patrimonio alla fine dell'anno si assume il patrimonio alla data di cessazione del fondo. Ai fini dell'applicazione della presente disposizione non concorre a formare il valore del patrimonio netto l'ammontare dell'imposta patrimoniale dovuta per il periodo d'imposta e accantonata nel passivo. L'imposta è corrisposta entro il 16 febbraio dell'anno successivo. Per l'accertamento, la riscossione e le sanzioni dell'imposta non dichiarata o non versata si applicano le disposizioni stabilite in materia di imposte sui redditi. 2. L'imposta di cui al comma 1 è dovuta qualora il fondo sia costituito con apporto di immobili, diritti reali immobiliari o partecipazioni in società immobiliari per la maggior parte del suo patrimonio e qualora: le quote del fondo siano detenute, da meno di 10 partecipanti salvo che almeno il 50 per cento di tali quote siano detenute da uno o più dei soggetti di cui al comma 2 ultimo periodo dell'articolo 7 del decreto legge 25 settembre 2001 n. 351 convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, dai soggetti indicati nell'Art. 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, da imprenditori individuali, società ed enti se le partecipazioni sono relative all'impresa commerciale nonché da enti pubblici ed enti di previdenza obbligatoria; e, in ogni caso, se il fondo è istituito ai sensi degli articoli 15 e 16 del regolamento del ministro del tesoro del bilancio e della programmazione economica 24 maggio 1999, n. 228, e più dei due terzi delle quote siano detenute complessivamente, nel corso del periodo d'imposta, al di fuori dell'esercizio d'impresa, da persone fisiche legate fra loro da rapporti di parentela o affinità ai sensi dell'articolo 5, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto  del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché da società ed enti di cui le persone fisiche medesime detengano il controllo ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, ovvero il diritto di partecipazione agli utili superiore al 50 per cento e da trust di cui siano disponenti o beneficiari. 3. La Società di gestione del risparmio verifica la condizione di cui alla lettera a) del comma 2 al momento dell'istituzione del fondo comune. La condizione di cui alla lettera b) del comma 2 è verificata costantemente dalla società di gestione del risparmio, considerando la media annua del valore delle quote detenute dai partecipanti. A tal fine in caso di cessione delle quote gli acquirenti sono tenuti a rendere apposita comunicazione scritta alla società di gestione del risparmio, entro 30 giorni dalla data dell'acquisto, contenente tutte le informazioni necessarie e aggiornate ai fini dell'applicazione delle disposizioni del comma 2, lettera b). 4. La sussistenza delle condizioni indicate nel comma 2 determina l'applicazione dell'imposta patrimoniale di cui al comma 1 a partire dal periodo d'imposta nel quale esse si verificano. 5. Nell'articolo 7, comma 1,  del decreto legge 25 settembre 2001 n. 351 convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410 le parole “una ritenuta del 12,50 per cento” sono sostituite dalle seguenti “una ritenuta del 20 per cento”. 6. Nell'articolo 73 del Testo Unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 5-ter, è inserito il seguente: “5-quater. Salvo prova contraria, si considerano residenti nel territorio dello Stato le società o enti che detengano più del 50 per cento delle quote dei fondi di investimento immobiliare chiusi di cui all'articolo 37 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e siano controllati direttamente o indirettamente, per il tramite di società fiduciarie o per interposta persona, da soggetti residenti in Italia. Il controllo è individuato ai sensi dell'articolo 2359, comma 1 e 2, del codice civile, anche per partecipazioni possedute da soggetti diversi dalle società.”. Stock option Art. 101 (Abolizione di agevolazioni in materia di stock option) 1. Nel comma 2 dell'articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la lettera g-bis è abrogata. 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Cooperative Art. 102 (Cooperative a mutualità prevalente) 1. Le cooperative a mutualità prevalente di cui all'articolo 2512 del codice civile che presentano in bilancio un debito per finanziamento contratto con i soci superiore a 50 milioni di euro, sempre che tale debito sia superiore al patrimonio netto contabile, comprensivo dell'utile d'esercizio, così come risultanti alla data di approvazione del bilancio d'esercizio, destinano il 5 per cento dell'utile netto annuale al fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti di cui all'articolo 5, secondo le modalità e i termini stabiliti con decreto non regolamentare emanato dal Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro della giustizia. 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica in relazione agli utili evidenziati nei bilanci relativi all'esercizio in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e a quello successivo. Art. 103 (Elevazione della ritenuta sugli interessi corrisposti dalle cooperative ai soci) 1. Il comma 3 dell'articolo 6 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, è sostituito dal seguente: “3. Sugli interessi corrisposti dalle società cooperative e loro consorzi ai propri soci persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, relativamente ai prestiti erogati alle condizioni stabilite dall'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, si applica una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 20 per cento.”. Art. 104 (Cooperative di consumo e consorzi) 1. Al comma 460 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo la lettera b) è inserita la seguente lettera: “b-bis) per la quota del 55 per cento degli utili netti annuali delle società cooperative di consumo e loro consorzi”. 2. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, 212, le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto; nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni del presente articolo. Accertamento Art. 105 (Controllo obblighi fiscali e contributivi dei soggetti extracomunitari e dei non residenti) 1. Al fine di garantire maggiore efficacia ai controlli sul corretto adempimento degli obblighi di natura fiscale e contributiva a carico dei soggetti non residenti e di quelli residenti ai fini fiscali da meno di 5 anni, l'INPS e l'Agenzia delle entrate predispongono di comune accordo appositi piani di controllo anche sulla base dello scambio reciproco dei dati e delle informazioni in loro possesso. 2. L'INPS e l'Agenzia delle entrate determinano le modalità di attuazione della disposizione di cui al comma 1 con apposita convenzione. Art. 106 (Sviluppo attività di controllo) 1. Nel triennio 2009-2011 l'Agenzia delle Entrate realizza un piano di ottimizzazione dell'impiego delle risorse finalizzato ad incrementare la capacità operativa destinata alle attività di prevenzione e repressione della evasione fiscale, rispetto a quella media impiegata agli stessi fini nel biennio 2007-2008, in misura pari ad almeno il 10 per cento. Art. 107 (Partecipazione dei Comuni al contrasto alla evasione fiscale) 1. All'articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, dopo il comma 2-bis, è aggiunto il seguente: “2-ter. Il Dipartimento delle finanze con cadenza semestrale fornisce ai Comuni, anche per il tramite dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, l'elenco delle iscrizioni a ruolo delle somme derivanti da accertamenti ai quali i Comuni abbiano contribuito ai sensi dei commi precedenti.”. Art. 108 (Contrasto alle frodi in materia di imposta sul valore aggiunto) 1. Ai fini di una più efficace prevenzione e repressione dei fenomeni di frode in materia di IVA nazionale e comunitaria l'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza incrementano la capacità operativa destinata a tali attività anche orientando appositamente loro funzioni o strutture al fine di assicurare: a) l'analisi dei fenomeni ed individuazione di specifici ambiti di indagine; b) la definizione di apposite metodologie di contrasto; c) la realizzazione di specifici piani di prevenzione e contrasto dei fenomeni medesimi; d) il monitoraggio dell'efficacia delle azioni poste in essere. 2. Il coordinamento operativo tra i soggetti istituzionali di cui al comma 1 è assicurato mediante un costante scambio informativo anche allo scopo di consentire la tempestiva emissione degli atti di accertamento e l'adozione di eventuali misure cautelari. 3. Gli esiti delle attività svolte formano oggetto di apposite relazioni annuali al Ministro dell'economia e delle finanze. Art. 109 (Piano straordinario di controlli finalizzati all'accertamento sintetico e efficientamento dell'Amministrazione fiscale) 1. Nell'ambito della programmazione dell'attività di accertamento relativa agli anni 2009, 2010 e 2011 è pianificata l'esecuzione di un piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche a norma dell'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sulla base di elementi e circostanze di fatto certi desunti dalle informazioni presenti nel sistema informativo dell'anagrafe tributaria nonché acquisiti in base agli ordinari poteri istruttori e in particolare a quelli acquisiti ai sensi dell'articolo 32, primo comma, lettera f), del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600, del 1973. 2. Nella selezione delle posizioni ai fini dei controlli di cui al comma 1 è data priorità ai contribuenti che non hanno evidenziato nella dichiarazione dei redditi alcun debito d'imposta e per i quali esistono elementi segnaletici di capacità contributiva. 3. Coerentemente con quanto previsto dall'articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall'articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la Guardia di Finanza contribuisce al piano straordinario di cui al comma 1 destinando una adeguata quota della propria capacità operativa alle attività di acquisizione degli elementi e circostanze di fatto certi necessari per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche a norma dell'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. L'Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza definiscono annualmente, d'intesa tra loro, le modalità della loro cooperazione al piano. 4. Ai fini della realizzazione del piano di cui al comma 1 ed in attuazione della previsione di cui articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, i Comuni segnalano all'Agenzia delle Entrate eventuali situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito di cui siano a conoscenza. 5. Al fine di favorire lo scambio di esperienze professionali e amministrative tra le Agenzie fiscali attraverso la mobilità dei loro dirigenti generali di prima fascia, nonché di contribuire al perseguimento della maggiore efficienza e funzionalità di tali Agenzie, su richiesta nominativa del direttore di una Agenzia fiscale, che indica altresì l'alternativa fra almeno due incarichi da conferire, il Ministro dell'economia e delle finanze assegna a tale Agenzia il dirigente generale di prima fascia in servizio presso altra Agenzia fiscale, sentito il direttore della Agenzia presso la quale è in servizio il dirigente generale richiesto. Qualora per il nuovo incarico sia prevista una retribuzione complessivamente inferiore a quella percepita dal dirigente generale in relazione all'incarico già ricoperto, per la differenza sono fatti salvi gli effetti economici del contratto individuale di lavoro in essere presso l'Agenzia fiscale di provenienza fino alla data di scadenza di tale contratto, con oneri a carico della Agenzia fiscale richiedente. In caso di rifiuto ad accettare gli incarichi alternativamente indicati nella richiesta, il dirigente generale è in esubero ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 6. All'articolo 67 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni: a) nel comma 1, lettera b), la parola “sei” è sostituita dalla seguente: “quattro”; b) nel comma 2 il secondo periodo è sostituito dal seguente: “Metà dei componenti sono scelti tra i dipendenti di pubbliche amministrazioni ovvero tra soggetti ad esse esterni dotati di specifica competenza professionale attinente ai settori nei quali opera l'agenzia.”. 7. In sede di prima applicazione della disposizione di cui al comma 6 i comitati di gestione delle agenzie fiscali in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto cessano automaticamente il trentesimo giorno successivo. 8. Al fine di garantire la continuità delle funzioni di controllo e monitoraggio dei dati fiscali e finanziari, i diritti dell'azionista della società di gestione del sistema informativo dell'amministrazione finanziaria ai sensi dell'articolo 22, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, sono esercitati dal Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 6, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio 2008, n. 43, che provvede agli atti conseguenti in base alla legislazione vigente. Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con il presente comma. Il Consiglio di amministrazione, composto di cinque componenti, è conseguentemente rinnovato entro il 30 giugno 2008 senza applicazione dell'articolo 2383-bis, terzo comma, del codice civile. Art. 110 (Contrasto all'evasione fiscale derivante dalle estero-residenze fittizie delle persone fisiche) 1. Al fine di assicurare maggiore effettività alla previsione di cui articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, i Comuni, entro i sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero, confermano all'Ufficio dell'Agenzia delle entrate competente per l'ultimo domicilio fiscale che il richiedente ha effettivamente cessato la residenza nel territorio nazionale. Per il triennio successivo alla predetta richiesta di iscrizione la effettività della cessazione della residenza nel territorio nazionale è sottoposta a vigilanza da parte dei Comuni e dell'Agenzia delle entrate, la quale si avvale delle facoltà istruttorie di cui al titolo IV del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 2. In fase di prima attuazione delle disposizioni introdotte dal comma 1, la specifica vigilanza ivi prevista da parte dei Comuni e dell'Agenzia delle entrate viene esercitata anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto la iscrizione nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero a far corso dal 1° gennaio 2006. L'attività dei Comuni è anche in questo caso incentivata con il riconoscimento della quota pari al 30 per cento delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo previsto dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Art. 111 (Semplificazioni nella gestione dei rapporti tributari ) 1. Allo scopo di semplificare la gestione dei rapporti con l'Amministrazione fiscale, ispirandoli a principi di reciproco affidamento ed agevolando il contribuente mediante la compressione dei tempi di definizione, nel decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218, dopo l'articolo 5 è inserito il seguente: Art. 5-bis (Adesione ai verbali di constatazione) 1. Il contribuente può prestare adesione anche ai verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto redatti ai sensi dell'Art. 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, che consentano l'emissione di accertamenti parziali previsti dall'articolo 41-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall'articolo 54, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 2. L'adesione di cui al comma 1 può avere ad oggetto esclusivamente il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve intervenire entro i 30 giorni successivi alla data della notifica del verbale medesimo mediante comunicazione al competente Ufficio delle entrate ed al Reparto della Guardia di Finanza che ha redatto il verbale. Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione, l'Ufficio delle entrate notifica al contribuente l'atto di definizione dell'accertamento parziale recante le indicazioni previste dall'articolo. 7. 3. In presenza dell'adesione di cui al comma 1 la misura delle sanzioni applicabili indicata nell'articolo 2, comma 5, è ridotta alla metà e le somme dovute possono essere versate ratealmente ai sensi dell'articolo 8 comma 2, senza prestazione delle garanzie ivi previste.”. Art. 112 (Adeguamento degli studi di settore alle realtà economiche locali) 1. In funzione dell'attuazione del federalismo fiscale, a far corso dal 1° gennaio 2009 gli studi di settore di cui all'articolo 62-bis del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, vengono elaborati anche su base regionale o comunale, ove ciò sia compatibile con la metodologia prevista dal primo comma, secondo periodo, dello stesso articolo 62-bis. 2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di attuazione del comma 1, prevedendo che la elaborazione su base regionale o comunale avvenga con criteri di gradualità entro il 31 dicembre 2013 e garantendo che alla stessa possano partecipare anche i Comuni, in attuazione della previsione di cui articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Riscossione Art. 113 (Restituzione di pagamenti in eccesso effettuati da soggetti iscritti a ruolo) 1. All'articolo 22 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: “1-bis. In caso di versamento di somme eccedenti almeno cinquanta euro rispetto a quelle complessivamente richieste dall'agente della riscossione, quest'ultimo ne offre la restituzione all'avente diritto notificandogli una comunicazione delle modalità di restituzione dell'eccedenza. Decorsi tre mesi dalla notificazione senza che l'avente diritto abbia accettato la restituzione, ovvero, per le eccedenze inferiori a cinquanta euro, decorsi tre mesi dalla data del pagamento, l'agente della riscossione riversa le somme eccedenti all'ente creditore ovvero, se tale ente non è identificato nè facilmente identificabile, all'entrata del bilancio dello Stato, ad esclusione di una quota pari al 15 per cento, che affluisce ad apposita contabilità speciale. Il riversamento è effettuato il giorno 20 dei mesi di giugno e dicembre di ciascun anno. 1-ter. La restituzione ovvero il riversamento sono effettuati al netto dell'importo delle spese di notificazione, determinate ai sensi dell'articolo 17, comma 7-ter, trattenute dall'agente della riscossione a titolo di rimborso delle spese sostenute per la notificazione. 1-quater. Resta fermo il diritto di chiedere, entro l'ordinario termine di prescrizione, la restituzione delle somme eccedenti di cui al comma 1-bis all'ente creditore ovvero allo Stato. In caso di richiesta allo Stato, le somme occorrenti per la restituzione sono prelevate dalla contabilità speciale prevista dal comma 1-bis e riversate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.”. 2. Le somme eccedenti di cui all'articolo 22, comma 1-bis, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, incassate anteriormente al quinto anno precedente la data di entrata in vigore del presente decreto, sono versate entro il 20 dicembre 2008 ed affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al fondo speciale istituito con l'articolo 5. Art. 114 (Soppressione delle garanzie per rateazione di importi iscritti a ruolo) 1. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel comma 1, sono soppresse le parole da “Se” a “cancellazione dell'ipoteca”; b) nel comma 4, le parole da “l'ultimo” a “mese” sono sostituite dalle seguenti: “nel giorno di ciascun mese indicato nell'atto di accoglimento dell'istanza di dilazione”; c) il comma 4-bis è abrogato. In ogni caso le sue disposizioni continuano a trovare applicazione nei riguardi delle garanzie prestate ai sensi dell'articolo 19 del citato decreto del Presidente delle Repubblica n. 602 del 1973 nel testo vigente anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Art. 115 (Aumento valore catastali per immobili messi all'incanto) 1. All'articolo 79, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo la parola “131”, sono inserite le seguenti: “, moltiplicato per tre”. Art. 116 (Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia) 1. E' istituito presso il Ministero degli affari esteri il Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia, con compiti di indirizzo, consulenza, nonché di coordinamento informativo, anche mediante scambi di dati, con le principali imprese nazionali, soprattutto a partecipazione pubblica, che operano nei settori dell'energia, dei trasporti, della difesa, delle telecomunicazioni, nonché nei settori di altri pubblici servizi. 2. Al Comitato competono altresì, anche al fine di farne oggetto di pareri al Governo, l'analisi di fenomeni economici complessi propri della globalizzazione, quali l'influenza dei fondi sovrani e lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo, nonché compiti di supporto alle funzioni di coordinamento degli sforzi per lo sviluppo delle attività all'estero di imprese italiane e delle iniziative di interesse nazionale all'estero. 3. Il Comitato è composto, in numero non superiore a dieci, da alte professionalità tecniche dotate di elevata specializzazione nei suoi settori di intervento, nonché da qualificati rappresentanti dei Ministeri degli affari esteri, dell'economia e delle finanze, della difesa, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti. 4. Il Presidente del Comitato è scelto fra le alte professionalità che lo compongono. Le funzioni di segreteria del Comitato sono assicurate, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, dalla Segreteria generale del Ministero degli affari esteri. Il Comitato e la sua segreteria sono costituiti con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il quale sono stabilite altresì le disposizioni generali sul loro funzionamento. Il Comitato riferisce ogni sei mesi sulla attività svolta e sui propri risultati. La partecipazione al Comitato è gratuita. TITOLO V Disposizioni finanziarie e finali Art. 117 (Disposizioni finanziarie) 1. Per la realizzazione degli interventi di cui ai Capi I, II e III del Titolo II del presente provvedimento, effettuati per il tramite dell'Agenzia per l'attrazione degli investimenti, ove non diversamente previsto, si provvede a valere sulle risorse finanziarie, disponibili presso l'Agenzia medesima, ferme restando le modalità di utilizzo già previste dalla normativa vigente per le disponibilità giacenti sui conti di tesoreria intestati all'Agenzia. 2. Dall'attuazione delle disposizioni del Capo VIII del Titolo II non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le attività delle Amministrazioni pubbliche interessate sono svolte nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. Art 118 (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Allegato 1 Art. 3, commi 143 e 165, della legge 24 dicembre 2003, n. 350; Art. 18 della legge 9 marzo 1989, n. 88; l'ultimo periodo dell'Art. 79, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448; Art. 2, comma 1 quater del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49; Art. 8, comma 3, della legge 16 marzo 2001, n. 88; Art. 1, commi 236 e 406, della legge 23 dicembre 2005, n. 266; Art. 39 – vicies semel, comma 42 del decreto-legge 30 dicembre 2005,- n. 273, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51; le parole da “ e relative contrattazioni collettive” fino alla fine del periodo dell'Art. 7, comma 1, della legge 14 ottobre 1999, n. 362; la lettera b) dell'Art. 263, comma 1, del D.P.R. 16 ottobre 1992, n. 495; le parole da “e del 50 per cento” fino alla fine del periodo del comma 5 dell'Art. 24, della legge 14 giugno 1989, n. 234 Art. 5, comma 2, della legge 23 marzo 2001, n. 93; Art. 1 della legge 31 luglio 2002, n. 179; Art. 6, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 2003, n. 366; Art. 1, commi 550, 551, 553 e 567 della legge 27 dicembre 2006, n. 296; Art.4 comma 11 del decreto-legge 31 gennaio 2008, n.8, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 13 marzo 2008, n. 45;; Art. 3, comma 148 legge 24 dicembre 2007, n.244.

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C'è incertezza sulla semina per le decisioni dei governi (sezione: Province)

( da "Provincia Pavese, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Province

NORME EUROPEE C'è incertezza sulla semina per le decisioni dei governi MORTARA. L'Unione europea ha proposto di abolire il set-aside, cioè l'obbligo di tenere a riposo una serie di terreni. Ma le decisioni dei governi saranno prese quando saranno già seminati i cereali vernini, come il frumento. E' la preoccupazione degli agricoltori emersa dalla lettura della nota di Bruxelles, diffusa nel sito dell'Ente nazionale risi. "Molte delegazioni nazionali hanno manifestato preoccupazione per l'incertezza sull'applicazione, o meno, del set-aside nella prossima campagna - spiega l'Ente risi - la Commissione europea ha pubblicato la proposta all'interno dello "stato di salute" della Politica agricola comune, che ne prevede l'abolizione, ma le decisioni dei ministri saranno prese a semine autunnali già avvenute". L'abolizione del set aside è una boccata d'ossigeno per i cereali: le scorte dei magazzini europei si sono ridotte a un milione di tonnellate rispetto ai 14 milioni dell'inizio della campagna 2006-07. Con la cancellazione di questo provvedimento in tutta Italia dovrebbero tornare in produzione circa 200mila ettari: in provincia saranno 5.650.

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Di MICHELA BERTI POTEVA ESSERE un abile sindaco o un capace presidente di Prov (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 21-06-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 3 di MICHELA BERTI POTEVA ESSERE un abile sindaco o un capace presidente di Prov... di MICHELA BERTI POTEVA ESSERE un abile sindaco o un capace presidente di Provincia ma è il suo orologio è sempre stato sfalsato rispetto ai tempi del suo partito. Così Fabio Del Nista, storico democristiano passato poi alla Margherita per approdare al Partito Democratico, lascia la giunta del sindaco Cosimi. L'uomo del Monte, come lo hanno sempre definito i suo amici perché dirigente del Monte dei Paschi di Siena, chiude un capitolo importante della sua attività amministrativa, dopo aver lavorato, per oltre quattro anni, a "sanare la situazione critica che ho trovato" dice l'ex assessore al bilancio. "Ho dovuto prendere alcune decisioni per risolvere casi pregressi che, con le finanziarie degli ultimi anni, potevano diventare insanabili". A PARTIRE dalla decisione, non certo popolare, di trasformare la Tarsu in Tia. "La gente mi additava ? ricorda l'ex assessore ? mentre io cercavo di riequilibrare il costo di un servizio. Ho stimolato il management dell'Aamps, legata a doppio filo con il Comune, per dare autonomia gestionale all'Azienda. C'è voluto fegato, ma ora i conti tornano e, negli ultimi tempi, siamo riusciti ad alleggerire le percentuali". Alla manovra della Tia si lega anche la lotta all'evasione, vero e proprio cavallo di battaglia di Del Nista: un contrasto che ha portato risultati eccellenti, anche per l'impegno di tutta la macchina amministrativa. Diminuito l'indebitamento dell'amministrazione nei confronti delle banche, Del Nista parla delll'abolizione dell'Ici sulla prima casa - decisa dal Governo - che, per il Comune di Livorno, equivale ad un mancato incasso per 16milioni di euro. "Ora il Governo dovrà restituirci, in qualche modo, questi soldi ? dice Del Nista ? altrimenti il mio successore avrà problemi di liquidità ed i debitori busseranno alle porte del Municipio". SE DA UNA parte i soldi non entrano, dall'altra però ci sono nuove manovre a partire dall'accordo, in via di chiusura con l'Autorità Portuale, che definisce l'applicazione dell'Ici all'interno della cinta doganale, una misura che si unisce alla tassa sulle aree fabbricate e su quelle demaniali. A completare il lavoro dell'ex assessore, l'entrata di nuovi dirigenti: Nicola Falleni, alla ragioneria e Alessandro Parlanti ai tributi, già in servizio mentre Massimiliano Bendinelli, oggi ragioniere capo al Comune di Capannori, diventerà dirigente al patrimonio. "Il sistema è a regime ? dice Del Nista ? e lascio al mio successore un lavoro ben avviato". ED ORA che farà l'uomo del Monte? Chiamato dal sindaco Cosimi a ricoprire un incarico come la presidenza dell'Asa, Del Nista risponde: "Non si può certo dire no ad un sindaco che ti ha dato fiducia per quattro anni e che ti chiede un impegno così delicato. Fa parte del mio carattere accettare sfide operative. Ho superato la Tia, posso arrivare ad Asa". Poi, con la sua tipica aria scanzonata, parla degli hobby: la pesca, la caccia, la pigrizia ma...la politica resta in cima alla lista dei suoi divertimenti. "Quattro anni fa mi sarei aspettato di più dal mio partito. Sentivo naturale ricoprire un incarico, affine alla mia formazione, come quello di presidente della Provincia. Così non è stato". Un treno che potrebbe ripassare? "Non so se andrei alla stazione". E per le primarie, scenderebbe in campo? "Non certo per il Comune ? risponde Del Nista ? ho troppo rispetto per il sindaco Cosimi per mettermi in competizione con lui". E per Palazzo Granducale? "La Provincia non mi interessa più". Sarà vero?.

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Ciò che di drammatico emerge nella zona montana della provincia di Teramo è che il consumo (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 21-06-2008)

Argomenti: Province

Di MAURIZIO DI BIAGIO Ciò che di drammatico emerge nella zona montana della provincia di Teramo è che il consumo è superiore al reddito. Senza scomodare Keyness, in parole povere ciò vuol dire che la gente "o non dichiara quello che guadagna, e questo non ci sorprenderebbe più di tanto, oppure- ed è la tesi più appropriata- sta erodendo le ultime quote di risparmio accantonate con tanta fatica". Come si dice in gergo siamo alla canna del gas. A ribadirlo è Enrico Del Colle, a margine della presentazione della sua ultima fatica "Come si vive in Abruzzo", il libro che scatta una foto socio-economica al territorio teramano e regionale. D'altronde, replica il sindaco Chiodi, attaccando tutte le politiche sociali e economiche sin qui svolte per la montagna teramana "come possiamo pensare di risollevare un'economia solo a forza di zaino e di panino? Se scegliamo questa strategia, dobbiamo poi essere consapevoli che consegniamo quelle popolazioni al declino... è una scelta molto importante questa". Oppure, si accettino sviluppo ed investimenti, come è accaduto ad esempio a Rocca S.Maria con i suoi borghi, fa intendere. Tuttavia, in confronto al resto dell'Abruzzo, diviso per l'occasione in diversi "dipartimenti" o sistemi locali (Seal), la provincia non ne esce così male, tranne che ovviamente per l'Alto Teramano. Da noi si vive bene nel dipartimento Giulianova-Val Vibrata e nell'area urbana di Teramo. Ma c'è un però. "Quello che mi colpisce- incalza Chiodi- è un tasso di sviluppo economico teramano abbastanza apprezzabile ma fondato su basi fragili, se è vero che il 37% dell'economia si rifa al manifatturiero, un settore in difficoltà di competitività". "E dove le imprese non reggono il confronto con i cinesi" aggiunge Sardi di Unioncamere. "Per gli anni a venire mi preoccupa il fatto di non poter assicurare a Teramo, con il suo tasso d'invecchiamento, un welfare apprezzabile" conclude il sindaco. Tornando alla montagna, mette in allarme tutti, quando paventa l'instabilità politica per tutto l'Abruzzo e soprattutto i 12 mln destinati alla nuova cabinovia dei Prati di Tivo in forte dubbio con l'abolizione dei fondi Fas.

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<OGNI volta che finisce all'opposizione, la sinistra ripete la filastro (sezione: Province)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 22-06-2008)

Argomenti: Province

SARZANA / LUNIGIANA pag. 15 "OGNI volta che finisce all'opposizione, la sinistra ripete la filastro... "OGNI volta che finisce all'opposizione, la sinistra ripete la filastrocca di Berlusconi che taglia i fondi, che impoverisce i cittadini e altre fanfaluche del genere". A parlare è il consigliere comunale del Popolo della Libertà Andrea Camaiora che replica così all'assessore Alessio Cavarra. "Cavarra fa i conti senza l'oste e cioè il governo della sinistra che in due anni ha combinato disastri, torchiato le famiglie e messo in ginocchio l'Italia. E' meglio ridurre gli sprechi, che come ha dimostrato il ministro Brunetta, ci sono soprattutto negli Enti locali, o alzare le tasse ai cittadini come fa sistematicamente la sinistra? Vogliamo parlare di Sarzana e delle bollette dei cellulari del Comune? I nostri amministratori, così attenti a parole ai più bisognosi, in un anno hanno speso 11 dei 18 mila euro. I politici 11 mila, il personale (ben 45 persone) appena 7 mila. E non è certo colpa di Berlusconi se gli assessori e il sindaco del Comune di Sarzana buttano via in spese telefoniche mille euro al mese... Quanto all'abolizione dell'Ici, nessun problema. Sarzana riceverà dallo Stato quanto non potrà più prelevare dalle tasche dei contribuenti. A Cavarra e al Pdo scoccia che il governo abbia impedito a Regioni, Province e Comuni di aumentare le tasse. Quanto alla sanità, come si vede da tempo a Sarzana, la situazione è disastrosa per colpa del malgoverno della sinistra in Regione. Cavarra usa le istituzioni per fare politica. È un pessimo atteggiamento. Il nostro Paese ha bisogno di scelte responsabili e coraggiose: questo governo ? conclude Camaiora ? le sta attuando".

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Proposta della Prestigiacomo. <E sui termovalorizzatori, si acceleri> (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Province

Proposta della Prestigiacomo. "E sui termovalorizzatori, si acceleri" Lillo Miceli Palermo. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, "apprezza" la riduzione da 27 a 10 degli Ato rifiuti voluta dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, ma ritiene che bisogna fare un ulteriore passo, sciogliendo gli Ambiti territoriali ottimali per affidarne le competenze alle Province. Una proposta controcorrente rispetto al dibattito istituzionale che auspica l'abolizione delle Province. "Il punto è, però, che la responsabilità di questa situazione è proprio del sistema degli Ato, che si sono rivelati una fabbrica di poltrone e di posti assolutamente inadeguati sul piano gestionale. Per questo motivo, ritengo che la riduzione del loro numero, per quanto apprezzabile, da sola non rappresenti la soluzione del problema. Il rischio è che gli Ato provinciali risultino ingestibili, mettendo insieme debiti e inefficienze piuttosto che competenze e risorse. Oltre al fatto che non verrebbe per nulla sterilizzata l'ingerenza e il controllo della politica su scelte che dovrebbero essere operate autonomamente dai sindaci". Dunque? "Penso che occorrerebbe operare un passo ulteriore, affidando i poteri di controllo alle Province che svolgono già una funzione di coordinamento sul territorio e potrebbero ben adempiere questo compito, evitando di moltiplicare enti e comitati. Soprattutto, restituendo competenze e responsabilità in materia di raccolta ai sindaci. Sono proprio loro le vittime del sistema degli Ato, dovendo rispondere in prima persona verso i cittadini dei disservizi della raccolta, anche nei casi in cui il comune risulti essere virtuoso rispetto agli Ato. Il ritorno ad una gestione del servizio comunale, e non più d'ambito, a mio parere renderebbe più incisivi anche i provvedimenti relativi all'incremento della raccolta differenziata e al sistema di premialità ad esso connesso, che mi sembrano essere la parte più convincente della riforma varata". E se, poi, le Province venissero abolite? "Non sarà così facile abolire le Province, enti per i quali abbiamo appena votato. E non dico ciò per il risultato elettorale ottenuto. Gli Ato rifiuti non sono stati all'altezza del compito. L'indagine della Corte dei conti ha messo in evidenza che producono soltanto debiti. Averne ridotto il numero è un fatto positivo, ma bisogna andare oltre. Occorrono specifiche professionalità che gli Ato non hanno, ma le Province sì". Intanto, la costruzione dei termovalorizzatori è bloccata e le discariche non possono ricevere rifiuti all'infinito. Secondo alcuni calcoli, fra due anni saranno sature. "Bisogna accelerare le procedure per la costruzione dei termovalorizzatori, si deve continuare sulla scia della programmazione già fatta. Occorre fare presto altrimenti si perde il vantaggio del "Cip 6", il contributo che rende appetibile per i privati investire in questo settore. A Trapani è già stata chiusa una discarica, ma, per fortuna, fra qualche giorno ne sarà aperta una nuova. E' tempo di riforme coraggiose e la stagione politica che si è aperta, dopo anni ed anni di transizione, offre finalmente la possibilità di realizzarle".

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